Estate anni 60 nel paese più bello del Mondo




Il cammino da allora ad oggi, lungo, tutto sembrava così lontano, così certo, nel senso che certamente si sarebbe realizzato, così come poi si è realizzato, ma c’era in me la certezza che sarebbe arrivato dopo tantissimo tempo.
Il certo era la mia casa, la mamma, il papà, le sorelline e gli amici d’infanzia con quali bighellonare sotto il sole d’estate.
La scuola terminata da tempo e al suo posto la strada, la bicicletta, i giornaletti, la televisione. Si, tutto era rinviato all’autunno, al primo ottobre quando sarebbero riprese le piogge e, con loro, l’impegno sui banchi, il grembiule nero con il fiocco blu e lo scudetto con il numero romano attaccato con i bottoni automatici e ogni anno diverso.

E l’estate poi si andava qualche giorno a Chiavenna a casa di Zia Maria, al rione San Carlo dove abitava. Il fiume Mera e quella casa in eterna costruzione, mai terminata, sulla strada verso Prosto. Chissà se poi quell’uomo la finì quella casa. Per andare a casa della zia passavo davanti a un villino dove abitava una signora che le vendeva i conigli e che aveva nel giardino Biancaneve e i sette nani in gesso. Quando passavamo li vicino per rientrare a casa, io guardavo quei pupazzi e mi aspettavo che da un momento all’altro si animassero per iniziare a farmi vedere quello che avevo già visto nei quaderni e nel film d'animazione della "WaltDisney (*) .
Ricordo la vendita delle scarpe del Brambilla, il Cinema Sociale, la piazza e quel palazzo così diverso dal mio palazzo ducale. E la fontana con San Francesco.

Poi ai crotti dove si beveva il vino e si assaggiavano i salumi e i formaggi tipici della valtellina.
Papà mi portava a passeggiare verso le cascate di Prosto, li c’era un baretto e lui adorava bere un bicchierino di amaro Braulio, quell’amaro per lui buonissimo ma che qui nel Salento non conosceva nessuno.

Il mio amico Sandro mi disse se gli potevo portare i sassi levigati del fiume Mera, glieli portai e le valige piene di sassi furono pesantissime.
Poi al rientro di nuovo per strada, con la bici, per andare vicino le fontane dell’acquedotto a spruzzarsi acqua addosso, per rinfrescarsi dal sole accecante e caldo dell’estate.
E poi a casa sino alle 5, mentre fuori rimaneva il caldo e il canto assordante delle cicale.

(*) Walter Elias "WaltDisney (Chicago, 5 dicembre 1901 – Burbank, 15 dicembre 1966) è stato un animatore, imprenditore, regista e produttore cinematografico

Antonio Bruno



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