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L'uguaglianza comincia quando cambia l'emozione

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L'uguaglianza comincia quando cambia l'emozione Ho ascoltato una conversazione sull'uguaglianza. Si ricordavano i pugliesi che, negli anni dell'emigrazione, partirono verso il Nord d'Italia. Si raccontavano le loro difficoltà, le umiliazioni subite, i pregiudizi che li accompagnavano. Non erano considerati persone come le altre. Per alcuni erano "i meridionali", una categoria prima ancora che esseri umani. Faticavano a trovare una casa, un lavoro, persino il riconoscimento della loro dignità. Questa memoria è importante. Ma, mentre ascoltavo, è emersa una domanda. Che cosa accade quando gli stessi pugliesi, che conservano la memoria di quella sofferenza, incontrano oggi uomini e donne provenienti dal Senegal, dal Mali, dallo Sri Lanka, dalla Romania, dall'Ucraina, dall'Estonia o dalla Lettonia che hanno scelto la Puglia come luogo in cui vivere? Perché talvolta si riproduce la stessa dinamica di esclusione? Se osserviamo questo fenomeno come un err...

La libertà del "chissà"

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La libertà del "chissà" Ogni paese ha i suoi piccoli mondi. C'è quello che si ritrova per giocare, quello che si incontra attorno a una comunità, quello che discute di politica, quello che organizza eventi, quello che sogna di tornare a comandare come una volta. Cambiano i luoghi, cambiano i volti, ma il copione resta sorprendentemente simile. Qualcuno mi raccontava dell'entusiasmo di un gruppo di persone che aveva trasformato un vecchio gioco in un'occasione di amicizia. Mi parlava di risate, tornei, partecipazione. Era bello ascoltarlo. Da un'altra parte osservavo una comunità molto attiva, capace di coinvolgere tante persone. Altrove ancora rivedevo fotografie di chi continua a inseguire un'idea di potere coltivata per anni, con la speranza che il tempo faccia il giro e riporti tutto dov'era. Sono ambienti diversi, eppure mi accorgevo che dentro di me provocavano la stessa domanda. Per molto tempo, quando un modo di fare non mi convinceva, finivo qu...

Il circuito ricorrente del pensiero: osservazioni sul rimuginio, l'energia e il presente

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  Il circuito ricorrente del pensiero: osservazioni sul rimuginio, l'energia e il presente Antonio Bruno cultore di epistemologia, con particolare riferimento all'epistemologia del vivere elaborata da Humberto Maturana e Ximena Dávila. Introduzione Per molti anni ho creduto che la mia stanchezza dipendesse dalla quantità di cose che facevo. Con il tempo ho osservato che spesso non era così. Vi erano giornate nelle quali avevo lavorato poco eppure mi sentivo profondamente affaticato. Altre, invece, ricche di attività, si concludevano con una sensazione di vitalità. Questa apparente contraddizione mi ha spinto a osservare non tanto ciò che facevo, quanto ciò che accadeva nella mia mente. È così che ho distinto un fenomeno che considero fondamentale: il continuo ritornare del pensiero sugli stessi scenari. Il presente come unico luogo dell'esperienza Seguendo l'epistemologia di Humberto Maturana, considero il presente come l'unico ambito nel quale il vive...

Cujunara, a chi spetta il merito? Indagine sulle vere origini editoriali della ricetta di San Cesario di Lecce

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  Cujunara, a chi spetta il merito? Indagine sulle vere origini editoriali della ricetta di San Cesario di Lecce Negli ultimi tempi, in diverse pubblicazioni e sui mezzi di informazione, la ricetta tradizionale della cujunara di San Cesario di Lecce è stata attribuita, talvolta, ad autori differenti, senza che fosse sempre chiaro chi ne avesse documentato per primo la preparazione o contribuito alla sua diffusione editoriale. Per questo motivo ho ritenuto opportuno svolgere una ricognizione bibliografica finalizzata a ricostruire, per quanto consentito dalle fonti disponibili, la storia delle pubblicazioni dedicate alla cujunara, individuando gli autori, le opere e le rispettive date di pubblicazione. Le informazioni che seguono non intendono stabilire primogeniture assolute di una ricetta appartenente alla tradizione popolare e tramandata per generazioni soprattutto in forma orale. L'obiettivo è piuttosto quello di ricostruire il percorso documentario della cujunara nella l...

La Provincia di Lecce è donna. Il Consiglio provinciale no.

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  La Provincia di Lecce è donna. Il Consiglio provinciale no. Le elezioni provinciali del 27 luglio 2026 hanno rinnovato il Consiglio della Provincia di Lecce. Un appuntamento che, come accade dal 2014 con la legge Delrio, si è svolto nel silenzio generale: i cittadini non hanno votato. A scegliere il nuovo Consiglio sono stati esclusivamente sindaci e consiglieri comunali dei 96 Comuni della provincia. L'esito è sotto gli occhi di tutti: 16 consiglieri provinciali, 15 uomini e una sola donna . Un dato che, al di là delle appartenenze politiche e del valore personale degli eletti, pone una domanda inevitabile: quanto rappresenta davvero la comunità provinciale il nuovo Consiglio? Uno studio sulla composizione del corpo elettorale La Provincia di Lecce ha comunicato che gli aventi diritto al voto erano 1.312 amministratori locali . Non esiste una ripartizione ufficiale per genere. Ho quindi provato a ricostruirla attraverso una stima basata sulla composizione dei consigli comunali p...

No, la mia versione non era flat

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  Si canta, ed è bello. Ascoltare le canzoni è bello. Ho dedicato questo pomeriggio all'ascolto e penso che queste canzoni, come le ascolto io, le ascolto solo io. Le emozioni che emergono dentro di me mentre le ascolto sono soltanto le mie. L'esperienza che faccio è unica, perché cambia ogni volta che le ascolto e, ogni volta, è la prima volta. Goodbye Novecento . Io, a Lecce, in via Stano, che l'ascolto. È la storia che sto vivendo. Sembra scritta proprio per me. Adesso eccola, cantata da Achille Lauro e da Antonello Venditti. La stessa canzone. Flat, anche per Antonello, il rivoluzionario: tutto impulsi e parole senza rete. Flat la storia che vivevo? No. Non era flat. Era folle, folle, folle. Come tutte quelle storie che si chiamano d'amore. Senza paracadute. Piena di contraddizioni. Fantastica. Imprevedibile. Imprevista. Una deriva strutturale che ha portato dove ha portato. L'esito non ha nulla a che fare con quel processo. Ma il processo, Dio...

Le sedie vuote della banda

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Foto dell'Architetta Nadia Letizia   Le sedie vuote della banda Ci sono immagini che spiegano un'epoca meglio di qualsiasi statistica. La mia è quella di una cassa armonica in una domenica di luglio. San Cesario di Lecce, 26 luglio 2026. La banda è pronta a suonare. I musicisti, però, prima del concerto sono seduti sulle sedie destinate al pubblico. Quando arriva il momento della marcia, si alzano, prendono gli strumenti e vanno al loro posto. Le sedie restano vuote. Non è una metafora. È cronaca. Ed è forse proprio per questo che diventa una metafora. Per puro caso sono finito alla festa del paese. Due baracche con le noccioline, poche persone che passeggiavano senza fretta, qualche bambino, le luminarie accese come se aspettassero qualcuno che aveva dimenticato l'appuntamento. Mentre guardavo quella scena, mi sono tornate in mente le pagine di Fernando Manni in Secoli tra gli Ulivi . Lui descriveva le feste come il deposito dell'anima di un popolo. Le noccioline impo...

San Cesario non è un luogo. È un archivio vivente.

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  Con Sandro De Simone il mio UNICO amico d'infanzia, gli altri erano solo compagni di gioco e intrattenimento San Cesario non è un luogo. È un archivio vivente. Ci sono paesi che si attraversano. E poi ci sono paesi che ti attraversano. San Cesario, per me, non è mai stato solo un punto sulla mappa, a pochi chilometri dalla barocca Lecce, in quella lingua di terra che si allunga verso il mare Adriatico. San Cesario è stato, ed è ancora, un campo di osservazione. Un laboratorio. Un archivio vivente. Ma non è iniziato tutto da una scelta consapevole. È iniziato da un contagio. Il Maestro Alberto Tangolo: imparare a guardare (e a raccontare) Se devo essere preciso, tutto comincia lì. Nelle classi dalla terza alla quinta elementare. Il Maestro Alberto Tangolo non insegnava “le materie”. Costruiva un mondo. Avevamo una redazione. La chiamavamo giornale parlato . Ognuno scriveva il suo articolo. Poi il Maestro prendeva un registratore Geloso — il gelosino — e ci faceva ...

Monumento ai Caduti – San Cesario di Lecce

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  Monumento ai Caduti – San Cesario di Lecce     Autore: Aldo Calò Titolo: Monumento ai Caduti Luogo: San Cesario di Lecce Data: seconda metà del XX secolo (donazione dell’artista al Comune) Materiali: metallo saldato / struttura plastica astratta Tipologia: monumento commemorativo pubblico Scheda storico-artistica Il Monumento ai Caduti di San Cesario di Lecce , realizzato e donato dallo scultore salentino Aldo Calò , si colloca nel quadro della rinnovata scultura monumentale italiana del secondo dopoguerra, caratterizzata dal progressivo superamento della tradizione figurativa celebrativa. Diversamente dai monumenti ai caduti della prima metà del Novecento – spesso costruiti secondo schemi iconografici retorici e narrativi – l’opera di Calò adotta un linguaggio plastico astratto e strutturale , coerente con la ricerca internazionale sulla scultura che, tra anni Cinquanta e Settanta, privilegia il rapporto tra forma, materia e spazio . La c...