Conversazione al bar con Humberto Maturana – Lo spontaneo: perché non esistono gli errori nella natura?
Conversazione al bar con Humberto Maturana – Lo spontaneo: perché non esistono gli errori nella natura?
Il bar è
quasi vuoto. Sul bancone il barista lascia cadere una tazzina. Si rompe in
mille pezzi. Istintivamente scuoto la testa.
Io: Peccato... ha fatto un errore.
Maturana (mi guarda sorridendo): Ne
sei sicuro?
Io: Beh... gli è caduta la tazzina.
Maturana: È caduta, sì. Ma sei sicuro che
l'errore appartenga a ciò che è accaduto?
Io: Non capisco.
Maturana: La tazzina è caduta secondo le
coerenze del mondo fisico. La mano del barista si è mossa secondo la propria
struttura. Il pavimento ha opposto una certa resistenza. Dove sarebbe l'errore?
Io: Allora perché tutti diciamo che ha
sbagliato?
Maturana: Perché confrontiamo ciò che è
accaduto con ciò che desideravamo che accadesse.
Io: Quindi l'errore nasce dal
confronto.
Maturana: Esattamente.
Io: Non nasce nell'evento.
Maturana: No. Nasce nella riflessione
dell'osservatore.
Io: Questa è una distinzione enorme.
Maturana: È una distinzione che cambia il
modo di vivere.
Io: Quindi, nel dominio del
determinismo strutturale...
Maturana: ...non esistono errori.
Io: Esistono soltanto processi che
accadono.
Maturana: Secondo le loro coerenze
strutturali.
Io: Ma allora quando fallisco?
Maturana: Dimmi: che cosa chiami fallimento?
Io: Quando il risultato non corrisponde
a ciò che volevo ottenere.
Maturana: Hai appena risposto da solo.
Io: Perché?
Maturana: Perché hai confrontato due domini
differenti.
Io: Quali?
Maturana: Il dominio del tuo desiderio.
Io: E quello del mio fare.
Maturana: Esattamente.
Io: Tu dici che desideri ed aspettative
appartengono alla persona.
Maturana: Alla sua vita emotiva.
Io: Mentre il fare...
Maturana: Appartiene agli incontri
dell'organismo con la propria nicchia ecologica.
Io: Quindi sono due domini diversi.
Maturana: Che spesso confondiamo.
Io: Quando il risultato coincide con il
desiderio...
Maturana: Diciamo che è andata bene.
Io: Quando non coincide...
Maturana: Parliamo di errore.
Io: Ma l'organismo...
Maturana: Ha semplicemente operato nell'unico
modo in cui la sua struttura gli consentiva di operare in quell'istante.
Io: Quindi la soddisfazione nasce dopo.
Maturana: Come riflessione.
Io: È la persona che collega ciò che
desiderava con ciò che è accaduto.
Maturana: E giudica quella correlazione soddisfacente
oppure no.
(Rimango
qualche secondo in silenzio.)
Io: Humberto, allora anche il sistema
nervoso non "decide".
Maturana: No.
Io: Che cosa fa?
Maturana: Continua a realizzare la propria
dinamica.
Io: Come?
Maturana: Come una rete chiusa di cambiamenti
nelle relazioni di attività tra i propri componenti.
Io: Quindi i neuroni non sono
semplicemente pezzi di materia.
Maturana: Questa è un'altra distinzione
importante.
Io: Spiegamela.
Maturana: Quando diciamo "neurone"
immaginiamo una cellula.
Io: Sì.
Maturana: Ma ciò che costituisce davvero il
sistema nervoso non è la cellula.
Io: No?
Maturana: È la dinamica relazionale che
quella cellula rende possibile.
Io: Quindi il componente non è la
materia.
Maturana: È il processo.
Io: Questo vale anche per tutto il
resto dell'organismo?
Maturana: Certamente.
Io: Anche il sistema digestivo?
Maturana: Anche.
Io: Il sistema circolatorio?
Maturana: Anche.
Io: Allora un organismo è una rete di
reti.
Maturana: Bellissima espressione.
Io: Ogni sistema conserva la propria
identità.
Maturana: E nello stesso tempo partecipa alla
realizzazione dell'intero organismo.
Io: È come un'orchestra.
Maturana: Continua.
Io: Ogni musicista mantiene il proprio
strumento.
Maturana: Sì.
Io: Ma nasce una musica che nessuno
strumento produce da solo.
Maturana: È una metafora molto vicina a ciò
che accade.
Io: Quindi nasce una nuova entità.
Maturana: Che chiamiamo organismo.
Io: E questa entità continua a
trasformarsi.
Maturana: Senza mai smettere di essere sé
stessa.
Io: Anche il sistema nervoso cambia
continuamente.
Maturana: Sempre.
Io: Durante tutta la vita?
Maturana: Per tutta l'ontogenesi.
Io: E perfino lungo l'evoluzione.
Maturana: Generazione dopo generazione.
Io: Allora quando guardo un cervello...
Maturana: Stai osservando un momento di una
storia lunghissima.
Io: Non una macchina costruita una
volta per tutte.
Maturana: No. Una storia che continua a
trasformarsi.
Io: Tutto questo serve a conservare il
vivere.
Maturana: Sempre.
Io: Se il sistema continua a
trasformarsi in modo compatibile con il vivere...
Maturana: L'organismo continua a vivere.
Io: E ciò che io vedo dall'esterno?
Maturana: Sono configurazioni dinamiche.
Io: Che io chiamo comportamento.
Maturana: Esattamente.
Io: Allora anche il comportamento non è
una cosa.
Maturana: È il nome che l'osservatore dà a
quel fluire.
Io: E quando giudico quel comportamento
come sbagliato...
Maturana: Devi chiederti una cosa.
Io: Quale?
Maturana: Sto osservando il vivere
dell'organismo oppure sto confrontando ciò che vedo con ciò che desideravo
vedere?
(Resto in
silenzio. Il barista raccoglie con calma i cocci della tazzina e ne prende
un'altra dallo scaffale.)
Io: Forse la tazzina non si è mai
sbagliata.
Maturana (ride): Né il pavimento.
Io: Né la gravità.
Maturana: Né la mano del barista.
Io: L'unico errore era nella mia
aspettativa.
Maturana: Esattamente.
Io: C'è un'immagine con cui chiudi
questo capitolo che mi ha colpito molto.
Maturana: Quale?
Io: Dici che tutto il vivente
assomiglia a un immenso puzzle di autoassemblaggio molecolare.
Maturana: Sì.
Io: Un puzzle che non ha bisogno di un
progettista nascosto.
Maturana: Perché ogni tessera trova il
proprio posto attraverso coerenze locali.
Io: Non esiste un principio misterioso
che dirige tutto.
Maturana: Esistono soltanto le coerenze del
vivere.
Io: E forse il mistero...
Maturana: ...nasce quando pretendiamo di
vedere un progetto dove esistono soltanto processi.
Io: Più ti ascolto e più mi accorgo che
la parola "spontaneo" non significa casuale.
Maturana: No.
Io: Significa che ogni cosa accade
secondo la propria struttura.
Maturana: Esattamente.
Io: Allora la domanda non è più: "Perché
è andata male?"
Maturana: No.
Io: Ma: "Quali coerenze hanno
reso possibile proprio questo accadere?"
Maturana (si alza, paga il caffè e mi
guarda con un sorriso sereno): Sì, Antonio. Quando smettiamo di cercare
errori nella natura, iniziamo finalmente a vedere il vivere per quello che è: un
fluire spontaneo di processi che non hanno bisogno di giustificarsi davanti ai
nostri desideri. Ed è in quel momento che la comprensione prende il posto
del giudizio.

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