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20 luglio 1969

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E cinquant’anni fa poteva accadere di non venirlo a sapere che c’era stato lo sbarco sulla luna. E non lo scrivo per sentito dire, ma perché mi è accaduto. Cinquant’anni fa, quel luglio del 1969, ero a Pendinello, la mitica masseria sulla Nardò – Avetrana. Eravamo tutti senza la Tv, parenti e conoscenti.      Mio padre la lasciava a casa la Tv perché diceva che l’umidità di quella masseria poteva rovinarla e, per questo motivo, io da giugno a settembre, non ricevevo che echi lontani delle notizie che giungevano in spiaggia a Sant’Isidoro o dai racconti dei maschi delle famiglie, cioè mio padre e gli zii che ogni mattina partivano da Pendinello per recarsi sul posto di lavoro.       Oggi tutto questo sarebbe inimmaginabile. Mi sono perso lo storico scambio di battute tra Tito Stagno e Ruggero Orlando che non riuscivano a mettersi d’accordo se gli astronauti dell’Apollo 11 avessero messo il primo piede sulla superficie della luna oppure no, se fosse già accaduto oppure no.       …

I giovani baseranno sulla speranza che hanno respirato la loro identità adulta

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Magari sarà la vecchiaia che mi fa commuovere per tutto ed in continuazione. Ma la lettera di questo ragazzo mi ha fatto venire in mente mia madre, mio padre, il mio maestro Alberto Tangolo, il professore Vito Scardino, il prof. Mario De Nitto Personè, Ottorino Forcignanò, il prof. Pantaleo Mercurio, Natale Marinelli. Perché? Perché queste persone mi hanno regalato le loro speranze. Si! Loro erano le speranze che vivevano nella loro esistenza, ed io divenivo esse stesse che crescevano in me. Ricordando queste persone me ne sono venute in mente tante altre, ahimè queste ultime disperate. E il benessere che mi danno ogni istante, i miei insegnanti e mentori, è pari alla tristezza che mi dà il ricordo di questi disperati. Ma non li citerò, generavano Mondi senza speranza dei quali erano essi stessi prigionieri. Invece la lettera di questo ragazzo mi ha messo davanti agli occhi perché sono ciò che sono, cosa ha determinato il Mondo che emerge ogni istante da dentro di me. Buona lettura n…

Michele Saponaro (San Cesario di Lecce, 1885 – Milano, 28 ottobre 1959) è stato uno scrittore e biografo italiano.

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Piazza Garibaldi San Cesario di Lecce

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Via Dante San Cesario di Lecce

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Agli amici di San Cesario di Lecce: anche questa non l'avevo mai vista prima d'ora. Ricordo però che negli anni sessanta era abbastanza frequente vedere uomini e bambini in canottiera circolare d'estate nel paese.
Da notare la presenza degli oleandri in Via Dante. Sono stati messi a dimora lo stesso periodo di quelli che che ancora vegetano in Via Matteotti.
Io ricordo perfettamente la scritta NECCHI.
Inoltre è in primo piano la bottega di Alimentari Gentile.

Carola Rackete, "ci ha schiacciati sulla banchina, abbiamo rischiato di morire"

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I fatti sono quelli riportati dopo il mio scritto (*) Alla legge si contrappone l’opportunità.
La legge dice che gli immigrati non hanno diritto di sbarcare sul suolo italiano, io invece penso che sia opportuno che siano accolti perché sono esseri umani che chiedono aiuto ad altri esseri umani.
All'opportunità si contrappone l’etica.
Allo stesso modo la legge impone ai militari della guarda di finanza di fare ciò che è nei loro compiti, ed è opportuno che chi può ottenere la salvezza dei migranti, con un’azione di forza che mette in pericolo la vita di persone... desista. Per salvare vite si mettono in pericolo altre vite? No, io non sono d’accordo, ogni vita è preziosa. Io nella circostanza che ha visto Carola Rackete decidere se forzare il blocco o desistere, mi sarei fatto la domanda che mi faccio sempre prima di fare ciò che desidererei fare: Se farò ciò che desidero qualcuno avrà delle conseguenze che mettono a rischio la sua esistenza fisica o psicologica? Si chiama etica e se val…

La vocazione: una scelta di ognuno

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Ogni giorno molti giovani, bambini e adulti, fanno delle scelte poco o molto importanti, per esempio a quale scuola andare, andare al lavoro o andare al mare, quale università scegliere, cosa fare finiti gli Esami di Stato. Queste sono tutte scelte che la vita ci mette davanti, ma sono scelte materiali che sorgono nella realtà concreta.
Oggi io vi parlo di una scelta che viene fatta non nel concreto ma nell'interiore, capendo cosa sta nascendo nell'anima di ognuno. Questa è la vocazione una scelta di vita che può nascere da piccoli anche da ragazzini e concretizzarsi nell'età giovane adulta, ma anche nell'età adulta dopo tante esperienze all'esterno.
La vocazione non è soltanto quella a diventare preti. Il discernimento vocazionale è un cammino che inizia con un'età ma che non finisce mai, neanche quando diventiamo sacerdoti, religiosi o religiose, missionari o missionarie.
É un cammino graduale, che deve essere fatto seriamente, senza avere paura di fermarsi…

Gli esami di Stato del 1976

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...l’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L'importante è quello che provi mentre corri.
Ma certo che me lo ricordo l’anno della maturità, come potrei scordarmene? Io, Gianni Bruno e Ronzino Rollo a Lecce in via Costantino De Mitri a studiare, a sognare, a commentare, discutere, conversare. Come faccio a dimenticare? Quella 127 di Ronzino, una specie di Jeep con la quale scoprivamo i paesi vicini. E quelle idee sulle sedi dell’Università, a Perugia o Napoli diceva De Nitto. Ma io come faccio? C’era lo studio di Gianni, il letto accanto, la luce blu e la sua scrivania bianca. Leggiamo, studiamo, sogniamo. Soprattutto sogniamo in doppio petto blu, quello che ti faceva sentire già un professionista, quello che ti faceva passare dall’adolescenza alla giovinezza della responsabilità. Quei gradini della scuola, il Prof. Giacinto Donno che meno male che lo chiamarono al telefono che, se no, chissà come sarebbe andata a finire. E il professore d’Italiano che alla fine d…

La statua di San Luigi nella Chiesa matrice di San Cesario di Lecce

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Un ricordo quello di San Luigi che è legato indissolubilmente alla mia cara Nonna Memmi (detta la Memmi te Galatina) Domenica Gabellone sposata con Pietro Bruno. Ho passato tutta la mia infanzia “a rretu lu nfiernu” ossia Via Vittorio Emanuele II, “intra alla Curte dopu la farmacia te Don Gennaru”. Mia nonna nei pomeriggi mi portava spesso in Chiesa dove si recitava il Rosario, un centinaio di donne con il velo nero che facevano pulsare la “chiesa ranne” con le loro ave Maria. Finito il Rosario uscivamo dalla porta a sinistra della facciata della Chiesa, quella che da su “lu largu te lu Palazzu” e proprio li c’era la statua di San Luigi. “Fiju miu, l’inu ccattata nui tabbacchine te San Cisariu e l’imu recalata alla Chiesia. San Luigi ete lu protettore te le tabacchine”. Quando esco dalla nostra Chiesa matrice passo di li e guardo la targhetta posta sotto dove si può ancora leggere che è un dono delle tabacchine. Ricordo che solo agli inizi del '900 e sino alle prime decadi della …