Post

Sulla derisione a Giovanna Botteri

Immagine
Sulla derisione a Giovanna Botteri di Antonio Bruno Ferro
Come facciamo a deridere una persona quando la deridiamo? La mia riflessione è partita da questa domanda. E la prima cosa che mi è venuta in mente è il modello di donna che ognuno di noi ha in testa. Già! Come deve essere secondo noi una donna? Per rispondere ho riflettuto sui personaggi femminili dei libri, poi su quelli dei film e ancora su quelli della pubblicità e poi su ciò che penso io. Il modello di donna nell’immaginario che si è costruito in continue sedimentazioni di imput culturali esterni, è quello della bellezza, dell’eleganza, della raffinatezza, della gentilezza e potrei continuare all’infinito. Quindi quando dall’esterno la mia retina intercetta la luce dell’immagine di una donna, ecco che io la confronto con il modello che ho al mio interno e comincio a fare delle distinzioni. Il modello di donna che ho in testa, va dal parrucchiere prima di recarsi ad un qualunque evento pubblico, dalla festa di famiglia si…

Solo con le conversazioni si generano accordi

Immagine
Non è tempo di incontri in carne ed ossa, il covid 19 non consente di fare una conversazione che oltre alle parole faccia percepire gli atteggiamenti, i movimenti dei muscoli del viso, della faccia e del corpo. In questo Giovanni Pascali il nostro concittadino che è attore, ha pienamente ragione, senza la presenza fisica degli interlocutori tutti i comportamenti ce li perdiamo. Ma una cosa è certa, nonostante non ci siano stati tra di noi incontri in carne ed ossa, questi incontri virtuali su Facebook stanno comunque facendo emergere una gran voglia di incontrarsi per conversare sulle cose di San Cesario di Lecce. Avete seguito nel nostro Comune di San Cesario, le richieste di essere convolti di alcuni prescelti rivolte ad altri prescelti. Avete letto gli interventi di tanti cittadini che quella collaborazione la vedono di buon occhio, e avrete anche notato che c’è una disponibilità e che si aprono sempre di più degli spiragli nei rapporti tra i prescelti, che lasciano ben sperare ch…

Pantaleone Laudisa vittima del fascismo per la sue fede religiosa

Immagine
Le ricerche di Antonio Bruno Ferro

Pantaleone Laudisa vittima del fascismo per la sue fede religiosa
Dispiace dover rivelare la sofferenza e le atroci nefandezze perpetuate al nostro concittadino Pantaleone Laudisa a causa del suo credo religioso. Lo stesso trattamento è stato riservato alla figlia di quello che è stato un architetto di fama internazionale e che invece è ricordato nel nostro paesello solo come uno scultore. Ma le mie ricerche hanno aperto a questo proposito un Mondo vero e proprio che presto avrò il piacere di parteciparvi.
Riporto di seguito ciò che il fascismo a difesa della Religione di Stato ha inflitto a due nostri concittadini. Lo Stato è, e deve restare, laico! Io credo fermamente in questo e ciò che è accaduto a Pantaleone Laudisa e che potrete leggere di seguito è la conferma.
"Anche l'attaccamento ad una fede diversa dalla religione di Stato era indice di ribellione alle direttive del regime e come tale punibile con il confino. I due fratelli Franc…

Il mestiere di cittadino

Immagine
Il mestiere del cittadino
La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Theodor Wiesengrund Adorno
Quando affermo che il più alto incarico che si può ricoprire all’interno della Comunità è quello di cittadino, non faccio altro che riferire della mia esperienza personale, che non mi sognerei mai di pretendere che diventi anche quella degli altri cittadini della Comunità, anche se io desidererei che ciò che faccio fosse coordinato anche con ciò che fanno gli altri. Voglio dire che quando votiamo, alle elezioni, scegliamo i cittadini a cui diamo la responsabilità della gestione e amministrazione della Comunità. Una volta finito lo scrutinio dei voti e dopo la successiva proclamazione degli eletti, secondo me non si esaurisce la mia responsabilità di cittadino. Io per tutto il tempo ho la responsabilità di collaborare per la buona riuscita della gestione e amministrazione della Comunità. Chiunque sia stato prescelto per l’affidamento d…

Il vero pericolo è il desiderio di molti cittadini di dare pieni poteri a una sola persona

Immagine
Kiama Kiama ha scritto a proposito del riferimento che ho fatto su Salvini nel mio post sul 25 aprile:
Credo sia vergognoso riflettere in questo giorno su un personaggio che non è degno come statura politica ai politici che appartengono alla nostra storia, né monarchica né repubblicana. Può essere un influencer, come si chiama oggi, che non avendo né competenze, né cultura, può solo imperversare sui social. Non è su squallidi personaggi dell'opportunismo politico che dovremmo riflettere . Ma su quanto, in passato, ci è costato canalizzare tutte le nostre ansie e miserie, applaudire e inneggiare nelle piazze, chi, con alleanze assurde e deliranti ha decretato lo sfacelo di un'Italia negando, in primis, ogni libertà di pensiero di parola e di opinione. Allora , come ora e come sempre, quando si delega ad altri la nostra capacità di pensare e la nostra libertà di scegliere, anche l'ultimo imbecille tra "gli Amici di Maria" può levarsi a leader della scena politica. …

25 Aprile 2020- Liberazione dal desiderio di dare al capo pieni poteri

Immagine
È vero nel ‘900 in Italia c’è stato il fascismo, una dittatura in cui una ristretta oligarchia, ha dominato quasi indisturbata sino a quando non ha perso la seconda guerra mondiale. Il regime violento e oppressivo aveva ridotto le libertà dei cittadini al punto da non consentire espressioni di pensiero diverse da quello fascista. Sino ai primi anni di questo nuovo millennio il mio barbiere era il compianto Lillino Fiore, aveva il Salone a San Cesario di Lecce in Piazza Garibaldi. Lillino mi raccontava che siccome suo padre era comunista, quando qualche personalità fascista doveva venire a Lecce, i carabinieri si recavano a casa sua e prelevavano suo padre trattenendolo in custodia cautelare presso la Caserma dei Carabinieri di San Cesario. Oggi festeggiamo ciò che pochissimi cittadini italiani hanno fatto nel Nord del paese e che tutti abbiamo studiato a scuola come “la resistenza”. A Lecce non c’è stata la resistenza perché il Re Vittorio Emanuele III, abbandonata Roma e il fascismo…

Uno spazio libero

Immagine
La questione della libertà è una scelta. Si tratta di decidere di non dare il potere ad altre persone che decidono ciò che devi o non devi fare. Basta la riflessione per avere comportamenti adeguati alle circostanze. Non è possibile costruire uno spazio libero per gli altri. Ognuno di noi ha il potere di gestire uno spazio nel quale esercitare la sua libertà. Lo so sembra banale, ma non lo è, perché deriva dalle mie osservazioni su comportamenti che registro e che sono assolutamente privi di qualunque potere su di me, perché io ho il potere, scusate il giro di parole, di non dargli il potere. Naturalmente ciò è applicabile nel dominio delle azioni messe in atto, per il piacere di farle, che danno benessere, per il solo piacere di farle. Nel dominio del lavoro tale comportamento non è applicabile perché, in quel caso, si tratta di avere dei comportamenti che devono soddisfare le esigenze del committente, il quale in cambio, riconosce un corrispettivo economico. Ma veniamo ad un esemp…

La fera te la stiddra, San Giseppu, quanti ricordi!

Immagine
La fera te la stiddra tradizione che mi accompagna dalla nascita. Tutti in fermento, la nonna, il nonno e le zie delle nonne. Tutti a gironzolare incuriositi tra tazze, bicchieri, cotume e segge! Le donne che si incontravano in questa festa di Primavera dopo la Pasqua e si raccontavano le cose di ogni giorno, della figlia fidanzata, il figlio al militare, la sorella che non viene mai a trovarci e altre cose simili. I maschi erano davanti alla cassa armonica, cu le nuceddre, per la Lirica. Mio nonno amava la lirica e l’amò anche mio padre. Io grazie al grande Gino Liaci che fu sindaco del Paese più bello del Mondo a soli 15 anni, andai a vedere le opere liriche. Già! Era perché regalava degli ingressi al loggione del Politeama Greco al papà di un mio amico e grazie a ciò potei amare quelle arie melodrammatiche cogliendone sentimenti profondi e passioni piene di tormenti. L’800 è stato un tempo di trepidazioni e di passaggio e tutto questo è in quella musica che le bande accennavano ri…

La festa di San Giuseppe negli anni 60 e 70

Immagine
la foto è stata postata da Angelo De Pascali ed è quella di San Giuseppe te la stiddra...era il 1968 o 1969



Fare due passi era il mio sport preferito il giorno della Fiera di San Cesario di Lecce, che in concomitanza con la festività religiosa di San Giuseppe te la stiddrha, diventa “lu panieri”.La passeggiata tra i venditori è un rito importantissimo perché, la domenica subito dopo Pasqua, nel 1963 e anni seguenti, eravamo tutti con il vestito nuovo a passeggiare tra “cotume”, “seggie”, “mobili” e “campanieddrhi” mentre i baresi, che giungevano a frotte, sbattevano forte, fortissimo piatti e ciotole su una cassa di lamiera, e imbandivano tavole con centinaia di portate di piatti, coppe e zuppiere magicamente disposte formando montagfne altissime che, a guardarle, ti veniva la paura che si sarebbero rotti tutti quanti da un momento all’altro. Ma i piatti non si rompevano! E noi bambini non ci annoiavamo mentre seguivamo le evoluzioni delle parole lanciate dai baresi, che parevano far…