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Imparare ad amare, imparare a guarire

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  Imparare ad amare, imparare a guarire Una sera Antonio entrò in una biblioteca e trovò quattro persone sedute attorno a un tavolo. La prima era Cristina Dell’Acqua. Accanto a lei c’era un uomo elegante, dallo sguardo ironico, che si presentò come Publio Ovidio Nasone. Di fronte sedeva Catullo, inquieto e assorto. In piedi, con un arco troppo grande per la sua statura, c’era Cupido. Appena vide il libro appoggiato sul tavolo, Cupido lesse il titolo e si rabbuiò. CUPIDO: Come guarire dalle pene d’amore . Lo sapevo. Qui mi si dichiara guerra. OVIDIO: Non essere permaloso. Non voglio combattere l’amore. Voglio curare le ferite che qualche volta provoca. CUPIDO: Senza ferite, però, l’amore non sarebbe amore. ANTONIO: Ne sei proprio sicuro? Perché dovremmo considerare autentico soltanto ciò che ci tormenta? CATULLO: Perché quando ami davvero non puoi sottrarti. Io ho amato e odiato nello stesso momento. Non sapevo come fosse possibile, eppure lo sentivo accadere de...

Bussare sei volte

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  Bussare sei volte Conversazione tra una madre, Antonio Bruno, Humberto Maturana e Gabriella Tupini Fuori piove. Una madre tiene fra le mani una tisana ancora calda. Ogni tanto guarda il corridoio: da una parte c’è la porta della figlia, con il cartello «Prima di entrare bussare sei volte»; dall’altra, la stanza del bambino che dorme e che, fra qualche ora, arriverà nel lettone cercando il posto più sicuro del mondo. Seduti intorno al tavolo ci sono Antonio Bruno, Humberto Maturana e Gabriella Tupini. MADRE Quando è nata mia figlia pensavo che sarebbe bastato amarla. Mi sembrava semplice: se l’avessi amata abbastanza, avrei saputo sempre cosa fare. ANTONIO E invece? MADRE Invece l’amore non mi diceva quando intervenire e quando aspettare. Non mi spiegava se un limite fosse una protezione oppure una ferita. Non mi aiutava a distinguere la cura dal controllo. Anzi, qualche volta era proprio l’amore a farmi controllare tutto. MATURANA Forse non era l’amore a contr...