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Oggi ascolto Alfa e Gigi D'Alessio, Genova e Napoli.

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Oggi ascolto Alfa e Gigi D'Alessio, Genova e Napoli . E mentre li ascolto mi accorgo che nella canzone entra, senza essere nominato, anche un terzo luogo: Rivabella . Genova mi è cara perché ha accolto mia figlia. Da quando Sara è lì, Genova non è più soltanto una città sulla carta geografica. È diventata un luogo del mio vivere. Succede così con i figli: vanno da qualche parte e, senza saperlo, si portano dietro un pezzo di noi. Non conosco i suoi vicoli come li conosce chi ci è nato. Non ho consumato scarpe sulle sue salite. Eppure oggi, se penso a Genova, penso a mia figlia. Napoli, invece, mi arriva da una storia che appartiene alla famiglia di mia moglie. Suo zio partì per il militare a sedici anni. Sedici. Dovremmo fermarci ogni tanto davanti ai numeri, perché dietro un numero può esserci un mondo. A sedici anni oggi sei quasi ancora un bambino. Lui partì, fece i suoi giri e un giorno arrivò a Napoli. E Napoli gli fece qualcosa. Mi racconta che capì che da lì non se ne sarebb...

«Quale Germania sta emergendo dalle conversazioni, dalle paure, dalle appartenenze e dalle distinzioni che milioni di tedeschi stanno conservando nel loro vivere insieme?»

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E se il vero problema non fosse il 44,6% dell’AfD? In Sassonia-Anhalt quasi un elettore su due ha scelto l’AfD. Possiamo chiamarla protesta, paura, populismo, estrema destra. Ma Humberto Maturana ci suggerirebbe una domanda più profonda: quale mondo stanno facendo emergere i tedeschi nel loro vivere insieme? Perché la democrazia non è soltanto votare. È una forma di convivenza fondata sul riconoscimento dell’altro come legittimo altro , anche quando pensa diversamente da noi. Forse le democrazie non cominciano a cambiare dentro le urne. Cambiano molto prima: nelle conversazioni, nelle paure, nelle appartenenze e nel modo in cui impariamo a distinguere “noi” da “loro”. Le urne contano i voti. Le conversazioni costruiscono il mondo in cui quei voti diventano possibili. #Germania #AfD #Democrazia #HumbertoMaturana #Politica #Europa #Conversazioni #Convivenza «Quale Germania sta emergendo dalle conversazioni, dalle paure, dalle appartenenze e dalle distinzioni che milioni di tedeschi stann...

Oggi ascolto Ellie Goulding – I Know Too Much

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  Oggi ascolto Ellie Goulding – I Know Too Much Oggi ascolto Ellie Goulding, I Know Too Much . E già il titolo mi ferma: so troppo . È una frase curiosa, perché abbiamo trascorso buona parte della vita convincendoci del contrario. Che sapere fosse meglio. Sapere chi siamo, sapere cosa vogliono gli altri, sapere perché una storia è finita, perché qualcuno è rimasto, perché qualcun altro se n'è andato. Come se conoscere significasse necessariamente liberarci. Poi arriva un momento nel quale scopriamo che possiamo avere capito quasi tutto e continuare ugualmente a sentire qualcosa che non sappiamo governare. È questo che mi interessa nella musica di Ellie Goulding. Non soltanto quella voce fragile e insieme elettronica, sospesa tra il corpo e qualcosa che sembra arrivare da lontano. Mi interessa soprattutto la contraddizione racchiusa nel titolo. Sapere troppo può diventare un peso. Perché sapere non significa necessariamente comprendere. E comprendere non significa po...

Forty-love e Succederà questa notte: quando il passato incontra ciò che non è accaduto.

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  Forty-love e Succederà questa notte: quando il passato incontra ciò che non è accaduto . Ci sono persone che abbiamo amato per quello che abbiamo vissuto con loro. E ce ne sono altre che continuano ad accompagnarci soprattutto per quello che con loro non è accaduto. Forse sono queste ultime le più difficili da salutare. Perché una storia realmente vissuta, prima o poi, incontra i propri confini. Ha avuto un principio, delle giornate, delle parole, degli errori. Magari ha avuto una fine. Una storia possibile, invece, non finisce mai. Possiamo riscriverla per anni. Se quella sera fossi andato. Se avessi avuto coraggio. Se invece di aspettare fossi andato a prenderla. Se avessi capito prima. Se non avessi avuto paura delle conseguenze. Se avessi semplicemente fatto quello che sentivo di voler fare. È forse per questo che mi ha colpito così profondamente Forty-love , il racconto di Eshkol Nevo che entra nel materiale narrativo del nuovo film di Nanni Moretti p...

Quando Laura incontra Raf, e una canzone torna a essere di tutti

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  Quando Laura incontra Raf, e una canzone torna a essere di tutti Laura Pausini “incontra” Raf nel nuovo singolo. E forse ci ricorda una cosa molto semplice: le canzoni non appartengono soltanto a chi le scrive. Appartengono anche a chi le canta. E, soprattutto, a chi le vive. Il 4 settembre Laura Pausini ha rimesso in circolo una canzone che arriva da lontano: “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” . Lontano, poi, mica tanto. Era il 1991. Raf la cantava in un’Italia che sembra appartenere a un’altra epoca. La canzone era stata scritta da lui, Raffaele Riefoli, insieme a Beppe Dati. Trentacinque anni dopo Laura Pausini l'ha ripresa e Paolo Carta l'ha rivestita con un nuovo arrangiamento. È una cover. E a me questa parola piace. Perché io nel 1991 Raf non lo ascoltavo poi tanto. Non rientrava fra i cantanti della musica che preferivo. Capita. La musica non è una classifica oggettiva: ci sono artisti che incontriamo a vent'anni, altri a quaranta, altri ancor...

Carlo Verdone e l’Homo sapiens che stiamo conservando

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  Carlo Verdone e l’Homo sapiens che stiamo conservando Carlo Verdone dice parole dure sul nostro tempo. Vede intelligenza nella scienza, creatività nell’arte e, quando volge lo sguardo alla politica, vede invece una «grande mediocrità». Soprattutto vede qualcosa che sembra inquietarlo ancora di più: non sappiamo più dialogare . «Nessuno ha il buon senso di dialogare; tutti mostrano prepotenza». Forse Humberto Maturana e Ximena Dávila ci aiutano a guardare questa osservazione da un punto di vista diverso. Non chiediamoci, almeno per un momento, se Verdone abbia ragione o torto nel giudicare questi «i peggiori anni che abbiamo mai vissuto». Chiediamoci piuttosto: quale modo di vivere dell’Homo sapiens sta distinguendo? Maturana non vede l’essere umano come qualcosa di definito una volta per tutte dalla parola sapiens . Distingue differenti configurazioni del nostro vivere e convivere. Possiamo vivere nell’ Homo sapiens-amans , quando l’altro emerge come legittimo altro nella...

Oggi ascolto Ivano Fossati | La musica che gira intorno

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Oggi ascolto Ivano Fossati | La musica che gira intorno Ci sono canzoni che appartengono a chi le ha scritte. E poi ce ne sono altre che, dopo essere state scritte, commettono una specie di tradimento. Se ne vanno. La musica che gira intorno Ivano Fossati l'ha scritta lui. Su questo non c'è discussione. Testo e musica portano il suo nome e nel 1983 la mise all'inizio di Le città di frontiera , un disco registrato a Londra, ai Town House Studios, con musicisti straordinari: Phil Palmer alle chitarre, Pete Wingfield alle tastiere, Andy Brown al basso, Pete Van Hooke alla batteria, Luis Jardim alle percussioni, Guy Barker al flicorno. Fossati suonava chitarre, pianoforte e flauto e produceva lui stesso il disco. Un disco dedicato, non casualmente, alla musica di Randy Newman. Tutto documentato. Poi però succede qualcosa che nei documenti non può esserci. Metto la canzone e Fossati dice che la musica gira intorno. No, Ivano. A me non gira intorno. A me em...