Conversazione al bar con Humberto Maturana – La fiducia fondamentale: da dove non dubitiamo?
Conversazione al bar con Humberto Maturana – La fiducia fondamentale: da dove non dubitiamo?
Il bar è lo stesso. Due caffè fumanti. Humberto Maturana osserva distrattamente le persone che passano oltre la vetrina. Rompo il silenzio.
Io: Humberto, c'è una cosa che mi incuriosisce. Tu parli spesso di una fiducia fondamentale. Ma che cos'è? Noi decidiamo di avere fiducia?
Maturana: No, Antonio. È esattamente il contrario. Prima di ogni decisione, noi viviamo già nella fiducia.
Io: Come sarebbe?
Maturana: Guarda un gatto che cammina su un muretto. Non riflette se il terreno lo sosterrà. Cammina. Una pianta non decide ogni mattina di continuare a crescere. Cresce. Tutti gli esseri viventi esistono confidando implicitamente nella continuità delle condizioni che rendono possibile il loro vivere.
Io: Quindi la fiducia viene prima del pensiero.
Maturana: Molto prima. È la condizione stessa che rende possibile il vivere.
Io: E se questa fiducia venisse meno?
Maturana: Allora il vivere si interromperebbe.
Io: In che senso?
Maturana: Ogni organismo vive conservando continuamente il proprio benessere. Ogni istante compensa deviazioni, corregge squilibri, modifica il proprio operare. Se non lo facesse, cesserebbe di esistere.
Io: Quindi vivere significa correggersi continuamente.
Maturana: Esattamente. Il vivere è una danza continua di compensazioni.
Io: Ma chi dirige questa danza?
Maturana: Nessuno.
Io: Nessuno?
Maturana: È la storia stessa dell'organismo. Ogni istante dipende dalla struttura che l'organismo possiede in quel momento, dalla sua epigenesi, dalla sua deriva evolutiva e dalla relazione continua con la nicchia ecologica nella quale vive.
Io: Quindi non è l'ambiente da solo.
Maturana: No.
Io: E non è neppure l'organismo da solo.
Maturana: Esatto. È l'unità organismo-nicchia che genera il vivere.
Io: Allora quella che io chiamo sicurezza...
Maturana: ...è il modo in cui un osservatore descrive quella fiducia implicita con cui ogni organismo continua a vivere.
Io: Come se l'ambiente mi sostenesse.
Maturana: Ma attenzione. Non è l'ambiente separato da te. È l'unità ecologica che voi costituite insieme.
Io: E noi esseri umani?
Maturana: Non siamo diversi.
Io: Eppure viviamo pieni di paure.
Maturana: Perché viviamo nel linguaggio. La nostra nicchia non è soltanto biologica; è anche culturale. Noi confidiamo spontaneamente nella conservazione delle coerenze del nostro vivere biologico e culturale.
Io: Quindi quando tutto sembra crollare...
Maturana: Cerchiamo di ricostruire quella fiducia.
Io: È questo che accade nelle crisi profonde?
Maturana: Sì.
Io: Quando una persona perde fiducia in sé stessa?
Maturana: Sta perdendo la possibilità di riconoscere il sostegno della propria unità ecologica. Cerca disperatamente di recuperarlo.
Io: E se non ci riesce?
Maturana: Allora compare l'autosvalutazione. Se questa condizione permane, la persona comincia lentamente a morire, prima sul piano psichico e poi anche su quello corporeo.
Io: È una frase molto forte.
Maturana: Perché descrive un fenomeno molto reale.
Io: C'è una parola che usiamo continuamente: "sapere".
Maturana: Sì.
Io: Tu dici che anche il sapere nasce dalla fiducia.
Maturana: Certamente.
Io: Non dalla verità?
Maturana: No. Quando dici "io so", stai esprimendo fiducia nelle argomentazioni che, in quel momento, accetti come valide.
Io: Quindi sapere significa confidare nella propria fiducia.
Maturana: Esattamente.
Io: E il dubbio? Da dove nasce?
Maturana: Il dubbio non nasce dalla mancanza di informazioni.
Io: Davvero?
Maturana: No. Nasce quando due desideri incompatibili convivono dentro di noi.
Io: Quindi, se desiderassi una sola cosa...
Maturana: Non dubiteresti.
Io: Questa idea mi colpisce molto.
Maturana: Perché?
Io: Perché ho sempre pensato che il dubbio fosse un problema della mente.
Maturana: Invece è un problema delle emozioni.
Io: Dei desideri.
Maturana: Esatto. La mente organizza il conflitto. Non lo genera.
Io: E quando desidero uscire dal dubbio?
Maturana: Allora fai qualcosa di molto particolare.
Io: Che cosa?
Maturana: Ti fermi.
Io: Mi fermo...
Maturana: Sospendi il fare automatico. Entri nel silenzio del pensare. Osservi ciò che senti. Alcuni desideri perdono forza, altri rimangono. In quel momento cambia il dominio sensoriale, operativo e relazionale nel quale vivi.
Io: Quindi riflettere significa trasformare il dominio nel quale esisto.
Maturana: Esattamente. La riflessione non aggiunge semplicemente nuove idee. Trasforma il modo stesso in cui vivi.
Io: Allora la fiducia fondamentale non è qualcosa che devo conquistare.
Maturana: No, Antonio. È il terreno sul quale hai sempre camminato.
Io: E quando credo di averla perduta?
Maturana: Non hai perduto la fiducia. Hai perduto il contatto con le coerenze che la rendevano evidente. Il tuo vivere continuerà comunque a cercarle, perché questa è la natura stessa degli esseri viventi.
Io: Quindi la domanda non è: "Come faccio ad avere fiducia?"
Maturana (sorridendo mentre termina il caffè): La domanda è un'altra: "In quale desiderio sto vivendo, se ho smesso di sentire la fiducia che ha sempre sostenuto il mio vivere?"

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