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La deriva strutturale

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  La deriva strutturale i n una frase: La deriva strutturale è come una barca che viene trasportata dalle onde: durante il viaggio incontra tante cose e cambia continuamente direzione. Così anche noi, vivendo, cambiamo un po' ogni giorno, senza che nessuno possa decidere esattamente come diventeremo. All'inizio vuoi andare in un punto preciso. Ma il fiume ha una corrente. Tu puoi usare la pagaia per orientarti un po', però la corrente, il vento, le rocce e quello che incontri lungo il percorso cambiano continuamente il tuo tragitto. Alla fine arrivi da qualche parte, ma non esattamente dove avevi immaginato all'inizio. Per Humberto Maturana, la vita funziona proprio così . Che cos'è la deriva strutturale? La deriva strutturale è il modo in cui una persona, un animale o una pianta cambiano vivendo. Ogni giorno succede qualcosa: incontri una persona; impari una cosa nuova; litighi con un amico; fai una partita; ascolti una canzone. Tutte ...

L'uguaglianza comincia quando cambia l'emozione

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L'uguaglianza comincia quando cambia l'emozione Ho ascoltato una conversazione sull'uguaglianza. Si ricordavano i pugliesi che, negli anni dell'emigrazione, partirono verso il Nord d'Italia. Si raccontavano le loro difficoltà, le umiliazioni subite, i pregiudizi che li accompagnavano. Non erano considerati persone come le altre. Per alcuni erano "i meridionali", una categoria prima ancora che esseri umani. Faticavano a trovare una casa, un lavoro, persino il riconoscimento della loro dignità. Questa memoria è importante. Ma, mentre ascoltavo, è emersa una domanda. Che cosa accade quando gli stessi pugliesi, che conservano la memoria di quella sofferenza, incontrano oggi uomini e donne provenienti dal Senegal, dal Mali, dallo Sri Lanka, dalla Romania, dall'Ucraina, dall'Estonia o dalla Lettonia che hanno scelto la Puglia come luogo in cui vivere? Perché talvolta si riproduce la stessa dinamica di esclusione? Se osserviamo questo fenomeno come un err...

La libertà del "chissà"

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La libertà del "chissà" Ogni paese ha i suoi piccoli mondi. C'è quello che si ritrova per giocare, quello che si incontra attorno a una comunità, quello che discute di politica, quello che organizza eventi, quello che sogna di tornare a comandare come una volta. Cambiano i luoghi, cambiano i volti, ma il copione resta sorprendentemente simile. Qualcuno mi raccontava dell'entusiasmo di un gruppo di persone che aveva trasformato un vecchio gioco in un'occasione di amicizia. Mi parlava di risate, tornei, partecipazione. Era bello ascoltarlo. Da un'altra parte osservavo una comunità molto attiva, capace di coinvolgere tante persone. Altrove ancora rivedevo fotografie di chi continua a inseguire un'idea di potere coltivata per anni, con la speranza che il tempo faccia il giro e riporti tutto dov'era. Sono ambienti diversi, eppure mi accorgevo che dentro di me provocavano la stessa domanda. Per molto tempo, quando un modo di fare non mi convinceva, finivo qu...

Il circuito ricorrente del pensiero: osservazioni sul rimuginio, l'energia e il presente

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  Il circuito ricorrente del pensiero: osservazioni sul rimuginio, l'energia e il presente Antonio Bruno cultore di epistemologia, con particolare riferimento all'epistemologia del vivere elaborata da Humberto Maturana e Ximena Dávila. Introduzione Per molti anni ho creduto che la mia stanchezza dipendesse dalla quantità di cose che facevo. Con il tempo ho osservato che spesso non era così. Vi erano giornate nelle quali avevo lavorato poco eppure mi sentivo profondamente affaticato. Altre, invece, ricche di attività, si concludevano con una sensazione di vitalità. Questa apparente contraddizione mi ha spinto a osservare non tanto ciò che facevo, quanto ciò che accadeva nella mia mente. È così che ho distinto un fenomeno che considero fondamentale: il continuo ritornare del pensiero sugli stessi scenari. Il presente come unico luogo dell'esperienza Seguendo l'epistemologia di Humberto Maturana, considero il presente come l'unico ambito nel quale il vive...

Cujunara, a chi spetta il merito? Indagine sulle vere origini editoriali della ricetta di San Cesario di Lecce

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  Cujunara, a chi spetta il merito? Indagine sulle vere origini editoriali della ricetta di San Cesario di Lecce Negli ultimi tempi, in diverse pubblicazioni e sui mezzi di informazione, la ricetta tradizionale della cujunara di San Cesario di Lecce è stata attribuita, talvolta, ad autori differenti, senza che fosse sempre chiaro chi ne avesse documentato per primo la preparazione o contribuito alla sua diffusione editoriale. Per questo motivo ho ritenuto opportuno svolgere una ricognizione bibliografica finalizzata a ricostruire, per quanto consentito dalle fonti disponibili, la storia delle pubblicazioni dedicate alla cujunara, individuando gli autori, le opere e le rispettive date di pubblicazione. Le informazioni che seguono non intendono stabilire primogeniture assolute di una ricetta appartenente alla tradizione popolare e tramandata per generazioni soprattutto in forma orale. L'obiettivo è piuttosto quello di ricostruire il percorso documentario della cujunara nella l...

La Provincia di Lecce è donna. Il Consiglio provinciale no.

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  La Provincia di Lecce è donna. Il Consiglio provinciale no. Le elezioni provinciali del 27 luglio 2026 hanno rinnovato il Consiglio della Provincia di Lecce. Un appuntamento che, come accade dal 2014 con la legge Delrio, si è svolto nel silenzio generale: i cittadini non hanno votato. A scegliere il nuovo Consiglio sono stati esclusivamente sindaci e consiglieri comunali dei 96 Comuni della provincia. L'esito è sotto gli occhi di tutti: 16 consiglieri provinciali, 15 uomini e una sola donna . Un dato che, al di là delle appartenenze politiche e del valore personale degli eletti, pone una domanda inevitabile: quanto rappresenta davvero la comunità provinciale il nuovo Consiglio? Uno studio sulla composizione del corpo elettorale La Provincia di Lecce ha comunicato che gli aventi diritto al voto erano 1.312 amministratori locali . Non esiste una ripartizione ufficiale per genere. Ho quindi provato a ricostruirla attraverso una stima basata sulla composizione dei consigli comunali p...

No, la mia versione non era flat

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  Si canta, ed è bello. Ascoltare le canzoni è bello. Ho dedicato questo pomeriggio all'ascolto e penso che queste canzoni, come le ascolto io, le ascolto solo io. Le emozioni che emergono dentro di me mentre le ascolto sono soltanto le mie. L'esperienza che faccio è unica, perché cambia ogni volta che le ascolto e, ogni volta, è la prima volta. Goodbye Novecento . Io, a Lecce, in via Stano, che l'ascolto. È la storia che sto vivendo. Sembra scritta proprio per me. Adesso eccola, cantata da Achille Lauro e da Antonello Venditti. La stessa canzone. Flat, anche per Antonello, il rivoluzionario: tutto impulsi e parole senza rete. Flat la storia che vivevo? No. Non era flat. Era folle, folle, folle. Come tutte quelle storie che si chiamano d'amore. Senza paracadute. Piena di contraddizioni. Fantastica. Imprevedibile. Imprevista. Una deriva strutturale che ha portato dove ha portato. L'esito non ha nulla a che fare con quel processo. Ma il processo, Dio...

Le sedie vuote della banda

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Foto dell'Architetta Nadia Letizia   Le sedie vuote della banda Ci sono immagini che spiegano un'epoca meglio di qualsiasi statistica. La mia è quella di una cassa armonica in una domenica di luglio. San Cesario di Lecce, 26 luglio 2026. La banda è pronta a suonare. I musicisti, però, prima del concerto sono seduti sulle sedie destinate al pubblico. Quando arriva il momento della marcia, si alzano, prendono gli strumenti e vanno al loro posto. Le sedie restano vuote. Non è una metafora. È cronaca. Ed è forse proprio per questo che diventa una metafora. Per puro caso sono finito alla festa del paese. Due baracche con le noccioline, poche persone che passeggiavano senza fretta, qualche bambino, le luminarie accese come se aspettassero qualcuno che aveva dimenticato l'appuntamento. Mentre guardavo quella scena, mi sono tornate in mente le pagine di Fernando Manni in Secoli tra gli Ulivi . Lui descriveva le feste come il deposito dell'anima di un popolo. Le noccioline impo...