**L'estate che non finisce**
**L'estate che non finisce**
Di che cosa sapeva l'estate?
Sapeva di biciclette lanciate senza fretta lungo strade assolate, dell'acqua fresca della fontana pubblica che diventava gioco e libertà, di una luce così intensa da costringere gli occhi a socchiudersi. Sapeva di pantaloncini corti, di una maglietta leggera e della sensazione che il tempo non avesse alcuna fretta di passare.
Poi cambiò sapore. Cominciò a sapere di spiaggia, di sale sulla pelle e di quella rotonda che, paradossalmente, era rettangolare e si affacciava sul mare. Sapeva del portico dei giochi, delle corse nella pineta, dell'ombra generosa di una grande quercia antica, sola e immobile, come se custodisse tutti i segreti dell'estate.
Infine arrivò il tempo della roulotte. L'estate prese il profumo di Otranto, delle partenze senza un programma preciso, delle strade percorse verso il lago, dove ogni viaggio valeva più della destinazione e ogni ritorno sembrava soltanto il preludio di una nuova partenza.
La più bella è questa. Quella che non misura più i giorni con il calendario, ma con la gratitudine. Quella che non ha bisogno di finire perché non rincorre più nulla. Un'estate che vive dentro lo sguardo, nella pace conquistata, nella libertà di abitare ogni istante.
L'estate più bella è quella che, finalmente, non finisce mai.



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