Conversazione al bar con Humberto Maturana – Il fantastico
Conversazione al bar con Humberto Maturana – Il fantastico
Il bar è
quasi vuoto. Fuori piove piano. Sul televisore, senza audio, scorrono le
immagini di un film di fantascienza: una città sospesa nel cielo, creature
impossibili, persone che volano. Rimango a guardarlo per qualche istante, poi
mi volto verso Humberto.
Io: Humberto, oggi vorrei parlarti del
fantastico.
Maturana: Del fantastico?
Io: Sì. Dei sogni, delle favole, della
fantascienza... di tutto ciò che sembra impossibile.
Maturana: È un tema molto interessante.
Io: Perché?
Maturana: Perché molti credono che il
fantastico sia il contrario della realtà.
Io: E tu non lo pensi?
Maturana: No.
Io: Come può essere?
Maturana: Dimmi una cosa.
Io: Ti ascolto.
Maturana: Quando sogni, il sogno è reale
mentre lo vivi?
(Ci penso
qualche secondo.)
Io: Sì.
Maturana: Hai dubbi mentre stai sognando?
Io: Quasi mai.
Maturana: Esattamente.
Io: Ma quando mi sveglio...
Maturana: Lo distingui come sogno.
Io: Quindi il fantastico nasce dopo?
Maturana: Nasce nella riflessione.
Io: Non durante l'esperienza.
Maturana: Esatto.
(Il
cameriere posa due caffè sul tavolo.)
Io: Nel libro dici una cosa che mi ha
sorpreso.
Maturana: Quale?
Io: Che i mondi che abitiamo non sono
mai caotici.
Maturana: Non potrebbero esserlo.
Io: Nemmeno quelli fantastici?
Maturana: Nemmeno.
Io: Perché?
Maturana: Perché tutto ciò che viviamo accade
sempre nel determinismo strutturale.
Io: Anche Harry Potter?
Maturana (ride): Certamente.
Io: Anche Il Signore degli Anelli?
Maturana: Certo.
Io: Anche Star Wars?
Maturana: Anche.
Io: Ma lì succedono cose impossibili.
Maturana: Impossibili rispetto a quale mondo?
(Rimango in
silenzio.)
Io: Al nostro.
Maturana: Esattamente.
Io: Ma dentro quel mondo...
Maturana: Tutto conserva la propria coerenza.
Io: Quindi il fantastico non rompe le
regole.
Maturana: Ne crea altre.
Io: Purché siano coerenti.
Maturana: Sempre.
(Fuori
continua a piovere.)
Io: Allora perché il fantastico ci
affascina?
Maturana: Perché ci dà la sensazione che il
determinismo strutturale possa essere sospeso.
Io: Ma non lo è davvero.
Maturana: No.
Io: È soltanto una sensazione.
Maturana: Un'emozione.
Io: Una vertigine.
Maturana: Esattamente.
Io: Tu dici anche che qualche volta
desidereremmo che il determinismo strutturale non esistesse.
Maturana: Sì.
Io: Quando?
Maturana: Quando perdiamo qualcuno che
amiamo.
Io: Oppure quando vorremmo tornare
indietro nel tempo.
Maturana: O cancellare un errore.
Io: O fermare la morte.
Maturana: Esatto.
Io: Ma, nello stesso tempo...
Maturana: Abbiamo bisogno che il mondo resti
coerente.
Io: Per vivere.
Maturana: Per continuare a vivere.
(Una bambina
entra nel bar tenendo in mano un unicorno di peluche.)
Io: Guarda quella bambina.
Maturana: La vedo.
Io: Per lei quell'unicorno è vivo.
Maturana: In questo momento sì.
Io: Sta vivendo qualcosa di fantastico.
Maturana: Sta vivendo un mondo.
Io: Non importa che l'unicorno esista
davvero.
Maturana: Importa che lei lo viva come
valido.
Io: Questa frase mi colpisce molto.
Maturana: Quale?
Io: "Viviamo come valido tutto ciò
che viviamo nel momento stesso in cui lo viviamo."
Maturana: È una delle chiavi del nostro
vivere.
Io: Quindi se una persona vive
un'esperienza mistica...
Maturana: La vive realmente.
Io: Anche se un'altra persona la
considera impossibile.
Maturana: Certamente.
Io: E se qualcuno vive
un'allucinazione?
Maturana: Anche quella esperienza è reale nel
momento in cui viene vissuta.
Io: Poi, eventualmente...
Maturana: La distinguerà in modo diverso.
Io: Ma non mentre la vive.
Maturana: Esatto.
(Il
televisore continua a mostrare scene fantastiche.)
Io: Allora il fantastico non appartiene
al cosmo.
Maturana: No.
Io: Dove appartiene?
Maturana: Al nostro vivere.
Io: Alla nostra conversazione.
Maturana: Al modo in cui distinguiamo ciò che
viviamo.
Io: Quindi non esistono eventi
fantastici in sé.
Maturana: Esistono modi fantastici di vivere
un'esperienza.
Io: Questa è una differenza enorme.
Maturana: Cambia completamente la
prospettiva.
(Il rumore
della pioggia diventa più intenso.)
Io: Humberto, allora il fantastico non
è il contrario della realtà.
Maturana: No.
Io: È uno dei mondi che possiamo
abitare.
Maturana: Esattamente.
Io: E quel mondo obbedisce comunque
alle proprie coerenze.
Maturana: Sempre.
Io: Perciò il vero mistero non è il
fantastico.
Maturana: Qual è?
Io: È il modo in cui noi esseri umani
riusciamo ad abitare mondi così diversi senza uscire dal nostro vivere.
Maturana (sorride guardando la bambina
che stringe il suo unicorno): Sì, Antonio. Il fantastico non è una frattura
del determinismo strutturale, né una porta verso un'altra realtà. È una
particolare configurazione del nostro vivere. Ciò che rende un'esperienza
fantastica non è ciò che accade, ma il modo in cui la viviamo. E questo
ci ricorda qualcosa di essenziale: i mondi che abitiamo non sono fatti
soltanto di cose, ma di emozioni, di conversazioni e di significati. Il
fantastico è uno dei tanti modi in cui il vivere umano può espandere il proprio
orizzonte senza mai uscire dalle coerenze che rendono possibile il vivere
stesso.

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