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Perché è stato opportuno andare a scuola di canto

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  Perché è stato opportuno andare a scuola di canto A un certo punto della mia vita sono andato a scuola di canto. Avevo già attraversato quasi tutto quello che normalmente dovrebbe venire prima: il lavoro, la famiglia, le responsabilità, gli incarichi, gli studi universitari ripresi da adulto, le soddisfazioni e le delusioni. Non avevo bisogno di costruirmi una professione. E certamente non pensavo di diventare cantante. Eppure sono andato a scuola di canto. Oggi penso che sia stata una delle cose più opportune che potessi fare. Non perché abbia scoperto di possedere una bella voce. Non perché qualcuno mi abbia detto che ero talentuoso. Non per il saggio finale e neppure per gli applausi. È stato opportuno perché, per una volta, ho studiato qualcosa che non doveva necessariamente servirmi. Per gran parte della vita avevo conosciuto un'altra forma dell'imparare. Si studia per superare un esame. Si lavora per raggiungere un risultato. Ci si prepara per essere all...

Oggi ascolto Tananai – ABISSALE.

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  Oggi ascolto Tananai – ABISSALE. Ieri sera un film. No, una serie. No, un thriller. Macché. Un film italiano. Si chiama L’amore sta bene su tutto . L’ho visto su Netflix. Bello. Di quella bellezza semplice che non ha bisogno di gridare per farsi ricordare. Poi, nelle scene finali, arriva una canzone. E lì mi fermo. Non sapevo chi cantasse. Non conoscevo il titolo. Ma quella canzone dentro quelle immagini ci stava così bene che ormai dovevo sapere quale fosse. Ho cercato. Parecchio. Alla fine l’ho trovata: Tananai, ABISSALE . Una canzone del 2022 che io incontro soltanto adesso, nel 2026. Le canzoni fanno anche questo. Possono stare per anni da qualche parte senza appartenerci. Poi arrivano dentro una scena, in una sera qualsiasi, e improvvisamente diventano nostre. ABISSALE racconta una distanza. Quella che può aprirsi tra due persone che sono state bene insieme, che magari sono state persino bellissime insieme, e che a un certo punto scoprono qualcosa ...

Oggi ascolto Alfa e Gigi D'Alessio, Genova e Napoli.

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Oggi ascolto Alfa e Gigi D'Alessio, Genova e Napoli . E mentre li ascolto mi accorgo che nella canzone entra, senza essere nominato, anche un terzo luogo: Rivabella . Genova mi è cara perché ha accolto mia figlia. Da quando Sara è lì, Genova non è più soltanto una città sulla carta geografica. È diventata un luogo del mio vivere. Succede così con i figli: vanno da qualche parte e, senza saperlo, si portano dietro un pezzo di noi. Non conosco i suoi vicoli come li conosce chi ci è nato. Non ho consumato scarpe sulle sue salite. Eppure oggi, se penso a Genova, penso a mia figlia. Napoli, invece, mi arriva da una storia che appartiene alla famiglia di mia moglie. Suo zio partì per il militare a sedici anni. Sedici. Dovremmo fermarci ogni tanto davanti ai numeri, perché dietro un numero può esserci un mondo. A sedici anni oggi sei quasi ancora un bambino. Lui partì, fece i suoi giri e un giorno arrivò a Napoli. E Napoli gli fece qualcosa. Mi racconta che capì che da lì non se ne sarebb...

«Quale Germania sta emergendo dalle conversazioni, dalle paure, dalle appartenenze e dalle distinzioni che milioni di tedeschi stanno conservando nel loro vivere insieme?»

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E se il vero problema non fosse il 44,6% dell’AfD? In Sassonia-Anhalt quasi un elettore su due ha scelto l’AfD. Possiamo chiamarla protesta, paura, populismo, estrema destra. Ma Humberto Maturana ci suggerirebbe una domanda più profonda: quale mondo stanno facendo emergere i tedeschi nel loro vivere insieme? Perché la democrazia non è soltanto votare. È una forma di convivenza fondata sul riconoscimento dell’altro come legittimo altro , anche quando pensa diversamente da noi. Forse le democrazie non cominciano a cambiare dentro le urne. Cambiano molto prima: nelle conversazioni, nelle paure, nelle appartenenze e nel modo in cui impariamo a distinguere “noi” da “loro”. Le urne contano i voti. Le conversazioni costruiscono il mondo in cui quei voti diventano possibili. #Germania #AfD #Democrazia #HumbertoMaturana #Politica #Europa #Conversazioni #Convivenza «Quale Germania sta emergendo dalle conversazioni, dalle paure, dalle appartenenze e dalle distinzioni che milioni di tedeschi stann...

Oggi ascolto Ellie Goulding – I Know Too Much

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  Oggi ascolto Ellie Goulding – I Know Too Much Oggi ascolto Ellie Goulding, I Know Too Much . E già il titolo mi ferma: so troppo . È una frase curiosa, perché abbiamo trascorso buona parte della vita convincendoci del contrario. Che sapere fosse meglio. Sapere chi siamo, sapere cosa vogliono gli altri, sapere perché una storia è finita, perché qualcuno è rimasto, perché qualcun altro se n'è andato. Come se conoscere significasse necessariamente liberarci. Poi arriva un momento nel quale scopriamo che possiamo avere capito quasi tutto e continuare ugualmente a sentire qualcosa che non sappiamo governare. È questo che mi interessa nella musica di Ellie Goulding. Non soltanto quella voce fragile e insieme elettronica, sospesa tra il corpo e qualcosa che sembra arrivare da lontano. Mi interessa soprattutto la contraddizione racchiusa nel titolo. Sapere troppo può diventare un peso. Perché sapere non significa necessariamente comprendere. E comprendere non significa po...

Forty-love e Succederà questa notte: quando il passato incontra ciò che non è accaduto.

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  Forty-love e Succederà questa notte: quando il passato incontra ciò che non è accaduto . Ci sono persone che abbiamo amato per quello che abbiamo vissuto con loro. E ce ne sono altre che continuano ad accompagnarci soprattutto per quello che con loro non è accaduto. Forse sono queste ultime le più difficili da salutare. Perché una storia realmente vissuta, prima o poi, incontra i propri confini. Ha avuto un principio, delle giornate, delle parole, degli errori. Magari ha avuto una fine. Una storia possibile, invece, non finisce mai. Possiamo riscriverla per anni. Se quella sera fossi andato. Se avessi avuto coraggio. Se invece di aspettare fossi andato a prenderla. Se avessi capito prima. Se non avessi avuto paura delle conseguenze. Se avessi semplicemente fatto quello che sentivo di voler fare. È forse per questo che mi ha colpito così profondamente Forty-love , il racconto di Eshkol Nevo che entra nel materiale narrativo del nuovo film di Nanni Moretti p...

Quando Laura incontra Raf, e una canzone torna a essere di tutti

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  Quando Laura incontra Raf, e una canzone torna a essere di tutti Laura Pausini “incontra” Raf nel nuovo singolo. E forse ci ricorda una cosa molto semplice: le canzoni non appartengono soltanto a chi le scrive. Appartengono anche a chi le canta. E, soprattutto, a chi le vive. Il 4 settembre Laura Pausini ha rimesso in circolo una canzone che arriva da lontano: “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” . Lontano, poi, mica tanto. Era il 1991. Raf la cantava in un’Italia che sembra appartenere a un’altra epoca. La canzone era stata scritta da lui, Raffaele Riefoli, insieme a Beppe Dati. Trentacinque anni dopo Laura Pausini l'ha ripresa e Paolo Carta l'ha rivestita con un nuovo arrangiamento. È una cover. E a me questa parola piace. Perché io nel 1991 Raf non lo ascoltavo poi tanto. Non rientrava fra i cantanti della musica che preferivo. Capita. La musica non è una classifica oggettiva: ci sono artisti che incontriamo a vent'anni, altri a quaranta, altri ancor...