C’era un tempo in cui, d’estate, le case avevano una stanza in più. Non era dentro: era fuori.
Foto postata da Monia Politi C’era un tempo in cui, d’estate, le case avevano una stanza in più. Non era dentro: era fuori. Cominciava sulla soglia e finiva nella strada. La fotografia racconta proprio questo. Quattro donne raccolte davanti a una casa, un bambino tra loro, le sedie semplici con i cueschi di legno e il sedile impagliato, un tavolino improvvisato. Più in là la strada continua quasi senza traffico, con qualche figura lontana. Non sembra accadere niente. Ed è proprio questo il punto: stava accadendo la vita . Quando arrivava la sera e il caldo finalmente allentava la presa, le donne uscivano e si sedevano ddhra fore, a nnanti casa . I bambini conquistavano il marciapiede, il limbitare , il timmitale . Nessuno aveva organizzato l’incontro. Nessuno aveva mandato un messaggio per chiedere: «Ci vediamo alle nove?». Bastava una sedia portata fuori dalla porta perché, poco dopo, ne comparisse un’altra. E cominciavano i racconti. Fatti veri, fatterelli, storie di viv...