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Errore, menzogna o carriera? Quando il voto serve al progetto e quando il progetto serve a chi è stato votato

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  Errore, menzogna o carriera? Quando il voto serve al progetto e quando il progetto serve a chi è stato votato   ·   L'errore: Non è intenzionale. Chi commette un errore è in buona fede perché, nel momento in cui vive e descrive la propria esperienza, è convinto che sia vera. L'errore viene riconosciuto solo a posteriori ("ho sbagliato"), e per questo chiede all'altro un atto di fiducia e il riconoscimento della propria onestà. ·   La menzogna: È un atto intrinsecamente in mala fede . Chi mente sa di mentire; è pienamente cosciente di una realtà o di una verità che decide deliberatamente di occultare o distorcere per ingannare l'altro. Chi chiede di essere votato per diventare il prescelto per la responsabilità e gestione dei Comuni, delle Provincie, delle Regioni e dello Stato responsabilità che ottiene ma che risulta più utile a percorsi personali che a un progetto per il comune, provincia, regione o paese italia ha commesso un errore ho è un truf...

Conversazione tra Antonio Bruno e sua figlia Sara Maria Agnese

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  Conversazione tra Antonio Bruno e sua figlia Sara Maria Agnese La voce che viene da noi Antonio: Sara, leggendo queste pagine sul canto mi sono fermato su una frase: quando ci chiediamo quale sia la nostra vera voce, dovremmo ricordare che tutti i suoni che produciamo vengono da noi. Sono tutte nostre voci. Sara: E qual è, allora, la voce vera? Antonio: Forse proprio questa è la domanda sbagliata. Se tutte vengono da noi, non ce n’è necessariamente una autentica e le altre false. Ci sono modi diversi in cui la nostra struttura, in quel momento, può produrre una voce. Sara: Quindi anche una voce che non mi piace è mia? Antonio: Sì. E mi interessa molto quello che il libro aggiunge: quelle voci «reclamano di essere ascoltate». Possono mostrare sfumature che fanno fatica a esprimersi. Sara: È strano. Quando uno studia canto pensa di dover trovare la voce bella. Antonio: Anch’io l’ho pensato. Invece qui trovo qualcosa che si avvicina molto a ciò che sto osserva...

Mercoledì 10 settembre 2026

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  Mercoledì 10 settembre 2026 Settembre ha una luce che non pretende più nulla dall’estate. Arriva obliqua sulle cose, le sfiora e sembra dire: va bene così. Anche questo mercoledì è arrivato senza chiedermi che cosa ne farò. Per tanto tempo ho creduto che i giorni fossero stanze da riempire: impegni, persone, parole, risultati. Che una giornata vuota fosse quasi una giornata perduta. Stamattina, invece, mi accorgo. Mi accorgo della luce, dei rumori che entrano dalla finestra, di un pensiero che arriva da molto lontano e di un altro che corre avanti, verso qualcosa che ancora non esiste. Non li fermo. Il passato passa da qui con le sue fotografie. Il futuro con le sue ipotesi. Il presente non li caccia: li contiene. E io sono qui. Non devo necessariamente capire perché un ricordo sia tornato proprio adesso, né dove voglia condurmi un pensiero. Posso accorgermene e basta. È sorprendente quanto diventi largo un giorno quando smettiamo di interrogarlo continuamente. Forse la vita non ...

Oggi ascolto Malika Ayane – Detto tra noi

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  Oggi ascolto Malika Ayane – Detto tra noi Stamattina ascolto Malika Ayane – Detto tra noi . E mi accorgo. Ormai questa frase mi viene così. Non devo prepararla, non devo cercare qualcosa di cui accorgermi. Prima accade e poi, qualche volta, mi dico: mi accorgo . Questa volta mi accorgo innanzitutto del ritmo. È un bel ritmo, quello di Detto tra noi . Entra nel corpo prima ancora che io abbia deciso che cosa pensare della canzone. E sopra quel ritmo arriva la voce di Malika Ayane, che mi dà una sensazione particolare: è come se fosse un'eco tra lei e se stessa . Una voce femminile soffice, elegante, ma con una vena di bassi profondi che ogni tanto sembra arrivare da un altro luogo. La voce parte, ritorna, si sovrappone quasi alla propria traccia. I suoni producono riflessi che mi inebriano le orecchie. Non devo capire perché. Mi accorgo che mi piace. E basta. Questa cosa, oggi, per me non è affatto piccola. Per molti anni avrei probabilmente cercato subito un...

I tre agosti di mia madre

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  "Vuoi sapere chi sono i tuoi veri amici e la tua famiglia? Perdi il lavoro, ammalati o attraversa un brutto momento, vedrai tutto con chiarezza!" Robert Downey jr. I tre agosti di mia madre Mia madre aveva un destino particolare con agosto. Era nata a Lecce il 15 agosto del 1928, quando l'estate nel Salento sembrava non dover finire mai e le pietre conservavano il calore del giorno fino a notte inoltrata. Si potrebbe dire che agosto l'avesse accompagnata per tutta la vita, aspettandola con la pazienza che hanno soltanto i mesi e le cose che non sanno di essere importanti. Per molti anni nessuno ci fece caso. Mia madre viveva. E vivere, per lei, significava soprattutto stare con gli altri. Fino all'agosto del 2005, quando aveva settantasette anni, le sue giornate erano piene di persone. Telefonate, incontri, visite, impegni. C'era il volontariato, al quale dedicava tempo ed energie. C'erano amici e conoscenti. C'erano persone che la ...