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L'UOMO CHE AVEVA FATTO PACE CON IL SUO RIFLESSO

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  L'UOMO CHE AVEVA FATTO PACE CON IL SUO RIFLESSO Un racconto sul tempo e sulla meraviglia di essere vivi La mattina in cui Antonio Bruno scoprì che il tempo aveva smesso di inseguirlo, indossava un cardigan color vino, un paio di pantaloni grigi e una cravatta che sembrava appartenere a un uomo molto più serio di lui. Aveva sessantanove anni, i capelli bianchi e quella particolare espressione degli uomini che hanno conosciuto abbastanza il mondo da non pretendere più di capirlo tutto. Si era appoggiato a una parete senza alcuna ragione particolare. Accanto a lui c'era uno specchio. E nello specchio c'era un altro Antonio. Non era esattamente uguale. Quello riflesso sembrava portare sulle spalle tutti gli anni che l'uomo aveva vissuto, mentre quello in carne e ossa non sembrava portarne nessuno. Fu allora che accadde una cosa straordinaria. Il suo riflesso gli domandò: «Non ti manca niente?» Antonio sorrise. «Che cosa dovrebbe mancarmi?» «La ...

Oggi ascolto Franco Battiato. E scopro che i segnali di vita non conoscono età

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  Oggi ascolto Franco Battiato. E scopro che i segnali di vita non conoscono età di Antonio Bruno Pietro — Un racconto musicale ispirato al giornalismo Ieri sera, 23 ottobre 2026, sono andato a Brindisi. Mi aveva invitato Gianni Dell’Anna e, quando un amico ti invita ad ascoltare musica, bisognerebbe sempre accettare. Perché non sai mai cosa ti aspetta. Magari pensi di andare a sentire delle canzoni che conosci già e invece finisci per incontrare qualcosa che non avevi previsto. Al Teatro Impero, alle nove di sera, c'era uno spettacolo dal titolo bellissimo: Segnali di vita oltre il tempo , omaggio a Franco Battiato. Sul palco Renato Carrozzo alla voce, Nini Fumarola al basso, Emanuele Crespino alla batteria, Enrico Caiffa alle chitarre, Dario Cota alle tastiere e Marco Antonio Romano. Li guardo e mi viene da sorridere. L'unico giovane, almeno a giudicare dall'aspetto, è il batterista. Gli altri mi sembrano più o meno della mia età. Io ho sessantanove anni, loro q...

Oggi ascolto Filippo Graziani – Selvaggio

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  Oggi ascolto Filippo Graziani – Selvaggio Quando una cicatrice diventa una canzone e la vita smette di chiedere il permesso di Antonio Bruno Ci sono figli che trascorrono una vita intera a cercare di somigliare ai padri. E altri che impiegano altrettanto tempo a cercare di non somigliargli. Poi ce ne sono alcuni che, semplicemente, prendono una chitarra e cominciano a raccontare la propria storia. Senza chiedere il permesso a nessuno. Nemmeno alla memoria. Filippo Graziani è il figlio di Ivan Graziani. E già questo basterebbe a riempire una pagina di giornale. Perché Ivan non era soltanto un cantautore. Era un uomo che aveva trovato nella chitarra elettrica una maniera tutta sua di raccontare l'Italia, le sue donne, i suoi personaggi, le sue malinconie. Un artista che non assomigliava a nessuno, e che proprio per questo ha lasciato un'eredità difficile da portare. Ma Filippo scrive canzoni e le canta. E oggi ascolto Selvaggio . E mentre lo ascolto mi accorgo che...