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Oggi ascolto “Non mi rompete” del Banco del Mutuo Soccorso

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  Oggi ascolto “Non mi rompete” del Banco del Mutuo Soccorso Oggi ascolto Non mi rompete del Banco del Mutuo Soccorso e, appena comincia la musica, mi accorgo che non sono più nella stanza in cui mi trovo. Sono entrato nel mio sogno. Volo lungo le pendici delle montagne più alte, sfiorando rocce che nessun uomo ha mai toccato. Poi, senza sapere come, scendo nei fondali più profondi del mare e mi metto a osservare creature mai viste, animali trasparenti, luci che respirano nel buio, forme di vita che non hanno ancora ricevuto un nome. Non ho paura. Nel sogno non devo difendermi da niente, non devo spiegare chi sono e nemmeno dimostrare dove sto andando. La voce di Francesco Di Giacomo sembra arrivare da un luogo lontano e familiare nello stesso tempo. Non canta soltanto: apre una porta. E dietro quella porta c’è un mondo fantastico, fatto di delizie, meraviglie e gioie, un mondo che non chiede il permesso di esistere. È già lì e aspetta soltanto che qualcuno abbia il coraggio...

Il profumo dei cefali

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  Il profumo dei cefali Ciao Nino, ieri sera ho cucinato il pesce per tutti, nella mia casa. C’erano Massimiliano, Azzurra e Riccardo, arrivati a Lecce da Polignano, dove erano andati per il matrimonio della testimone di nozze di Azzurra. Delia aveva preparato ogni cosa con quella cura silenziosa che non domanda di essere notata, ma senza la quale una casa rimane soltanto un insieme di stanze. Quando ci siamo seduti a tavola, ho avuto la certezza che quella cena fosse già accaduta molti anni prima, in via IV Novembre, a casa tua. Allora Maria pensava alle pizze e tu ai cefali, e noi arrivavamo convinti di trascorrere una sera qualunque, senza sapere che quelle sere stavano diventando la parte indimenticabile della nostra vita. Abbiamo parlato fino alle due del mattino. Il tempo, dopo una certa ora, smise di andare avanti e cominciò a girare intorno alla tavola. Tu eri lì. C’era Carlo Drames, c’era la trasmissione dedicata alla poesia, c’era la radio di San Cesario e c’era il Gruppo...

Oggi ascolto “Sei nell’anima”

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  Oggi ascolto “Sei nell’anima” Oggi ascolto Sei nell’anima , la canzone scritta da Gianna Nannini insieme a Pacifico, nome d’arte di Luigi De Crescenzo. «Tu non puoi immaginare quello che succedeva dentro di me quando ascoltavo questa canzone», mi ha detto qualcuno. E non c’era bisogno che aggiungesse altro. Ci sono canzoni che piacciono e altre che stregano. Questa appartiene alla seconda specie: entra senza bussare e va a cercare proprio ciò che credevamo di avere nascosto meglio. L’orgoglio ci induce spesso a raccontare che una relazione finita sia anche un amore cancellato. Come se bastasse chiudere una porta, interrompere una telefonata o smettere di incontrarsi per spegnere ciò che è accaduto. Ma gli amori importanti non obbediscono agli interruttori. Restano nei gesti, nelle parole, perfino nei silenzi. Restano nel corpo, dove la memoria non conosce né calendari né buone maniere. E qui il testo è fortissimo. Non domanda permesso e non concede vie di fuga. Ma a tormentare da...

Oggi ascolto The Police, il ritmo caldo di una memoria

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Oggi ascolto The Police, il ritmo caldo di una memoria Oggi ascolto i Police e mi accorgo che certe canzoni non invecchiano: cambiano soltanto il luogo in cui vengono ascoltate. Un tempo arrivavano dalle radio, dai giradischi, dalle musicassette registrate dagli amici. Adesso basta un gesto sul telefono, eppure il viaggio resta lo stesso. Il loro ritmo è caldo e soffice, sorretto da un basso che non si limita ad accompagnare, ma apre la strada. Poi arriva la batteria, inquieta e quasi tribale, e la chitarra disegna melodie originalissime, sospese fra il reggae, il rock e qualcosa che non ha mai avuto bisogno di un nome. Nei Police gli strumenti moderni sembrano accogliere ritmi antichi, primitivi, nati forse quando gli esseri umani hanno cominciato a battere le mani per raccontarsi la paura, il desiderio, la gioia e la solitudine. I gruppi, si sa, qualche volta finiscono. E spesso accade che il cantante prosegua da solo, portandosi dietro il volto e una parte della leggenda. Sting ha c...

Prima che il mondo scoprisse la pizzica

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  Prima che il mondo scoprisse la pizzica La musica salentina non è una cartolina: è la storia di un popolo che ha imparato a cambiare ritmo senza perdere la propria voce Dal morso della tarantola al rap dei Sud Sound System, passando per Tito Schipa, Bruno Petrachi e le radio libere: viaggio in una terra dove la musica è stata cura, lavoro, corteggiamento, memoria e ribellione. Per spiegare il Salento a un lettore americano bisognerebbe cominciare dalla luce. Non dalla musica, ma dalla luce. Quella che cade sulle pietre chiare di Lecce, attraversa gli ulivi e arriva al mare senza chiedere permesso. Una luce bellissima e spietata, perché illumina tutto: le feste e la fatica, l’eleganza barocca e la povertà delle campagne, le partenze degli emigranti e le estati nelle quali gli emigranti tornavano a casa con una valigia più pesante dei ricordi. Poi, soltanto dopo, bisognerebbe far ascoltare la musica. Ma non una sola musica. Questo è il primo equivoco da chiarire. Il Sal...