VINCONO LORO. PERDIAMO NOI. POI CAMBIAMO LORO.
VINCONO LORO. PERDIAMO NOI. POI CAMBIAMO LORO. C’è una cosa meravigliosa nella politica: riesce a trasformare milioni di cittadini in spettatori di una partita. Vannacci sì. Vannacci no. Accordo. Niente accordo. E immediatamente parte il grande campionato nazionale: Chi vince? Chi perde? Chi arriva al 42%? Chi governa? Televisioni, giornali, talk show, analisti: tutti con la calcolatrice in mano. Come se il problema di un cittadino fosse svegliarsi la mattina e domandarsi: «Accidenti, chissà se la coalizione avrà i numeri.» Io, invece, continuo ad avere una domanda molto più banale. E noi? Noi cittadini cosa vinciamo? Perché lo Stato non è una coppa da sollevare la sera delle elezioni. Amministra denaro che viene dalla società, decide imposte e spesa pubblica, organizza sanità, scuola, infrastrutture, sicurezza, servizi, previdenza. Decide, insomma, una parte enorme delle condizioni nelle quali viviamo insieme. Eppure raccontiamo la politica come racc...