Chi usa gli scrittori per prendere voti tradisce la cultura

 


Chi usa gli scrittori per prendere voti tradisce la cultura

La cultura appartiene a tutti. Non è proprietà di un partito, di un'associazione o di un gruppo politico.

Fernando Manno non appartiene a una parte: appartiene alla letteratura italiana e, attraverso la sua opera, a chiunque voglia leggerlo, studiarlo e comprenderlo.

Quando un gruppo impegnato nella competizione politica utilizza un autore come cornice della propria iniziativa, il rischio è che l'evento culturale venga percepito non come un'occasione di conoscenza, ma come uno strumento di consenso. La cultura smette così di essere un fine e diventa un mezzo.

Promuovere un autore significa favorire il confronto libero, coinvolgere la comunità nella sua interezza, lasciare che siano i libri e le idee a parlare. Diverso è utilizzare il prestigio di uno scrittore per rafforzare l'immagine di un soggetto politico.

Le opere di Fernando Manno meritano di essere sottratte a ogni appropriazione. Sono patrimonio comune e dovrebbero rappresentare un luogo d'incontro, non un'occasione di divisione o di propaganda.

La cultura illumina quando è libera. Quando viene piegata alla ricerca del consenso, non produce più conoscenza: produce comunicazione politica.

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