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Quando Laura incontra Raf, e una canzone torna a essere di tutti

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  Quando Laura incontra Raf, e una canzone torna a essere di tutti Laura Pausini “incontra” Raf nel nuovo singolo. E forse ci ricorda una cosa molto semplice: le canzoni non appartengono soltanto a chi le scrive. Appartengono anche a chi le canta. E, soprattutto, a chi le vive. Il 4 settembre Laura Pausini ha rimesso in circolo una canzone che arriva da lontano: “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” . Lontano, poi, mica tanto. Era il 1991. Raf la cantava in un’Italia che sembra appartenere a un’altra epoca. La canzone era stata scritta da lui, Raffaele Riefoli, insieme a Beppe Dati. Trentacinque anni dopo Laura Pausini l'ha ripresa e Paolo Carta l'ha rivestita con un nuovo arrangiamento. È una cover. E a me questa parola piace. Perché io nel 1991 Raf non lo ascoltavo poi tanto. Non rientrava fra i cantanti della musica che preferivo. Capita. La musica non è una classifica oggettiva: ci sono artisti che incontriamo a vent'anni, altri a quaranta, altri ancor...

Carlo Verdone e l’Homo sapiens che stiamo conservando

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  Carlo Verdone e l’Homo sapiens che stiamo conservando Carlo Verdone dice parole dure sul nostro tempo. Vede intelligenza nella scienza, creatività nell’arte e, quando volge lo sguardo alla politica, vede invece una «grande mediocrità». Soprattutto vede qualcosa che sembra inquietarlo ancora di più: non sappiamo più dialogare . «Nessuno ha il buon senso di dialogare; tutti mostrano prepotenza». Forse Humberto Maturana e Ximena Dávila ci aiutano a guardare questa osservazione da un punto di vista diverso. Non chiediamoci, almeno per un momento, se Verdone abbia ragione o torto nel giudicare questi «i peggiori anni che abbiamo mai vissuto». Chiediamoci piuttosto: quale modo di vivere dell’Homo sapiens sta distinguendo? Maturana non vede l’essere umano come qualcosa di definito una volta per tutte dalla parola sapiens . Distingue differenti configurazioni del nostro vivere e convivere. Possiamo vivere nell’ Homo sapiens-amans , quando l’altro emerge come legittimo altro nella...

Oggi ascolto Ivano Fossati | La musica che gira intorno

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Oggi ascolto Ivano Fossati | La musica che gira intorno Ci sono canzoni che appartengono a chi le ha scritte. E poi ce ne sono altre che, dopo essere state scritte, commettono una specie di tradimento. Se ne vanno. La musica che gira intorno Ivano Fossati l'ha scritta lui. Su questo non c'è discussione. Testo e musica portano il suo nome e nel 1983 la mise all'inizio di Le città di frontiera , un disco registrato a Londra, ai Town House Studios, con musicisti straordinari: Phil Palmer alle chitarre, Pete Wingfield alle tastiere, Andy Brown al basso, Pete Van Hooke alla batteria, Luis Jardim alle percussioni, Guy Barker al flicorno. Fossati suonava chitarre, pianoforte e flauto e produceva lui stesso il disco. Un disco dedicato, non casualmente, alla musica di Randy Newman. Tutto documentato. Poi però succede qualcosa che nei documenti non può esserci. Metto la canzone e Fossati dice che la musica gira intorno. No, Ivano. A me non gira intorno. A me em...

SETTEMBRE, IL MESE CHE CREDE ANCORA DI ESSERE SETTIMO

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SETTEMBRE, IL MESE CHE CREDE ANCORA DI ESSERE SETTIMO Settembre viene da septem , sette. E già qui cominciamo male. Perché settembre è il nono mese. Uno nasce sette e si ritrova nove senza aver fatto niente. È una di quelle carriere che in Italia destano immediatamente qualche sospetto. La spiegazione, naturalmente, c'è. Nell'antico calendario romano l'anno cominciava a marzo, e quindi settembre era davvero il settimo mese. Poi arrivarono gennaio e febbraio, si misero davanti a tutti, e settembre scivolò al nono posto. Ma nessuno ebbe il coraggio di cambiargli nome. Avrebbero potuto chiamarlo Novembre . Solo che Novembre era già occupato da novembre, il quale, peraltro, significa nove ed è diventato undici. Insomma, il calendario è una graduatoria nella quale nessuno occupa il posto indicato dal proprio nome. Ottobre significa otto ed è decimo. Novembre significa nove ed è undicesimo. Dicembre significa dieci ed è dodicesimo. Una pubblica amministrazione perfetta: tutti han...

Flaiano e Maturana

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  "Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste, semplicemente, la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri, perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi. Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell’arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia. In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete d’arabeschi".   Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, 1973, p. 207. Il passo di Flaiano ...