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Riflessioni sull'Identità e le Relazioni Umane

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  Riflessioni sull'Identità e le Relazioni Umane Identità Europea? Oggi, mentre ascoltavo i miei amici parlare di identità, mi sono trovato a riflettere su un concetto che è tanto complesso quanto affascinante. L’identità europea, quella dell’ex Jugoslavia, l’Iraq post-Saddam e la Libia dopo Gheddafi, l’Ucraina e la Palestina con Israele: storie intrecciate, destini condivisi. È come se, in un grande affresco, ogni colore rappresentasse una nazione, ma i contorni si sfumano, si confondono. Il Ruolo delle Emozioni E qui entra in gioco un amico, Humberto Maturana, che una volta mi ha detto: “Quando ci sono conflitti, le soluzioni di successo sono sempre di natura emotiva.” Non possiamo ignorare questo aspetto. La razionalità è importante, certo, ma senza emozione, senza quella scintilla che ci fa sentire umani, cosa rimane? Riconciliazione e Fiducia Immaginate di trovarvi a un tavolo di negoziazione. Prima di tutto, bisogna ricostruire la fiducia. È un passo fondamentale. No...

Dalla Prima alla Seconda S. Croce

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  Dalla Prima alla Seconda S. Croce Il complesso conventuale di S. Croce, risalente al Trecento, subì significative trasformazioni nel 1549. Secondo fonti storiche attendibili, come riportato nelle Cronache e negli scritti di Infantino, la necessità di ampliare il castello portò alla demolizione di questo antico edificio. A quel tempo, il convento era già stato abbattuto, e la costruzione del nuovo complesso avvenne in maniera immediata. Il progettista di questa nuova opera fu Gabriele Riccardi, noto architetto e scultore, celebre anche per il baldacchino della cattedrale di Otranto. La Tomba di Maria d'Enghien Nonostante la demolizione, è importante notare che la contessa-regina Maria d'Enghien, deceduta il 9 maggio 1446, fu sepolta nella vecchia S. Croce. Suo figlio, Giovannantonio Orsini del Balzo, commissionò una monumentale tomba a parete, ispirata ai sepolcri angioini di Napoli. Secondo Ferrari, questa tomba fu ricostruita nella nuova chiesa, nell'ultimo venten...

La morte di Gene Hackman

  La morte di Gene Hackman non è soltanto quella di un gigante di Hollywood. La morte di Gene Hackman è anche quella di un uomo malato e solo. A sconvolgere il mondo non è stata soltanto la fine del grande attore, ma come questa è avvenuta. Fatto da parte il mistero iniziale, resta il dato di fatto che un uomo anziano - aveva 95 anni - e molto malato è stato per chissà quanti giorni, di certo più di sette, riverso in casa sua prima che due giardinieri si accorgessero di quanto era successo e dessero l'allarme. Hackman era un uomo famoso, famosissimo. Gli amici - veri o presunti - solitamente non mancano. Era un uomo ricco. Il personale domestico in genere è folto e solerte. Ma Hackman era, soprattutto, il padre di tre figli. Figli che, si è scoperto solo dopo la sua fine, non lo sentivano da settimane. Ma per chi è distante anni luce da certe dinamiche, la domanda che continua a ripresentarsi è una sola: ma come è stato possibile? Come è stato possibile che nessuno fosse ...

Il potere e la violenza della competizione: un confronto tra ieri e oggi

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  Elio Donno ha scritto: Pensieri della notte. Ho trascorso 43 anni della mia vita al Comune di Lecce prima come funzionario poi come Dirigente a contatto diretto con 14 Sindaci e 4 commissari. Quando non c’erano le registrazioni negli anni 60riassumevo gli interventi dei consiglieri per inserirli nelle delibere da trasmettere all’organo di controllo. Erano lezioni di diritto e di amministrazione da parte di personaggi come Massari, Agrimi, De Pietro, Sponziello, Bonea, Massa, Vernaleone, Maddalo, Lecciso, Sticchi Damiani, Tamborrino, Melica, la giovanissima Poli Bortone. e tanti altri interventi che mi hanno arricchito mentalmente Dibattiti aspri ma di alto livello , nei quali il rispetto istituzionale del ruolo era sempre tutelato. Ora spesso il dibattito scade di tono e le baruffe su internet sembrano liti tra comari. Un esempio dello stile di ieri: il protocollo prevedeva lo invito agli ex Sindacj a tutte le manifestazioni di alto livello. Ora gli ex sindaci vengono ricordati ...

Sanremo e la gara che non serve

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  Sanremo e la gara che non serve Ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, arriva Sanremo. Il Festival della canzone italiana, lo spettacolo che tiene incollati milioni di telespettatori, che fa discutere, che divide. Eppure, ogni anno ci ritroviamo sempre con la stessa domanda: ha ancora senso la competizione nella musica? Partiamo da un dato di fatto: la musica è emozione, è arte, è comunicazione. Non è sport, non è una corsa a chi arriva primo. Eppure, continuiamo a trattarla come se fosse una gara di atletica, con i podi, le medaglie, i vincitori e i vinti. Ma cosa vuol dire vincere in musica? Chi stabilisce che una canzone sia “migliore” di un’altra? Ieri sera, come ogni anno, qualcuno ha vibrato per un cantante, qualcuno per un altro. Qualcuno si è emozionato sentendo una voce, qualcun altro ha preferito il testo di una canzone. Ed è così che dovrebbe essere: ognuno si porta a casa la propria emozione, il proprio momento di connessione con la musica. Il problema nasce q...

"Mente e corpo: crescere e conoscere insieme"

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  "Mente e corpo: crescere e conoscere insieme" Immagina che la tua mente e il tuo corpo non siano due cose separate, ma un'unica cosa. Anche se spesso diciamo “mente” e “corpo” come fossero diversi, in realtà funzionano insieme. Per esempio, quando impari a parlare, non stai solo memorizzando parole come fossero simboli astratti: il tuo corpo e la tua mente si trasformano grazie alle esperienze che fai con le persone intorno a te, come i tuoi genitori, gli amici e gli insegnanti. Se un bambino non cresce in mezzo ad altri esseri umani, non sviluppa il linguaggio e, di conseguenza, non diventa veramente "umano" nel senso che intendiamo noi. Maturana e Varela, due scienziati, hanno studiato come gli esseri viventi si mantengono in vita e imparano. Secondo loro, il nostro modo di vivere e di conoscere il mondo è un unico processo: vivere è conoscere, e conoscere è vivere. Il mondo non è qualcosa che semplicemente troviamo già pronto, ma qualcosa che costruiamo...

Dario Brunori: COINVOLTI MA NON INVISCHIATI

  Ecco le principali astrazioni presenti nel discorso di Dario Brunori: Resistenza al capitalismo – La Calabria viene descritta come un luogo che resiste al capitalismo non per scelta consapevole, ma per una naturale predisposizione. Attitudine anti-consumistica – Un modo di vivere che non è basato sulla protesta, ma su un’indifferenza spontanea verso il consumismo. Saturazione del capitalismo – L’idea che il modello economico capitalistico abbia raggiunto un punto critico, rendendo necessarie alternative. Calabria come "Seattle italiana" – Un parallelismo con la città americana che, pur essendo periferica e isolata, ha avuto un impatto culturale importante. Distanza vs. Coinvolgimento – La possibilità di essere parte del mondo senza esserne totalmente invischiati, mantenendo una prospettiva esterna. Appartenenza ai piccoli contesti – Il legame con una dimensione umana ristretta che determina...

La legge del sacrificio

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  La legge del sacrificio Mi raccontava sempre questa storia. Quella di un ragazzo qualunque, di quelli che non hanno santi in paradiso né un conto in banca a garantirgli il futuro. Un ragazzo che si iscrive all’università con la speranza di farcela, perché ha sempre creduto che lo studio sia l’unico ascensore sociale che funzioni davvero. Arriva il giorno dell’esame. Entra in aula, emozionato e un po’ spaventato. Il professore lo guarda e scuote la testa: “Non è abbastanza. Torni la prossima volta.” Lui, con il coraggio un po’ disperato di chi non può permettersi di fallire, prova a insistere: “Ma professore, io sono il primo della mia famiglia a studiare. Veniamo da una situazione difficile...” Il professore lo squadra con attenzione, poi sorride. Ma non è un sorriso di comprensione, è uno di quelli che anticipano una lezione di vita. “Proprio per questo devi studiare il doppio. Vedi, chi è ricco può permettersi di essere bocciato. Può rifare l’esame, prendersi il tempo che serve...

E' scomparsa dai radar la passione civile dei cittadini

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  La mia opinione è che la passione civile dei cittadini nel partecipare alle decisioni sulla redistribuzione della ricchezza e sulla gestione e amministrazione dei beni comuni è strettamente legata al reciproco riconoscimento della legittimità e al rispetto reciproco. Tuttavia, la nostra cultura si basa sulla competizione tra gruppi determinati di donne e uomini, con la conseguente delegittimazione di tutti gli altri gruppi al di fuori di quello a cui si è scelto di appartenere. Anche all’interno del gruppo prescelto, si consuma una lotta feroce per la conquista del comando. Questo accade tra tutti coloro che aspirano al potere, nessuno escluso. I vincitori ottengono il potere, i vinti vengono esclusi e i cittadini, per ottenere ciò che non è loro diritto, si sottomettono, entrando in collusione con chi detiene il potere. Solo attraverso la democrazia è possibile una partecipazione attiva. Tuttavia, non viviamo una democrazia intesa come reciproco riconoscimento della legittim...