DISTILLERIA DE GIORGI 2040 Dalla Fabbrica della Distillazione alla Fabbrica della Conoscenza
DISTILLERIA DE GIORGI 2040
Dalla Fabbrica della Distillazione alla Fabbrica
della Conoscenza
Quello che segue
è un Masterplan, come quelli predisposti da Invitalia, Ministero
della Cultura, Agenzia del Demanio, UNESCO e Commissione
Europea.
L'obiettivo
è produrre un documento che possa realmente diventare il Masterplan
Ufficiale della Distilleria De Giorgi.
MASTERPLAN DELLA DISTILLERIA
DE GIORGI
VOLUME 1
RELAZIONE GENERALE
MASTERPLAN
2028–2040
CAPITOLO 1
IL SENSO DEL PROGETTO
1.1 Perché un Masterplan
La
Distilleria De Giorgi rappresenta uno dei più significativi complessi di
archeologia industriale del Mezzogiorno d'Italia.
La sua
importanza non deriva soltanto dal valore architettonico degli edifici o dalla
qualità degli impianti produttivi conservati.
Essa
costituisce il punto di incontro tra memoria del lavoro, sviluppo agricolo,
innovazione industriale, trasformazione del paesaggio, identità territoriale e
produzione culturale.
Negli ultimi
venticinque anni il complesso è stato oggetto di un lungo processo di
conoscenza, tutela e recupero che ha coinvolto amministrazioni pubbliche,
università, AIPAI, Astràgali Teatro, studiosi italiani e internazionali.
Questo
lavoro ha consentito di raggiungere un risultato importante:
la
Distilleria non è più percepita come un edificio da recuperare.
È ormai
riconosciuta come una infrastruttura culturale.
Il passo
successivo consiste quindi nel trasformare questa esperienza in una politica
pubblica permanente.
Per questo
motivo viene elaborato il presente Masterplan.
Esso non
descrive soltanto un progetto.
Definisce la
strategia di sviluppo della Distilleria per i prossimi vent'anni.
1.2 Il nuovo paradigma
Per oltre un
secolo il patrimonio industriale è stato considerato una categoria marginale
del patrimonio culturale.
Le fabbriche
chiuse erano viste come aree da demolire oppure da trasformare in nuove
edificazioni.
Negli ultimi
trent'anni questa visione è profondamente cambiata.
Esperienze
come il Lingotto, le Officine Grandi Riparazioni di Torino, la Fabbrica
della Ruota di Pray, il Museo del Tessile di Chieri e numerosi
esempi europei hanno dimostrato che gli edifici industriali possono diventare
motori di innovazione urbana.
Il recupero
della Distilleria De Giorgi si colloca pienamente in questa prospettiva.
Il progetto
assume tuttavia un obiettivo ulteriore.
Non intende
soltanto rigenerare un edificio.
Vuole costruire
un nuovo modello italiano di gestione del patrimonio industriale.
1.3 Il principio guida
Il
Masterplan si fonda su un principio estremamente semplice.
Il
patrimonio culturale produce valore soltanto quando produce vita.
Ne consegue
che:
un museo
chiuso
non produce
cultura.
Una
biblioteca inutilizzata
non produce
conoscenza.
Un teatro
senza spettacoli
non produce
comunità.
Un edificio
restaurato ma privo di attività
rimane
comunque un edificio abbandonato.
L'obiettivo
della Distilleria consiste quindi nel produrre continuamente attività.
Il
patrimonio dovrà diventare una piattaforma pubblica nella quale ogni giorno si
generano:
ricerca
formazione
spettacolo
innovazione
partecipazione
economia
turismo
nuove
professioni.
1.4 Dal recupero alla
produzione culturale
Negli ultimi
anni numerosi investimenti pubblici hanno finanziato il recupero fisico di beni
culturali.
Molti di
essi, pur restaurati, sono rimasti sostanzialmente inutilizzati.
La causa non
risiede quasi mai nella qualità del progetto architettonico.
Risiede
nell'assenza di un progetto gestionale.
Il presente
Masterplan rovescia completamente questo approccio.
L'architettura
diventa lo strumento.
La gestione diventa
il progetto.
L'edificio
non rappresenta il fine.
Rappresenta
il mezzo attraverso il quale costruire un nuovo ecosistema culturale.
1.5 Il concetto di ecosistema
culturale
La
Distilleria sarà organizzata come un ecosistema.
Ogni
funzione produrrà effetti sulle altre.
Il museo
genererà ricerca.
La ricerca
alimenterà la formazione.
La
formazione produrrà innovazione.
L'innovazione
genererà imprese culturali.
Le imprese
sosterranno la gestione.
La gestione
consentirà nuove attività.
Il sistema
diventerà progressivamente autonomo.
1.6 La Distilleria come bene
comune
Il
Masterplan assume la definizione di bene comune elaborata dalla Convenzione
di Faro del Consiglio d'Europa, secondo la quale il patrimonio culturale
acquista valore nella misura in cui una comunità lo riconosce come parte della
propria identità e sceglie di trasmetterlo alle generazioni future.
La
Distilleria De Giorgi non è quindi soltanto un bene immobiliare.
È un patrimonio
di conoscenze, competenze, memorie, pratiche produttive e relazioni sociali.
La sua
tutela non consiste esclusivamente nella conservazione delle murature.
Consiste
nella capacità di mantenere vivo il rapporto tra il luogo e la comunità.
1.7 La dimensione mediterranea
Il Salento
occupa una posizione strategica nel Mediterraneo.
La
Distilleria può diventare il luogo nel quale le esperienze di rigenerazione
provenienti da Italia, Grecia, Albania, Croazia, Tunisia, Marocco, Egitto,
Libano e Medio Oriente trovano uno spazio stabile di confronto.
Il Centro
non avrà dunque una funzione esclusivamente locale.
Sarà un
laboratorio mediterraneo permanente dedicato al patrimonio industriale, alle
arti performative, ai beni comuni e alla cooperazione culturale internazionale.
1.8 La sfida del XXI secolo
Nel
Novecento le fabbriche producevano beni.
Nel XXI
secolo gli stessi edifici possono produrre un diverso tipo di ricchezza:
- conoscenza;
- creatività;
- innovazione sociale;
- capitale relazionale;
- attrattività territoriale;
- economia culturale.
La
Distilleria De Giorgi può diventare il luogo nel quale questa trasformazione
viene sperimentata, studiata e trasferita ad altri territori italiani ed
europei.
IL SALTO DI QUALITÀ CHE PROPONGO
Dopo aver
analizzato tutto il materiale del convegno, ritengo che il progetto possa
acquisire un profilo ancora più autorevole se non viene presentato come il
masterplan di un singolo edificio, ma come il Masterplan del Distretto
Culturale di San Cesario di Lecce.
In questa
prospettiva, la Distilleria De Giorgi costituirebbe il fulcro di un sistema
integrato comprendente:
- la Distilleria De Giorgi;
- la Pinacoteca e il percorso
dedicato a Ezechiele Leandro;
- il Santuario della Pazienza;
- Astràgali Teatro;
- l'Archivio Sonoro di Comunità;
- il centro storico;
- gli itinerari del patrimonio
industriale e agricolo del Salento.
Questa
impostazione è pienamente coerente con le riflessioni emerse nel convegno sulla
necessità di costruire una rete di luoghi e non di valorizzare un
edificio isolato. Inoltre, rende il progetto molto più competitivo rispetto ai
criteri oggi utilizzati nei programmi nazionali ed europei, che privilegiano
gli interventi di sistema rispetto ai singoli contenitori culturali.
Perfetto. Da
questo punto in poi il documento assume il livello di un Masterplan
strategico, non più di una relazione descrittiva.
Proseguo con
il secondo capitolo della Relazione Generale, adottando il linguaggio
utilizzato nei grandi programmi di rigenerazione urbana del Ministero della
Cultura, dell'Agenzia del Demanio e dei programmi europei.
CAPITOLO 2
IL CONTESTO TERRITORIALE
2.1 Il Salento come paesaggio culturale
Il
territorio salentino costituisce uno dei paesaggi culturali più complessi del
Mediterraneo.
La sua
identità non deriva esclusivamente dalla presenza di beni monumentali o
archeologici, ma dalla continua stratificazione di culture, economie e forme di
organizzazione sociale che, nel corso dei secoli, hanno modellato il
territorio.
Agricoltura,
viticoltura, olivicoltura, manifatture, commerci marittimi, artigianato,
emigrazione, teatro popolare, musica tradizionale e produzione industriale
hanno dato origine a un sistema territoriale caratterizzato da una forte
continuità storica.
La
Distilleria De Giorgi appartiene pienamente a questo sistema.
Essa
rappresenta il punto di incontro tra due grandi civiltà produttive del Salento:
- la civiltà agricola;
- la civiltà industriale.
La
produzione della distilleria trasformava infatti le materie prime provenienti
dal territorio — vinacce, vino, carrube e altri sottoprodotti agricoli — in
prodotti ad alto valore aggiunto, creando un modello di economia circolare ante
litteram, come ricordato nel corso del convegno.
2.2 San Cesario di Lecce
San Cesario
di Lecce occupa una posizione strategica.
Dista pochi
chilometri da Lecce.
È inserito
nel sistema metropolitano salentino.
È facilmente
raggiungibile dall'aeroporto di Brindisi, dalla rete ferroviaria e dalla SS16.
Questa
posizione consente alla Distilleria di assumere una funzione territoriale molto
più ampia rispetto al solo ambito comunale.
Il bacino di
riferimento comprende:
- Lecce;
- l'intera provincia;
- il sistema universitario
salentino;
- il turismo regionale;
- il turismo internazionale.
Il Centro
dovrà quindi essere progettato come hub culturale di area vasta.
2.3 Il patrimonio culturale di
San Cesario
Il Comune
possiede un patrimonio culturale straordinariamente ricco.
Tra i
principali elementi si individuano:
- Distilleria De Giorgi;
- patrimonio industriale diffuso;
- percorso dedicato a Ezechiele
Leandro;
- attività di Astràgali Teatro;
- Archivio Sonoro di Comunità;
- centro storico;
- patrimonio religioso;
- ville storiche;
- paesaggio agricolo.
Questi
elementi oggi operano ancora in modo prevalentemente autonomo.
Il
Masterplan propone di integrarli in un unico Sistema Culturale Urbano.
2.4 Il Distretto Culturale di
San Cesario
Il progetto
introduce una nuova unità di pianificazione:
Distretto Culturale di San Cesario.
Il Distretto
sarà costituito da una rete di poli funzionali.
Polo 1
Distilleria
De Giorgi
Centro della
ricerca
Museo
Teatro
Innovazione
Polo 2
Percorso
Ezechiele Leandro
Arte
contemporanea
Arte
visionaria
Scultura
Polo 3
Astràgali
Teatro
Residenze
Produzioni
Festival
Polo 4
Archivio Sonoro
Patrimonio
immateriale
Oral history
Polo 5
Centro
storico
Spazi
pubblici
Commercio
Artigianato
Polo 6
Paesaggio
agricolo
Vigneti
Oliveti
Cantine
Frantoi
2.5 Il sistema territoriale
Il Distretto
dialogherà con:
- Lecce;
- Galatina;
- Copertino;
- Nardò;
- Maglie;
- Otranto;
- Gallipoli.
In questo
modo la Distilleria diventerà uno dei nodi principali della rete culturale del
Salento.
2.6 Il sistema universitario
Il Centro
dovrà operare in stretta collaborazione con:
- Università del Salento;
- Politecnico di Torino;
- Sapienza Università di Roma;
- Università di Perugia;
- AIPAI;
- ITI UNESCO.
L'obiettivo
consiste nel trasformare la Distilleria in una Research Infrastructure
permanente.
2.7 Il Mediterraneo
Il
Masterplan propone di considerare il Mediterraneo non come semplice ambito
geografico, ma come spazio culturale condiviso.
La
Distilleria diventerà il luogo nel quale si confronteranno le esperienze di
rigenerazione provenienti da:
- Italia;
- Grecia;
- Albania;
- Croazia;
- Montenegro;
- Slovenia;
- Malta;
- Tunisia;
- Marocco;
- Egitto;
- Libano;
- Iraq.
Le relazioni
internazionali già sviluppate da Astràgali Teatro costituiscono una base
concreta per questa prospettiva.
2.8 Analisi SWOT
Punti di forza
- complesso industriale di
elevato valore storico;
- patrimonio materiale ancora
conservato;
- riconoscimento scientifico
nazionale;
- presenza di Astràgali Teatro;
- esperienza consolidata di rigenerazione
culturale;
- rete universitaria già attiva;
- forte identità territoriale.
Debolezze
- dimensione ridotta del Comune;
- limitata capacità finanziaria
dell'ente locale;
- necessità di completare il
recupero di alcune aree;
- assenza di una struttura
gestionale permanente.
Opportunità
- programmi europei 2028-2034;
- politiche nazionali di
rigenerazione culturale;
- crescita del turismo
esperienziale;
- sviluppo dell'economia
creativa;
- cooperazione mediterranea;
- digitalizzazione del patrimonio.
Minacce
- riduzione dei finanziamenti
pubblici;
- frammentazione istituzionale;
- competizione tra poli
culturali;
- aumento dei costi di gestione;
- perdita di competenze
specialistiche.
2.9 Il ruolo nazionale
Il Masterplan
propone il riconoscimento della Distilleria De Giorgi quale:
- Centro Nazionale per
l'Archeologia Industriale Contemporanea;
- Centro Mediterraneo della
Rigenerazione Culturale;
- Laboratorio permanente sui beni
comuni.
Non si
tratta di una semplice denominazione.
Significa
attribuire al complesso una funzione di servizio per l'intero Paese,
sviluppando ricerca, formazione e trasferimento di competenze verso altre
comunità impegnate nella valorizzazione del patrimonio industriale.
Osservazione strategica
A questo
punto del Masterplan emerge una questione decisiva: il progetto non dovrebbe
essere presentato come un intervento su un edificio, ma come un Programma
Strategico di Interesse Nazionale.
Questa
impostazione lo renderebbe coerente con i criteri utilizzati nei principali
programmi del Ministero della Cultura, nei quali vengono privilegiati gli
interventi con impatto territoriale, capacità di generare reti e valore
pubblico durevole, piuttosto che il recupero di un singolo bene.
CAPITOLO 3
ANALISI DEL PATRIMONIO
3.1 Il patrimonio come sistema
Il
patrimonio culturale della Distilleria De Giorgi non coincide con il complesso
edilizio.
L'edificio
costituisce soltanto la componente più visibile di un sistema molto più
articolato.
Il
patrimonio comprende infatti:
- patrimonio architettonico;
- patrimonio industriale;
- patrimonio documentale;
- patrimonio archivistico;
- patrimonio tecnologico;
- patrimonio immateriale;
- patrimonio relazionale;
- patrimonio paesaggistico.
Il
Masterplan assume come riferimento la definizione di sistema patrimoniale
integrato, nella quale ciascun elemento acquisisce significato soltanto in
relazione agli altri.
3.2 Il patrimonio materiale
Il patrimonio
materiale comprende:
Edifici
- corpo principale della
Distilleria;
- locali di lavorazione;
- sale di distillazione;
- depositi;
- magazzini;
- cortili;
- ciminiere;
- spazi aperti.
Macchinari
- colonne di distillazione;
- alambicchi;
- caldaie;
- serbatoi;
- pompe;
- apparecchiature di filtrazione;
- impianti di imbottigliamento;
- attrezzature di laboratorio.
Documentazione tecnica
- registri;
- disegni;
- etichette;
- cataloghi;
- fotografie;
- brevetti;
- documentazione commerciale.
3.3 Il patrimonio immateriale
Il
patrimonio immateriale costituisce la componente più fragile.
Comprende:
- memoria del lavoro;
- conoscenze produttive;
- competenze artigianali;
- linguaggi professionali;
- relazioni sociali;
- pratiche agricole;
- tradizioni liquoristiche;
- memoria orale.
Come
ricordato più volte nel corso del convegno, senza la salvaguardia di questo
patrimonio il recupero dell'edificio rimarrebbe incompleto.
3.4 Il patrimonio umano
Ogni
edificio industriale racconta il lavoro delle persone.
La
Distilleria conserva la memoria di:
- imprenditori;
- tecnici;
- operai;
- impiegati;
- trasportatori;
- agricoltori;
- fornitori;
- commercianti.
Il
Masterplan considera queste persone parte integrante del patrimonio culturale.
Per tale
ragione sarà avviato un programma permanente di raccolta delle testimonianze
orali.
3.5 L'Archivio della Memoria
Si propone
la costituzione dell'
Archivio della Memoria della Distilleria
contenente:
- interviste audiovisive;
- fotografie familiari;
- lettere;
- registri;
- filmati;
- documentazione aziendale;
- testimonianze audio;
- ricostruzioni tridimensionali.
L'Archivio
sarà interamente digitalizzato.
3.6 Il patrimonio produttivo
Uno degli
aspetti più interessanti emersi durante il convegno riguarda la capacità della
Distilleria di trasformare prodotti agricoli locali in produzioni ad elevato
valore aggiunto.
Il
patrimonio produttivo comprende quindi:
- filiera del vino;
- filiera delle vinacce;
- filiera delle carrube;
- essenze;
- erbe officinali;
- liquori;
- distillati;
- sottoprodotti agricoli.
Questo
patrimonio verrà reinterpretato attraverso la Distilleria Didattica.
3.7 Il patrimonio scientifico
Negli ultimi
venticinque anni la Distilleria è diventata oggetto di:
- tesi di laurea;
- dottorati;
- master;
- summer school;
- ricerche AIPAI;
- studi universitari;
- convegni;
- pubblicazioni.
Anche questa
produzione scientifica costituisce patrimonio.
Si propone
pertanto la realizzazione della
Biblioteca Nazionale dell'Archeologia Industriale del
Mediterraneo
con sede
presso la Distilleria.
3.8 Il patrimonio artistico
L'attività
di Astràgali Teatro ha prodotto:
- spettacoli;
- drammaturgie;
- laboratori;
- residenze;
- documentazione audiovisiva;
- archivi teatrali;
- produzioni internazionali.
Il
Masterplan propone la costituzione del
Centro di Documentazione del Teatro di Comunità del
Mediterraneo.
3.9 Il patrimonio
paesaggistico
La Distilleria
non può essere separata dal paesaggio agricolo.
Il progetto
comprende:
- vigneti;
- oliveti;
- giardini storici;
- percorsi rurali;
- sistemi irrigui;
- muri a secco;
- masserie;
- cantine;
- frantoi.
L'obiettivo
è costruire un
Ecomuseo del Paesaggio Produttivo Salentino.
3.10 Il patrimonio digitale
Il
Masterplan prevede la creazione di un
Digital Twin della Distilleria.
Il modello
comprenderà:
- rilievo laser scanner;
- modello BIM;
- archivio digitale;
- ricostruzione storica 3D;
- visite virtuali;
- realtà aumentata;
- intelligenza artificiale per la
consultazione degli archivi.
Questo
consentirà di conservare e rendere accessibile il patrimonio anche a distanza.
3.11 Il patrimonio educativo
La
Distilleria diventerà una piattaforma educativa permanente.
Saranno
sviluppati programmi per:
- scuole dell'infanzia;
- scuole primarie;
- scuole secondarie;
- ITS;
- università;
- formazione continua;
- professionisti.
Ogni
percorso sarà costruito secondo metodologie di apprendimento esperienziale.
3.12 Valutazione del
patrimonio
Per
orientare le priorità d'intervento, il patrimonio verrà classificato secondo
una matrice di valore.
|
Categoria |
Valore storico |
Valore scientifico |
Valore identitario |
Priorità |
|
Edifici |
Molto alto |
Alto |
Molto alto |
1 |
|
Macchinari |
Molto alto |
Molto alto |
Alto |
1 |
|
Archivio
storico |
Molto alto |
Molto alto |
Alto |
1 |
|
Memoria
orale |
Alto |
Alto |
Molto alto |
1 |
|
Teatro di
comunità |
Medio |
Alto |
Molto alto |
2 |
|
Biblioteca
specialistica |
Alto |
Molto alto |
Medio |
2 |
|
Distilleria
didattica |
Medio |
Alto |
Alto |
2 |
|
Patrimonio
digitale |
Alto |
Molto alto |
Medio |
2 |
Questa
matrice costituirà la base per la programmazione degli investimenti e per il
monitoraggio degli interventi.
3.13 Principi di tutela
Il
Masterplan adotta sei principi fondamentali:
- Conservare il patrimonio materiale.
- Trasmettere il patrimonio immateriale.
- Produrre nuova conoscenza.
- Condividere il patrimonio con la comunità.
- Innovare senza alterare l'identità del
luogo.
- Generare valore pubblico attraverso la cultura.
Nota strategica
A questo
punto il Masterplan si distingue dai tradizionali progetti di recupero perché
introduce una nozione più ampia di patrimonio: non solo edifici e collezioni,
ma anche persone, competenze, relazioni, ricerca, produzione artistica e
paesaggio.
Nel Capitolo
4 sarà sviluppata l'Analisi comparativa internazionale, confrontando
la Distilleria De Giorgi con i principali casi europei di rigenerazione del
patrimonio industriale (Lingotto, OGR Torino, Zollverein, Tate Modern, Ruhr
Museum, Fabbrica della Ruota, Museo del Tessile di Chieri e altri), per
dimostrare la rilevanza nazionale e internazionale della candidatura.
CAPITOLO 4
ANALISI COMPARATIVA
INTERNAZIONALE
4.1 Premessa
La
candidatura della Distilleria De Giorgi assume come riferimento le migliori
esperienze europee di rigenerazione del patrimonio industriale.
L'obiettivo
non consiste nel replicare modelli esistenti, ma nel comprendere quali principi
abbiano determinato il successo dei principali interventi internazionali e come
possano essere reinterpretati nel contesto del Salento.
L'analisi
comparativa evidenzia che i casi più riusciti condividono alcuni elementi
comuni:
- una forte identità storica;
- una visione culturale di lungo
periodo;
- un modello gestionale stabile;
- una governance multilivello;
- una programmazione continua
delle attività;
- il coinvolgimento della
comunità;
- la capacità di attrarre
università, imprese e istituzioni culturali.
La
Distilleria De Giorgi possiede già molte di queste caratteristiche, emerse
anche nel confronto scientifico del convegno dedicato al suo futuro.
4.2 La metodologia
L'analisi
prende in considerazione otto esperienze ritenute significative per analogia di
funzione, processo o modello gestionale.
La
comparazione è organizzata secondo i seguenti criteri:
- origine del sito;
- modello di recupero;
- governance;
- funzioni;
- sostenibilità economica;
- rapporto con la comunità;
- elementi trasferibili alla
Distilleria De Giorgi.
4.3 Il Lingotto (Torino)
Il contesto
Il Lingotto
rappresenta uno dei più importanti esempi europei di rifunzionalizzazione di un
complesso industriale.
La sua
trasformazione ha dimostrato che un edificio simbolo dell'industria può
acquisire nuove funzioni senza perdere la propria identità storica.
Elementi strategici
- conservazione dell'architettura
originaria;
- pluralità di funzioni;
- integrazione tra cultura,
commercio e servizi;
- forte attrattività
internazionale.
Insegnamento
Il recupero
di un edificio industriale richiede tempi lunghi e una capacità di adattamento
continuo.
La funzione
finale non è mai completamente definita all'inizio del processo.
4.4 Officine Grandi
Riparazioni (Torino)
Le OGR
costituiscono uno degli esempi più efficaci di rigenerazione attraverso gli usi
temporanei.
Prima del
progetto definitivo gli edifici furono aperti alla cittadinanza.
La comunità
poté riappropriarsi degli spazi.
Questa
scelta modificò radicalmente la percezione pubblica del complesso.
Lezione per San Cesario
La
Distilleria deve rimanere aperta durante tutto il processo di trasformazione.
Il cantiere
stesso può diventare luogo di produzione culturale.
4.5 Fabbrica della Ruota (Pray
Biellese)
Il caso
biellese dimostra un principio fondamentale.
La
valorizzazione nasce dalla conoscenza.
Prima del
recupero furono sviluppati:
- censimenti;
- ricerche;
- documentazione;
- studi storici;
- raccolta delle testimonianze.
Applicazione
La
Distilleria dovrà ospitare un Centro permanente di ricerca capace di
documentare non soltanto il proprio patrimonio, ma quello dell'intero Salento.
4.6 Museo del Tessile di
Chieri
L'esperienza
di Chieri mostra come un museo possa trasformarsi in una piattaforma sociale.
La creazione
della sartoria sociale e dell'Agorà del Tessile ha esteso la funzione del museo
ben oltre la conservazione delle collezioni.
Applicazione
La
Distilleria dovrà integrare:
- laboratori;
- formazione;
- inclusione sociale;
- innovazione;
- imprese creative.
4.7 Zollverein (Essen)
L'ex miniera
di carbone di Zollverein costituisce oggi uno dei principali poli culturali
europei.
Il sito è
stato trasformato in un sistema integrato comprendente:
- musei;
- università;
- design;
- ricerca;
- arti contemporanee;
- imprese creative.
Elementi trasferibili
- approccio multidisciplinare;
- governance stabile;
- programmazione internazionale;
- integrazione tra cultura ed
economia.
4.8 Tate Modern (Londra)
La
trasformazione della centrale elettrica di Bankside in museo internazionale
dimostra come un edificio industriale possa diventare un potente attrattore
culturale.
La forza del
progetto non deriva soltanto dalla qualità architettonica, ma dalla capacità di
produrre continuamente contenuti culturali.
Applicazione
La
Distilleria dovrà essere riconosciuta per ciò che produce ogni anno, non
soltanto per il valore dell'edificio.
4.9 Ruhr Museum
Nel bacino
della Ruhr il recupero del patrimonio industriale è stato affrontato come
progetto territoriale.
Le singole
fabbriche sono state collegate in una rete.
Il
visitatore percorre oggi un sistema culturale diffuso.
Applicazione
Anche San
Cesario dovrà essere inserito in una rete salentina del patrimonio produttivo
comprendente frantoi, cantine, manifatture storiche e altri siti di interesse.
4.10 Matrice comparativa
|
Caso |
Ricerca |
Museo |
Comunità |
Innovazione |
Formazione |
Turismo |
Governance |
|
Lingotto |
●● |
●● |
● |
●●● |
● |
●●● |
●● |
|
OGR |
●● |
● |
●●● |
●●● |
●● |
●● |
●●● |
|
Fabbrica
della Ruota |
●●● |
●● |
●● |
● |
●● |
● |
●● |
|
Chieri |
●● |
●●● |
●●● |
●● |
●●● |
● |
●● |
|
Zollverein |
●●● |
●●● |
●● |
●●● |
●●● |
●●● |
●●● |
|
Tate
Modern |
●● |
●●● |
●● |
●● |
●● |
●●● |
●●● |
|
Distilleria
De Giorgi (proposta) |
●●● |
●●● |
●●● |
●●● |
●●● |
●●● |
●●● |
4.11 Gli elementi innovativi
della proposta
La proposta
per la Distilleria De Giorgi introduce aspetti che non risultano presenti
contemporaneamente nei casi analizzati.
Integrazione tra patrimonio industriale e teatro
L'attività
di Astràgali Teatro rende possibile una produzione culturale permanente
all'interno del sito.
Questa
caratteristica costituisce un elemento distintivo nel panorama nazionale.
Archivio Sonoro di Comunità
Il
patrimonio immateriale viene trattato come parte integrante del patrimonio
industriale.
La memoria
orale diventa oggetto di ricerca, conservazione e produzione culturale.
Distilleria Didattica
La presenza
di un impianto dimostrativo consente di ricostruire il ciclo produttivo in modo
esperienziale.
Centro Mediterraneo
La
dimensione mediterranea amplia il ruolo della Distilleria oltre il contesto
locale, proponendola come luogo di cooperazione culturale internazionale.
4.12 Posizionamento strategico
Dall'analisi
emerge che la Distilleria De Giorgi non deve essere proposta come un "nuovo
museo industriale".
La sua
identità è diversa.
Essa può
diventare un Centro europeo di produzione culturale nel quale convivono:
- patrimonio industriale;
- arti performative;
- ricerca scientifica;
- innovazione sociale;
- formazione universitaria;
- memoria orale;
- sviluppo territoriale.
Questo
posizionamento la rende complementare, e non concorrente, rispetto agli altri
grandi poli del patrimonio industriale europeo.
4.13 Conclusioni
L'analisi
comparativa conferma che il valore competitivo della candidatura non risiede
nella sola qualità architettonica della Distilleria, ma nella capacità di
integrare funzioni che altrove sono distribuite tra istituzioni diverse.
Il
Masterplan propone pertanto un modello originale di rigenerazione culturale
integrata, nel quale il patrimonio industriale diventa infrastruttura
pubblica per la produzione di conoscenza, cultura, innovazione e coesione
sociale.
Nota di impostazione
Per un
Masterplan realmente candidabile al Ministero suggerisco un'evoluzione
ulteriore: anziché limitarsi a descrivere il progetto, il documento dovrebbe
essere costruito secondo la metodologia del Quadro Logico (Logical Framework
Approach) adottata dalla Commissione europea e utilizzata anche in molti
programmi nazionali.
Questo
consentirebbe di collegare in modo verificabile:
- bisogni;
- obiettivi;
- azioni;
- risultati;
- indicatori;
- fonti di verifica;
- rischi.
È una
struttura che rafforza notevolmente la qualità tecnica della candidatura e ne
facilita la valutazione da parte delle commissioni ministeriali.
Perfetto. Da
questo punto il Masterplan assume la struttura tipica dei grandi programmi
strategici del Ministero della Cultura.
Il capitolo
successivo non descrive ancora gli edifici: definisce la strategia di
trasformazione del sistema.
CAPITOLO 5
VISIONE STRATEGICA 2028–2040
5.1 La trasformazione della Distilleria
La
Distilleria De Giorgi non dovrà essere semplicemente recuperata.
Dovrà essere
trasformata in una infrastruttura culturale permanente.
Questa
distinzione è fondamentale.
Il recupero
edilizio costituisce un intervento limitato nel tempo.
La
costruzione di una infrastruttura culturale rappresenta invece un processo
permanente capace di generare conoscenza, innovazione, relazioni sociali e
sviluppo economico.
Il
Masterplan individua tre fasi di evoluzione.
FASE 1
2028-2032
Completamento
In questa
fase saranno completati:
- recupero architettonico;
- allestimenti museali;
- archivio storico;
- archivio sonoro;
- centro studi;
- teatro;
- laboratori;
- distilleria didattica.
Parallelamente
inizierà la costituzione della Fondazione di Partecipazione.
Obiettivo
della fase:
aprire
stabilmente il complesso.
FASE 2
2033-2036
Consolidamento
In questa
fase il Centro dovrà:
- entrare stabilmente nelle reti
europee;
- attivare Master universitari;
- sviluppare Summer School
internazionali;
- incrementare le residenze artistiche;
- costruire partenariati
permanenti.
L'obiettivo
non sarà più il recupero.
Sarà la
produzione continua di attività.
FASE 3
2037-2040
Internazionalizzazione
La
Distilleria dovrà diventare il principale centro mediterraneo dedicato ai
processi di rigenerazione culturale.
Si prevede:
- conferenze internazionali;
- centro UNESCO;
- osservatorio europeo;
- incubatore delle industrie
culturali;
- rete mediterranea delle distillerie
storiche;
- centro nazionale AIPAI.
5.2 La missione pubblica
Il Centro
svolgerà una funzione pubblica.
Essa si
articola in cinque missioni.
Prima missione
Tutela.
Conservazione
del patrimonio materiale.
Seconda missione
Ricerca.
Produzione
di nuova conoscenza.
Terza missione
Educazione.
Trasmissione
del patrimonio alle nuove generazioni.
Quarta missione
Innovazione.
Sviluppo di
nuovi modelli culturali.
Quinta missione
Sviluppo.
Generazione
di economia attraverso la cultura.
5.3 Gli assi strategici
L'intero
Masterplan è organizzato in sette assi.
ASSE A
Patrimonio
Obiettivo
Conservare.
Azioni
- restauro;
- catalogazione;
- digitalizzazione.
ASSE B
Ricerca
Obiettivo
Produrre
conoscenza.
Azioni
- centro studi;
- università;
- pubblicazioni;
- archivio.
ASSE C
Comunità
Obiettivo
Partecipazione.
Azioni
- teatro;
- volontariato;
- laboratori;
- cittadinanza attiva.
ASSE D
Formazione
Obiettivo
Alta
formazione.
Azioni
- master;
- summer school;
- ITS;
- scuole.
ASSE E
Innovazione
Obiettivo
Nuove
imprese culturali.
Azioni
- coworking;
- FabLab;
- incubatore.
ASSE F
Turismo
Obiettivo
Destinazione
culturale.
Azioni
- itinerari;
- eventi;
- festival;
- visite esperienziali.
ASSE G
Internazionalizzazione
Obiettivo
Mediterraneo.
Azioni
- UNESCO;
- Europa Creativa;
- Interreg;
- Horizon Europe;
- cooperazione culturale.
5.4 Il modello di sviluppo
Il
Masterplan adotta un modello circolare.
Patrimonio
↓
Ricerca
↓
Formazione
↓
Innovazione
↓
Impresa culturale
↓
Economia
↓
Nuovi investimenti
↓
Nuova ricerca
Ogni fase
alimenta la successiva.
5.5 Gli utenti
Il Centro
sarà progettato per nove categorie.
Cittadini.
Studenti.
Università.
Turisti.
Ricercatori.
Artisti.
Imprese.
Pubbliche
amministrazioni.
Organizzazioni
internazionali.
5.6 Le reti
Il Centro
entrerà stabilmente nelle reti:
- AIPAI;
- TICCIH (The International
Committee for the Conservation of the Industrial Heritage);
- ERIH (European Route of
Industrial Heritage);
- ITI UNESCO;
- Europa Creativa;
- New European Bauhaus;
- Università europee.
Questa rete
internazionale rafforzerà il ruolo della Distilleria come piattaforma di
cooperazione e scambio di competenze.
5.7 Gli obiettivi misurabili
Entro il
2040 il Masterplan fissa i seguenti risultati:
|
Indicatore |
Valore obiettivo |
|
Visitatori
annui |
120.000 |
|
Studenti
coinvolti |
25.000 |
|
Eventi
annuali |
180 |
|
Pubblicazioni
scientifiche |
20/anno |
|
Residenze
artistiche |
20/anno |
|
Partner
internazionali |
50 |
|
Progetti
europei attivi |
10 |
|
Occupazione
diretta |
70 addetti |
|
Occupazione
indiretta |
oltre 250 addetti |
5.8 La visione al 2040
Nel 2040 la
Distilleria De Giorgi dovrà essere riconosciuta come:
- il principale centro italiano
dedicato alla rigenerazione del patrimonio industriale;
- un laboratorio mediterraneo di
ricerca e cooperazione culturale;
- un polo permanente per il
teatro di comunità;
- un centro di documentazione sul
patrimonio produttivo del Mezzogiorno;
- un modello replicabile di
gestione integrata dei beni culturali.
5.9 Il principio guida del
Masterplan
L'intero
progetto si fonda su una convinzione:
Un edificio
storico non è realmente recuperato quando è restaurato. È recuperato quando
torna a produrre valore pubblico ogni giorno.
Questo
principio orienterà tutte le scelte progettuali, gestionali ed economiche del
Masterplan.
Proposta di miglioramento del Masterplan
A questo
punto suggerisco un'evoluzione sostanziale rispetto alla struttura iniziale.
Per renderlo competitivo a livello ministeriale e internazionale, il documento
dovrebbe essere articolato in tre sezioni integrate:
- Quadro conoscitivo (stato di fatto, analisi,
benchmarking, contesto);
- Quadro strategico (visione, obiettivi,
governance, programmi);
- Quadro attuativo (PFTE, piano economico,
cronoprogramma, monitoraggio).
Questa
impostazione è quella utilizzata nei grandi Masterplan territoriali e consente
di collegare in modo chiaro la conoscenza iniziale alle azioni progettuali e
alla loro concreta realizzazione.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME I – RELAZIONE GENERALE
CAPITOLO 6
IL MODELLO DI SVILUPPO
6.1 Una nuova infrastruttura culturale
Il
Masterplan propone una trasformazione concettuale profonda.
La
Distilleria De Giorgi non dovrà essere interpretata come un museo, né come un
contenitore destinato ad ospitare eventi.
Essa dovrà
essere riconosciuta come una infrastruttura culturale strategica.
La
differenza è sostanziale.
Un edificio
ospita attività.
Una
infrastruttura produce continuamente servizi pubblici.
Questa
distinzione modifica completamente il modo di progettare gli spazi, organizzare
la gestione, costruire il bilancio e misurare i risultati.
L'investimento
pubblico non finanzia quindi il recupero di un immobile.
Finanzia la
costruzione di una piattaforma permanente di sviluppo territoriale.
6.2 La cultura come
infrastruttura
Negli ultimi
decenni le politiche europee hanno progressivamente riconosciuto che la cultura
rappresenta una vera infrastruttura economica.
Così come
una strada genera mobilità, una rete ferroviaria genera accessibilità e un
porto genera scambi commerciali, una infrastruttura culturale genera:
- conoscenza;
- innovazione;
- capitale umano;
- relazioni;
- attrattività;
- turismo;
- imprese creative;
- qualità della vita.
La
Distilleria dovrà essere progettata esattamente con questa logica.
6.3 Il modello sistemico
Il
Masterplan supera definitivamente il modello del "contenitore
culturale".
La Distilleria
funzionerà come un sistema complesso costituito da sei sottosistemi
interdipendenti.
Sistema della conoscenza
comprende:
- Centro Studi;
- Archivio Storico;
- Archivio Sonoro;
- Biblioteca;
- ricerca universitaria.
Sistema della produzione culturale
comprende:
- Astràgali Teatro;
- festival;
- residenze;
- produzioni artistiche;
- mostre.
Sistema educativo
comprende:
- scuole;
- ITS;
- università;
- master;
- summer school;
- formazione permanente.
Sistema economico
comprende:
- imprese culturali;
- coworking;
- incubatore;
- turismo;
- servizi.
Sistema della comunità
comprende:
- cittadini;
- associazioni;
- volontari;
- imprese;
- istituzioni.
Sistema digitale
comprende:
- Digital Twin;
- archivio digitale;
- piattaforme web;
- intelligenza artificiale;
- open data.
6.4 Il modello di
funzionamento
Ogni sistema
alimenta gli altri.
La ricerca
produce contenuti.
I contenuti
alimentano il museo.
Il museo
genera visitatori.
I visitatori
sostengono l'economia.
L'economia
finanzia nuove attività.
Le nuove
attività generano nuova ricerca.
Il processo
è continuo.
6.5 Il capitale territoriale
Il
Masterplan considera il territorio come un insieme di capitali.
Capitale storico
La memoria
della Distilleria.
Capitale culturale
Astràgali
Teatro.
Archivio
Sonoro.
Patrimonio
artistico.
Capitale umano
Competenze.
Ricercatori.
Artisti.
Studenti.
Capitale sociale
Reti
associative.
Partecipazione.
Volontariato.
Capitale economico
Turismo.
Imprese.
Investimenti.
Capitale ambientale
Paesaggio agricolo.
Biodiversità.
Economia
circolare.
L'obiettivo
consiste nell'integrare questi capitali all'interno di un unico modello di
sviluppo.
6.6 Il Distretto dell'Economia
Culturale
La
Distilleria diventerà il centro di un Distretto dell'Economia Culturale.
Le
principali filiere saranno:
Filiera della ricerca
Università
Centri studi
Pubblicazioni
Filiera teatrale
Produzioni
Festival
Residenze
Filiera museale
Museo
Archivio
Biblioteca
Filiera turistica
Guide
Operatori
Alberghi
Ristorazione
Filiera agroalimentare
Cantine
Frantoi
Distillerie
Produttori
locali
Filiera digitale
Start-up
Digital
humanities
Intelligenza
artificiale
Piattaforme.
6.7 Il modello occupazionale
Il Centro
dovrà diventare un incubatore di nuove professionalità.
Saranno
sviluppate competenze nei seguenti ambiti:
- archeologia industriale;
- museologia;
- gestione dei beni culturali;
- digitalizzazione del
patrimonio;
- storytelling;
- podcast;
- teatro sociale;
- turismo culturale;
- conservazione;
- comunicazione digitale;
- fundraising;
- progettazione europea.
6.8 L'impatto economico
Ogni euro
investito dovrà produrre tre categorie di ritorno.
Ritorno economico
Nuove
imprese.
Nuovi posti
di lavoro.
Turismo.
Ritorno culturale
Ricerca.
Produzione
artistica.
Pubblicazioni.
Ritorno sociale
Partecipazione.
Inclusione.
Qualità
urbana.
6.9 Il modello di valutazione
Ogni
attività sarà misurata attraverso indicatori.
Non verranno
valutati soltanto:
visitatori.
Biglietti.
Incassi.
Saranno
monitorati anche:
numero di
ricerche prodotte;
tesi di
laurea;
articoli
scientifici;
accordi
internazionali;
partecipazione
della comunità;
impatto
educativo;
occupazione
creata;
nuove
imprese nate;
rigenerazione
urbana.
6.10 La sostenibilità
Il
Masterplan individua quattro dimensioni della sostenibilità.
Economica
Equilibrio
di bilancio.
Ambientale
Riduzione
delle emissioni.
Efficienza
energetica.
Economia
circolare.
Sociale
Accessibilità.
Inclusione.
Partecipazione.
Istituzionale
Governance
stabile.
Trasparenza.
Partenariato.
6.11 La Distilleria come
laboratorio nazionale
Il Centro
dovrà svolgere anche una funzione di trasferimento delle competenze.
Le
metodologie sviluppate potranno essere applicate ad altri siti industriali
italiani.
Saranno
predisposti:
- manuali;
- linee guida;
- corsi di formazione;
- attività di consulenza;
- programmi di affiancamento per
amministrazioni locali.
In questo
modo la Distilleria non sarà soltanto un luogo da visitare, ma un centro di
competenza a servizio del Paese.
6.12 La teoria del cambiamento
Per
rafforzare ulteriormente il Masterplan, propongo di adottare esplicitamente una
Theory of Change, oggi richiesta in molti programmi nazionali ed
europei.
Essa può
essere sintetizzata così:
Input
- investimenti;
- patrimonio;
- competenze;
- partenariati.
↓
Attività
- restauro;
- ricerca;
- formazione;
- produzione culturale.
↓
Output
- musei;
- archivi;
- spettacoli;
- laboratori;
- pubblicazioni.
↓
Outcome
- maggiore partecipazione;
- crescita del turismo;
- incremento dell'occupazione;
- rafforzamento dell'identità
territoriale.
↓
Impatto
- rigenerazione urbana;
- sviluppo economico;
- coesione sociale;
- riconoscimento nazionale e
internazionale del Distretto Culturale di San Cesario di Lecce.
Osservazione strategica conclusiva
Dopo aver
sviluppato i primi sei capitoli, emerge con chiarezza che la proposta non
riguarda soltanto la Distilleria De Giorgi. Il suo potenziale è quello di un Programma
Strategico Nazionale sulla Rigenerazione del Patrimonio Industriale del
Mezzogiorno, con la Distilleria come progetto pilota.
Questa
impostazione è molto più competitiva rispetto a una candidatura limitata al
recupero di un singolo complesso, perché risponde agli obiettivi delle
politiche culturali contemporanee: creare modelli replicabili, generare valore
pubblico e costruire reti permanenti tra patrimonio, ricerca, comunità e
sviluppo territoriale.
Ottimo.
Adesso il Masterplan cambia definitivamente livello.
Finora abbiamo
costruito una Relazione Generale. Da questo capitolo inizia il vero Documento
Strategico, cioè la parte che normalmente convince il Ministero a
finanziare un'opera.
Nei
Masterplan di successo (Pompei, Reggia di Caserta, Real Albergo dei Poveri,
Manifattura Tabacchi Firenze, OGR Torino, ecc.) esiste sempre un capitolo che
risponde a una domanda fondamentale:
Perché lo
Stato dovrebbe investire decine di milioni di euro proprio qui?
Questo
capitolo è quello che segue.
CAPITOLO 7
L'INTERESSE STRATEGICO
NAZIONALE
7.1 Premessa
La
candidatura della Distilleria De Giorgi non viene proposta come intervento di
interesse esclusivamente comunale o regionale.
Il presente
Masterplan individua nella Distilleria un'infrastruttura culturale capace di
svolgere una funzione di interesse nazionale.
La richiesta
di finanziamento al Ministero della Cultura trova fondamento nel principio
secondo cui alcuni beni culturali, pur appartenendo a comunità locali, assumono
una rilevanza che supera il contesto territoriale nel quale sono collocati.
La
Distilleria De Giorgi appartiene a questa categoria.
7.2 Perché un interesse
nazionale
Il
patrimonio industriale italiano rappresenta una componente fondamentale della
storia economica del Paese.
Le grandi
politiche di tutela sviluppate negli ultimi decenni hanno privilegiato:
- patrimonio archeologico;
- patrimonio monumentale;
- patrimonio artistico;
- patrimonio paesaggistico.
Il
patrimonio industriale ha ricevuto, in proporzione, una minore attenzione.
Negli ultimi
vent'anni numerosi complessi sono stati restaurati.
Pochissimi
sono stati trasformati in veri centri di produzione culturale.
La
Distilleria De Giorgi propone di colmare questa lacuna.
7.3 Un laboratorio nazionale
Il Centro
non svolgerà esclusivamente attività rivolte al territorio salentino.
Esso
diventerà una piattaforma nazionale per:
- ricerca;
- formazione;
- sperimentazione;
- trasferimento delle competenze.
Le
metodologie elaborate potranno essere applicate ad altri siti industriali
italiani.
Il Centro
produrrà:
- linee guida;
- protocolli;
- modelli gestionali;
- programmi formativi;
- strumenti digitali.
7.4 Il Mezzogiorno come
laboratorio
Negli ultimi
decenni il Mezzogiorno ha vissuto profondi processi di trasformazione
economica.
Molti
stabilimenti industriali sono stati dismessi.
Molti
edifici produttivi risultano oggi inutilizzati.
Il
Masterplan propone di utilizzare la Distilleria come progetto pilota per
sperimentare un nuovo modello di rigenerazione applicabile all'intero
Mezzogiorno.
Il Centro
potrà assistere:
- Comuni;
- Province;
- Regioni;
- Università;
- Fondazioni;
- GAL;
- Distretti culturali.
7.5 Un Centro nazionale di
competenza
Si propone
l'istituzione presso la Distilleria del
Centro Nazionale per la Rigenerazione del Patrimonio
Industriale
con funzioni
di:
- consulenza tecnica;
- formazione;
- ricerca applicata;
- documentazione;
- cooperazione internazionale.
Il Centro
potrà collaborare stabilmente con il Ministero della Cultura nella definizione
di indirizzi metodologici per la valorizzazione dei siti di archeologia
industriale.
7.6 Il ruolo nel Mediterraneo
La posizione
geografica del Salento rende la Distilleria un punto di connessione naturale
tra Europa e Mediterraneo.
Il
Masterplan propone la costituzione del
Mediterranean Industrial Heritage Hub.
Il Centro
coordinerà programmi di cooperazione con:
- Grecia;
- Albania;
- Croazia;
- Montenegro;
- Malta;
- Tunisia;
- Marocco;
- Egitto;
- Libano;
- Iraq.
Le relazioni
internazionali sviluppate negli anni da Astràgali Teatro costituiscono un
patrimonio di relazioni già esistente sul quale costruire questa dimensione
mediterranea.
7.7 Il contributo agli
obiettivi nazionali
Il progetto
contribuisce concretamente agli obiettivi delle politiche pubbliche in materia
di:
tutela del patrimonio;
rigenerazione urbana;
sviluppo del Mezzogiorno;
valorizzazione dei borghi e dei centri minori;
occupazione giovanile;
formazione specialistica;
internazionalizzazione;
transizione digitale;
sostenibilità ambientale;
innovazione sociale.
7.8 La dimensione europea
Il
Masterplan è coerente con i principali indirizzi europei:
- Convenzione di Faro;
- Nuovo Bauhaus Europeo;
- Agenda Urbana Europea;
- Agenda ONU 2030;
- Politica di Coesione 2028-2034.
Questa
coerenza facilita l'integrazione tra risorse nazionali e fondi europei.
7.9 Un investimento ad alto
rendimento pubblico
L'investimento
richiesto al Ministero produce effetti che vanno oltre il recupero edilizio.
Gli impatti
attesi comprendono:
economici
- nuova occupazione;
- incremento del turismo
culturale;
- sostegno alle imprese creative.
culturali
- incremento della ricerca;
- produzione artistica;
- valorizzazione del patrimonio
industriale.
sociali
- rafforzamento dell'identità
locale;
- partecipazione della
cittadinanza;
- inclusione.
istituzionali
- sviluppo di partenariati;
- attrazione di finanziamenti;
- costruzione di reti nazionali e
internazionali.
7.10 La candidatura a Centro
di Eccellenza
Il
Masterplan propone che la Distilleria De Giorgi venga riconosciuta quale
Centro Italiano di Eccellenza per la Rigenerazione del
Patrimonio Industriale.
Tale
riconoscimento non costituisce un titolo formale.
Esso
identifica una funzione permanente di interesse pubblico, orientata alla
ricerca, alla formazione e al trasferimento delle competenze.
7.11 Indicatori di impatto
nazionale
Entro il
2040 il Centro dovrà aver raggiunto:
- almeno 100 amministrazioni
locali assistite;
- 200 professionisti formati ogni anno;
- 50 accordi con università e centri di
ricerca;
- 10 progetti europei coordinati o partecipati;
- un osservatorio nazionale sul patrimonio industriale
attivo;
- una piattaforma digitale
nazionale
dedicata ai siti di archeologia industriale.
7.12 Conclusione
Il valore
della Distilleria De Giorgi non risiede soltanto nella qualità del suo
patrimonio.
Risiede
nella possibilità di trasformarla in un bene pubblico strategico, capace
di produrre conoscenza, innovazione e sviluppo per l'intero Paese.
Per questa
ragione il presente Masterplan propone che l'intervento sia considerato non
come un progetto locale, ma come un Programma Strategico Nazionale per la
Rigenerazione del Patrimonio Industriale e dei Paesaggi Produttivi del
Mezzogiorno.
Osservazione metodologica
Qui desidero
introdurre una correzione importante rispetto all'impostazione seguita finora.
Alcune
denominazioni proposte in precedenza, come "Centro Nazionale" o
"Centro Italiano di Eccellenza", sono visioni progettuali, non
qualifiche che il Ministero attribuisce automaticamente. Nel Masterplan
definitivo dovranno essere formulate come obiettivi della candidatura
("il progetto mira a...", "si propone di...") e motivate
con un piano di attuazione, evitando di presentarle come riconoscimenti già
acquisiti.
Questa
impostazione rende il documento più credibile e pienamente coerente con gli
standard delle candidature ministeriali.
Perfetto.
Adesso il Masterplan entra nella parte che, nei grandi progetti del Ministero
della Cultura, rappresenta il cuore della candidatura: il Quadro Strategico
di Attuazione.
Da questo
momento il documento non descrive più "che cosa è" la Distilleria, ma
come verrà realizzata la trasformazione.
CAPITOLO 8
IL PROGRAMMA STRATEGICO
2028–2040
8.1 Premessa
La
realizzazione del Masterplan sarà articolata in un programma pluriennale
organizzato in Programmi Operativi, ciascuno dei quali comprende
obiettivi, azioni, risultati attesi, soggetti responsabili, tempi di
realizzazione e indicatori di monitoraggio.
L'intero
programma sarà governato attraverso un sistema di monitoraggio continuo,
finalizzato a verificare l'efficacia delle azioni e l'impatto prodotto sul
territorio.
PROGRAMMA OPERATIVO 1
COMPLETAMENTO DEL RECUPERO ARCHITETTONICO
Finalità
Concludere
il recupero fisico dell'intero complesso garantendone la piena funzionalità e
la conformità ai requisiti di sicurezza, accessibilità e sostenibilità.
Azioni
- completamento del restauro
degli edifici;
- recupero delle aree esterne;
- riqualificazione paesaggistica;
- adeguamento impiantistico;
- efficientamento energetico;
- accessibilità universale;
- predisposizione degli spazi
museali.
Risultati attesi
- completamento del recupero del
complesso;
- apertura permanente dell'intero
sito;
- riduzione dei consumi
energetici;
- eliminazione delle barriere
architettoniche.
PROGRAMMA OPERATIVO 2
MUSEO DELLA DISTILLAZIONE DEL
MEDITERRANEO
Finalità
Realizzare
il primo museo italiano dedicato alla storia della distillazione e delle
produzioni derivate dalla vitivinicoltura mediterranea.
Il museo non
avrà carattere esclusivamente espositivo.
Sarà
organizzato come museo esperienziale.
Sezioni
Le origini della distillazione
La civiltà del vino
La chimica della distillazione
Le grandi distillerie italiane
La Distilleria De Giorgi
Il lavoro
Le donne nella produzione
Il commercio internazionale
I profumi
Le essenze
Le erbe officinali
Il futuro della bioeconomia
Esperienze immersive
Il
visitatore potrà:
- osservare impianti funzionanti;
- ascoltare testimonianze;
- sperimentare processi;
- utilizzare tavoli interattivi;
- esplorare ricostruzioni tridimensionali.
PROGRAMMA OPERATIVO 3
ARCHIVIO DELLA MEMORIA
Finalità
Costituire
il più importante archivio italiano dedicato alla memoria delle distillerie e
delle produzioni agroindustriali del Mezzogiorno.
Attività
Raccolta di:
- fotografie;
- registri;
- documenti aziendali;
- manifesti;
- etichette;
- brevetti;
- audiovisivi;
- testimonianze orali.
Digitalizzazione
L'intero
patrimonio sarà:
catalogato
scannerizzato
georeferenziato
pubblicato
online
secondo
standard internazionali di interoperabilità.
PROGRAMMA OPERATIVO 4
DISTILLERIA DIDATTICA
Finalità
Ricostruire
in scala dimostrativa il ciclo produttivo storico.
L'impianto
sarà destinato esclusivamente a:
ricerca
didattica
divulgazione
laboratori
università.
Attività
Produzione
sperimentale di:
- alcool;
- oli essenziali;
- acque aromatiche;
- estratti vegetali;
- infusi.
Collaborazioni
Saranno
coinvolti:
- Università;
- Istituti Tecnici Agrari;
- ITS Agroalimentari;
- Consorzi vitivinicoli;
- imprese del settore.
PROGRAMMA OPERATIVO 5
CENTRO INTERNAZIONALE DI
RICERCA
Finalità
Trasformare
la Distilleria in un'infrastruttura scientifica permanente.
Aree di ricerca
- archeologia industriale;
- storia dell'industria;
- patrimonio immateriale;
- museologia;
- digital humanities;
- teatro di comunità;
- economia della cultura;
- paesaggio produttivo.
Strumenti
- borse di ricerca;
- visiting professor;
- assegni di ricerca;
- dottorati industriali;
- laboratori permanenti.
PROGRAMMA OPERATIVO 6
TEATRO DELLA COMUNITÀ
L'attività
teatrale costituirà uno degli elementi permanenti della gestione.
Non
rappresenterà un'attività complementare.
Costituirà
uno dei principali strumenti di partecipazione civica.
Attività
- produzioni;
- residenze;
- festival;
- teatro sociale;
- laboratori;
- teatro per le scuole;
- teatro internazionale.
PROGRAMMA OPERATIVO 7
ACCADEMIA DEL PATRIMONIO
INDUSTRIALE
Finalità
Creare una
scuola permanente dedicata alla formazione dei professionisti del patrimonio
industriale.
Corsi
Master
Summer
School
Alta
formazione
Corsi
professionalizzanti
Formazione
continua
PROGRAMMA OPERATIVO 8
LABORATORIO DI INNOVAZIONE
Il Centro
ospiterà:
FabLab
Coworking
Incubatore
Laboratori
digitali
AI Lab
Digital
Heritage Lab
Ambiti
- rilievo laser scanner;
- BIM;
- GIS;
- realtà virtuale;
- intelligenza artificiale;
- modellazione 3D;
- conservazione digitale.
PROGRAMMA OPERATIVO 9
OSSERVATORIO MEDITERRANEO
Il
Masterplan propone l'istituzione dell'
Osservatorio Mediterraneo del Patrimonio Industriale
con compiti
di:
- monitoraggio;
- ricerca;
- documentazione;
- pubblicazione di rapporti
annuali;
- cooperazione internazionale.
PROGRAMMA OPERATIVO 10
IL DISTRETTO CULTURALE
La
Distilleria fungerà da nodo centrale di un sistema comprendente:
- patrimonio industriale;
- patrimonio artistico;
- teatro;
- paesaggio rurale;
- produzioni agroalimentari;
- imprese culturali;
- turismo.
MODELLO DI ATTUAZIONE
Ogni
Programma Operativo sarà sviluppato attraverso cinque fasi:
- Progettazione esecutiva;
- Realizzazione delle
infrastrutture;
- Avvio sperimentale;
- Gestione ordinaria;
- Valutazione e miglioramento
continuo.
Per ciascun
programma saranno definiti:
- responsabile del procedimento;
- partenariati coinvolti;
- cronoprogramma;
- budget dedicato;
- indicatori di risultato;
- indicatori di impatto;
- piano di gestione del rischio.
LA SVOLTA DEL MASTERPLAN
A questo
punto emerge un elemento decisivo.
Dopo aver
sviluppato i primi otto capitoli, il progetto non è più assimilabile a una
richiesta di finanziamento per il recupero di un edificio.
È ormai
configurabile come un Programma Integrato di Rigenerazione Culturale,
con caratteristiche analoghe ai grandi programmi nazionali.
Il passo
successivo sarà il Capitolo 9 – Piano Museologico e Museografico, che
entrerà nel dettaglio degli spazi, dei percorsi di visita, degli allestimenti,
delle tecnologie immersive, delle collezioni, dell'accessibilità e
dell'esperienza del visitatore, costituendo la base del Volume III del
Masterplan.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME III
PIANO MUSEOLOGICO E
MUSEOGRAFICO
CAPITOLO 9
IL MUSEO DELLA DISTILLERIA DE
GIORGI
9.1 Premessa
Il Museo
della Distilleria De Giorgi non sarà progettato come un museo tradizionale.
Non sarà una
successione di sale nelle quali il visitatore osserva oggetti esposti
all'interno di vetrine.
L'intero
edificio costituirà il museo.
L'architettura
industriale, gli impianti, le macchine, gli odori, i rumori, la luce naturale,
le tracce del lavoro, i documenti e le testimonianze diventeranno parte
integrante dell'esperienza museale.
Il progetto
museologico assume come principio fondamentale la conservazione
dell'autenticità del luogo.
L'obiettivo
consiste nel consentire al visitatore di comprendere come funzionasse realmente
una distilleria del Novecento senza trasformarla in una scenografia.
L'intervento
dovrà quindi essere reversibile, riconoscibile e compatibile
con il patrimonio storico.
9.2 La missione del Museo
Il Museo
avrà cinque missioni fondamentali.
Conservare
il
patrimonio materiale.
Raccontare
la storia
dell'industria della distillazione.
Educare
le nuove
generazioni.
Ricercare
attraverso
laboratori permanenti.
Produrre
nuova
cultura.
9.3 Il visitatore
Il
Masterplan individua sei categorie principali di visitatori.
Il cittadino
che ritrova
la memoria della propria comunità.
Lo studente
che apprende
attraverso l'esperienza.
Il turista
che scopre
un patrimonio sconosciuto del Mediterraneo.
Il ricercatore
che consulta
archivi e laboratori.
Il professionista
che utilizza
il Centro come luogo di formazione.
Il bambino
che
sperimenta giocando.
Ogni
percorso museale sarà costruito tenendo conto delle differenti esigenze di
queste categorie.
9.4 Il racconto
L'intera
visita sarà organizzata come un racconto.
Non
cronologico.
Narrativo.
Il
visitatore entrerà progressivamente nel mondo della Distilleria.
Il percorso
seguirà cinque domande.
Dove siamo?
Il Salento.
Perché nasce una distilleria?
L'agricoltura.
Come funzionava?
La
tecnologia.
Chi lavorava?
Le persone.
Perché è importante oggi?
La
rigenerazione culturale.
9.5 Le sezioni permanenti
Sezione 1
Il Mediterraneo del vino
Origini
della vite.
Le rotte
commerciali.
La civiltà
del vino.
Cartografia
storica.
Installazione
immersiva.
Sezione 2
La nascita della Distilleria De Giorgi
Famiglia De
Giorgi.
L'impresa.
Le
innovazioni.
La
produzione.
Le
esportazioni.
Documenti
originali.
Sezione 3
Il ciclo produttivo
Il cuore del
Museo.
Il
visitatore seguirà realmente il percorso delle materie prime.
Ingresso
delle vinacce.
Fermentazione.
Distillazione.
Raffinazione.
Stoccaggio.
Imbottigliamento.
Spedizione.
L'intero
ciclo sarà illustrato mantenendo gli impianti originali.
Sezione 4
La macchina
Ogni
macchina verrà raccontata.
Non soltanto
descritta.
Accanto ai
dati tecnici saranno ricostruite:
la funzione;
le persone che
la utilizzavano;
le
innovazioni introdotte;
gli
incidenti;
le
manutenzioni;
la storia.
Sezione 5
Il lavoro
Questa
rappresenta una delle sezioni più importanti.
Non parlerà
delle macchine.
Parlerà
delle persone.
Operai.
Tecnici.
Donne.
Impiegati.
Autisti.
Agricoltori.
Attraverso
fotografie, documenti, registrazioni e testimonianze si ricostruirà la vita
quotidiana della fabbrica.
Sezione 6
I profumi
Una
installazione olfattiva.
Il
visitatore potrà percepire:
alcool;
vinaccia;
anice;
agrumi;
erbe
officinali;
mosto;
legno;
botte.
L'olfatto
diventerà parte integrante della visita.
Sezione 7
Il laboratorio della chimica
Esperimenti.
Microscopi.
Distillazione.
Fermentazione.
Analisi.
Spazio
dedicato alle scuole.
Sezione 8
Il patrimonio immateriale
Archivio
Sonoro.
Interviste.
Filmati.
Fotografie.
Podcast.
Memorie.
La voce
degli ex lavoratori accompagnerà il visitatore durante tutto il percorso.
Sezione 9
La rigenerazione
L'ultima
sala.
Racconterà
il recupero della Distilleria.
Mostrerà:
i cantieri;
i restauri;
i convegni;
Astràgali;
le Summer
School;
la ricerca;
le reti
internazionali.
Il
visitatore comprenderà che la storia della Distilleria continua.
9.6 Gli spazi immersivi
Saranno
realizzati quattro ambienti immersivi.
Sala delle Macchine
Proiezioni a
360°.
Sala del Fuoco
Ricostruzione
della caldaia in funzione.
Sala del Vapore
Effetti
sonori.
Luci.
Nebbia.
Sala della Memoria
Proiezione
continua delle testimonianze degli ex lavoratori.
9.7 La Distilleria Didattica
All'interno
del percorso museale sarà installato un piccolo impianto sperimentale.
Funzionerà
realmente.
Produrrà
esclusivamente per finalità didattiche.
Il
visitatore assisterà alle dimostrazioni.
9.8 Il Digital Twin
Ogni
ambiente sarà collegato ad un modello digitale.
Attraverso
tablet o visori il visitatore potrà osservare:
l'edificio
nel 1930;
nel 1950;
nel 1970;
nel 1987;
oggi.
La
trasformazione storica sarà visualizzata in tempo reale.
9.9 Accessibilità
Il Museo
adotterà i principi della progettazione universale.
Saranno
previsti:
percorsi
tattili;
audioguide;
Lingua dei
Segni Italiana (LIS);
sottotitoli;
modelli
tattili;
testi ad
alta leggibilità;
contenuti
multilingue;
guide
semplificate.
L'obiettivo
è garantire la piena fruizione del patrimonio.
9.10 Museo diffuso
Il Museo non
terminerà all'interno dell'edificio.
Proseguirà
nel territorio.
Saranno
creati itinerari verso:
- vigneti;
- cantine;
- frantoi;
- stazione ferroviaria;
- centro storico;
- percorso dedicato a Ezechiele
Leandro;
- luoghi della memoria del
lavoro.
La
Distilleria costituirà il centro di un sistema museale diffuso.
9.11 Indicatori museologici
Entro cinque
anni il Museo dovrà raggiungere:
- 80.000 visitatori annui;
- 20.000 studenti coinvolti;
- 1.500 visite guidate all'anno;
- 100 laboratori didattici;
- 20 mostre temporanee;
- 100% del patrimonio catalogato
e digitalizzato.
9.12 Conclusioni
Il Museo
della Distilleria De Giorgi non si limiterà a conservare un patrimonio
industriale.
Sarà un
luogo nel quale il patrimonio continuerà a produrre conoscenza, emozione,
ricerca e partecipazione.
L'esperienza
del visitatore non sarà fondata sulla contemplazione degli oggetti.
Sarà
costruita sull'incontro tra memoria, tecnologia, comunità e futuro.
Osservazione progettuale
A questo
punto il Masterplan raggiunge un livello che può essere ulteriormente
rafforzato con elaborati specialistici tipici dei grandi progetti museali:
- Piano delle collezioni (catalogo e criteri di
acquisizione);
- Piano della conservazione
preventiva;
- Piano dell'interpretazione (interpretive planning);
- Visitor Journey Mapping con analisi dettagliata
dell'esperienza del visitatore;
- Piano dell'accessibilità
universale;
- Piano della sostenibilità
ambientale del museo;
- Documento di gestione delle
collezioni
secondo gli standard ICOM.
Questi
documenti, normalmente allegati ai grandi progetti museali, renderebbero il
Masterplan pienamente allineato alle migliori pratiche internazionali e alle
aspettative delle commissioni di valutazione del Ministero della Cultura.
Perfetto. Da
questo momento il Masterplan entra nella parte che, nelle candidature del
Ministero della Cultura, pesa maggiormente nella valutazione: il Progetto
Culturale e Scientifico.
È questa la
sezione che distingue un edificio restaurato da una vera istituzione
culturale.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME VI
PROGETTO CULTURALE E
SCIENTIFICO
CAPITOLO 10
IL PROGETTO CULTURALE
10.1 La cultura come politica pubblica
Il presente
Masterplan assume una concezione della cultura come infrastruttura di
interesse pubblico.
La cultura
non viene considerata un settore separato dell'azione amministrativa, ma una
leva trasversale capace di incidere sulla qualità della vita, sulla coesione
sociale, sull'innovazione, sulla formazione e sullo sviluppo economico.
In questa
prospettiva, la Distilleria De Giorgi non è destinata a conservare il passato,
ma a produrre futuro.
Il progetto
culturale si fonda sull'idea che un bene storico genera valore soltanto se
continua a essere abitato, studiato, interpretato e condiviso dalla comunità.
10.2 La missione culturale
La missione
della Distilleria si articola in cinque funzioni permanenti:
Conservare
Tutela del
patrimonio materiale e immateriale.
Interpretare
Produzione
di nuove letture del patrimonio attraverso la ricerca.
Educare
Trasmissione
della conoscenza alle nuove generazioni.
Innovare
Sperimentazione
di nuovi linguaggi culturali.
Connettere
Costruzione
di reti locali, nazionali e internazionali.
10.3 I valori del Centro
Ogni
attività del Centro dovrà essere coerente con i seguenti valori.
Autenticità
Il
patrimonio non verrà trasformato in scenografia.
Ogni
intervento dovrà rispettare l'identità storica del luogo.
Conoscenza
Ogni
decisione dovrà essere fondata sulla ricerca.
Partecipazione
La comunità
locale sarà protagonista della vita della Distilleria.
Accessibilità
Ogni persona
dovrà poter partecipare indipendentemente da età, provenienza, condizione
economica o disabilità.
Innovazione
Le nuove
tecnologie saranno strumenti di interpretazione e non semplici elementi
spettacolari.
Cooperazione
Il Centro
opererà attraverso reti stabili con istituzioni culturali italiane e straniere.
10.4 Le grandi aree culturali
Il progetto
scientifico è articolato in sei Dipartimenti.
DIPARTIMENTO 1
Archeologia Industriale
Attività:
- ricerca;
- censimenti;
- documentazione;
- pubblicazioni;
- consulenza agli enti pubblici.
Obiettivo:
diventare
punto di riferimento nazionale nello studio del patrimonio industriale del
Mezzogiorno.
DIPARTIMENTO 2
Patrimonio Immateriale
Attività:
- Archivio Sonoro;
- raccolta delle testimonianze;
- memoria orale;
- dialetti;
- tradizioni produttive;
- rituali del lavoro.
Ogni anno
saranno documentate nuove testimonianze.
DIPARTIMENTO 3
Teatro di Comunità
Il teatro
costituirà il principale laboratorio di interpretazione del patrimonio.
Non verrà
utilizzato soltanto come spettacolo.
Sarà uno
strumento di ricerca.
Le
produzioni teatrali nasceranno dagli archivi, dalla memoria delle persone e
dalla storia della Distilleria.
DIPARTIMENTO 4
Ricerca Storica
Programmi
permanenti dedicati a:
- storia dell'industria
salentina;
- storia dell'agricoltura;
- storia delle imprese;
- storia del lavoro;
- storia dell'innovazione.
DIPARTIMENTO 5
Innovazione Digitale
Programmi di
ricerca su:
- Digital Twin;
- Intelligenza Artificiale;
- Digital Humanities;
- GIS;
- BIM;
- archivi digitali;
- realtà aumentata;
- realtà virtuale.
DIPARTIMENTO 6
Paesaggio Produttivo
Ricerca su:
- vigneti;
- oliveti;
- distillerie;
- frantoi;
- paesaggio rurale;
- economia circolare;
- biodiversità.
10.5 Le linee di ricerca
2028-2040
Il
Masterplan individua dieci programmi scientifici permanenti.
Programma 1
Storia della
Distilleria De Giorgi.
Programma 2
Atlante
delle Distillerie del Mezzogiorno.
Programma 3
Archivio
digitale dell'industria salentina.
Programma 4
Lessico del
lavoro industriale.
Programma 5
Memoria
orale del patrimonio produttivo.
Programma 6
Patrimonio
industriale e paesaggio.
Programma 7
Teatro e
patrimonio culturale.
Programma 8
Museologia
industriale.
Programma 9
Digital
Heritage.
Programma 10
Economia
della cultura.
10.6 L'Accademia della
Distilleria
Si propone
l'istituzione dell'Accademia della Distilleria, quale struttura
permanente dedicata alla formazione avanzata.
Le attività
comprenderanno:
- Master universitari;
- corsi executive;
- summer school internazionali;
- scuole di alta formazione;
- laboratori specialistici;
- formazione per amministratori
pubblici.
L'Accademia
opererà in collaborazione con università, enti di ricerca e istituzioni
culturali.
10.7 Il programma editoriale
Ogni anno
saranno pubblicati:
- una collana scientifica;
- una collana divulgativa;
- il rapporto annuale sul
patrimonio industriale;
- cataloghi delle mostre;
- atti dei convegni;
- quaderni didattici.
Le
pubblicazioni saranno disponibili sia in formato cartaceo sia digitale.
10.8 Le grandi manifestazioni
Il
calendario culturale comprenderà appuntamenti annuali stabili.
Festival Internazionale del Patrimonio Industriale
Festival Mediterraneo del Teatro di Comunità
Biennale della Rigenerazione Urbana
Giornate della Memoria del Lavoro
Salone dell'Innovazione Culturale
L'obiettivo
è costruire un'offerta continuativa e riconoscibile a livello nazionale.
10.9 Il Laboratorio permanente
Il Centro
funzionerà come un laboratorio aperto.
Le attività
non saranno organizzate esclusivamente per il pubblico.
Ricercatori,
studenti, artisti e cittadini lavoreranno insieme.
Il
visitatore non assisterà soltanto ai risultati della ricerca.
Potrà
osservare la ricerca mentre viene prodotta.
Questo
rappresenta uno degli elementi maggiormente innovativi del progetto.
10.10 Le reti scientifiche
Il Centro
promuoverà accordi con:
- università italiane;
- università europee;
- centri di ricerca;
- musei industriali;
- istituzioni teatrali;
- archivi nazionali;
- fondazioni culturali.
Gli accordi
saranno orientati alla ricerca congiunta, alla mobilità di studiosi e alla
partecipazione a programmi internazionali.
10.11 Valutazione scientifica
L'attività
sarà sottoposta a monitoraggio attraverso indicatori quali:
- progetti di ricerca finanziati;
- pubblicazioni;
- citazioni scientifiche;
- tesi di laurea e di dottorato;
- accordi internazionali;
- partecipazione a reti di
ricerca;
- impatto sul territorio.
10.12 Conclusioni
Il progetto
culturale trasforma la Distilleria De Giorgi in un'istituzione permanente di
ricerca, produzione culturale e formazione.
Il
patrimonio industriale non viene considerato un oggetto da conservare, ma un processo
di conoscenza da alimentare continuamente attraverso il dialogo tra
comunità, università, arti, memoria e innovazione.
Proposta strategica per rafforzare ulteriormente il
Masterplan
A questo
livello il documento è già comparabile, per impostazione, ai grandi Masterplan
nazionali. Per renderlo ancora più competitivo suggerirei un'integrazione
ulteriore: affiancare a ogni linea di ricerca una Agenda della Ricerca
2028–2040, con obiettivi scientifici, partner, possibili fonti di
finanziamento (ad esempio programmi europei e nazionali), risultati attesi e
indicatori. Questo trasformerebbe il progetto culturale in un vero programma
pluriennale di ricerca, elemento particolarmente apprezzato nelle valutazioni
ministeriali e nelle candidature a finanziamenti competitivi.
Perfetto. Da
questo momento il Masterplan entra nella parte che, nei grandi programmi del Ministero
della Cultura, costituisce il vero cuore amministrativo della candidatura: la
Governance.
È questo il
capitolo che distingue un progetto culturale da un'istituzione destinata a
durare nel tempo.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME IV
GOVERNANCE E MODELLO
GESTIONALE
CAPITOLO 11
IL SISTEMA DI GOVERNANCE
11.1 Premessa
La
sostenibilità di un'infrastruttura culturale non dipende esclusivamente dalla
qualità del progetto architettonico o dalla disponibilità di risorse
economiche.
L'esperienza
italiana dimostra che molti interventi di recupero del patrimonio culturale
hanno prodotto edifici restaurati ma privi di una gestione stabile, con la
conseguente riduzione dell'offerta culturale e l'aumento dei costi di
esercizio.
Per questa
ragione il presente Masterplan individua nella governance uno degli elementi
centrali dell'intero programma.
L'obiettivo
è costruire una struttura organizzativa capace di garantire continuità,
autonomia gestionale, elevata qualità scientifica e trasparenza amministrativa.
11.2 I principi della
governance
La
governance sarà fondata su sette principi.
Interesse pubblico
La
Distilleria opererà perseguendo finalità di interesse generale.
Autonomia gestionale
Le decisioni
operative saranno affidate a una struttura professionale.
Responsabilità
Ogni livello
organizzativo avrà competenze chiaramente definite.
Partecipazione
La comunità
locale sarà coinvolta stabilmente nei processi decisionali.
Competenza
Le funzioni
scientifiche saranno affidate attraverso procedure pubbliche e trasparenti.
Valutazione
Ogni
attività sarà sottoposta a monitoraggio annuale.
Cooperazione
Il Centro
lavorerà in rete con istituzioni nazionali e internazionali.
11.3 La Fondazione di
Partecipazione
Il
Masterplan propone la costituzione della
Fondazione Distilleria De Giorgi
La
Fondazione rappresenta il modello organizzativo più idoneo perché consente di
integrare soggetti pubblici e privati mantenendo la finalità di interesse
generale.
La
Fondazione non sostituisce il Comune quale proprietario del bene.
Essa riceve
in affidamento la gestione delle attività culturali, scientifiche ed economiche
secondo un contratto di servizio pluriennale.
11.4 I soggetti partecipanti
Fondatore promotore
Comune di
San Cesario di Lecce.
Fondatori istituzionali
Ministero
della Cultura (ove aderente)
Regione
Puglia
Provincia di
Lecce
Università
del Salento
Fondatori scientifici
AIPAI
Politecnico
di Torino
Sapienza
Università di Roma
Università
di Perugia
Altri enti
di ricerca che aderiranno.
Fondatori culturali
Astràgali
Teatro
Fondazioni
culturali
Fondazioni
bancarie
Partecipanti
Imprese
Associazioni
Ordini
professionali
Consorzi
Camere di
commercio
Istituti
scolastici
11.5 L'Assemblea dei
Partecipanti
L'Assemblea
approva:
- il piano strategico;
- il bilancio;
- il programma annuale;
- il piano delle attività;
- il piano degli investimenti.
Essa
costituisce il luogo di confronto tra tutti i soggetti aderenti.
11.6 Il Consiglio di
Amministrazione
Composizione
proposta:
Presidente
Vicepresidente
Cinque
consiglieri.
Durata del
mandato:
cinque anni.
Competenze:
- indirizzo strategico;
- approvazione dei programmi;
- controllo della gestione.
11.7 Il Direttore Generale
Il Direttore
Generale rappresenta il responsabile della gestione operativa.
È
selezionato mediante procedura pubblica sulla base di comprovata esperienza
nella direzione di istituzioni culturali complesse.
Compiti:
- attuazione del piano
strategico;
- coordinamento delle attività;
- gestione del personale;
- predisposizione del bilancio;
- relazioni istituzionali.
11.8 Il Direttore Scientifico
Coordina:
- ricerca;
- museologia;
- archivio;
- biblioteca;
- pubblicazioni;
- relazioni universitarie.
Nomina:
procedura
pubblica internazionale.
11.9 Il Direttore Artistico
Coordina:
- teatro;
- festival;
- produzioni;
- residenze;
- arti performative.
Anche questa
funzione sarà affidata mediante selezione pubblica.
11.10 Il Comitato Scientifico
Il Comitato
Scientifico è composto da studiosi italiani e stranieri appartenenti ai
principali settori disciplinari interessati dal progetto.
Si propone
la presenza di competenze nei seguenti ambiti:
- archeologia industriale;
- storia economica;
- architettura;
- restauro;
- museologia;
- economia della cultura;
- paesaggio;
- arti performative;
- digital humanities;
- turismo culturale.
Il Comitato
Scientifico esprime pareri sul programma culturale e valuta la qualità
scientifica delle attività.
11.11 Il Forum della Comunità
Uno degli
elementi innovativi del Masterplan è l'istituzione del
Forum Permanente della Comunità.
Il Forum
sarà composto da:
- cittadini;
- associazioni;
- imprese;
- scuole;
- operatori culturali;
- rappresentanti del
volontariato.
Esso avrà
funzione consultiva.
Ogni anno
presenterà proposte e osservazioni sul programma della Fondazione.
11.12 Il Consiglio dei Giovani
Per favorire
il coinvolgimento delle nuove generazioni viene istituito il
Consiglio dei Giovani della Distilleria.
Ne faranno
parte giovani tra i 18 e i 35 anni selezionati tramite avviso pubblico.
Il Consiglio
formulerà proposte riguardanti:
- innovazione;
- comunicazione;
- sostenibilità;
- eventi;
- partecipazione.
11.13 Il sistema di controllo
La
Fondazione adotterà un sistema integrato di controllo comprendente:
- controllo di gestione;
- controllo di qualità;
- controllo scientifico;
- controllo
economico-finanziario;
- monitoraggio degli indicatori;
- valutazione dell'impatto
sociale.
Ogni anno
sarà pubblicato un
Rapporto Annuale di Impatto
contenente:
- attività svolte;
- risultati;
- indicatori;
- bilancio economico;
- bilancio sociale;
- bilancio ambientale.
11.14 Il principio della
trasparenza
Tutti i
documenti fondamentali saranno pubblicati sul sito istituzionale:
- bilanci;
- programmi;
- bandi;
- incarichi;
- contributi;
- indicatori;
- valutazioni.
La
trasparenza costituisce uno dei principali strumenti di costruzione della
fiducia della comunità.
11.15 Il sistema di
monitoraggio
Il
Masterplan prevede una verifica annuale attraverso indicatori relativi a:
patrimonio
stato di
conservazione.
cultura
produzione
scientifica.
comunità
partecipazione.
economia
equilibrio
finanziario.
turismo
flussi di
visitatori.
occupazione
posti di
lavoro creati.
ambiente
riduzione
delle emissioni e dei consumi.
11.16 Conclusione
La governance
proposta supera il modello tradizionale di gestione museale.
La
Distilleria De Giorgi viene concepita come una istituzione culturale
complessa, capace di integrare amministrazione pubblica, ricerca,
produzione artistica, partecipazione civica e sviluppo economico.
La stabilità
della governance rappresenta il presupposto indispensabile affinché il progetto
possa produrre effetti durevoli nel tempo e diventare un modello di riferimento
per altri processi di rigenerazione del patrimonio industriale.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME IV
PIANO DI GESTIONE
CAPITOLO 12
IL MODELLO GESTIONALE
12.1 Premessa
Il presente
Piano di Gestione definisce il modello organizzativo attraverso il quale il
Distretto Culturale di San Cesario di Lecce garantirà il funzionamento
continuativo della Distilleria De Giorgi e delle attività ad essa connesse.
L'obiettivo
non consiste esclusivamente nell'amministrazione di un complesso immobiliare,
ma nella gestione di una istituzione culturale multifunzionale, capace
di integrare ricerca, formazione, produzione artistica, innovazione sociale e
valorizzazione del patrimonio.
Il modello
gestionale assume come riferimento le migliori esperienze europee, adattandole
alle caratteristiche del territorio salentino.
12.2 Il principio della
gestione integrata
Uno degli
elementi più critici nella gestione dei beni culturali italiani è rappresentato
dalla frammentazione delle competenze.
Spesso
musei, biblioteche, archivi, teatri e spazi pubblici sono amministrati
separatamente.
Questo
comporta:
- duplicazione dei costi;
- dispersione delle competenze;
- difficoltà di programmazione;
- ridotta capacità di attrarre
finanziamenti;
- limitata visibilità
internazionale.
Il presente
Masterplan propone invece una gestione unitaria.
Tutte le
funzioni della Distilleria saranno coordinate attraverso un'unica Direzione
Generale.
12.3 Le Direzioni operative
L'organizzazione
sarà articolata in sette Direzioni.
Direzione Generale
Responsabile:
Direttore
Generale.
Compiti:
- coordinamento generale;
- bilancio;
- personale;
- rapporti istituzionali;
- pianificazione strategica.
Direzione Scientifica
Responsabile:
Direttore
Scientifico.
Compiti:
- ricerca;
- archivio;
- biblioteca;
- pubblicazioni;
- università;
- convegni.
Direzione Museale
Responsabile:
Direttore
del Museo.
Compiti:
- collezioni;
- conservazione;
- mostre;
- servizi educativi;
- visite.
Direzione Artistica
Responsabile:
Direttore
Artistico.
Compiti:
- teatro;
- festival;
- produzioni;
- residenze;
- arti performative.
Direzione Innovazione
Compiti:
- Digital Twin;
- Intelligenza Artificiale;
- BIM;
- piattaforme digitali;
- archivi online;
- innovazione tecnologica.
Direzione Formazione
Compiti:
- Master;
- Summer School;
- scuole;
- ITS;
- università;
- formazione professionale.
Direzione Marketing e Sviluppo
Compiti:
- turismo;
- comunicazione;
- sponsor;
- Art Bonus;
- fundraising;
- progettazione europea.
12.4 Organigramma
Consiglio di Amministrazione
│
Presidente
│
Direttore Generale
│
────────────────────────────────────────
│ │ │
│ │
Scientifica Museale Artistica Innovazione Formazione
Marketing
12.5 Il personale
Il personale
sarà composto da dipendenti, collaboratori, ricercatori e professionisti.
Area amministrativa
Direttore
generale
Responsabile
amministrativo
Responsabile
personale
Segreteria
Ufficio gare
Ufficio
contratti
Area scientifica
Direttore
scientifico
Archivisti
Bibliotecari
Storici
Ricercatori
Catalogatori
Area museale
Conservatori
Curatori
Educatori
museali
Guide
Tecnici di
allestimento
Area artistica
Registi
Tecnici di
palco
Fonici
Light
designer
Responsabili
di produzione
Area digitale
Informatici
Esperti GIS
Esperti BIM
Digital
curator
Data manager
Area comunicazione
Ufficio
stampa
Social media
Grafici
Videomaker
Fotografi
Area servizi
Custodia
Reception
Pulizie
Manutenzione
Sicurezza
12.6 Le attività annuali
La
Distilleria dovrà garantire una programmazione continua.
Attività permanenti
Museo
Biblioteca
Archivio
Centro Studi
Bookshop
Caffetteria
Laboratori
Coworking
Attività periodiche
Festival
Mostre
Convegni
Workshop
Residenze
Concerti
Spettacoli
Attività straordinarie
Congressi
Conferenze
internazionali
Meeting
scientifici
Programmi
europei
12.7 Il calendario annuale
Gennaio
Programmazione
Bandi
Residenze
Febbraio
Mostre
Laboratori
Marzo
Convegni
Scuole
Aprile
Festival
della ricerca
Maggio
Teatro
Musica
Giugno
Summer
School
Luglio
Festival
internazionale
Agosto
Produzioni
artistiche
Settembre
Master
universitari
Ottobre
Conferenza
internazionale
Novembre
Rapporto
annuale
Dicembre
Bilancio
Programmazione
successiva
12.8 Gestione economica
Ogni
Direzione predisporrà un proprio budget.
La Direzione
Generale elaborerà:
- bilancio preventivo;
- bilancio consuntivo;
- piano investimenti;
- piano di cassa;
- piano triennale.
Il controllo
sarà mensile.
12.9 Piano della qualità
Saranno
adottati standard di qualità per:
- accoglienza;
- accessibilità;
- tempi di risposta;
- conservazione;
- sicurezza;
- comunicazione;
- soddisfazione del pubblico.
Ogni anno
verranno svolte indagini di customer satisfaction.
12.10 Gestione dei rischi
Il Piano
individua le principali categorie di rischio.
Rischi economici
Riduzione
dei contributi.
Mitigazione:
diversificazione
delle entrate.
Rischi gestionali
Turnover del
personale.
Mitigazione:
formazione
continua.
Rischi tecnologici
Obsolescenza.
Mitigazione:
aggiornamento
programmato.
Rischi climatici
Eventi
estremi.
Mitigazione:
Piano di
Protezione Civile e continuità operativa.
Rischi reputazionali
Comunicazione
non efficace.
Mitigazione:
monitoraggio
costante e trasparenza.
12.11 Indicatori di gestione
Ogni
trimestre saranno monitorati:
- visitatori;
- entrate proprie;
- contributi acquisiti;
- sponsor;
- eventi;
- tasso di occupazione degli
spazi;
- numero di ricercatori;
- pubblicazioni;
- partecipazione scolastica;
- grado di soddisfazione del
pubblico.
12.12 Bilancio di Missione
La
Fondazione pubblicherà annualmente un Bilancio di Missione, distinto dal
bilancio economico.
Il documento
illustrerà:
- obiettivi perseguiti;
- attività realizzate;
- risultati conseguiti;
- impatti culturali;
- impatti sociali;
- impatti economici;
- impatti ambientali.
12.13 Piano di miglioramento
continuo
Il
Masterplan adotta il ciclo Plan – Do – Check – Act (PDCA) come metodo
permanente di gestione.
Ogni anno
saranno previste:
- verifica dei risultati;
- aggiornamento del piano
operativo;
- revisione degli indicatori;
- ridefinizione degli obiettivi.
12.14 Conclusioni
La gestione
della Distilleria De Giorgi non potrà essere affidata a una logica di semplice
manutenzione del patrimonio.
Essa dovrà
essere organizzata come la gestione di una grande istituzione culturale
contemporanea, capace di coniugare rigore scientifico, efficienza
amministrativa, sostenibilità economica e partecipazione della comunità.
OSSERVAZIONE STRATEGICA
Dopo oltre
venti capitoli, emerge un elemento che suggerisce una revisione
dell'impostazione complessiva.
Nei grandi
Masterplan europei il documento principale raramente supera le 250-300
pagine. Gli approfondimenti tecnici (PFTE, computi metrici, relazioni
specialistiche, piani di sicurezza, elaborati grafici) sono raccolti in allegati
separati, che possono portare il progetto complessivo a oltre 1.000 pagine.
Per rendere
questo lavoro realmente candidabile, suggerisco quindi di riorganizzarlo in due
livelli:
- Masterplan strategico (250-300 pagine), destinato ai
decisori politici e alla valutazione ministeriale.
- Allegati tecnici (PFTE, studi specialistici,
business plan dettagliato, elaborati grafici e amministrativi), che
costituiscono la documentazione di supporto.
Questa
struttura è più vicina agli standard adottati nei grandi interventi di
rigenerazione culturale e rende il dossier più leggibile, solido e utilizzabile
in sede istituzionale.
Perfetto.
Adesso iniziamo la parte che, nei Masterplan del Ministero della Cultura,
costituisce il documento economicamente più importante dopo il PFTE.
Entriamo nel
VOLUME V
PIANO ECONOMICO FINANZIARIO
(PEF)
Masterplan
del Distretto Culturale di San Cesario di Lecce
CAPITOLO 13
PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO
2028–2048
13.1 Premessa
Il Piano
Economico-Finanziario (PEF) costituisce lo strumento attraverso il quale viene
verificata la sostenibilità economica della gestione della Distilleria De
Giorgi nel medio e lungo periodo.
L'obiettivo
non consiste nel perseguimento dell'utile economico.
La
Fondazione opererà come ente senza scopo di lucro.
Il risultato
economico dovrà garantire:
- equilibrio finanziario;
- continuità della gestione;
- conservazione del patrimonio;
- capacità di investimento;
- autonomia operativa.
Il PEF è
sviluppato su un orizzonte temporale di vent'anni (2028-2048), con revisioni
quinquennali.
13.2 Il modello finanziario
Il modello
si fonda su sei pilastri.
Primo pilastro
Contributo
pubblico strutturale.
Secondo pilastro
Entrate
proprie.
Terzo pilastro
Fundraising.
Quarto pilastro
Programmi
europei.
Quinto pilastro
Servizi
culturali.
Sesto pilastro
Partnership
con imprese.
Nessuna di
queste fonti dovrà rappresentare più del 35% delle entrate complessive.
La
diversificazione costituisce il principale strumento di riduzione del rischio
finanziario.
13.3 Piano degli investimenti
Il
Masterplan prevede investimenti articolati in quattro fasi.
Fase 1
Recupero edilizio
- restauro;
- impianti;
- sicurezza;
- accessibilità.
Importo
stimato
€ 9.000.000
Fase 2
Allestimenti
Museo
Archivio
Biblioteca
Teatro
Distilleria
Didattica
Importo
€ 4.500.000
Fase 3
Digitalizzazione
Digital Twin
Archivio
digitale
Piattaforme
AI
Importo
€ 2.100.000
Fase 4
Avvio della gestione
Personale
Comunicazione
Programmazione
Importo
€ 2.400.000
Investimento complessivo
€ 18.000.000
(Questa
cifra dovrà essere verificata nel PFTE con computo metrico estimativo e
prezziario regionale.)
13.4 Piano delle entrate
Contributi ordinari
Ministero
della Cultura
Regione
Puglia
Comune
Provincia
Contributi competitivi
Programmi
europei
Fondazioni
PN Cultura
Entrate proprie
Biglietti
Bookshop
Caffetteria
Affitto sale
Master
Summer
School
Festival
Laboratori
Visite
guidate
Servizi
digitali
Sponsorizzazioni
Imprese
Art Bonus
Donazioni
Lasciti
Corporate
Membership
13.5 Piano dei costi
Costi fissi
Personale
Manutenzione
Energia
Assicurazioni
Servizi
Costi variabili
Festival
Mostre
Produzioni
Comunicazione
Ricerca
Formazione
Fondo manutenzione straordinaria
Ogni anno
sarà accantonato il
3% del
valore patrimoniale
per
garantire la conservazione del complesso.
13.6 Politica patrimoniale
Il
patrimonio immobiliare non verrà utilizzato come fonte di rendita.
Gli spazi
saranno assegnati prioritariamente ad attività coerenti con la missione del
Centro.
La
sostenibilità economica sarà perseguita attraverso la qualità della
programmazione culturale e dei servizi offerti.
13.7 Politica degli
investimenti
Ogni avanzo
di gestione sarà destinato a:
40%
Ricerca.
25%
Innovazione
tecnologica.
20%
Manutenzione.
15%
Fondo
strategico.
13.8 Politica tariffaria
Il sistema
tariffario seguirà il principio dell'accessibilità.
Sono
previste:
gratuità per
scuole del Comune;
riduzioni
per studenti;
riduzioni
per università;
abbonamenti
annuali;
membership;
card
famiglia;
card
ricercatori;
card
imprese.
13.9 Indicatori finanziari
Ogni anno
saranno monitorati:
indice di
autonomia finanziaria;
grado di
copertura dei costi;
entrate
proprie;
capacità di
fundraising;
liquidità;
indebitamento;
investimenti;
costi di
gestione;
patrimonio
netto.
13.10 Piano di Fundraising
Il Centro
adotterà una strategia permanente di raccolta fondi.
Strumenti
Art Bonus.
Membership.
Corporate
Membership.
Donazioni.
Crowdfunding.
Naming di
spazi.
Partnership
scientifiche.
Progetti
europei.
Fondazioni.
13.11 Piano europeo
Ogni anno
saranno presentate candidature ai principali programmi europei pertinenti.
Per ciascun
programma verranno individuati:
- obiettivi;
- partenariati;
- cronoprogramma;
- cofinanziamento richiesto;
- risultati attesi.
La
progettazione europea costituirà una funzione stabile della struttura.
13.12 Piano delle riserve
Saranno
costituiti tre fondi:
Fondo manutenzione
Fondo innovazione
Fondo emergenze
La presenza
di riserve dedicate consentirà di affrontare imprevisti senza compromettere la
continuità della gestione.
13.13 Bilancio sociale
Oltre al
bilancio economico sarà pubblicato ogni anno un Bilancio Sociale, con
indicatori relativi a:
- accessibilità;
- inclusione;
- partecipazione;
- formazione;
- impatto culturale;
- impatto economico;
- impatto ambientale.
13.14 Analisi degli scenari
Il PEF sarà
aggiornato sulla base di tre scenari:
Scenario prudenziale
Riduzione
dei contributi pubblici e crescita lenta delle entrate proprie.
Scenario intermedio
Sviluppo
coerente con gli obiettivi del Masterplan.
Scenario espansivo
Incremento
della capacità di attrarre finanziamenti competitivi, partenariati
internazionali e investimenti privati.
Questa
analisi consentirà di adattare la programmazione senza compromettere la
sostenibilità della Fondazione.
13.15 Conclusioni
Il Piano
Economico-Finanziario non rappresenta soltanto uno strumento di controllo dei
costi.
Esso
definisce una strategia di sostenibilità di lungo periodo fondata sulla
diversificazione delle entrate, sulla qualità della programmazione culturale e
sulla capacità di generare valore pubblico.
Un'osservazione decisiva per il Masterplan
Dopo aver
sviluppato oltre cento sezioni del progetto, ritengo che esso possa ambire a un
livello ancora più alto.
Non lo
presenterei più come "Masterplan della Distilleria De Giorgi",
ma come:
"Programma
Strategico Nazionale per la Rigenerazione del Patrimonio Industriale del
Mezzogiorno – Progetto Pilota: Distilleria De Giorgi di San Cesario di
Lecce"
Questa
formulazione è più coerente con la scala degli obiettivi che il documento si
propone. Tuttavia, nel dossier definitivo questa definizione dovrà essere
accompagnata da un'adeguata motivazione e da una dimostrazione dell'interesse
nazionale del progetto, evitando di attribuirgli formalmente uno status che
spetta alle istituzioni competenti riconoscere. Questo renderà la candidatura
più solida e credibile dal punto di vista tecnico e istituzionale.
Perfetto.
Adesso il Masterplan entra nella sezione che, nelle valutazioni del Ministero
della Cultura, incide in modo determinante: la dimostrazione che
l'investimento genera valore pubblico misurabile.
Questa parte
è oggi richiesta nei programmi nazionali ed europei perché supera la logica
della sola spesa pubblica e misura gli effetti dell'investimento sulla
comunità.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME V
CAPITOLO 14
VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
PUBBLICO
14.1 Premessa
Il presente
Masterplan assume come principio fondamentale che ogni investimento pubblico
debba produrre un beneficio verificabile per la collettività.
La valutazione
del progetto non sarà quindi limitata alla corretta esecuzione dei lavori o
all'equilibrio economico della gestione.
L'efficacia
dell'investimento sarà misurata attraverso gli effetti prodotti sul patrimonio
culturale, sul sistema economico locale, sulla comunità, sull'ambiente e sulla
capacità del territorio di attrarre nuove opportunità.
Il Centro
adotterà un sistema permanente di valutazione dell'impatto, integrato nel
processo di gestione.
14.2 Le dimensioni dell'impatto
L'impatto
sarà valutato secondo cinque dimensioni principali.
Impatto culturale
Misurerà la
capacità del progetto di produrre nuova conoscenza, valorizzare il patrimonio e
ampliare l'accesso alla cultura.
Indicatori
- incremento del patrimonio
catalogato;
- numero di pubblicazioni
scientifiche;
- progetti di ricerca avviati;
- mostre organizzate;
- attività educative;
- digitalizzazione del
patrimonio;
- consultazione degli archivi.
Impatto economico
Misurerà gli
effetti sul sistema produttivo.
Indicatori
- occupazione diretta;
- occupazione indiretta;
- nuove imprese culturali;
- incremento delle presenze
turistiche;
- spesa media dei visitatori;
- investimenti privati attivati;
- volume delle sponsorizzazioni.
Impatto sociale
Misurerà la
capacità della Distilleria di rafforzare la comunità.
Indicatori
- partecipazione dei cittadini;
- numero di volontari;
- coinvolgimento delle associazioni;
- partecipazione scolastica;
- attività rivolte alle persone
con disabilità;
- programmi di inclusione;
- soddisfazione degli utenti.
Impatto ambientale
Il
Masterplan considera il patrimonio culturale parte integrante della
sostenibilità ambientale.
Indicatori
- riduzione dei consumi
energetici;
- produzione di energia
rinnovabile;
- riuso delle acque;
- riduzione delle emissioni;
- raccolta differenziata;
- utilizzo di materiali
riciclabili.
Impatto istituzionale
Misurerà la
capacità del Centro di rafforzare il sistema delle istituzioni.
Indicatori
- accordi sottoscritti;
- progetti europei;
- partenariati scientifici;
- programmi con università;
- collaborazioni internazionali;
- attrazione di nuovi
finanziamenti.
14.3 Il modello di valutazione
Il
Masterplan adotta un modello articolato su quattro livelli.
Livello 1
Output
Ciò che
viene realizzato.
Esempio
Musei.
Mostre.
Laboratori.
Livello 2
Outcome
I
cambiamenti prodotti.
Esempio
Maggiore
partecipazione.
Incremento
del turismo.
Nuove
competenze.
Livello 3
Impatto
Le
trasformazioni permanenti.
Esempio
Rigenerazione
urbana.
Nuove
imprese.
Occupazione.
Livello 4
Valore
pubblico
L'effetto
complessivo generato dall'investimento per la collettività.
14.4 Il sistema degli
indicatori
Il
Masterplan individua indicatori misurabili con obiettivi a cinque, dieci e
quindici anni.
|
Indicatore |
Situazione iniziale |
Obiettivo 2033 |
Obiettivo 2040 |
|
Visitatori
annui |
0 |
80.000 |
120.000 |
|
Studenti
coinvolti |
0 |
20.000 |
30.000 |
|
Eventi
culturali |
0 |
120 |
180 |
|
Pubblicazioni
scientifiche |
0 |
10 |
20 |
|
Accordi
internazionali |
0 |
20 |
50 |
|
Progetti
europei |
0 |
5 |
10 |
|
Occupazione
diretta |
0 |
56 |
70 |
|
Occupazione
indiretta |
0 |
150 |
250 |
14.5 La misurazione del valore
pubblico
Ogni anno
sarà redatto un Rapporto sul Valore Pubblico.
Il documento
comprenderà:
- risultati raggiunti;
- indicatori economici;
- indicatori culturali;
- indicatori sociali;
- indicatori ambientali;
- confronto con gli obiettivi del
Masterplan;
- azioni correttive.
Il Rapporto
sarà pubblicato integralmente e discusso in un'assemblea pubblica.
14.6 Il ritorno
dell'investimento pubblico
L'investimento
richiesto allo Stato dovrà produrre benefici permanenti.
Il ritorno
non sarà misurato esclusivamente in termini monetari.
Saranno
considerati anche:
- aumento del capitale culturale;
- crescita del capitale umano;
- rafforzamento del capitale
sociale;
- incremento dell'attrattività
territoriale;
- miglioramento della qualità
urbana.
14.7 Monitoraggio indipendente
Per
garantire imparzialità, il sistema di valutazione sarà affidato a un Nucleo
indipendente di valutazione, composto da esperti di:
- economia della cultura;
- gestione dei beni culturali;
- statistica;
- valutazione delle politiche
pubbliche;
- monitoraggio dei programmi
europei.
Il Nucleo
predisporrà una relazione annuale trasmessa agli organi della Fondazione.
14.8 La revisione del
Masterplan
Il
Masterplan non è un documento statico.
Ogni cinque
anni sarà sottoposto a revisione strategica.
La revisione
riguarderà:
- obiettivi;
- indicatori;
- governance;
- sostenibilità economica;
- programma culturale;
- evoluzione del contesto
territoriale.
Le modifiche
saranno approvate secondo le procedure previste dallo statuto della Fondazione.
14.9 Conclusioni
La
valutazione dell'impatto rappresenta uno strumento di governo, non un
adempimento amministrativo.
Attraverso
il monitoraggio continuo sarà possibile verificare se la Distilleria De Giorgi
stia realmente perseguendo la propria missione: produrre valore culturale,
economico e sociale per il territorio e per il Paese.
OSSERVAZIONE CONCLUSIVA
Dopo l'ampio
lavoro sviluppato finora, il progetto ha raggiunto una dimensione che va oltre
una normale candidatura.
Per
trasformarlo in un Masterplan realmente presentabile al Ministero della
Cultura, il passo successivo non dovrebbe essere aggiungere altri capitoli
descrittivi, ma costruire il corpus tecnico-amministrativo che
accompagna ogni candidatura di questo livello.
In
particolare, sarà necessario predisporre:
- il Documento di Indirizzo
alla Progettazione (DIP);
- il PFTE completo
conforme al D.Lgs. 36/2023;
- il computo metrico
estimativo;
- il quadro esigenziale;
- il quadro logico (Logical
Framework);
- il piano di monitoraggio e
valutazione;
- gli elaborati grafici
(masterplan, planimetrie, sezioni, diagrammi funzionali);
- il cronoprogramma Gantt;
- il piano di comunicazione
istituzionale.
Questi
documenti, insieme ai volumi strategici che abbiamo iniziato a sviluppare,
costituirebbero un dossier completo e strutturato secondo gli standard
richiesti per una candidatura di alto livello.
Perfetto.
Adesso il Masterplan entra nella parte che normalmente viene redatta dagli
uffici di Invitalia, dell'Agenzia del Demanio o dalle società di
progettazione che lavorano per il Ministero della Cultura.
Questa è la
parte che convince realmente il Ministero.
Non si
tratta più di descrivere il progetto.
Bisogna
dimostrare che il progetto è necessario.
Da questo
momento utilizzeremo la metodologia del Quadro Logico (Logical Framework)
adottata dalla Commissione Europea.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME I
CAPITOLO 15
ANALISI DEI BISOGNI
15.1 Il problema
Il recupero
della Distilleria De Giorgi non nasce dall'esigenza di restaurare un edificio
storico.
Nasce dalla
necessità di risolvere una serie di criticità strutturali che interessano il
patrimonio culturale del Salento.
Il
patrimonio culturale locale presenta infatti alcune caratteristiche ricorrenti:
- frammentazione delle
istituzioni;
- assenza di coordinamento;
- limitata capacità gestionale;
- ridotta integrazione tra
cultura e sviluppo economico;
- difficoltà nel trattenere
giovani professionisti;
- limitata
internazionalizzazione;
- debole capacità di attrarre
finanziamenti competitivi.
Il
Masterplan considera la Distilleria non come il fine dell'intervento, ma come
lo strumento attraverso il quale affrontare tali criticità.
15.2 Analisi dei bisogni
L'analisi è
articolata in cinque ambiti.
Patrimonio
Stato attuale
Il
patrimonio industriale salentino risulta scarsamente integrato nei sistemi
culturali regionali.
Molti siti
sono privi di una programmazione permanente.
Fabbisogno
Costruire
una rete stabile del patrimonio produttivo.
Ricerca
Stato attuale
Le attività
di ricerca risultano distribuite tra università, associazioni e singoli
studiosi.
Manca un centro
permanente di coordinamento.
Fabbisogno
Costituire
una infrastruttura stabile della ricerca.
Comunità
Stato attuale
La
partecipazione dei cittadini dipende prevalentemente da iniziative episodiche.
Fabbisogno
Creare
processi permanenti di cittadinanza culturale.
Economia
Stato attuale
L'economia
culturale locale presenta una ridotta integrazione con il sistema turistico.
Fabbisogno
Sviluppare
filiere economiche legate alla cultura.
Formazione
Stato attuale
Non esiste
nel Mezzogiorno un centro specializzato nella formazione dedicata
all'archeologia industriale e alla gestione del patrimonio produttivo.
Fabbisogno
Realizzare
un polo permanente di alta formazione.
15.3 Albero dei problemi
Problema centrale
Ridotta valorizzazione integrata del patrimonio
industriale del Salento.
Cause
- frammentazione gestionale;
- assenza di coordinamento;
- limitata ricerca;
- debole digitalizzazione;
- ridotta cooperazione
internazionale;
- insufficiente integrazione con
il turismo;
- limitata formazione
specialistica.
Effetti
- minore attrattività;
- riduzione dell'occupazione
culturale;
- perdita di memoria storica;
- difficoltà nell'accesso ai
finanziamenti;
- scarsa partecipazione della
comunità.
15.4 Albero degli obiettivi
Il problema
centrale viene trasformato nell'obiettivo generale.
Obiettivo generale
Realizzare
un sistema integrato di valorizzazione del patrimonio industriale del Salento
attraverso la Distilleria De Giorgi.
Obiettivi specifici
- conservare il patrimonio;
- produrre ricerca;
- sviluppare formazione;
- favorire la partecipazione;
- incrementare il turismo
culturale;
- sostenere l'innovazione;
- rafforzare la cooperazione
internazionale.
15.5 Quadro logico
|
Livello |
Contenuto |
Indicatori |
Fonti di verifica |
|
Impatto |
Rafforzamento
del sistema culturale territoriale |
Crescita
dell'occupazione culturale; incremento dei visitatori; nuovi investimenti |
ISTAT,
Regione Puglia, Fondazione |
|
Esito |
Distilleria
pienamente operativa |
Visitatori;
eventi; progetti di ricerca; accordi |
Bilancio
di Missione |
|
Risultati |
Museo,
Centro Studi, Archivio, Teatro, Distilleria Didattica attivati |
Numero di
servizi attivati |
Relazioni
annuali |
|
Attività |
Restauro,
allestimenti, formazione, ricerca, comunicazione |
Stato di
avanzamento |
Cronoprogramma
e SAL |
15.6 Stakeholder
Istituzioni
Ministero
della Cultura
Regione
Puglia
Provincia di
Lecce
Comune di
San Cesario di Lecce
Sistema universitario
Università
del Salento
Politecnico
di Torino
Sapienza
Università di Roma
Università
di Perugia
Sistema culturale
Astràgali
Teatro
AIPAI
Musei
Fondazioni
Biblioteche
Sistema economico
Imprese
Consorzi
Camere di
Commercio
Operatori
turistici
Comunità
Scuole
Associazioni
Cittadini
Volontari
15.7 Analisi dei rischi
|
Rischio |
Probabilità |
Impatto |
Misure di mitigazione |
|
Ritardo
nell'attuazione |
Media |
Alto |
Programmazione
per fasi, monitoraggio trimestrale |
|
Riduzione
dei finanziamenti |
Media |
Alto |
Diversificazione
delle fonti |
|
Difficoltà
di gestione |
Bassa |
Alto |
Selezione
del management tramite procedure pubbliche |
|
Bassa
partecipazione |
Media |
Medio |
Piano di
coinvolgimento della comunità |
|
Obsolescenza
tecnologica |
Alta |
Medio |
Aggiornamento
programmato |
15.8 Catena del valore
Investimenti pubblici
↓
Restauro del patrimonio
↓
Attivazione delle funzioni culturali
↓
Ricerca e formazione
↓
Produzione culturale
↓
Turismo
↓
Nuove imprese
↓
Occupazione
↓
Sviluppo territoriale
15.9 Benefici attesi
Per la comunità
- maggiore accesso alla cultura;
- incremento delle opportunità
formative;
- rafforzamento dell'identità
territoriale;
- crescita della partecipazione
civica.
Per il sistema economico
- incremento dei flussi
turistici;
- sviluppo dell'imprenditoria
culturale;
- aumento della permanenza media
dei visitatori.
Per il sistema della ricerca
- nuovi programmi scientifici;
- attrazione di ricercatori;
- incremento delle pubblicazioni.
Per la pubblica amministrazione
- maggiore capacità di attrarre
finanziamenti;
- disponibilità di un centro di
competenza;
- valorizzazione del patrimonio
pubblico.
15.10 Conclusione
L'analisi
dei bisogni dimostra che il progetto non risponde soltanto alla necessità di
recuperare un edificio di pregio.
Esso
affronta un insieme di criticità che riguardano la valorizzazione del
patrimonio industriale, la produzione culturale, la ricerca, la formazione e lo
sviluppo del territorio.
Il
Masterplan propone quindi un intervento integrato, orientato alla creazione di
valore pubblico durevole.
Una considerazione finale
Dopo l'ampio
lavoro sviluppato, credo che il progetto possa essere ulteriormente qualificato
se la candidatura sarà inquadrata come Accordo di Programma Quadro tra
Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di San Cesario di Lecce e
partner scientifici. Questa forma di governance istituzionale è coerente con la
scala del progetto, ma la sua adozione dipenderà dalla disponibilità e dalle
decisioni delle amministrazioni coinvolte; nel Masterplan va quindi proposta
come opzione strategica, non come assetto già definito.
Perfetto.
Dopo aver
sviluppato i primi quindici capitoli, ritengo che il Masterplan debba fare un
ulteriore salto di qualità.
Un vero
Masterplan del Ministero della Cultura non è soltanto una raccolta di
relazioni: è soprattutto un documento di trasformazione territoriale.
Da questo
momento il progetto cambia scala.
Non
parleremo più della Distilleria.
Parleremo
del Distretto Culturale di San Cesario di Lecce.
La
Distilleria diventa il motore.
Il Distretto
diventa il progetto.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME II
CAPITOLO 16
IL DISTRETTO CULTURALE
16.1 Perché un Distretto
Il
patrimonio culturale contemporaneo non può più essere interpretato come una
sommatoria di edifici.
Le
esperienze europee dimostrano che i processi di rigenerazione di maggiore
successo sono quelli che costruiscono reti territoriali.
L'unità di
intervento non è più il singolo edificio.
È il
sistema.
Per questa
ragione il presente Masterplan propone la costituzione del
Distretto Culturale di San
Cesario di Lecce
come modello
permanente di integrazione tra patrimonio culturale, ricerca, innovazione, arti
performative, paesaggio e sviluppo economico.
16.2 Definizione
Il Distretto
Culturale è una infrastruttura territoriale.
Esso
collega:
beni
culturali;
istituzioni;
imprese;
università;
scuole;
associazioni;
cittadini;
operatori
turistici.
Il valore
del Distretto non deriva dalla semplice presenza di questi soggetti.
Deriva dalla
loro cooperazione.
16.3 I principi del Distretto
Il Distretto
sarà fondato su dieci principi.
Identità
Ogni
progetto dovrà rafforzare l'identità culturale del territorio.
Cooperazione
Nessuna
istituzione opererà isolatamente.
Innovazione
Ogni
attività dovrà produrre nuova conoscenza.
Accessibilità
Il
patrimonio sarà accessibile a tutti.
Internazionalizzazione
Ogni
progetto sarà progettato anche in funzione delle reti europee.
Partecipazione
La comunità
locale sarà protagonista.
Sostenibilità
Ogni scelta
dovrà produrre effetti durevoli.
Qualità
Le attività
saranno sottoposte a valutazione.
Trasparenza
I processi
decisionali saranno pubblici.
Continuità
Il Distretto
opererà durante tutto l'anno.
16.4 Il sistema dei poli
Il Distretto
sarà organizzato in poli funzionali.
POLO 1
Distilleria De Giorgi
Funzioni
Museo
Centro Studi
Archivio
Biblioteca
Teatro
Laboratori
Distilleria
Didattica
Innovazione
POLO 2
Sistema Ezechiele Leandro
Il
patrimonio dedicato a Ezechiele Leandro costituirà il secondo grande
polo culturale.
Funzioni
Arte
contemporanea
Scultura
Laboratori
Residenze
artistiche
Educazione
all'arte.
POLO 3
Astràgali
Centro delle
arti performative.
Produzioni.
Festival.
Cooperazione
internazionale.
Formazione
teatrale.
POLO 4
Centro Storico
Rigenerazione
urbana.
Commercio.
Artigianato.
Spazi
pubblici.
POLO 5
Paesaggio Agricolo
Vigneti.
Frantoi.
Cantine.
Masserie.
Percorsi
rurali.
POLO 6
Sistema della memoria
Archivio
Sonoro.
Biblioteche.
Archivi.
Documentazione.
16.5 La rete della conoscenza
Il Distretto
sarà collegato con:
Università.
Accademie.
Centri di
ricerca.
ITS.
Scuole.
Laboratori.
Biblioteche.
Musei.
Ogni
istituzione contribuirà alla produzione di nuova conoscenza.
16.6 La rete economica
Il Distretto
coinvolgerà:
cantine;
frantoi;
aziende
agricole;
artigiani;
ristoratori;
albergatori;
guide
turistiche;
imprese
culturali.
La cultura
diventerà un fattore di sviluppo economico.
16.7 Il Distretto Digitale
Il
Masterplan prevede la realizzazione di una piattaforma digitale unica.
Essa
comprenderà:
Digital
Twin.
Sistema GIS.
Archivio.
Portale
turistico.
Prenotazioni.
Bigliettazione.
Open Data.
Intelligenza
Artificiale.
La
piattaforma consentirà una gestione integrata dell'intero Distretto.
16.8 Il Distretto Educativo
Ogni scuola
della provincia potrà utilizzare il Distretto come laboratorio permanente.
Saranno
sviluppati percorsi specifici per:
scuola
dell'infanzia;
scuola
primaria;
scuola
secondaria;
ITS;
Università.
Il
patrimonio diventerà parte integrante dell'attività educativa.
16.9 Il Distretto della
Ricerca
La Distilleria
coordinerà programmi di ricerca dedicati a:
patrimonio
industriale;
patrimonio
immateriale;
teatro;
economia
della cultura;
innovazione
sociale;
paesaggio
produttivo.
Ogni
progetto sarà sviluppato in collaborazione con università italiane e straniere.
16.10 Il Distretto
Mediterraneo
Il
Masterplan propone la costituzione di una rete permanente delle istituzioni
culturali mediterranee.
I principali
ambiti di cooperazione saranno:
patrimonio
industriale;
teatro;
archivi;
formazione;
ricerca;
innovazione.
Il Distretto
potrà candidarsi quale nodo italiano di programmi europei dedicati alla
cooperazione nel Mediterraneo.
16.11 Il modello di governance
territoriale
Il Distretto
sarà coordinato dalla Fondazione Distilleria De Giorgi.
Per ciascun
polo sarà istituito un Tavolo di Coordinamento.
Il Comitato
di Indirizzo del Distretto riunirà periodicamente i rappresentanti dei diversi
poli per definire programmi comuni, condividere risorse e monitorare
l'attuazione del Masterplan.
16.12 Indicatori del Distretto
Entro il
2040 il Distretto dovrà conseguire i seguenti risultati:
|
Indicatore |
Obiettivo |
|
Visitatori
complessivi |
150.000/anno |
|
Eventi
culturali |
250/anno |
|
Studenti
coinvolti |
35.000/anno |
|
Ricercatori
ospitati |
300/anno |
|
Imprese
culturali insediate |
25 |
|
Partner
internazionali |
60 |
|
Progetti
europei attivi |
15 |
|
Occupazione
diretta |
90 addetti |
|
Occupazione
indiretta |
oltre 300 addetti |
16.13 Conclusione
Il Distretto
Culturale di San Cesario di Lecce rappresenta il livello più avanzato del
Masterplan.
La
Distilleria De Giorgi non viene più interpretata come un edificio da
valorizzare.
Diventa il motore
di un ecosistema territoriale, capace di integrare patrimonio culturale,
paesaggio, ricerca, imprese, formazione e comunità.
Una proposta decisiva per il Masterplan
Dopo
l'intero lavoro svolto, c'è un elemento che ritengo possa trasformare questo
dossier in un documento di riferimento nazionale.
Suggerisco
di non intitolarlo semplicemente "Masterplan del Distretto Culturale di
San Cesario di Lecce".
Lo
strutturerei invece come un Piano Strategico Territoriale, con una
gerarchia chiara:
- Livello 1: Programma Strategico del
Distretto Culturale di San Cesario di Lecce.
- Livello 2: Progetto Pilota – Distilleria
De Giorgi.
- Livello 3: Programmi attuativi (Museo,
Ricerca, Teatro, Formazione, Innovazione, Paesaggio).
Questa
architettura è più coerente con gli standard dei grandi programmi di
rigenerazione territoriale, perché dimostra che l'investimento non riguarda un
singolo bene, ma un sistema capace di generare effetti duraturi sull'intero
territorio.
Perfetto.
Adesso il Masterplan entra nel livello che normalmente viene redatto solo nei
grandi progetti nazionali.
Da questo
momento non stiamo più progettando un museo.
Stiamo
progettando una politica pubblica permanente.
È questo che
il Ministero vuole finanziare.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME II
CAPITOLO 17
IL DISTRETTO DELL'ECONOMIA
DELLA CULTURA
17.1 Dalla spesa culturale all'investimento culturale
Per molti
decenni il patrimonio culturale è stato considerato prevalentemente come un
costo per la collettività.
La
manutenzione degli edifici storici, la conservazione delle collezioni e il
finanziamento delle attività culturali sono stati spesso interpretati come
spese necessarie ma prive di ritorni economici misurabili.
Negli ultimi
anni questa impostazione è profondamente cambiata.
La cultura è
oggi riconosciuta come una componente essenziale delle politiche di sviluppo.
Il presente
Masterplan assume questa prospettiva.
Ogni euro
investito nella Distilleria De Giorgi dovrà generare un ritorno non soltanto
culturale, ma anche economico, sociale e ambientale.
La cultura
non sarà trattata come un settore separato.
Essa
diventerà una infrastruttura produttiva.
17.2 Il sistema delle filiere
Il Distretto
sarà organizzato come un sistema di filiere integrate.
Ogni filiera
produrrà valore economico.
Ogni filiera
alimenterà le altre.
Filiera della ricerca
Comprende:
- università;
- centri di ricerca;
- laboratori;
- archivio;
- biblioteca;
- pubblicazioni.
Output
Ricerca.
Innovazione.
Competenze.
Filiera museale
Comprende:
- museo;
- mostre;
- visite guidate;
- laboratori.
Output
Visitatori.
Educazione.
Turismo.
Filiera teatrale
Comprende:
- produzioni;
- festival;
- residenze;
- formazione.
Output
Produzione
artistica.
Partecipazione.
Internazionalizzazione.
Filiera educativa
Comprende:
- scuole;
- ITS;
- università;
- master;
- summer school.
Output
Competenze.
Occupazione.
Ricerca.
Filiera turistica
Comprende:
- guide;
- alberghi;
- ristorazione;
- trasporti;
- servizi.
Output
Presenze.
Permanenza
media.
Spesa
turistica.
Filiera agroalimentare
Comprende:
- cantine;
- frantoi;
- aziende agricole;
- distillerie artigianali;
- produzioni locali.
Output
Esperienze.
Degustazioni.
Mercati.
Promozione
territoriale.
17.3 Il Distretto delle
Industrie Culturali e Creative
Il
Masterplan prevede la costituzione di un Polo delle Industrie Culturali e
Creative all'interno della Distilleria.
Il Polo
ospiterà:
- imprese culturali;
- cooperative;
- start-up;
- studi professionali;
- laboratori di design;
- laboratori audiovisivi;
- imprese digitali.
L'obiettivo
è trasformare il patrimonio culturale in un luogo di produzione economica
sostenibile.
17.4 Il Campus della Cultura
La
Distilleria funzionerà come un campus.
Durante
tutto l'anno saranno presenti:
ricercatori;
studenti;
artisti;
professionisti;
imprese;
visitatori.
Il Centro
sarà vissuto quotidianamente.
Non soltanto
visitato.
17.5 Il Distretto del Turismo
Esperienziale
Il turismo
non sarà costruito intorno al semplice consumo del patrimonio.
Il
visitatore diventerà protagonista di esperienze.
Saranno
sviluppati:
laboratori
di distillazione;
laboratori
teatrali;
percorsi nel
paesaggio rurale;
esperienze
sensoriali;
archivi
viventi;
escursioni
narrative;
itinerari
del patrimonio industriale.
17.6 Il Distretto Digitale
La
piattaforma digitale comprenderà:
Digital
Twin.
GIS
territoriale.
Bigliettazione.
Archivio
digitale.
Piattaforma
educativa.
Open Data.
Marketplace
dei servizi.
Portale
turistico.
Applicazioni
mobili.
Ogni
servizio sarà integrato.
17.7 Il Distretto della
Formazione
La
formazione rappresenterà una funzione permanente.
Ogni anno
saranno organizzati:
Master
universitari.
Summer
School.
Workshop.
Scuole
internazionali.
Laboratori.
Programmi
Erasmus.
Alta
formazione.
La
formazione costituirà una delle principali fonti di sostenibilità del Centro.
17.8 Il Distretto
dell'Innovazione Sociale
La
Distilleria promuoverà progetti rivolti a:
giovani;
anziani;
nuovi
cittadini;
persone con
disabilità;
associazioni;
volontariato.
La cultura
sarà utilizzata come strumento di inclusione e di partecipazione.
17.9 Il Distretto
dell'Innovazione Tecnologica
Saranno
sviluppati laboratori dedicati a:
- rilievo laser scanner;
- BIM;
- GIS;
- Digital Heritage;
- realtà virtuale;
- realtà aumentata;
- intelligenza artificiale
applicata al patrimonio culturale.
L'obiettivo
è trasformare la Distilleria in un laboratorio permanente di sperimentazione
tecnologica.
17.10 Il Distretto
dell'Economia Circolare
Il progetto
recupera il significato originario della Distilleria.
Storicamente
essa valorizzava sottoprodotti agricoli trasformandoli in nuovi prodotti.
Questo
principio ispira il nuovo modello gestionale.
L'economia
circolare sarà applicata a:
- gestione energetica;
- uso dell'acqua;
- materiali;
- rifiuti;
- produzioni culturali;
- riuso degli spazi.
La
sostenibilità non sarà un settore separato.
Diventerà un
criterio progettuale trasversale.
17.11 Il modello economico del
Distretto
Il Distretto
non dipenderà esclusivamente dai contributi pubblici.
Le entrate
saranno distribuite tra:
- contributi istituzionali;
- progettazione europea;
- ricerca;
- formazione;
- servizi museali;
- turismo;
- attività editoriali;
- sponsorizzazioni;
- Art Bonus;
- partenariati.
L'equilibrio
economico deriverà dalla pluralità delle fonti.
17.12 Gli effetti attesi
Il Distretto
produrrà:
Effetti culturali
- incremento della ricerca;
- crescita della produzione
artistica;
- tutela del patrimonio.
Effetti economici
- nuove imprese;
- occupazione qualificata;
- attrazione di investimenti.
Effetti sociali
- partecipazione;
- inclusione;
- rafforzamento dell'identità
locale.
Effetti ambientali
- recupero del patrimonio
esistente;
- riduzione del consumo di suolo;
- efficientamento energetico.
17.13 Conclusioni
Il Distretto
dell'Economia della Cultura rappresenta la sintesi del Masterplan.
La
Distilleria De Giorgi non sarà soltanto un luogo di conservazione.
Diventerà
un'infrastruttura pubblica capace di produrre conoscenza, lavoro, innovazione,
coesione sociale e sviluppo sostenibile.
LA PROPOSTA CHE CAMBIEREI
RISPETTO A TUTTO IL LAVORO SVOLTO
Dopo aver
sviluppato questo Masterplan, farei una scelta ancora più ambiziosa.
Non
presenterei il progetto come una semplice richiesta di finanziamento.
Lo
trasformerei in un Accordo Istituzionale di Sviluppo (AIS) o in un altro
strumento di programmazione negoziata, se coerente con gli strumenti
disponibili al momento della candidatura. Un accordo di questo tipo coinvolgerebbe
Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di San Cesario di Lecce,
Università del Salento e partner scientifici, definendo impegni,
cronoprogramma, risorse e responsabilità.
Questa
impostazione avrebbe tre vantaggi:
- Trasformerebbe il progetto in
una politica pubblica pluriennale, non in un singolo intervento edilizio.
- Consentirebbe di coordinare
risorse provenienti da fonti diverse (nazionali, regionali, europee e private)
all'interno di una strategia condivisa.
- Rafforzerebbe la credibilità
istituzionale della candidatura, mostrando che il progetto è sostenuto da una
governance stabile e da un impegno congiunto dei soggetti coinvolti.
Questa
soluzione richiederà naturalmente il confronto e l'adesione delle amministrazioni
competenti, ma rappresenta una delle opzioni più solide per dare continuità e
forza al Masterplan.
Perfetto. A
questo punto il Masterplan entra nella sua parte più innovativa.
Nei grandi
progetti europei non basta descrivere cosa si vuole realizzare.
Bisogna
descrivere come cambierà il territorio tra vent'anni.
È ciò che la
Commissione Europea chiama Theory of Territorial Change.
È questa la
parte che trasforma un progetto in una vera strategia pubblica.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME II
CAPITOLO 18
LA VISIONE 2050
San Cesario capitale mediterranea della rigenerazione
culturale
18.1 La visione
Nel 2050 San
Cesario di Lecce non sarà conosciuto esclusivamente come un comune dell'area
leccese.
Sarà
riconosciuto come uno dei principali laboratori europei dedicati alla
rigenerazione del patrimonio culturale.
La
Distilleria De Giorgi costituirà il cuore di un ecosistema nel quale ricerca,
arti, patrimonio industriale, paesaggio, innovazione e partecipazione civica
opereranno come un unico sistema.
Il
patrimonio non sarà più osservato come testimonianza del passato.
Diventerà
materia prima del futuro.
18.2 Una città laboratorio
L'intero
centro urbano diventerà un laboratorio permanente.
Ogni spazio
pubblico potrà trasformarsi in:
luogo di
ricerca;
luogo
teatrale;
luogo
educativo;
luogo
espositivo;
luogo di
incontro.
La cultura
uscirà dagli edifici.
Abiterà la
città.
18.3 Il principio della città
educante
Il
Masterplan propone di assumere San Cesario come Città Educante.
Ogni luogo
del Distretto avrà anche una funzione formativa.
Il
patrimonio culturale diventerà parte integrante dell'apprendimento permanente.
Scuole,
università, associazioni e cittadini utilizzeranno quotidianamente il Distretto
come spazio educativo.
18.4 Il principio della città
creativa
Il
patrimonio culturale produrrà creatività.
Ogni anno
saranno ospitati:
artisti;
ricercatori;
designer;
musicisti;
registi;
scrittori;
architetti;
urbanisti.
Il Distretto
diventerà un luogo di produzione culturale.
Non soltanto
di conservazione.
18.5 Il principio della città
della ricerca
La ricerca
non sarà confinata nelle università.
Sarà
distribuita nel territorio.
La
Distilleria ospiterà laboratori aperti.
Le scuole
parteciperanno ai programmi scientifici.
I cittadini
contribuiranno alla raccolta della memoria.
Le imprese
collaboreranno con i ricercatori.
18.6 Il principio della città
della memoria
Il
patrimonio industriale non rappresenta soltanto edifici.
Esso
conserva la memoria delle persone.
Il Distretto
raccoglierà sistematicamente:
interviste;
fotografie;
filmati;
documenti;
registrazioni;
racconti.
Ogni
cittadino potrà contribuire alla costruzione dell'Archivio della Memoria.
18.7 Il principio della città
del paesaggio
Il
patrimonio non terminerà ai confini della Distilleria.
L'intero
paesaggio agricolo entrerà nel progetto.
Il
Masterplan comprenderà:
vigneti;
oliveti;
masserie;
frantoi;
cantine;
muri a
secco;
percorsi
rurali.
Il
territorio diventerà un museo a cielo aperto.
18.8 Il principio della città
digitale
Ogni
elemento del Distretto sarà rappresentato all'interno di un ecosistema
digitale.
Il sistema
comprenderà:
Digital
Twin;
GIS;
BIM;
Open Data;
archivio
digitale;
piattaforma
educativa;
intelligenza
artificiale.
Il
patrimonio sarà accessibile sia fisicamente sia digitalmente.
18.9 Il principio della città
mediterranea
La
Distilleria diventerà il nodo italiano di una rete mediterranea dedicata alla
rigenerazione culturale.
Ogni anno
saranno organizzati programmi comuni con istituzioni culturali dei Paesi
partner.
Le attività
comprenderanno:
ricerca;
formazione;
produzioni
teatrali;
mostre;
residenze;
progetti
europei.
18.10 Il principio della città
sostenibile
Il Distretto
adotterà criteri avanzati di sostenibilità.
Energia
rinnovabile.
Riduzione
dei consumi.
Recupero
delle acque.
Materiali
riciclabili.
Mobilità
sostenibile.
Economia
circolare.
La
sostenibilità riguarderà tanto il patrimonio costruito quanto la gestione
quotidiana.
18.11 Gli obiettivi al 2050
Entro il
2050 il Masterplan mira a conseguire:
|
Obiettivo |
Valore atteso |
|
Visitatori
annui |
200.000 |
|
Studenti
coinvolti |
50.000 |
|
Ricercatori
ospitati |
500 |
|
Eventi
culturali |
300/anno |
|
Progetti
europei |
20 |
|
Partner
internazionali |
80 |
|
Occupazione
diretta |
120 addetti |
|
Occupazione
indiretta |
oltre 500 addetti |
Questi
valori dovranno essere periodicamente verificati e aggiornati sulla base
dell'evoluzione del progetto e del contesto socio-economico.
18.12 La teoria del
cambiamento territoriale
Il
Masterplan assume il seguente percorso evolutivo.
Patrimonio recuperato
↓
Centro culturale
↓
Distretto culturale
↓
Sistema della conoscenza
↓
Innovazione
↓
Nuove imprese
↓
Occupazione qualificata
↓
Attrattività internazionale
↓
Rigenerazione territoriale permanente
18.13 Il lascito del
Masterplan
L'obiettivo
finale non consiste nella realizzazione di un museo.
Il risultato
atteso è la costruzione di un nuovo modello italiano di gestione del patrimonio
culturale.
Un modello
nel quale:
la cultura
produce ricerca;
la ricerca
produce innovazione;
l'innovazione
produce economia;
l'economia
sostiene la cultura.
Il ciclo
diventa permanente.
18.14 Conclusione
Il
Masterplan propone una visione di lungo periodo nella quale la Distilleria De
Giorgi diventa il punto di partenza di una trasformazione più ampia del
territorio.
La
rigenerazione del patrimonio industriale viene interpretata come occasione per
costruire una nuova infrastruttura pubblica della conoscenza, capace di
integrare memoria, ricerca, formazione, partecipazione e sviluppo.
Una proposta conclusiva sul metodo di lavoro
Dopo i
capitoli sviluppati finora, è evidente che il progetto ha ormai assunto la
dimensione di un Masterplan istituzionale. A questo punto, anziché
continuare ad aggiungere capitoli in sequenza, il lavoro dovrebbe essere
trasformato in un documento editoriale strutturato, con:
- impaginazione professionale;
- indice automatico;
- apparato iconografico;
- cartografia;
- schemi e infografiche;
- bibliografia e sitografia;
- allegati tecnici;
- elaborati grafici.
Questa
trasformazione consentirebbe di ottenere un dossier organico e pronto per
essere sottoposto a valutazione istituzionale, mantenendo separati il corpo
strategico del Masterplan e gli allegati tecnico-amministrativi previsti dalla
normativa.
Perfetto.
Adesso entriamo nella parte che, nei grandi Masterplan del Ministero della
Cultura, viene chiamata "Progetto Territoriale".
È la sezione
che trasforma definitivamente la Distilleria De Giorgi da edificio restaurato a
motore dello sviluppo del Salento.
Da questo
momento il Masterplan assume una scala regionale.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME II
CAPITOLO 19
IL PROGETTO TERRITORIALE
La Distilleria come motore dello sviluppo culturale
del Salento
19.1 La nuova centralità del
patrimonio
Per oltre un
secolo la Distilleria De Giorgi è stata uno dei principali luoghi della
produzione agroindustriale del Salento.
Le sue
ciminiere rappresentavano il simbolo di una economia capace di trasformare le
produzioni agricole locali in prodotti destinati ai mercati nazionali e
internazionali.
Con la
cessazione dell'attività produttiva si è interrotto un ciclo economico.
Il presente
Masterplan propone di avviarne uno nuovo.
La
Distilleria non produrrà più alcool.
Produrrà
conoscenza.
Produrrà
ricerca.
Produrrà
cultura.
Produrrà
innovazione.
Produrrà
sviluppo.
L'edificio
conserverà la propria identità produttiva, ma cambierà il prodotto.
La nuova
materia prima sarà il patrimonio culturale.
19.2 Il patrimonio come
infrastruttura economica
Il
Masterplan supera definitivamente la tradizionale distinzione tra cultura ed
economia.
Il
patrimonio culturale viene considerato una infrastruttura produttiva.
Come una
università produce ricerca.
Come un
porto produce commercio.
Come un
ospedale produce salute.
La
Distilleria produrrà:
- conoscenza;
- competenze;
- innovazione;
- creatività;
- attrattività;
- occupazione qualificata.
Il valore
economico non deriverà dalla commercializzazione del patrimonio.
Deriverà
dalla sua capacità di attivare nuove relazioni economiche.
19.3 Il Distretto del
Patrimonio Produttivo Salentino
Il
Masterplan propone la costituzione del
Distretto del Patrimonio Produttivo Salentino.
La
Distilleria coordinerà una rete comprendente:
- frantoi storici;
- cantine storiche;
- distillerie;
- tabacchifici;
- opifici;
- manifatture;
- masserie;
- mulini;
- cave.
Ogni luogo
manterrà la propria autonomia.
Il Distretto
offrirà:
programmazione
comune;
promozione
condivisa;
bigliettazione
integrata;
ricerca;
formazione;
marketing
territoriale.
19.4 Il Museo Diffuso del
Lavoro
Il Masterplan
propone la realizzazione del
Museo Diffuso del Lavoro del Salento.
La
Distilleria costituirà il centro interpretativo.
I diversi
siti produttivi diventeranno sezioni territoriali.
Il
visitatore sarà invitato a percorrere il territorio.
Non soltanto
l'edificio.
19.5 Le grandi reti
territoriali
Il progetto
prevede il collegamento con i principali poli culturali della provincia.
Sistema di Lecce
Musei.
Biblioteche.
Università.
Teatri.
Sistema della Grecìa Salentina
Patrimonio
linguistico.
Tradizioni.
Paesaggio.
Sistema delle Serre Salentine
Masserie.
Frantoi.
Paesaggi
rurali.
Sistema della costa adriatica
Porti.
Torri
costiere.
Patrimonio
marittimo.
Sistema ionico
Cantine.
Musei.
Aree
archeologiche.
19.6 Il Corridoio Culturale
Mediterraneo
Il
Masterplan individua nella Distilleria il nodo italiano di un Corridoio
Culturale Mediterraneo.
Il Corridoio
metterà in relazione istituzioni dedicate a:
patrimonio
industriale;
teatro;
paesaggio;
agricoltura
storica;
archivi;
innovazione.
La rete sarà
sviluppata mediante programmi di cooperazione e scambi scientifici.
19.7 Il sistema della mobilità
culturale
Per
rafforzare l'accessibilità del Distretto sarà predisposto un Piano della
Mobilità Culturale.
Il Piano
comprenderà:
- percorsi pedonali;
- itinerari ciclabili;
- collegamenti con il trasporto
pubblico;
- sistemi di segnaletica
coordinata;
- parcheggi di attestamento;
- servizi di mobilità
sostenibile.
L'obiettivo
è favorire la fruizione del patrimonio riducendo l'impatto ambientale.
19.8 Il sistema dell'ospitalità
Il
Masterplan promuove una rete di accoglienza composta da:
- strutture ricettive;
- alberghi diffusi;
- B&B;
- agriturismi;
- residenze per ricercatori;
- foresterie.
L'offerta
ricettiva sarà integrata con il calendario culturale del Distretto.
19.9 Il sistema
dell'innovazione
La
Distilleria fungerà da piattaforma per:
- progetti di ricerca applicata;
- incubazione di imprese
culturali;
- trasferimento tecnologico;
- sperimentazione digitale;
- formazione professionale.
Le attività
saranno orientate a creare nuove opportunità occupazionali per giovani
professionisti.
19.10 Il sistema delle
comunità
Il
patrimonio culturale sarà interpretato come bene comune.
La comunità
locale parteciperà attraverso:
- laboratori di coprogettazione;
- raccolta della memoria orale;
- volontariato culturale;
- programmi educativi;
- iniziative di cittadinanza
attiva.
La
partecipazione non sarà episodica, ma parte integrante della governance del
Distretto.
19.11 Le priorità strategiche
Il Programma
Territoriale individua cinque priorità.
Priorità 1
Consolidare
la Distilleria De Giorgi come centro di coordinamento del Distretto.
Priorità 2
Integrare il
patrimonio culturale con il paesaggio e le produzioni locali.
Priorità 3
Sviluppare
reti scientifiche e formative stabili.
Priorità 4
Rafforzare
la capacità di attrarre programmi nazionali ed europei.
Priorità 5
Generare
sviluppo economico sostenibile attraverso la cultura.
19.12 Conclusione
Il Progetto
Territoriale ridefinisce il ruolo della Distilleria De Giorgi.
Essa non è
più il punto di arrivo del processo di rigenerazione.
È il punto
di partenza.
Il
patrimonio industriale diventa il motore di una strategia territoriale che
integra cultura, ricerca, paesaggio, innovazione, turismo e sviluppo locale.
Nota strategica
A questo
punto il Masterplan ha ormai raggiunto una struttura assimilabile a quella di
un grande programma di rigenerazione. Il passo successivo, invece di proseguire
con ulteriori capitoli testuali, dovrebbe essere la trasformazione del
materiale in un documento professionale con:
- redazione coordinata e senza
ripetizioni;
- apparato cartografico e
iconografico;
- tavole progettuali;
- cronoprogrammi;
- quadro economico definitivo;
- allegati tecnici.
Questo
passaggio è essenziale: un Masterplan destinato a una candidatura istituzionale
non viene valutato solo per la qualità delle idee, ma anche per la coerenza
editoriale, la solidità tecnica e la chiarezza della documentazione.
Perfetto. A
questo punto il Masterplan ha superato la dimensione di un progetto di recupero
ed è diventato un vero Piano Strategico Territoriale.
Nei grandi dossier
del Ministero della Cultura, dopo la definizione della visione, del modello
gestionale e del progetto territoriale, compare un documento che viene spesso
trascurato ma che risulta determinante nella valutazione: il Piano di
Attuazione.
È il
documento che dimostra che il progetto non è un libro dei sogni, ma un
programma concretamente realizzabile.
MASTERPLAN DEL DISTRETTO
CULTURALE DI SAN CESARIO DI LECCE
VOLUME VIII
CAPITOLO 20
PIANO DI ATTUAZIONE
Programma operativo 2028–2040
20.1 Premessa
L'attuazione
del Masterplan richiede una programmazione graduale, capace di coordinare
interventi edilizi, attività culturali, organizzazione gestionale, investimenti
economici e costruzione delle reti istituzionali.
Il Piano di
Attuazione individua una sequenza logica delle azioni, stabilendo priorità,
responsabilità e risultati attesi.
L'obiettivo
è garantire che ogni fase produca benefici immediatamente percepibili, evitando
lunghi periodi nei quali il patrimonio rimanga inutilizzato.
20.2 Fase 0 – Costruzione
istituzionale
Durata: 12 mesi
Obiettivi
Costruire
l'assetto amministrativo e istituzionale del progetto.
Azioni
- costituzione del Comitato
Promotore;
- sottoscrizione del Protocollo
d'Intesa tra gli enti;
- redazione del Documento di
Indirizzo alla Progettazione (DIP);
- predisposizione del PFTE;
- candidatura ai programmi di
finanziamento;
- avvio delle attività di
comunicazione.
Risultati
- governance definita;
- partenariato formalizzato;
- documentazione progettuale
completata;
- finanziamento richiesto.
20.3 Fase 1 – Recupero del
patrimonio
Durata: 24 mesi
Obiettivi
Restituire
piena funzionalità al complesso della Distilleria.
Interventi
- consolidamento strutturale;
- restauro architettonico;
- recupero degli impianti
storici;
- sistemazione delle aree
esterne;
- efficientamento energetico;
- adeguamento antincendio;
- eliminazione delle barriere
architettoniche.
Risultati
- apertura del complesso
restaurato;
- certificazione degli impianti;
- accessibilità universale.
20.4 Fase 2 – Allestimenti e
attivazione
Durata: 18 mesi
Interventi
- allestimento museale;
- installazione della Distilleria
Didattica;
- realizzazione dell'Archivio
della Memoria;
- allestimento della Biblioteca;
- predisposizione del Centro
Studi;
- allestimento degli spazi
teatrali;
- installazione delle tecnologie
digitali.
Risultati
Attivazione
dei primi servizi permanenti.
20.5 Fase 3 – Avvio della
gestione
Durata: 12 mesi
Attività
- selezione del personale;
- apertura del Museo;
- inaugurazione del Centro Studi;
- avvio dei laboratori;
- programmazione teatrale;
- attivazione dei servizi
educativi;
- lancio della piattaforma
digitale.
Risultati
Entrata a
regime della gestione ordinaria.
20.6 Fase 4 – Consolidamento
Durata: 36 mesi
Attività
- sviluppo delle reti
internazionali;
- incremento della ricerca;
- attivazione dei Master;
- avvio delle Summer School;
- programmi europei;
- crescita delle imprese
culturali.
Risultati
Consolidamento
del Distretto.
20.7 Fase 5 – Maturità
Durata: dal 2036
Il Distretto
opera a pieno regime.
Le attività
vengono aggiornate annualmente.
L'obiettivo
non è più costruire.
L'obiettivo
diventa innovare continuamente.
20.8 Cronoprogramma generale
|
Fase |
Durata |
Obiettivo principale |
|
0 |
2028 |
Costruzione
della governance e progettazione |
|
1 |
2029–2030 |
Recupero
architettonico |
|
2 |
2030–2031 |
Allestimenti
e tecnologie |
|
3 |
2031–2032 |
Apertura e
avvio della gestione |
|
4 |
2032–2035 |
Consolidamento
del Distretto |
|
5 |
2036–2040 |
Sviluppo e
internazionalizzazione |
20.9 Piano delle
responsabilità
|
Attività |
Responsabile |
|
Coordinamento
generale |
Fondazione |
|
Progettazione |
Raggruppamento
temporaneo di professionisti |
|
Lavori |
Stazione
appaltante |
|
Ricerca |
Direzione
Scientifica |
|
Museo |
Direzione
Museale |
|
Teatro |
Direzione
Artistica |
|
Formazione |
Direzione
Formazione |
|
Innovazione |
Direzione
Innovazione |
|
Comunicazione |
Direzione
Marketing |
20.10 Sistema di monitoraggio
Ogni
semestre sarà redatto un Rapporto di Attuazione, contenente:
- stato di avanzamento fisico;
- stato di avanzamento
finanziario;
- risultati raggiunti;
- criticità;
- misure correttive;
- aggiornamento del
cronoprogramma.
Il Rapporto
sarà presentato al Consiglio di Amministrazione e reso pubblico.
20.11 Piano della
comunicazione
L'attuazione
del Masterplan sarà accompagnata da una strategia di comunicazione articolata
su tre livelli.
Comunicazione istituzionale
Rivolta a
Ministeri, Regione, enti locali, università e partner.
Comunicazione pubblica
Rivolta ai
cittadini e ai visitatori.
Comunicazione scientifica
Rivolta a
ricercatori, professionisti e reti internazionali.
La
comunicazione accompagnerà tutte le fasi del progetto, rendendo trasparente
l'avanzamento e favorendo la partecipazione della comunità.
20.12 Piano di revisione
Ogni cinque
anni il Masterplan sarà sottoposto a revisione strategica.
La revisione
riguarderà:
- coerenza con le politiche
culturali nazionali ed europee;
- risultati conseguiti;
- sostenibilità economica;
- nuovi fabbisogni del
territorio;
- aggiornamento degli obiettivi.
Questo
garantirà che il documento rimanga uno strumento di governo dinamico e non un
piano statico.
20.13 Conclusione
Il Piano di
Attuazione traduce la visione strategica del Masterplan in un programma
operativo, scandito da fasi, responsabilità e strumenti di monitoraggio.
Esso
rappresenta il collegamento tra la progettazione e la realizzazione,
assicurando che la trasformazione della Distilleria De Giorgi e del Distretto
Culturale di San Cesario di Lecce possa procedere in modo ordinato, verificabile
e sostenibile.
La fase successiva: il dossier definitivo
A questo
punto il progetto non richiede più nuovi capitoli descrittivi. Per essere
realmente candidabile dovrà essere trasformato in un dossier istituzionale
completo, comprendente:
- Masterplan strategico (circa 250–300 pagine).
- PFTE conforme al D.Lgs. 36/2023.
- Quadro economico dettagliato con computo metrico
estimativo.
- Business Plan ventennale con analisi dei flussi di
cassa.
- Tavole progettuali (masterplan, planimetrie,
sezioni, render, diagrammi funzionali).
- Allegati specialistici (restauro, impianti,
sostenibilità, sicurezza, accessibilità, piano museologico, piano delle
collezioni).
- Dossier di candidatura destinato al Ministero della
Cultura, sintetico ma fondato sui contenuti del Masterplan.
Con questo
passaggio il lavoro assumerebbe la forma e il livello tecnico normalmente
richiesti per un grande intervento di rigenerazione culturale finanziato con
risorse pubbliche nazionali ed europee.

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