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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

San Cesario non è un luogo. È un archivio vivente.

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  Con Sandro De Simone il mio UNICO amico d'infanzia, gli altri erano solo compagni di gioco e intrattenimento San Cesario non è un luogo. È un archivio vivente. Ci sono paesi che si attraversano. E poi ci sono paesi che ti attraversano. San Cesario, per me, non è mai stato solo un punto sulla mappa, a pochi chilometri dalla barocca Lecce, in quella lingua di terra che si allunga verso il mare Adriatico. San Cesario è stato, ed è ancora, un campo di osservazione. Un laboratorio. Un archivio vivente. Ma non è iniziato tutto da una scelta consapevole. È iniziato da un contagio. Il Maestro Alberto Tangolo: imparare a guardare (e a raccontare) Se devo essere preciso, tutto comincia lì. Nelle classi dalla terza alla quinta elementare. Il Maestro Alberto Tangolo non insegnava “le materie”. Costruiva un mondo. Avevamo una redazione. La chiamavamo giornale parlato . Ognuno scriveva il suo articolo. Poi il Maestro prendeva un registratore Geloso — il gelosino — e ci faceva ...

Monumento ai Caduti – San Cesario di Lecce

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  Monumento ai Caduti – San Cesario di Lecce     Autore: Aldo Calò Titolo: Monumento ai Caduti Luogo: San Cesario di Lecce Data: seconda metà del XX secolo (donazione dell’artista al Comune) Materiali: metallo saldato / struttura plastica astratta Tipologia: monumento commemorativo pubblico Scheda storico-artistica Il Monumento ai Caduti di San Cesario di Lecce , realizzato e donato dallo scultore salentino Aldo Calò , si colloca nel quadro della rinnovata scultura monumentale italiana del secondo dopoguerra, caratterizzata dal progressivo superamento della tradizione figurativa celebrativa. Diversamente dai monumenti ai caduti della prima metà del Novecento – spesso costruiti secondo schemi iconografici retorici e narrativi – l’opera di Calò adotta un linguaggio plastico astratto e strutturale , coerente con la ricerca internazionale sulla scultura che, tra anni Cinquanta e Settanta, privilegia il rapporto tra forma, materia e spazio . La c...

La scuola elementare “G. B. Saponaro” di San Cesario di Lecce e la memoria di un direttore didattico

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  Articolo di Giovan Battista Saponaro 1916 La scuola elementare “ G. B. Saponaro” di San Cesario di Lecce e la memoria di un direttore didattico di Antonio Bruno La scuola elementare “ G. B. Saponaro” , situata a San Cesario di Lecce in via Michele Saponaro , è un edificio scolastico realizzato negli anni Sessanta , nel periodo di forte espansione urbanistica e demografica che interessò molti centri del Salento nel secondo dopoguerra. In quegli anni la costruzione di nuove scuole rappresentò una priorità per le amministrazioni locali e per lo Stato, impegnati ad ampliare e rendere più capillare l’istruzione elementare. L’edificio nacque quindi come nuova struttura destinata alla scuola primaria , concepita per accogliere le esigenze educative della popolazione in crescita. La realizzazione della scuola si inserisce nella logica urbanistica dell’epoca: le scuole erano collocate nei quartieri in espansione e diventavano uno dei principali punti di riferimento della vita civile e s...

La superfetazione della ex scuola elementare nel Palazzo Ducale Marulli di San Cesario di Lecce: origine, trasformazioni e rimozione di un’aggiunta edilizia tra Ottocento e Novecento

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  La superfetazione della ex scuola elementare nel Palazzo Ducale Marulli di San Cesario di Lecce: origine, trasformazioni e rimozione di un’aggiunta edilizia tra Ottocento e Novecento  di Antonio Bruno A destra della cartolina la  superfetazione 1. La fase originaria: la fortezza (XVI secolo) Prima del palazzo esisteva una fortificazione cinquecentesca collocata ai margini dell’abitato. Questa struttura difensiva fu poi demolita o inglobata quando venne costruito il palazzo nobiliare. 2. La costruzione del palazzo baronale (1626) Nel 1626 la famiglia Guarini ricostruì l’edificio , trasformando l’antica fortezza in una residenza signorile. Caratteristiche: palazzo barocco monumentale facciata ricca di statue mitologiche busti degli antenati dei Marulli grande portale con colonne binate. Nel 1703 il palazzo passa alla famiglia ducale Marulli , che ne consolida il ruolo di residenza feudale. 3. Il declino della funzion...