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La biblioteca degli altri ovvero riconoscete davvero come legittimo anche chi non appartiene al vostro mondo?

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  La biblioteca degli altri ovvero riconoscete davvero come legittimo anche chi non appartiene al vostro mondo?   di Antonio Bruno C’è una parola che usiamo così spesso da aver quasi dimenticato di chiederci che cosa significhi: cultura . Di solito pensiamo ai libri. Ai concerti. Alle conferenze. A qualcuno che parla e a qualcun altro che ascolta. Humberto Maturana, biologo ed epistemologo cileno, proponeva una risposta assai meno rassicurante: la cultura non è quello che diciamo di essere. È quello che continuiamo a fare insieme . Una rete di conversazioni. Perciò, quando a Lecce si discute della Biblioteca OgniBene e della decisione dell'amministrazione comunale di sottoporne la programmazione annuale all'approvazione della Giunta, la domanda più interessante non è se abbia ragione la destra o la sinistra. È un'altra. Chi decide chi può conversare? La precedente amministrazione e l'opposizione attuale difendono l'autonomia della biblioteca dal...

Oggi ascolto Ultimo – “TUTTO”

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  Oggi ascolto Ultimo – “TUTTO” Ci sono cantanti che sembrano cantare per il pubblico. E poi ce ne sono altri che danno l’impressione di cantare perché, se non lo facessero, qualcosa dentro di loro continuerebbe a bussare. Ultimo appartiene a questa seconda categoria. Ascolto “TUTTO” e sento un ragazzo che canta da un Mondo che ha dentro. Un Mondo che spinge per farsi vedere, che scalcia per farsi capire, che vorrebbe finalmente diventare limpido, trasparente, sincero. Ecco perché questo ragazzo mi piace. Mi piace la sua musica. Mi piace persino quel suo continuo piangersi addosso, se così vogliamo chiamarlo. Perché la malinconia, quando diventa musica, smette di essere soltanto malinconia. Diventa racconto. Ultimo racconta continuamente una mancanza. Gli manca qualcosa anche quando, agli occhi degli altri, sembra avere tutto. Ed è forse proprio qui che questa canzone diventa interessante. Perché noi siamo abituati a misurare la felicità dall'esterno: successo, p...

Ho cantato Vento di Passione

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  Ho cantato Vento di Passione Ci sono canzoni che sembrano appartenere a chi le ha cantate per primo. E poi ce ne sono altre che, proprio perché sono grandi, a un certo punto smettono di appartenere a qualcuno. Vento di Passione è una di queste. L’hanno cantata Pino Daniele e Giorgia, e già questo potrebbe bastare a mettere soggezione a chiunque abbia voglia di avvicinarsi a quelle note. Poi c’è stata Mina, con quella profondità della voce che non ha bisogno di dimostrare più niente a nessuno. Tre mondi. Pino Daniele aveva quella voce sottile, quasi fragile, che sembrava fare il contrario di quello che ci hanno insegnato sulle grandi voci: invece di occupare lo spazio, entrava nelle fessure. Faceva il blues senza gridarlo. Una voce capace di arrivare al cuore quasi chiedendo permesso. Giorgia, Giorgia Todrani, possiede invece uno strumento vocale che sembra moltiplicare le possibilità. Sale, scende, modula, trattiene, libera. A volte ascoltandola viene da pensare che ...

Che cosa conserva la politica mentre promette il futuro?

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  Che cosa conserva la politica mentre promette il futuro? Ho ascoltato Beppe Grillo conversare con Fedez e Mr. Marra. A un certo punto Grillo pone una questione che mi ha colpito: dov'è una visione della società futura? Dove immaginiamo di essere nel 2050? In quale società desideriamo vivere? In fondo dice di desiderare una politica capace di costruire una visione di futuro orientata al benessere di tutti. Mi sono fermato su questa affermazione. Perché credo che, se chiedessimo alle persone se desiderano una società nella quale ci sia benessere per tutti, difficilmente qualcuno risponderebbe di no. Il problema comincia subito dopo. Che cosa significa "benessere"? Che cosa significa "tutti"? E soprattutto: come facciamo quello che facciamo mentre diciamo di voler realizzare quel benessere? Grillo ha fondato il Movimento 5 Stelle. Quel Movimento è diventato il partito più votato alle elezioni politiche del 2018. Milioni di persone hanno affidato...

Oggi ascolto Nesli – Un giorno dopo l’altro

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  Oggi ascolto Nesli – Un giorno dopo l’altro Ci sono canzoni che raccontano una storia. E ce ne sono altre che sembrano raccontare il tempo mentre passa. “Un giorno dopo l’altro” di Nesli appartiene a questa seconda specie. È una ballata in cui musica e parole fluiscono senza intoppi, quasi obbedissero alla stessa legge elementare della vita: un attimo dopo l’altro, un giorno dopo l’altro. Non c'è bisogno di strattoni. La canzone procede. E proprio procedendo ci porta dentro una domanda che conosciamo tutti: che cosa sono diventato e che cosa avrei potuto essere? O forse: che cosa non sono ancora? Nesli viene da una storia musicale che affonda le radici nell' hip hop italiano , ma da tempo la sua scrittura ha attraversato i confini del rap per incontrare il pop d'autore , la canzone melodica e una forma di pop-rock introspettivo . Anche qui resta qualcosa della sua origine: il rapporto strettissimo fra parola e pulsazione, la frase che non viene semplicemente ...