ZIA TITINA, LUISA RUGGIO E LA CONVERSAZIONE LIBERATRICE
ZIA TITINA, LUISA RUGGIO E LA CONVERSAZIONE LIBERATRICE Ho letto un bellissimo ritratto scritto da Luisa Ruggio . Racconta di Agata, che quando entrò nella sua vita non era più la ragazza della fotografia e tutti chiamavano zia Titina . Una ricamatrice di Nardò, raffinata maestra del ricamo tradizionale, capace – scrive Ruggio – di prendersi cura delle ferite e persino del silenzio delle creature. Leggendolo, ho pensato immediatamente a Ximena Dávila e alla sua conversazione liberatrice . Naturalmente non so se zia Titina conoscesse qualcosa di tutto questo. Probabilmente no. È il racconto di Luisa Ruggio che mi fa riconoscere, nel modo di essere di questa donna, qualcosa che oggi riesco a nominare attraverso Dávila e Humberto Maturana. Perché conversare non significa semplicemente parlare. Noi esseri umani viviamo nel conversare: intrecciamo parole, emozioni, gesti, sguardi, ascolto e silenzi. E dentro questo intreccio costruiamo continuamente il mondo nel quale viv...