IL MARCHINGEGNO
IL MARCHINGEGNO Poi ho immaginato un marchingegno. Non so come dovrebbe essere fatto, né chi potrebbe costruirlo. Forse non avrebbe neppure bisogno di fili, antenne o schermi. Basterebbe che facesse una cosa sola: permettere alle persone di ascoltare ciò che diciamo di loro quando loro non ci sono. Pensateci. Stiamo facendo gossip. Prendiamo una persona, la mettiamo idealmente al centro del tavolo e cominciamo l’esame. Come la vediamo? Che cosa pensiamo veramente di lei? Perché ha fatto quella cosa? Perché ha detto quella frase? E giù con le interpretazioni. La passiamo al setaccio. Poi, siccome il setaccio non basta, procediamo con le radiografie. E se ancora rimane qualche angolo oscuro, facciamo anche una TAC. Alla fine sul tavolo non c’è più una persona, ma la nostra ricostruzione di quella persona. Ed è qui che mi è venuta un’idea che mi ha fatto sorridere. Come sarebbe bello se proprio in quel momento la persona di cui stiamo parlando potesse ascol...