Imparare ad amare, imparare a guarire
Imparare ad amare, imparare a guarire Una sera Antonio entrò in una biblioteca e trovò quattro persone sedute attorno a un tavolo. La prima era Cristina Dell’Acqua. Accanto a lei c’era un uomo elegante, dallo sguardo ironico, che si presentò come Publio Ovidio Nasone. Di fronte sedeva Catullo, inquieto e assorto. In piedi, con un arco troppo grande per la sua statura, c’era Cupido. Appena vide il libro appoggiato sul tavolo, Cupido lesse il titolo e si rabbuiò. CUPIDO: Come guarire dalle pene d’amore . Lo sapevo. Qui mi si dichiara guerra. OVIDIO: Non essere permaloso. Non voglio combattere l’amore. Voglio curare le ferite che qualche volta provoca. CUPIDO: Senza ferite, però, l’amore non sarebbe amore. ANTONIO: Ne sei proprio sicuro? Perché dovremmo considerare autentico soltanto ciò che ci tormenta? CATULLO: Perché quando ami davvero non puoi sottrarti. Io ho amato e odiato nello stesso momento. Non sapevo come fosse possibile, eppure lo sentivo accadere de...