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Antonio Bruno incontra Paul Ricœur Conversazione filosofica ispirata a À l'école de la phénoménologie

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  Antonio Bruno incontra Paul Ricœur Conversazione filosofica ispirata a À l'école de la phénoménologie Un dialogo immaginario, costruito a partire dai temi filosofici dell'opera di Paul Ricœur, nel quale Antonio Bruno pone domande epistemologiche, fenomenologiche ed esistenziali. Le risposte attribuite a Ricœur sono ricostruzioni interpretative, non citazioni letterali. Ricœurs deutschsprachige Texte Paul Ricœur, Archaeology and Teleology (III) — Michael Becker L'herméneutique à l'Ecole de la phénoménologie | Ricœ  ur, Paul 5 I. Prima di spiegare il mondo, imparare a vederlo Antonio Bruno: Professore Ricœur, leggendo il suo libro mi è venuta una domanda che riguarda direttamente il mio modo di vivere. Per molti anni ho cercato di comprendere le persone, interpretare i loro comportamenti, attribuire significati alle loro parole. Adesso mi accorgo che posso semplicemente osservare ciò che accade, senza precipitarmi a giudicarlo. È questo che insegna la f...

Oggi ascolto Luca Barbarossa — “Protegga il cielo”

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  Oggi ascolto Luca Barbarossa — “Protegga il cielo” Un racconto nello spirito del giornalismo umano, partecipe e appassionato. Ci sono canzoni che raccontano il mondo. E poi ce ne sono altre che, mentre lo raccontano, ti fanno venire voglia di abitarlo. Stamattina ascolto Luca Barbarossa. La canzone si chiama Protegga il cielo . E mentre la ascolto mi succede una cosa curiosa: torno al 1975. A Rino Gaetano. A quel suo Ma il cielo è sempre più blu che sembrava una festa e invece era anche una denuncia. Rino aveva capito una cosa fondamentale: che per raccontare gli esseri umani non bisogna necessariamente giudicarli. Basta guardarli. Metterli uno accanto all'altro, con le loro contraddizioni, le loro miserie, i loro piccoli eroismi quotidiani. E poi lasciare che sia la musica a fare il resto. Rino era graffiante. Ti metteva davanti un'umanità intera, ti faceva sorridere e subito dopo ti costringeva a pensare. Accumulava tensione, una figura dopo l'altra, e alla...

L’UOMO CHE AVEVA SMESSO DI ASPETTARE

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  L’UOMO CHE AVEVA SMESSO DI ASPETTARE Ci sono momenti della vita in cui ci accorgiamo, quasi con imbarazzo, di aver trascorso molti anni cercando di diventare qualcuno. Non saprei dire esattamente quando cominciamo. Forse da bambini, quando scopriamo che un sorriso può essere una ricompensa e che certe persone ci guardano con maggiore attenzione se facciamo ciò che si aspettano da noi. Poi passano gli anni. Impariamo a essere competenti, affidabili, rispettabili. Accettiamo incarichi, assumiamo responsabilità, custodiamo le opinioni degli altri come fossero oggetti preziosi che non possiamo permetterci di perdere. E intanto, da qualche parte, rimane una persona che non abbiamo mai conosciuto del tutto. Guardate quest'uomo. Indossa una semplice maglia bianca, pantaloni neri e un paio di scarpe da ginnastica. Sta attraversando una passerella illuminata. Qualcuno, nell'ombra, sembra applaudirlo. Ma c'è qualcosa di singolare nella sua espressione. Non sembra ...

L'UOMO CHE LASCIÒ ACCADERE LE COSE

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  L'UOMO CHE LASCIÒ ACCADERE LE COSE Racconto filosofico sul tempo, la libertà e l'inutile fatica di governare il mondo I. Il pranzo che non ci fu L'uomo era stato invitato a pranzo, o almeno così credeva, perché certe cose non hanno bisogno di essere dette esplicitamente, soprattutto tra parenti, dove un invito può nascere da una visita, una visita da una conversazione e una conversazione dal semplice fatto di essersi conosciuti per tutta la vita. Era andato a trovare un cugino con il quale, molti anni prima, aveva preparato gli esami universitari. Allora studiavano insieme perché altri due amici erano partiti per Bologna, e questa circostanza, che in quel tempo gli era sembrata soltanto una piccola modificazione delle abitudini, aveva prodotto un'amicizia più assidua, come spesso accade quando qualcuno se ne va e chi rimane scopre di avere più cose in comune di quanto avesse immaginato. Il cugino abitava con la moglie in una casa dove le stanze sembravano co...