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PRIMA O POI ARRIVA WATERLOO

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PRIMA O POI ARRIVA WATERLOO La sconfitta che nessun vincitore mette in conto. C'è un momento, nella vita degli uomini che hanno conosciuto il potere, in cui il mondo sembra appartenere loro. Gli amici si moltiplicano. Gli avversari tacciono. Le strette di mano diventano più calorose. Ogni vittoria appare la conferma di una superiorità che si vorrebbe definitiva. Eppure Napoleone, la mattina del 18 giugno 1815, non sapeva ancora che quella sera il suo nome sarebbe appartenuto più alla sconfitta che alla gloria. Waterloo non annuncia il proprio arrivo. In questi giorni leggo i commenti di chi detiene il potere politico e di chi, dall'opposizione, sgomita per conquistarlo. Le elezioni americane sono diventate l'occasione per esultare, rivendicare, interpretare ogni risultato come la conferma delle proprie ragioni. Gongolano tutti. Chi governa perché crede di essere più forte. Chi aspira a governare perché immagina che presto toccherà a lui. Li leggo e mi viene da sorridere. No...

Antonio Bruno conversa con Hilda Doolittle (H.D.)

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  Antonio Bruno conversa con Hilda Doolittle (H.D.) Prima conversazione — Vienna, 1933-1934. La scala di Freud, il tempo che finisce e il dolore che ci trasforma. Una conversazione immaginaria, costruita a partire dal primo brano di Tribute to Freud di Hilda Doolittle, nella quale Antonio Bruno interroga la scrittrice attraverso la fenomenologia, l'epistemologia e la biologia del conoscere di Humberto Maturana e Francisco Varela. Antonio Bruno: Hilda, vorrei cominciare da quel piccolo calendario che tenevi sul tavolo dell'Hotel Regina, a Vienna. Segnavi i giorni, li cancellavi, calcolavi le settimane che ti restavano per incontrare Sigmund Freud. Mi colpisce una cosa: non racconti anzitutto quello che accadeva durante le sedute. Racconti il tempo che passava. Perché? Hilda Doolittle: Perché il tempo era diventato qualcosa che potevo vedere. Ogni giorno cancellato era un incontro che non avrei più avuto. Ero consapevole che quelle ore erano limitate. Il calendario mi per...

4 NOVEMBRE. LA GUERRA FINISCE DOVE UNA MADRE RICONOSCE IL FIGLIO DI UN’ALTRA.

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  4 NOVEMBRE. LA GUERRA FINISCE DOVE UNA MADRE RICONOSCE IL FIGLIO DI UN’ALTRA. Una riflessione di Antonio Bruno, 4 novembre 2026 Ci sono date che diventano nomi di strade. E poi ci sono strade che percorriamo per tutta la vita senza domandarci dove conducano davvero. Il 4 novembre è una di quelle date. Il 4 novembre 1918 finiva, per l'Italia, la Prima guerra mondiale. Il generale Armando Diaz annunciava la vittoria con parole solenni. L'esercito nemico era sconfitto. Centinaia di migliaia di prigionieri. Migliaia di cannoni conquistati. Una nazione intera poteva finalmente pronunciare una parola attesa per quarantuno mesi: pace. Ma c'è qualcosa che i bollettini di guerra non raccontano. Non raccontano le madri. Quelle che aspettavano dietro una finestra. Quelle che riconoscevano il passo del postino e trattenevano il respiro. Quelle che pregavano perché il proprio figlio tornasse e che, forse senza saperlo, pregavano perché il figlio di un'altra madre non...

NESLI, IL TUO POSTO PREFERITO. QUANDO UNA CANZONE È BELLISSIMA, MA L'AMORE NON C'È PIÙ

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  NESLI, IL TUO POSTO PREFERITO. QUANDO UNA CANZONE È BELLISSIMA, MA L'AMORE NON C'È PIÙ di Antonio Bruno Oggi ascolto Nesli – Il tuo posto preferito. E mi succede una cosa che conosco bene: la musica mi prende prima ancora che io abbia deciso di ascoltare le parole. Sapete che c'è? Il melodico mi attizza. Non so trovare un'espressione più precisa. Mi attizza, mi prende, mi entra dentro. E quando non c'è, quando una canzone rinuncia alla melodia per inseguire qualcos'altro, io mi allontano. Senza protestare, senza pretendere che gli altri facciano altrettanto. Gusti. Sono gusti. Non ho mai pensato che quello che piace a me debba piacere a tutti. Ma quando una canzone mi arriva fino alle ossa, quando ne rimango inzuppato come uno che è uscito sotto un temporale senza cercare riparo, so riconoscere quello che mi è successo. C'era una melodia. E quella melodia mi ha trovato. Francesco Tarducci, che tutti conoscono come Nesli, ha scritto Il tuo...