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Il destino dei rapporti tra le persone viene deciso all’inizio?

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  Dovrebbe essere noto - e invece non lo è - che il destino dei rapporti tra le persone viene deciso all’inizio, una volta per tutte, sempre, e che per sapere in anticipo come andranno a finire le cose basta guardare come sono cominciate. In effetti, quando un rapporto nasce c’è sempre un momento di illuminazione nel quale si riesce anche a vederlo crescere, distendersi nel tempo, diventare ciò che diventerà e finire come finirà - tutto insieme. Si vede bene perché in realtà è già tutto contenuto nell’inizio, come la forma di ogni cosa è contenuta nel suo primo manifestarsi. Ma si tratta di un momento, per l’appunto, e poi quella visione ispirata svanisce, o viene rimossa, ed è solo per questo che le storie tra le persone producono sorprese, danni, piacere o dolore imprevisto. 🏷 ️ Sandro Veronesi, “Il colibrì”   Le relazioni non hanno un destino già scritto, ma spesso, quando cominciano, mostrano qualcosa che noi non vogliamo vedere. A volte nasce subito una legge...

Giurdana (o La Giurdana)

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  "Quando ce n'è bisogno datevi delle arie, almeno ci rinfreschiamo.! Anonimo Sarà pure un evento culturale, come dicono loro, e probabilmente continueranno a ripeterlo fino a convincersi che sia davvero un evento culturale, ma io non appartengo alla comunità che oggi festeggia alla Giurdana , non vi appartengo e non posso fingere di appartenervi soltanto perché qualcuno ha deciso che quella comunità dovrebbe comprendere anche me. Ho letto persino un componimento nel quale uno degli abitanti di quella comunità ne celebrava i membri, li nominava, li disponeva uno accanto all’altro come le figure di un presepe paesano. Io, naturalmente, non c’ero. Non c’era la mia famiglia. Non c’era nessuna delle persone dalle quali provengo. E questa assenza, più di tutte le loro parole sull’identità e sulla memoria, mi ha spiegato con assoluta precisione quale fosse il mio posto: fuori. L’appartenenza, infatti, non si proclama, non si organizza e soprattutto non si impone mediante una festa. ...

La festa adesso

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  La festa adesso Oggi Supertramp, e immediatamente è festa. Non una festa organizzata, sia chiaro, con gli inviti spediti in anticipo, le sedie disposte lungo le pareti e qualcuno incaricato di controllare che la felicità non sporchi il pavimento. No. Una festa improvvisa, di quelle che entrano dalla finestra senza bussare e rovesciano un bicchiere di luce sopra ogni cosa. La musica comincia e la stanza cambia mestiere. Il tavolo smette di essere un tavolo, la finestra dimentica il paesaggio che le avevano assegnato, persino l’orologio, poveretto, continua a muovere le lancette senza accorgersi che il tempo se n’è già andato a ballare. Io non capisco una sola parola. Questo dovrebbe essere un problema, secondo le persone serie. Bisognerebbe conoscere l’inglese, tradurre i testi, stabilire che cosa vogliano dire esattamente quelle voci. Ma intanto il piede ha già capito, le spalle hanno capito, qualcosa nello stomaco si è messo a sorridere. Il corpo, che non ha mai frequentato cors...

EPIGENESI DELLO SPIEGARE E DEL COMPRENDERE Conversazione tra Antonio Bruno e Humberto Maturana

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  EPIGENESI DELLO SPIEGARE E DEL COMPRENDERE Conversazione tra Antonio Bruno e Humberto Maturana Antonio Bruno: Humberto, leggendo queste pagine mi sembra che tu stia facendo una distinzione molto netta tra spiegare e comprendere . Che cosa significa, esattamente, spiegare? Humberto Maturana: Spiegare non significa scoprire una realtà nascosta dietro ciò che accade. Significa proporre un meccanismo generativo che, lasciato operare secondo le proprie coerenze, generi come risultato proprio l’esperienza che vogliamo spiegare. Antonio: Quindi una spiegazione non mi dice necessariamente: «Le cose sono realmente così». Maturana: Esatto. Dice piuttosto: «Se accetti queste operazioni e queste relazioni, allora ciò che vuoi spiegare emerge come loro conseguenza». E una spiegazione viene accettata quando chi ascolta accetta sia il meccanismo generativo sia il criterio con cui ne riconosce il risultato. Antonio: Ma allora da dove prendiamo gli elementi con cui costruiamo le ...

**Le tortore, i serpenti e il miele raccolto da un’erbaccia**

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  **Le tortore, i serpenti e il miele raccolto da un’erbaccia** Patience Gray e il suo compagno, lo scultore Norman Mommens, arrivarono sull’isola greca di Naxos inseguendo il marmo. Lui voleva scolpirlo; lei finì per lasciarsi scolpire dalla vita. Ad Apollona non trovarono le comodità dalle quali provenivano, ma una casa essenziale, un paesaggio severo e una comunità ancora regolata dalle stagioni, dalla fatica e da consuetudini più antiche delle parole usate per raccontarle. Vissero per un anno in un luogo dove niente era facile, ma quasi tutto era vero. Da quell’esperienza nacque *Ringdoves and Snakes*, pubblicato nel 1988: le tortore e i serpenti, la dolcezza e il pericolo, la pace e l’insidia. Le due creature che abitano ogni esistenza. Noi vorremmo scegliere le prime ed evitare i secondi, ma la vita non ci consente di separare ciò che ci consola da ciò che ci mette alla prova. Il viaggio di Patience Gray, però, non si fermò a Naxos. Per vent’anni attraversò il Mediterraneo in...