Ascoltando il discorso di Pedro Sánchez all’Assemblea Generale dell’ONU
Ascoltando il discorso di Pedro Sánchez all’Assemblea Generale dell’ONU. Ascolto il discorso di Pedro Sánchez all’Assemblea Generale dell’ONU. Dice cose molto concrete: vuole rafforzare le Nazioni Unite, riformare il Consiglio di Sicurezza, limitare il diritto di veto, rafforzare la Corte Penale Internazionale, rilanciare il disarmo nucleare e regolamentare social network e intelligenza artificiale. Parla delle guerre, dell’Ucraina, del Libano, dell’Iran e di Gaza. Rivendica inoltre le scelte compiute dalla Spagna. Mentre lo ascolto, però, mi accorgo di una cosa: Sánchez non sta semplicemente descrivendo il mondo. Lo distingue. Distingue aggressori e aggrediti, legalità e illegalità, cooperazione e sopraffazione, progresso e reazione. E attraverso queste distinzioni propone il mondo nel quale desidera vivere. Qui mi vengono incontro Maturana, von Foerster, Bateson e Varela. Non mi interessa soltanto stabilire se Sánchez abbia ragione o torto. Mi interessa osser...