L'UOMO CHE CAMBIO' la STORIA E LA BICICLETTA DI MIO PADRE
L'UOMO CHE CAMBIO' la STORIA E LA BICICLETTA DI MIO PADRE
di Gianni Vanni Letizia
Muore un mito dello sport e degli amanti del pugilato. Porta
con se' anche quel ring in bianco e nero che per anni in quegli 70' abbiamo
visto dai televisori quelli di forma ovale o che si accendevano di sotto con il
trasformatore ed avevano solo due canali .
E’ morto l'uomo che, attraverso i media ed i giornali
sportivi, ha messo definitivamente la parola "BASTA" al razzismo.
La razza nera in America in primis è una razza LIBERA e
felice dell'appartenenza antropologica a se stessa. Muhammad Ali, nato Cassius
Marcellus Clay Jr a Louisville il 17 gennaio 1942 la notte del 10 ottobre del
1974 mi se tutto il mondo davanti alla Tv ad assistere all'incontro con
FOREMAN. Più che altro nel 74 ottenne
una vittoria su quella parte di tifosi mondiali che tenevano per FOREMAN e che
rappresentavano l'AMERICA BIANCA e L'OCCIDENTE capitalista e razzista.
Ricordo che in piazza Garibaldi, accanto all'ex BAR
PATARNELLO, c'era il circolo Indipendente di lavoratori dove spesso mio padre
entrava solo per vedere le partite della Nazionale o gli incontri di pugilato
per capirci quelli di Nino Benvenuti o di Arcari.
Ma quella sera, anzi quella notte, fu una notte speciale.
Aveva da poco comprato una bicicletta da "LU GIRARDENGU" ..quello che
vendeva le bicilette anche da corsa di fronte al BAR SCARDINO. Era notte fonda
quando fu trasmesso l'incontro e ricordo che una delle voci televisive era
quella di Gianni Mina' e forse l'altra di Paolo Fraiese.
Quando FOREMAN toccò il fondo la piazza di San Cesario
gremita di gente ..scoppio' in un boato simile ad un gol di Gigi riva che in
quegli anni faceva sognare gli italiani ed i tifosi del Cagliari. Ma San
Cesario, che da sempre ha avuto tradizioni sportive, quella sera era li, davanti
alla televisione del circolo (la televisione dentro girata verso l'esterno) e
tutti fuori in piedi a urlare per la vittoria di Clay quando Foreman, il suo
avversario, toccò il tappeto. Da quella notte si aprì una nuova pagina morale e
sociale per il mondo e così anche per il nostro piccolo paese che si apprestava
a crescere ed accettare negli anni a venire anche le persone di razza nera e
diverse di lingua e di costume.
OGGI SAN CESARIO ospita molti Senegalesi ed altri extracomunitari
e questo gli fa onore, come quella sera il paese lo fece a CLAY-MUHUMMAD ALI'
!!
Mio Padre tornò a casa soddisfatto e l'indomani sentivo che
ne parlava con ammirazione con gli operai e un nostro vicino di casa Ntunucciu Foresta
(che anche lui R.I.P.).
Ma solo all'ora di pranzo la mia mamma disse : Rafelucciu ma
la bicicletta a du stae ?
Caspitina !! borbottò mio padre, l'ho dimenticata ieri notte
in piazza vicino al circolo. Tornò sul luogo ma niente la bicicletta non c'era
piu' passo' da Girardengo ne prese un'altra nuova. Ritornò a casa con una
"graziella verde" si rimise alla televisione e si rivide le immagini
dell'incontro che le ripassavano a pomeriggio sport. Io di quella notte ricordo
tutto perché stavo con lui ma che lui fosse venuto in piazza con la biciletta
rossa della mamma, non lo ricordo. MAH!! Fatto sta che il segnale era evidente:
Clay aveva appena vinto e già il cambiamento si vedeva. Una bicicletta vecchia
in cambio di una bella graziella verde nuova.
Più avanti Clay...e le sue lotte son servite a tutti noi che
amiamo la libertà e le libertà dei popoli. Ci ha lasciato un grande patrimonio
sociale e soprattutto di sorrisi alla vita. Mi piace ricordarlo così ma mi
piace ricordare /(grazie a lui)..la mia graziella verde.

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