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SETTEMBRE, IL MESE CHE CREDE ANCORA DI ESSERE SETTIMO

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SETTEMBRE, IL MESE CHE CREDE ANCORA DI ESSERE SETTIMO Settembre viene da septem , sette. E già qui cominciamo male. Perché settembre è il nono mese. Uno nasce sette e si ritrova nove senza aver fatto niente. È una di quelle carriere che in Italia destano immediatamente qualche sospetto. La spiegazione, naturalmente, c'è. Nell'antico calendario romano l'anno cominciava a marzo, e quindi settembre era davvero il settimo mese. Poi arrivarono gennaio e febbraio, si misero davanti a tutti, e settembre scivolò al nono posto. Ma nessuno ebbe il coraggio di cambiargli nome. Avrebbero potuto chiamarlo Novembre . Solo che Novembre era già occupato da novembre, il quale, peraltro, significa nove ed è diventato undici. Insomma, il calendario è una graduatoria nella quale nessuno occupa il posto indicato dal proprio nome. Ottobre significa otto ed è decimo. Novembre significa nove ed è undicesimo. Dicembre significa dieci ed è dodicesimo. Una pubblica amministrazione perfetta: tutti han...

Flaiano e Maturana

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  "Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste, semplicemente, la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri, perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi. Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell’arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia. In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete d’arabeschi".   Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, 1973, p. 207. Il passo di Flaiano ...

Oggi ascolto Nayt feat. Joan Thiele — La canzone dell’amore perduto

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  Oggi ascolto Nayt feat. Joan Thiele — La canzone dell’amore perduto Ci sono canzoni che hanno un’età e altre che, ogni volta che qualcuno le canta davvero, ricominciano da capo. La canzone dell’amore perduto appartiene alla seconda categoria. Fabrizio De André la pubblicò nel 1966, sul lato A di un 45 giri della Karim. Sono passati sessant’anni. E forse è proprio questo il primo pensiero che mi viene ascoltando Nayt e Joan Thiele: due ragazzi del nostro tempo stanno cantando una canzone che sembra scritta da due anziani seduti su una panchina a raccontarsi ciò che hanno capito dell’amore. E invece no. Sono giovani. Ed è proprio questa la bellezza. Perché per comprendere che un amore può finire senza che per questo sia stato falso non occorre necessariamente diventare vecchi. Bisogna forse avere imparato qualcosa di più difficile: che amare una persona significa anche amare la relazione che, nel presente, riusciamo a generare con quella persona . Nayt e Joan Thiele portarono ques...

IL FUMO CHE NON VOGLIAMO VEDERE

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  IL FUMO CHE NON VOGLIAMO VEDERE Ci sono incendi che bruciano due volte. La prima quando prendono fuoco. La seconda quando pensiamo che siano finiti. A Lequile sembrava che il peggio fosse passato. Poi, intorno all'una, il cielo ha ricominciato a parlare nella lingua che nessuno avrebbe voluto riascoltare: una colonna di fumo nero, intensa, enorme, visibile da diversi punti del territorio. Per un'ora e mezza non è stato soltanto fumo. È stata una domanda. Il sindaco Vincenzo Carlà racconta di essere stato avvisato dai cittadini, di avere immediatamente chiamato Vigili del Fuoco e Prefettura. Ma soprattutto pronuncia parole che sarebbe sbagliato lasciare disperdere insieme al fumo: questa vicenda, dice, è stata sottovalutata. E forse la parola più importante non è nemmeno «incendio». È emergenza . Perché quello che è successo a Lequile poteva succedere altrove. E quando un'emergenza ambientale mette in difficoltà un intero sistema, la questione smette di rigua...

Oggi ascolto Achille Lauro – Comuni Immortali

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  Oggi ascolto Achille Lauro – Comuni Immortali Ci sono canzoni che raccontano un amore e altre che raccontano quello che un amore diventa quando il tempo ha già cominciato a lavorarci sopra. Oggi ascolto Achille Lauro, Comuni Immortali , e penso che questa appartenga alla seconda specie. Perché da ragazzi crediamo che amare significhi soprattutto avere qualcuno. Molti anni dopo scopriamo che amare può significare anche continuare a portarlo con noi. Ed è una differenza enorme. Achille Lauro mette dentro questa canzone parole smisurate: la luna, il tramonto, il mondo che si inginocchia, Dio, gli dei, il mare che si apre. Sembrerebbe il vecchio repertorio degli innamorati, che da quando esiste la poesia promettono l'impossibile pur di convincere qualcuno a restare. Ma dietro tutta questa immensità io sento una cosa molto più piccola e molto più umana: «ci sarò, ricordati» . È lì, forse, il centro della canzone. Ricordati. Una parola che conosciamo meglio quando abb...

IL MARCHINGEGNO

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  IL MARCHINGEGNO Poi ho immaginato un marchingegno. Non so come dovrebbe essere fatto, né chi potrebbe costruirlo. Forse non avrebbe neppure bisogno di fili, antenne o schermi. Basterebbe che facesse una cosa sola: permettere alle persone di ascoltare ciò che diciamo di loro quando loro non ci sono. Pensateci. Stiamo facendo gossip. Prendiamo una persona, la mettiamo idealmente al centro del tavolo e cominciamo l’esame. Come la vediamo? Che cosa pensiamo veramente di lei? Perché ha fatto quella cosa? Perché ha detto quella frase? E giù con le interpretazioni. La passiamo al setaccio. Poi, siccome il setaccio non basta, procediamo con le radiografie. E se ancora rimane qualche angolo oscuro, facciamo anche una TAC. Alla fine sul tavolo non c’è più una persona, ma la nostra ricostruzione di quella persona. Ed è qui che mi è venuta un’idea che mi ha fatto sorridere. Come sarebbe bello se proprio in quel momento la persona di cui stiamo parlando potesse ascol...