LEQUILE, FINALMENTE SI RESPIRA. MA ADESSO BISOGNA CAPIRE DOVE È CADUTO IL FUMO
LEQUILE, FINALMENTE SI RESPIRA. MA ADESSO BISOGNA CAPIRE DOVE È CADUTO IL FUMO
Aggiornamento – ore 20:45 del 1° settembre 2026
Ci sono emergenze che finiscono quando si spengono le fiamme. E altre che, proprio in quel momento, cominciano a fare domande.
L’incendio è stato domato. I Vigili del Fuoco resteranno sul posto almeno per questa notte, a presidiare e monitorare l’area. È già una buona notizia, dopo giorni nei quali abbiamo imparato che il fumo non conosce confini comunali e il vento, purtroppo, non legge le ordinanze.
Questa sera si è conclusa una nuova videoconferenza tra i sindaci dei Comuni interessati, la Prefettura e gli enti chiamati a gestire l’emergenza.
La prima informazione importante riguarda l’aria.
Secondo quanto comunicato, non presenta più i picchi registrati nelle ore più critiche. Si può quindi tornare a sostare all’aperto e ad aprire porte e finestre. Anche lo svolgimento degli eventi torna alla valutazione dei singoli sindaci.
Ma poter respirare di nuovo non significa poter smettere di controllare.
Venerdì ARPA fornirà i dati sulla qualità e sulla salubrità dell’aria. Sulla base dei risultati, la ASL procederà con gli ulteriori accertamenti su suolo, acqua e fogliame.
Il Comune di Lequile, intanto, si è portato avanti: nella giornata di oggi sono stati prelevati numerosi campioni, già consegnati ai laboratori e in attesa degli esiti.
Ed è qui che l’emergenza cambia volto.
Il fumo si vede e si sente. Ciò che eventualmente rimane sui campi, sulle foglie, nell’acqua e nella catena alimentare, invece, non necessariamente si vede.
Per questo la ASL, applicando il principio di precauzione e puntando al massimo livello di tutela della salute pubblica, ha proposto ai sindaci interessati di sospendere commercializzazione e consumo di latte, uova e altri prodotti di origine animale e vegetale, anche trasformati, provenienti dalla zona compresa nel raggio di un chilometro dall’area dell’incendio.
Nella stessa fascia viene indicato anche il divieto di pascolo e di utilizzo del foraggio proveniente dai campi aperti.
Il Comune di Lequile ha già predisposto la relativa ordinanza.
È una precauzione. E le precauzioni hanno una caratteristica curiosa: quando funzionano sembrano eccessive, perché impediscono proprio ciò che temevamo potesse accadere.
Meglio così.
È arrivata inoltre la disponibilità del mondo universitario, attraverso il coinvolgimento del Dipartimento competente nelle Scienze e Tecnologie biologiche e ambientali, a collaborare negli eventuali sviluppi e nelle modalità di coordinamento.
Adesso servono soprattutto tre cose: analisi, trasparenza e pazienza.
Le analisi, perché la paura non misura gli inquinanti e nemmeno li esclude.
La trasparenza, perché in situazioni come questa ogni dato deve diventare patrimonio della comunità.
La pazienza, perché dopo un incendio non basta guardare il cielo e accorgersi che il fumo è scomparso.
Occorre anche chinarsi verso la terra.
Le fiamme sono state domate. Ora bisogna capire che cosa hanno lasciato dietro di sé.
E, possibilmente, farlo senza allarmismi e senza rassicurazioni premature.
Perché tra la paura e la superficialità esiste una parola molto meno spettacolare, ma infinitamente più utile:
prudenza.
.jpg)
Commenti
Posta un commento