L'UOMO CHE AVEVA FATTO PACE CON IL SUO RIFLESSO
L'UOMO CHE AVEVA FATTO PACE CON IL SUO RIFLESSO Un racconto sul tempo e sulla meraviglia di essere vivi La mattina in cui Antonio Bruno scoprì che il tempo aveva smesso di inseguirlo, indossava un cardigan color vino, un paio di pantaloni grigi e una cravatta che sembrava appartenere a un uomo molto più serio di lui. Aveva sessantanove anni, i capelli bianchi e quella particolare espressione degli uomini che hanno conosciuto abbastanza il mondo da non pretendere più di capirlo tutto. Si era appoggiato a una parete senza alcuna ragione particolare. Accanto a lui c'era uno specchio. E nello specchio c'era un altro Antonio. Non era esattamente uguale. Quello riflesso sembrava portare sulle spalle tutti gli anni che l'uomo aveva vissuto, mentre quello in carne e ossa non sembrava portarne nessuno. Fu allora che accadde una cosa straordinaria. Il suo riflesso gli domandò: «Non ti manca niente?» Antonio sorrise. «Che cosa dovrebbe mancarmi?» «La ...