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La scuola elementare “G. B. Saponaro” di San Cesario di Lecce e la memoria di un direttore didattico

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  Articolo di Giovan Battista Saponaro 1916 La scuola elementare “ G. B. Saponaro” di San Cesario di Lecce e la memoria di un direttore didattico di Antonio Bruno La scuola elementare “ G. B. Saponaro” , situata a San Cesario di Lecce in via Michele Saponaro , è un edificio scolastico realizzato negli anni Sessanta , nel periodo di forte espansione urbanistica e demografica che interessò molti centri del Salento nel secondo dopoguerra. In quegli anni la costruzione di nuove scuole rappresentò una priorità per le amministrazioni locali e per lo Stato, impegnati ad ampliare e rendere più capillare l’istruzione elementare. L’edificio nacque quindi come nuova struttura destinata alla scuola primaria , concepita per accogliere le esigenze educative della popolazione in crescita. La realizzazione della scuola si inserisce nella logica urbanistica dell’epoca: le scuole erano collocate nei quartieri in espansione e diventavano uno dei principali punti di riferimento della vita civile e s...

La superfetazione della ex scuola elementare nel Palazzo Ducale Marulli di San Cesario di Lecce: origine, trasformazioni e rimozione di un’aggiunta edilizia tra Ottocento e Novecento

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  La superfetazione della ex scuola elementare nel Palazzo Ducale Marulli di San Cesario di Lecce: origine, trasformazioni e rimozione di un’aggiunta edilizia tra Ottocento e Novecento  di Antonio Bruno A destra della cartolina la  superfetazione 1. La fase originaria: la fortezza (XVI secolo) Prima del palazzo esisteva una fortificazione cinquecentesca collocata ai margini dell’abitato. Questa struttura difensiva fu poi demolita o inglobata quando venne costruito il palazzo nobiliare. 2. La costruzione del palazzo baronale (1626) Nel 1626 la famiglia Guarini ricostruì l’edificio , trasformando l’antica fortezza in una residenza signorile. Caratteristiche: palazzo barocco monumentale facciata ricca di statue mitologiche busti degli antenati dei Marulli grande portale con colonne binate. Nel 1703 il palazzo passa alla famiglia ducale Marulli , che ne consolida il ruolo di residenza feudale. 3. Il declino della funzion...

Meloni, Schlein e Berlusconi: il patriarcato in rosa

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  Con lo studio che segue mi sono dato l'incarico di dimostrare, con riscontri scientifici e comportamentali , che: Il patriarcato non è collegato al genere biologico , ma a una cultura e struttura di potere . Anche donne possono esprimere comportamenti e visioni patriarcali , se aderiscono a logiche di dominio, competizione, gerarchia e individualismo. Al contrario, uomini possono adottare comportamenti non patriarcali se basati su collaborazione, empatia e parità relazionale Ho utilizzato  il testo di  Biagio Marzo  (“Giorgia, Elly e Marina B. Tre leader in un paese stanco che non sa dialogare” pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 21 settembre 2025) come prova di come tre donne potenti (Meloni, Schlein, Berlusconi) agiscano in un  quadro patriarcale , nonostante il loro genere. 🧩 1. Il patriarcato come sistema culturale, non biologico La ricerca sociologica e antropologica è chiara: «Il patriarcato non è l’esercizio del potere da pa...

L’uomo che correva senza fermarsi e l’albero che gli insegnò a vivere

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  L’uomo che correva senza fermarsi e l’albero che gli insegnò a vivere di Antonio Bruno Un uomo correva tutto il giorno. Correva al lavoro, correva a casa, correva persino nei sogni. Credeva che più passi facesse, più vita avrebbe vissuto. Un giorno si fermò per caso sotto un albero. Stanco, si sedette all’ombra. Solo allora si accorse che l’albero stava lì da anni, senza muoversi, eppure aveva dato frutti, riparo, ossigeno. L’uomo capì che correre serve, ma fermarsi serve di più: perché è nel silenzio che maturano i frutti, e nell’ombra che si impara a scegliere. Morale: non conta quanta strada fai, ma cosa lasci crescere mentre ti fermi . C’è un tempo per correre e uno per fermarsi. Un tempo per affermarsi nel proprio lavoro e un tempo per ricordarsi che il successo, da solo, non basta. Lo dice la vita di molti, ma ce lo suggerisce anche il buon senso: la popolarità è un dono prezioso solo se diventa servizio, strumento per illuminare cause che riguardano tutti, come l...

Quando i genitori non amano: il silenzio che genera violenza da una generazione all’altra

  Quando i genitori non amano: il silenzio che genera violenza da una generazione all’altra Ci sono stili di vita che ci abitano prima ancora che impariamo a respirare. Non sono scelte, non sono bandiere issate con orgoglio: sono eredità silenziose, incise nelle viscere, tramandate come una lingua segreta che impariamo senza volerlo. Alcune nascono nella carezza di un grembo sereno, altre nell’urlo spezzato di una casa che non conosce pace. È lì che i bambini iniziano a sentire, ancor prima di nascere, che il mondo non è lo stesso per tutti. Il passaggio dall’utero biologico a quello culturale può essere un abbraccio oppure una ferita. A volte, il primo tradimento arriva presto: una promessa di gioco mai mantenuta, una carezza che non arriva, un silenzio più rumoroso di mille urla. E quel dolore, piccolo e invisibile, diventa radice: cresce nei corpi, si intreccia alle anime, e senza che ce ne accorgiamo si trasforma in un lignaggio. È una catena che non si vede, ma che continu...