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LEQUILE, FINALMENTE SI RESPIRA. MA ADESSO BISOGNA CAPIRE DOVE È CADUTO IL FUMO

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LEQUILE, FINALMENTE SI RESPIRA. MA ADESSO BISOGNA CAPIRE DOVE È CADUTO IL FUMO Aggiornamento – ore 20:45 del 1° settembre 2026 Ci sono emergenze che finiscono quando si spengono le fiamme. E altre che, proprio in quel momento, cominciano a fare domande. L’incendio è stato domato. I Vigili del Fuoco resteranno sul posto almeno per questa notte, a presidiare e monitorare l’area. È già una buona notizia, dopo giorni nei quali abbiamo imparato che il fumo non conosce confini comunali e il vento, purtroppo, non legge le ordinanze. Questa sera si è conclusa una nuova videoconferenza tra i sindaci dei Comuni interessati, la Prefettura e gli enti chiamati a gestire l’emergenza. La prima informazione importante riguarda l’aria. Secondo quanto comunicato, non presenta più i picchi registrati nelle ore più critiche. Si può quindi tornare a sostare all’aperto e ad aprire porte e finestre. Anche lo svolgimento degli eventi torna alla valutazione dei singoli sindaci. Ma poter respirare di nuovo non ...

LEQUILE, IL FUOCO CHE CONTINUA SOTTO LA PLASTICA

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  Alle ore 18 circa del 1° settembre l’incendio non può ancora essere definito spento , perché persistono focolai interni e continuano smassamento, spegnimento e bonifica. LEQUILE, IL FUOCO CHE CONTINUA SOTTO LA PLASTICA C’è una differenza importante tra dire che un incendio è sotto controllo e dire che è spento . A Lequile, questa sera, quella differenza conta. L’incendio divampato sabato 29 agosto nell’impianto Ecotecnica non risulta ancora completamente spento . A quattro giorni dall’inizio del rogo, i Vigili del Fuoco sono ancora al lavoro per completare le operazioni di spegnimento e bonifica. Le grandi fiamme che abbiamo visto nelle prime ore possono non essere più quelle di allora. Ma il fuoco ha imparato a nascondersi. Il calore sviluppato dall’incendio ha infatti interessato le enormi masse di materiale plastico stoccato. Le balle si sono fuse e deformate, creando accumuli sotto i quali continuano a trovarsi focolai interni e materiale incandescente difficilme...

Oggi ascolto — Chicago, If You Leave Me Now

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  Oggi ascolto — Chicago, If You Leave Me Now Quando prendevo il bus da Piazza Massari, a Bari, mi risuonava dentro If You Leave Me Now . Novembre 1976. Avevo diciannove anni e frequentavo il primo anno di Università. Davanti alla Casa dello Studente c'erano quei bus arancioni, di un arancione che oggi mi sembra quello dei ghiaccioli dell'estate. Per andare al Campus dovevo salire su uno di quelli. Prima, però, c'era il rito. Cornetto e cappuccino al bar della Casa dello Studente, a prezzo politico. I cornetti potevano essere con la marmellata di ciliegie oppure con la crema. E permettetemi una cosa che non ha alcuna pretesa scientifica: a Bari i cornetti erano più buoni. Poi uscivo, prendevo il bus e andavo verso il Campus. E da qualche parte c'era una radio. Io ricordo Radio Primo Piano di Bari e ricordo soprattutto quella voce altissima, quasi fragile, di Peter Cetera che cantava If You Leave Me Now . La cosa straordinaria è che la mia memoria non...

IL FUMO SOPRA LE NOSTRE TESTE

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IL FUMO SOPRA LE NOSTRE TESTE Ci sono giornate in cui basta guardare il cielo per capire che qualcosa non va. E poi ce ne sono altre in cui, anche dopo averlo guardato, bisogna aspettare che qualcuno convochi un tavolo tecnico per avere la conferma. A Lequile un vasto incendio ha colpito l’ecocentro. Una di quelle parole, ecocentro , che dovrebbero evocare ordine, recupero, rispetto dell’ambiente. Invece dal luogo destinato a raccogliere ciò che non vogliamo più si è alzata una colonna di fumo che nessuno avrebbe voluto respirare. Il prefetto, al termine dell’ultimo tavolo tecnico, ha consigliato ai Comuni interessati di valutare, per precauzione, l’annullamento o lo spostamento degli eventi organizzati all’aperto nelle zone raggiunte dal fumo. Ed è forse questa la fotografia più nitida della situazione: mentre avevamo organizzato le nostre serate di fine estate, con le sedie nelle piazze, i palchi, le luminarie e gli appuntamenti da non perdere, il vento ha deciso di ricordarci che es...

La Notte della Taranta e la tradizione reinventata

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  La Notte della Taranta e la tradizione reinventata Dal tarantismo storico alla costruzione contemporanea di un’identità salentina C’è una domanda che raramente ci poniamo quando, nelle sere d’agosto, migliaia di persone si ritrovano nelle piazze del Salento e, soprattutto, davanti al grande palco di Melpignano: che cosa stiamo realmente celebrando quando celebriamo la Notte della Taranta? La risposta apparentemente più semplice è anche quella storicamente meno precisa: staremmo celebrando un’antichissima tradizione della provincia di Lecce, sopravvissuta nei secoli e giunta fino a noi attraverso la pizzica. Ma tarantismo, pizzica e Notte della Taranta non sono la stessa cosa. E soprattutto il tarantismo non può essere considerato una tradizione originariamente ed esclusivamente appartenente alla provincia di Lecce. La realtà che emerge dagli studi antropologici, storici ed etnomusicologici è assai più interessante. La provincia di Lecce è stata certamente uno dei territori fondam...

Oggi ascolto: “Tommaso” di Fulminacci

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  Oggi ascolto: “Tommaso” di Fulminacci Ero in automobile quando, come accade quasi sempre, mia figlia mi ha chiesto di collegare il suo cellulare al Bluetooth. Ormai funziona così: noi guidiamo, i figli scelgono la colonna sonora e, senza saperlo, ci fanno entrare nel loro tempo. Ed eccolo, Fulminacci, con “Tommaso” . Un brano sbarazzino, apparentemente leggero, costruito intorno a una di quelle situazioni che, nella vita reale, tanto leggere non sono mai. Hai parlato con la ragazza di un amico e adesso speri che la conversazione rimanga nascosta. Non necessariamente perché sia accaduto qualcosa, ma perché, nelle relazioni umane, qualche volta basta una parola riferita male per trasformare un incontro innocente in un processo senza possibilità di appello. Fulminacci racconta tutto facendo svolazzare le frasi. Le sue argomentazioni sono imprevedibili, impreviste e soprattutto improbabili: sembrano le giustificazioni inventate sul momento da chi sa di non aver commesso un delitto, m...

Oggi ascolto “Non mi rompete” del Banco del Mutuo Soccorso

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  Oggi ascolto “Non mi rompete” del Banco del Mutuo Soccorso Oggi ascolto Non mi rompete del Banco del Mutuo Soccorso e, appena comincia la musica, mi accorgo che non sono più nella stanza in cui mi trovo. Sono entrato nel mio sogno. Volo lungo le pendici delle montagne più alte, sfiorando rocce che nessun uomo ha mai toccato. Poi, senza sapere come, scendo nei fondali più profondi del mare e mi metto a osservare creature mai viste, animali trasparenti, luci che respirano nel buio, forme di vita che non hanno ancora ricevuto un nome. Non ho paura. Nel sogno non devo difendermi da niente, non devo spiegare chi sono e nemmeno dimostrare dove sto andando. La voce di Francesco Di Giacomo sembra arrivare da un luogo lontano e familiare nello stesso tempo. Non canta soltanto: apre una porta. E dietro quella porta c’è un mondo fantastico, fatto di delizie, meraviglie e gioie, un mondo che non chiede il permesso di esistere. È già lì e aspetta soltanto che qualcuno abbia il coraggio...

Il profumo dei cefali

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  Il profumo dei cefali Ciao Nino, ieri sera ho cucinato il pesce per tutti, nella mia casa. C’erano Massimiliano, Azzurra e Riccardo, arrivati a Lecce da Polignano, dove erano andati per il matrimonio della testimone di nozze di Azzurra. Delia aveva preparato ogni cosa con quella cura silenziosa che non domanda di essere notata, ma senza la quale una casa rimane soltanto un insieme di stanze. Quando ci siamo seduti a tavola, ho avuto la certezza che quella cena fosse già accaduta molti anni prima, in via IV Novembre, a casa tua. Allora Maria pensava alle pizze e tu ai cefali, e noi arrivavamo convinti di trascorrere una sera qualunque, senza sapere che quelle sere stavano diventando la parte indimenticabile della nostra vita. Abbiamo parlato fino alle due del mattino. Il tempo, dopo una certa ora, smise di andare avanti e cominciò a girare intorno alla tavola. Tu eri lì. C’era Carlo Drames, c’era la trasmissione dedicata alla poesia, c’era la radio di San Cesario e c’era il Gruppo...

Oggi ascolto “Sei nell’anima”

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  Oggi ascolto “Sei nell’anima” Oggi ascolto Sei nell’anima , la canzone scritta da Gianna Nannini insieme a Pacifico, nome d’arte di Luigi De Crescenzo. «Tu non puoi immaginare quello che succedeva dentro di me quando ascoltavo questa canzone», mi ha detto qualcuno. E non c’era bisogno che aggiungesse altro. Ci sono canzoni che piacciono e altre che stregano. Questa appartiene alla seconda specie: entra senza bussare e va a cercare proprio ciò che credevamo di avere nascosto meglio. L’orgoglio ci induce spesso a raccontare che una relazione finita sia anche un amore cancellato. Come se bastasse chiudere una porta, interrompere una telefonata o smettere di incontrarsi per spegnere ciò che è accaduto. Ma gli amori importanti non obbediscono agli interruttori. Restano nei gesti, nelle parole, perfino nei silenzi. Restano nel corpo, dove la memoria non conosce né calendari né buone maniere. E qui il testo è fortissimo. Non domanda permesso e non concede vie di fuga. Ma a tormentare da...

Oggi ascolto The Police, il ritmo caldo di una memoria

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Oggi ascolto The Police, il ritmo caldo di una memoria Oggi ascolto i Police e mi accorgo che certe canzoni non invecchiano: cambiano soltanto il luogo in cui vengono ascoltate. Un tempo arrivavano dalle radio, dai giradischi, dalle musicassette registrate dagli amici. Adesso basta un gesto sul telefono, eppure il viaggio resta lo stesso. Il loro ritmo è caldo e soffice, sorretto da un basso che non si limita ad accompagnare, ma apre la strada. Poi arriva la batteria, inquieta e quasi tribale, e la chitarra disegna melodie originalissime, sospese fra il reggae, il rock e qualcosa che non ha mai avuto bisogno di un nome. Nei Police gli strumenti moderni sembrano accogliere ritmi antichi, primitivi, nati forse quando gli esseri umani hanno cominciato a battere le mani per raccontarsi la paura, il desiderio, la gioia e la solitudine. I gruppi, si sa, qualche volta finiscono. E spesso accade che il cantante prosegua da solo, portandosi dietro il volto e una parte della leggenda. Sting ha c...

Prima che il mondo scoprisse la pizzica

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  Prima che il mondo scoprisse la pizzica La musica salentina non è una cartolina: è la storia di un popolo che ha imparato a cambiare ritmo senza perdere la propria voce Dal morso della tarantola al rap dei Sud Sound System, passando per Tito Schipa, Bruno Petrachi e le radio libere: viaggio in una terra dove la musica è stata cura, lavoro, corteggiamento, memoria e ribellione. Per spiegare il Salento a un lettore americano bisognerebbe cominciare dalla luce. Non dalla musica, ma dalla luce. Quella che cade sulle pietre chiare di Lecce, attraversa gli ulivi e arriva al mare senza chiedere permesso. Una luce bellissima e spietata, perché illumina tutto: le feste e la fatica, l’eleganza barocca e la povertà delle campagne, le partenze degli emigranti e le estati nelle quali gli emigranti tornavano a casa con una valigia più pesante dei ricordi. Poi, soltanto dopo, bisognerebbe far ascoltare la musica. Ma non una sola musica. Questo è il primo equivoco da chiarire. Il Sal...