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Non si abbandona la cultura della competizione a comando, ma solo per libera scelta

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Giuseppe Romano ha scritto:
Purtroppo da molto tempo, e non solo a causa del covid19, vengono avvertimenti e critiche a questa società. Dagli scienziati, dai filosofi, dalle sensibilità ambientaliste, dalla sinistra, dalle religioni; tutte queste sensibilità però non riescono a formulare una proposta complessiva, globale che ci traghetti verso una società migliore. Anzi, l'affievolirsi delle ideologie nelle quali le grandi masse si riconoscevano (a torto o a ragione) ha portato ad accorciare il nostro sguardo. Si pensa ai problemi dell'oggi, all'immediato; stiamo perdendo la capacità di programmare e di immaginare. Affidare più poteri ai politici? Ma abbiamo idea del valore dei politici al potere in questo momento? Credo che i partiti debbano riprendere la loro funzione di selezione della classe politica, e il finanziamento pubblico, chiaro e trasparente, non deve più essere un tabù.
Antonio Bruno ha scritto:
Caro Giuseppe Romano la mia opinione è che ci debba essere una …

Dopo il Covid 19 non basta abbassare il volume

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Ieri ho scritto a Leonardo Palmisano che sul Corriere del Mezzogiorno dava per scontato che la Puglia liquida (quella del prima del Covid 19) avesse le ore contate. Ho chiesto al sociologo su cosa basasse questa sua certezza, quali fossero gli atti che lo hanno spinto a scrivere che in Puglia ci sarà un radicale cambiamento dei comportamenti sociali. Gli ho scritto ieri spero che mi risponda. Ecco perché, è mia opinione, che Claudio Scamardella, Direttore responsabile del Quotidiano di Puglia nel suo articolo in prima pagina del 5 aprile 2020, abbia ragione a scrivere che è molto probabile che nulla cambi e che tutte queste buone intenzioni, siano il noto lastricato delle vie dell’inferno. Se è vero che tutti auspicano una società che finalmente abbandoni la cultura della competizione e la sua conseguenza rappresentata dal neoliberismo economico, è altrettanto vero che nessuno indica il processo attraverso il quale si possa giungere a qualcosa che renda la nostra vita UMANA. Già! N…

La competizione non è stata abbandonata nemmeno dopo la seconda guerra mondiale. Potrà il Covid 19 convincere tutti?

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Salvatore Rolli ha scritto:
Prima di farla ripartire la nostra economia, forse la dobbiamo RICOSTRUIRE dato che la pandemia ha messo in ginocchio un’economia manifatturiera terziarizzata interconnessa, globalizzata basata sul principio della competizione e del massimo profitto. Tra le tante incertezze una cosa è certa che niente sarà come prima e che quindi la RICOSTRUZIONE deve avere come presupposto il CAMBIAMENTO. Da dove, come e in quanto tempo si può ripartire, visto che non abbiamo esperienze passate a cui rifarci: forse sono queste le domande giuste che meritano risposta. NOI CI PROVIAMO A IMPARARE A COSTRUIRE NUOVI SCENARI i, pur tra mille difficoltà, con una STRATEGIA MULTIMODALE capace di mettere in rete TUTTE le diverse competenze e professionalità. , SENZA COMPETERE ma COOPERANDO per il BENE COMUNE.
Antonio Bruno ha scritto:
Caro Salvatore Rolli , condivido il tuo intervento nei termini in cui l’hai posto e per i risultati che auspichi si realizzino. Ma a te, così come ho…

Gentile Prof. Palmisano, mi farebbe piacere sapere da dove lei trae tale certezza

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Gentile Prof. Palmisano, non avevo idea di chi lei fosse prima della lettura del suo intervento sul Corriere del Mezzogiorno di oggi 4 aprile 2020. Quindi mi hanno colpito le sue parole che, almeno sino a quando non ho preso informazioni, erano quelle di uno sconosciuto. Ho provato stupore e meraviglia perché lei nel suo scritto dà per certo che il Covid 19, l’esperienza che stiamo facendo della pandemia, ci abbia fatto decidere di abbandonare la cultura della competizione rappresentata anche dal neoliberismo economico. Non so che cosa le dia questa certezza, ma non posso che essere d’accordo con lei sull’auspicio dell’abbandono di tale cultura perché è mia opinione che NON SIA UMANA. Ed è questa la ragione per cui le scrivo. Mi farebbe piacere sapere da dove lei trae tale certezza. Con la più viva cordialità Antonio Bruno Ferro
Segue la parte del suo scritto sul Corriere del Mezzogiorno di oggi 4 aprile 2020 che mi trova in completo accordo con lei:

La realtà va duramente, ma finalmen…

È possibile collaborare? È solo una questione di desiderio

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A San Cesario di Lecce da qualche giorno registro un dibattito in corso tra i prescelti circa la mancanza di collaborazione nel Comune di San Cesario di Lecce. Io non entro nel merito di questo reciproco scaricare all'altro la responsabilità della mancata collaborazione. Però conosco, per averla praticata anch'io, la cultura della competizione che informa oggi i prescelti a cui, con le elezioni, abbiamo affidato la responsabilità del Comune di San Cesario di Lecce. Preciso e sottolineo che abbiamo affidato la responsabilità del Comune a TUTTI I PRESCELTI, NESSUNO ESCLUSO. La cultura della competizione è legittima e degna di rispetto, allo stesso tempo, leggendo le argomentazioni della conversazione in corso oggi sui Social Network è sotto gli occhi di tutti che tale cultura NON È UMANA. Spero che una riflessione porti tutti ad abbandonare le autodefinizioni di MINORANZA E MAGGIORANZA O, PEGGIO, governo e opposizione. Tutti i prescelti hanno la possibilità di abbandonare la c…

Un sorriso ma anche un'osservazione.

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La situazione descritta nel trafiletto della "Gazzetta del Mezzogiorno" induce al sorriso, ma anche a riflettere. Infatti, è del tutto evidente che l'anziano signore ha un rapporto con sua moglie, basato sul controllo reciproco e, quindi, sul controllo di sé stessi. Tale controllo, è derivato dalla mancanza di fiducia reciproca che impedisce ad entrambi, di gustare la tenerezza che, invece, emergerebbe spontaneamente e in maniera naturale se tra loro ci fosse la fiducia, che sempre ha come conseguenze il rispetto reciproco e il riconoscimento reciproco della legittimità.#magicoalchimista

Sara e altre storie

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Tutto quel che voglio, pensavo, è solamente amore, ed unita per noi che meritiamo un'altra vita, più giusta e libera, se vuoi. Antonello Venditti, Sotto il segno dei pesci
La musica nel 1978 circolava su vinile ed anche in musicassetta. Entrambi i supporti, dopo un po’, non riuscivano a dare più la fedeltà che abbiamo oggi con il digitale. Ma vuoi mettere con l’annuncio dell’uscita di un nuovo Lp? Circolava la voce di qualunque cosa, come quando accadeva che più persone che non si conoscevano tra loro, insistentemente ti raccontavano qualcosa, ma nessuna di loro sapeva dirti da dove fosse nata la notizia, chi l’avesse detto per primo e quindi alla fine non sapevi nemmeno se quanto ti avevano riferito fosse vero.
Io stazionavo negli studi di radio San Cesario in Via Vittorio Emanuele III a San Cesario di Lecce e i più informati annunciavano l’uscita del nuovo album di Antonello Venditti già da dicembre 1977. Il 9 marzo 1978 l’album era in vendita a La Greca a Lecce. Naturalmente le e…

1983 il Nastro d'Oro

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Perché il femminicidio e il maschicidio? (più frequente il femminicidio)

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I rapporti dominio sottomissione sono pericolosissimi. Se il sottomesso decide di non esserlo più, chi esercita il dominio utilizza la violenza al fine di ottenere nuovamente la sottomissione. L'azione violenta è graduale e nella logica della cultura patriarcale può giungere, come nel caso di Antonio De Pace, alle estreme conseguenze, sino a togliere la vita a Lorena Quaranta.


Un'altra storia di cultura PATRIARCALE FURCI SICULO (MESSINA) - Ha strangolato la compagna e poi ha chiamato i carabinieri per denunciare quanto accaduto. E' successo questa mattina a Furci Siculo, in un condominio nella zona nord del paese del messinese. La vittima è Lorena Quaranta, originaria di Agrigento, studentessa di Medicina all’Università di Messina. L'assassino è Antonio De Pace, di Vibo Valentia, pure lui studente di Medicina: ha tentato di suicidarsi, provando a tagliarsi le vene, ma prima ha chiamato il 112 per confessare il suo gesto. De Pace è stato subito soccorso, non è in peric…

Linea Verde a Natale di San Cesario di Lecce

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Voglia di tenerezza

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Una risposta a una persona che mi ha scritto che potrebbe essere utile a tutti.
In sintesi la persona che mi ha scritto mi chiede come mai, per un certo tempo agli inizi della storia d’amore, avesse provato per la persona con la quale oggi convive, un desiderio travolgente di stare sempre insieme, ed invece in questi tempi che sono successivi a quelli, senta che tutto si è raffreddato. Non riporto lo scritto perché sono certo che svelerebbe l’identità della persona. Questa la mia risposta: Carissim*, quello che ti è successo pare sia comune un po’ a tutti. In effetti gli incontri travolgenti tra innamorati diventano uno stare sempre insieme che è la conseguenza del cercarsi di continuo. Si cerca l’altra persona perché proviamo benessere e, conseguentemente, cerchiamo di mantenere quanto più è possibile tale stato d’animo. Inoltre in questo periodo “magico” la tenerezza è la condizione naturale. Rifletti con me su questo periodo iniziale della relazione e cerca di ricordare le sensazi…

I nostri mitici anni 70'. "Papirus" Dancing night .

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Siamo pronti a collaborare. E voi?

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A San Cesario di Lecce un collaboratore di alcuni dei prescelti a cui abbiamo dato, con le elezioni amministrative, la responsabilità del Comune di San Cesario di Lecce, mi ha scritto in privato. Io sono daccordo con lui circa il contenuto del messaggio.
Come potrai notare, ancora una volta i tuoi amici prescelti a governare da maggioranza il nostro comune si sono guardati bene dal coinvolgere i prescelti di minoranza , neppure in un momento simile. In altri comuni a noi vicini certe scelte le stanno facendo coinvolgendo tutti i consiglieri, nonché le Caritas e la protezione civile... Ma forse lì hanno superato la competizione trasformandola in collaborazione.
P.S. Non ho citato la fonte perchè non ho chiesto a questa persona se volesse che io la citassi.

Papi, dimmi qualcosa sulla spesanza

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[22:34, 29/3/2020] Sara Bruno: Papi [22:34, 29/3/2020] Sara Bruno: Dimmi qualcosa sulla speranza [22:34, 29/3/2020] Sara Bruno: Ti prego [22:39, 29/3/2020] Antonio: Accade che emerga la speranza in tutte le circostanze in cui c'è paura per noi stessi o per i nostri cari, come in questo periodo di pandemia, come in questo tempo in cui un virus può provocare una malattia che può portare alla morte e di cui non si conosce nessuna cura. Ecco questo è il tempo in cui c'è in noi un anelito che ci fa vedere in fondo al tunnel la luce. Quell’attesa trepidante è un sentimento che ci fa vivere nella fiducia che tutto si risolverà, nella fiducia che gli scienziati troveranno la cura, nella fiducia che scopriranno un vaccino. E poi ancora viviamo nella fiducia che stando a casa faremo finire il contagio. Accade che emerga la speranza anche in tutte le circostanze in cui non si intravede alcuna soluzione: la speranza che la persona che amiamo segretamente ricambi il nostro amore, quella …

Dopo la peste torneremo a essere umani

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Dopo la peste torneremo a essere umani Ci saranno nuove priorità. Diremo addio al superfluo e sì alla tenerezza Il futuro dopo l’epidemia immaginato dal grande scrittore israeliano di David Grossman È più grande di noi, l’epidemia, e in un certo senso non riusciamo a concepirla. È più forte di qualsiasi nemico in carne e ossa che abbiamo mai affrontato, di qualsiasi supereroe che abbiamo mai immaginato o visto nei film. Talvolta un pensiero agghiacciante si insinua in cuore: questa, forse, è una guerra che perderemo. Dalla quale usciremo sconfitti a livello mondiale. Come ai tempi dell’influenza “spagnola”. Subito però respingiamo una tale eventualità. Perché mai dovremmo uscirne sconfitti? Siamo nel XXI secolo! Siamo sofisticati, computerizzati, equipaggiati con uno stuolo di armi, vaccinati, protetti dagli antibiotici… Eppure qualcosa ci dice che stavolta le regole del gioco sono diverse al punto che, al momento, di regole non ce ne sono proprio. A ogni ora contiamo con orrore i ma…

Qualche osservazione sugli scritti di di Mario Buscicchio, Stefano Cristante e Antonio Errico (in ordine alfabetico).

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Al Dott. Claudio Sgamardella Direttore Responsabile del Nuovo Quotidiano di Puglia Brindisi, Lecce, Taranto LECCE via Dei Mocenigo,29- Tel.0832/338200 segreteria@quotidianodipuglia.it lecce@quotidianodipuglia.it
REDAZIONE INTERNET Redazione: redazioneweb@quotidianodipuglia.it La denuncia: ladenuncia@quotidianodipuglia.it Dì la tua: ditelo@quotidianodipuglia.it

Gentile Direttore, ho letto oggi domenica 22 marzo 2020 ne il quotidiano tre interventi molto interessanti. Sono quelli di  Mario Buscicchio, Stefano Cristante e Antonio Errico (in ordine alfabetico). Tutti e tre gli scritti tratteggiano un dopo Covid 19 che a loro dire dovrebbe risultare diverso da quello di prima della pandemia. Una frase che ho preso in prestito da Stefano Cristante adattandola, dovrebbe contenere le ragioni che i tre autori ritengono essere la causa di quello che prevedono essere il cambiamento. La frase è quella che segue:

“D’improvviso, dopo essere stati invogliati e pungolati in ogni modo a competere per …

Qualche osservazione sugli scritti di Mauro Bonazzi e Massimo Recalcati

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Al Prof. Mauro Bonazzi Mauro.Bonazzi@unimi.it Al Dott. Massimo Recalcati https://www.facebook.com/Massimo-Recalcati-127238307340639


Gentile Prof. Bonazzi, Grazie per l’opportunità della lettura del suo densissimo saggio che ha pubblicato Sette.Corriere del 20.03.2020 che riporto di seguito. Per certi versi mi ha ricordato l’articolo di Massimo Recalcati “La nuova fratellanza” pubblicato dal giornale “La Repubblica” sabato 14 marzo 2020. Desidererei riferirle le mie osservazioni sull’articolo di Recalcati (che legge per opportuna conoscenza) che così come mi accade sempre quando ascolto parlare o leggo parole su questi argomenti, devo ahimè osservare la proposta di parole senza l’indicazione dei necessari propositi. Tutto questo accade perché, invece di guardare in faccia la realtà della cultura in cui viviamo, ci si ferma all’anelito, al desiderio senza la decisione di decidere, una volta per tutte, cosa vogliamo conservare, perché è quello che decidiamo di conservare, che rende il de…