Cambiare il potere o cambiare la conversazione?
Cambiare il potere o cambiare la conversazione? Ieri sera, durante una conversazione curata da Toti Calò , ho ascoltato la lettura di un articolo di Pier Paolo Pasolini . E, mentre le parole di Pasolini prendevano voce, mi sono accorto che potevano essere ascoltate da un luogo diverso da quello nel quale erano state scritte. Pasolini vede il potere. Lo vede con una lucidità che ancora oggi sorprende. Vede la trasformazione della società italiana, l'affermarsi della produzione, della tecnica e del consumo, l'omologazione che progressivamente sostituisce differenze, particolarismi, culture. Nel testo, il nuovo potere non si limita a governare gli uomini: entra nel loro linguaggio, nei desideri, nei modi di pensare e perfino nel modo di percepire se stessi. Eppure, proprio mentre ascoltavo, mi è sorta una domanda. Da quale conversazione Pasolini osserva tutto questo? Perché Pasolini non è fuori dalla cultura che descrive. Nessun osservatore lo è. Se la cultura non è qu...