Al bar con Humberto Maturana – Creatività e novità
Al bar con Humberto Maturana – Creatività e novità
Il sole sta calando. Sul tavolino ci sono due caffè ormai quasi freddi. Il mare continua il suo andirivieni, come se stesse partecipando anche lui alla conversazione.
Antonio: Humberto, c'è una frase che sento ripetere spesso: «Non c'è nulla di nuovo sotto il sole.» Tu, invece, sostieni esattamente il contrario. Perché?
Maturana: Perché quella frase nasce dall'idea che conoscere significhi trovare qualcosa che era già lì, nascosto, in attesa di essere scoperto. Io non credo che il vivere funzioni così.
Antonio: E allora come funziona?
Maturana: Ogni volta che qualcosa emerge come risultato di un processo, quella cosa non esisteva prima come tale. Non stiamo togliendo un velo a qualcosa di già presente. Sta comparendo qualcosa di nuovo.
Antonio: Vuoi dire che la novità nasce davvero?
Maturana: Esattamente. E non nasce da sola. Insieme a quella novità nasce anche il dominio nel quale essa può esistere.
Antonio: Mi fai un esempio?
Maturana: Pensa alla musica.
Le note esistevano già.
Gli strumenti esistevano già.
Anche il musicista esisteva già.
Ma quando nasce una nuova melodia, non stai semplicemente sommando delle note. Compare qualcosa che prima non c'era: una musica che possiede una propria identità.
Con essa nasce anche un nuovo dominio di esperienza.
Antonio annuisce lentamente.
Antonio: Allora ogni composizione genera un mondo nuovo.
Maturana: Sì. È una conseguenza inevitabile della composizione.
Quando elementi diversi si organizzano come un'unità, compare spontaneamente qualcosa che non era deducibile dagli elementi presi separatamente.
Antonio: Però noi spesso diciamo: "Era ovvio... era già tutto lì."
Maturana: Lo diciamo dopo.
La memoria ci inganna.
Una volta che abbiamo vissuto qualcosa di nuovo, ci sembra che fosse sempre esistito.
Ma prima del suo emergere nessuno avrebbe potuto dedurlo con certezza.
Il cameriere porta due bicchieri d'acqua.
Antonio resta qualche istante in silenzio.
Antonio: Quindi anche una riflessione genera qualcosa che prima non esisteva?
Maturana: Certamente.
Ogni ricorsione del pensiero apre un dominio nuovo.
Non stai semplicemente ripensando.
Stai producendo una configurazione relazionale che non coincide con quella precedente.
Antonio: Questo significa che la creatività non appartiene soltanto agli artisti.
Maturana: Assolutamente no.
Ogni essere umano vive continuamente dentro il sorgere del nuovo.
Anche una conversazione come questa è un evento creativo.
Quando ci siamo seduti qui, né tu né io sapevamo esattamente dove saremmo arrivati.
Antonio sorride.
Antonio: Quindi neppure tu conoscevi già tutte le risposte?
Maturana ride.
Maturana: Le risposte emergono nel conversare.
Non erano già dentro di me come oggetti da tirare fuori.
Il rumore delle onde accompagna una breve pausa.
Antonio: Eppure noi siamo convinti di controllare la nostra vita.
Maturana: È un'esperienza comprensibile.
Desideriamo qualcosa.
Poi accade.
E crediamo di averne determinato direttamente la comparsa.
Ma, se osserviamo con attenzione, vediamo che tutto emerge attraverso dinamiche strutturali spontanee che non abbiamo creato noi.
Antonio: Quindi anche i nostri desideri...
Maturana: ...appaiono.
Non li costruiamo pezzo per pezzo.
Li scopriamo mentre sorgono nel nostro vivere.
Antonio abbassa lo sguardo verso la tazzina.
Antonio: Questo mi ricorda una cosa che vivo spesso.
A volte mi arriva improvvisamente un'idea.
Non so da dove venga.
Maturana: Esatto.
Sai che è sorta.
Ma non puoi descrivere il luogo da cui è emersa.
Esiste uno sfondo dinamico del nostro vivere che rende possibile il sorgere dei desideri, delle intuizioni, delle preferenze.
Noi possiamo viverlo.
Non possiamo descriverlo completamente.
Antonio: È come se ci fosse un laboratorio silenzioso che lavora continuamente.
Maturana: Bellissima immagine.
Quel laboratorio è la dinamica strutturale del nostro vivere.
Il mare continua il suo respiro.
Antonio: Allora che cos'è davvero la creatività?
Maturana: La creatività non consiste nel produrre qualcosa dal nulla.
Consiste nell'orientare il nostro vivere.
La novità emerge spontaneamente.
Ciò che noi possiamo fare è orientarci verso di essa attraverso il nostro modo di convivere.
Antonio: Orientarci come?
Maturana: Attraverso ciò che amiamo.
Attraverso ciò che desideriamo conservare.
Attraverso il modo in cui incontriamo gli altri.
Antonio rimane pensieroso.
Antonio: Per questo tu finisci parlando dell'amore.
Molti pensano che sia una conclusione poetica.
Maturana: Non è una poesia.
È una conseguenza biologica.
Quando conviviamo senza pretendere, senza pregiudizi e senza aspettative, lasciamo che la spontaneità del vivere si manifesti.
Ed è proprio lì che diventiamo capaci di vedere ciò che sta nascendo.
Antonio: Quindi l'amore non è semplicemente un'emozione.
Maturana: No.
È il dominio relazionale nel quale l'altro può apparire così com'è, senza che io debba trasformarlo perché corrisponda ai miei desideri.
Antonio: E allora la creatività...
Maturana: ...fiorisce naturalmente.
Perché non nasce dal controllo.
Nasce dall'accoglienza.
Il sole sta ormai toccando l'orizzonte.
Antonio finisce il caffè.
Antonio: Se ho capito bene, Humberto, il vero problema non è imparare a essere creativi.
Maturana: Esatto.
Antonio: Il problema è imparare a vivere in un modo che permetta alla novità di emergere.
Maturana sorride.
Maturana: Proprio così, Antonio.
La novità è la trama stessa del vivere.
Noi non la fabbrichiamo.
Possiamo soltanto scegliere se ostacolarla con aspettative, pretese e pregiudizi oppure lasciarla apparire.
Ed è nello spazio dell'amore che il nuovo trova la sua possibilità più piena di manifestarsi.

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