Oggi ascolto The Police, il ritmo caldo di una memoria
Oggi ascolto The Police, il ritmo caldo di una memoria Oggi ascolto i Police e mi accorgo che certe canzoni non invecchiano: cambiano soltanto il luogo in cui vengono ascoltate. Un tempo arrivavano dalle radio, dai giradischi, dalle musicassette registrate dagli amici. Adesso basta un gesto sul telefono, eppure il viaggio resta lo stesso. Il loro ritmo è caldo e soffice, sorretto da un basso che non si limita ad accompagnare, ma apre la strada. Poi arriva la batteria, inquieta e quasi tribale, e la chitarra disegna melodie originalissime, sospese fra il reggae, il rock e qualcosa che non ha mai avuto bisogno di un nome. Nei Police gli strumenti moderni sembrano accogliere ritmi antichi, primitivi, nati forse quando gli esseri umani hanno cominciato a battere le mani per raccontarsi la paura, il desiderio, la gioia e la solitudine. I gruppi, si sa, qualche volta finiscono. E spesso accade che il cantante prosegua da solo, portandosi dietro il volto e una parte della leggenda. Sting ha c...