Conversazione al bar con Humberto Maturana – Vincitori e vinti?
Conversazione al bar con Humberto Maturana – Vincitori e vinti?
Il bar è pieno di persone che parlano delle ultime polemiche politiche di San Cesario di Lecce. Sul telefono leggo il post di "Obiettivo in Comune" e i commenti che lo seguono. Appoggio il cellulare sul tavolo e guardo Humberto.
Io: Humberto, nel mio paese si continua a parlare di vincitori e vinti.
Maturana: Succede spesso in politica.
Io: Nel 2022 una coalizione composta da persone provenienti dalla destra e dalla sinistra ha vinto le elezioni comunali per appena tredici voti.
Maturana: Sì.
Io: Oggi, invece, si discute delle elezioni provinciali. Un'assessora candidata non avrebbe ricevuto nemmeno i voti della propria maggioranza e sono esplose accuse, sospetti e ironie.
Maturana: E qual è la domanda che ti poni?
Io: Chi ha vinto davvero?
Maturana (sorride): Io partirei da un'altra domanda.
Io: Quale?
Maturana: Che cosa significa vincere?
Io: Beh... ottenere più voti.
Maturana: Quello significa vincere un'elezione.
Io: Non è la stessa cosa?
Maturana: No.
Io: Perché?
Maturana: Perché un'elezione è un evento.
Il convivere è un processo.
Io: Quindi si può vincere un'elezione...
Maturana: ...e perdere la qualità della convivenza.
Io: Oppure perdere un'elezione...
Maturana: ...e continuare a contribuire al bene della comunità.
(Rimango qualche secondo in silenzio.)
Io: Nel dibattito che sto leggendo tutti cercano il colpevole.
Maturana: È una dinamica molto umana.
Io: Si parla di tradimenti.
Di giochi di potere.
Di candidature bruciate.
Di strategie.
Maturana: Tutto questo appartiene al linguaggio politico.
Io: Non alla biologia del convivere.
Maturana: Esattamente.
Io: Tu diresti che non esistono vincitori e vinti?
Maturana: Direi che esistono certamente vincitori e sconfitti nel dominio delle regole elettorali.
Io: Ma quello non esaurisce ciò che accade.
Maturana: No.
Io: Allora che cosa bisognerebbe osservare?
Maturana: Che cosa conserva quella comunità dopo il voto.
Io: Conserva fiducia?
Maturana: Oppure diffidenza.
Io: Conserva collaborazione?
Maturana: Oppure risentimento.
Io: Conserva rispetto reciproco?
Maturana: Oppure il desiderio di umiliare l'altro.
Io: Quindi il problema non è soltanto il risultato.
Maturana: Il problema è il modo di convivere che quel risultato genera.
Io: Nel mio paese questa amministrazione è nata mettendo insieme persone provenienti da culture politiche diverse.
Maturana: È un esperimento interessante.
Io: Molti lo hanno visto come opportunismo.
Altri come capacità di superare gli schieramenti.
Maturana: Entrambe sono descrizioni possibili.
Io: Come si capisce quale sia quella più adeguata?
Maturana: Osservando ciò che quella convivenza conserva nel tempo.
Io: Non dalle dichiarazioni.
Maturana: Dalle relazioni.
Io: C'è un passaggio dei tuoi libri che mi torna continuamente in mente.
Maturana: Quale?
Io: Tu dici che il vivere non riguarda il successo o il fallimento.
Maturana: Esatto.
Io: Allora nemmeno una comunità dovrebbe vivere per vincere continuamente.
Maturana: Una comunità vive per conservare il proprio convivere.
Io: E le elezioni?
Maturana: Sono strumenti.
Io: Non il fine.
Maturana: Esattamente.
(Guardo ancora il telefono.)
Io: Qui tutti cercano di capire chi abbia tradito chi.
Maturana: È comprensibile.
Io: Ma forse esiste una domanda più importante.
Maturana: Quale?
Io: Questo modo di parlare rende più facile convivere domani?
Maturana: Ecco la domanda che mi farei anch'io.
Io: Perché, alla fine, tra due anni queste persone continueranno comunque a vivere nello stesso paese.
Maturana: Esattamente.
Io: Allora il problema non è soltanto chi governa.
Maturana: È il tipo di comunità che si costruisce.
Io: Una politica può vincere le elezioni e impoverire la convivenza.
Maturana: Certamente.
Io: Oppure perdere le elezioni e contribuire comunque a una comunità più capace di dialogare.
Maturana: Anche questo è possibile.
Io: Quindi la vera domanda non è: "Chi ha vinto?"
Maturana: Ma: "Quale modo di convivere stiamo conservando?"
(Chiudo il telefono e guardo fuori dal bar. Alcune persone discutono animatamente, altre ridono insieme.)
Io: Allora, Humberto, alla luce di quello che mi hai insegnato, la politica dovrebbe misurarsi meno con i voti e più con la qualità delle relazioni che lascia dietro di sé.
Maturana (finisce il caffè e sorride): Sì, Antonio. Le elezioni sono inevitabili nelle democrazie, e producono vincitori e sconfitti secondo regole condivise. Ma il futuro di una comunità non dipende soltanto da chi ottiene più voti. Dipende soprattutto da come quelle persone sceglieranno di convivere il giorno dopo il voto. Una comunità matura non si riconosce perché qualcuno ha vinto, ma perché nessuno deve diventare un nemico per il fatto di aver perso. In quel momento la politica smette di essere soltanto competizione e torna a essere una forma di convivenza.

Commenti
Posta un commento