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Patrizia Diamante: Carnevale e festa della mamma 1970

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Ciao Antonio, innanzi tutto ti faccio i complimenti per tutto ciò che scrivi sul gruppo di San Cesario. Proprio l altra sera parlando con mia sorella Paola abbiamo parlato di tutto ciò. Ci fai rivivere dei momenti bellissimi legati ai nostri ricordi. A proposito delle suore io ho alcune foto del 1970 riguardanti il carnevale e la festa della mamma. Te le invio così le pubblichi sul gruppo? Vediamo se qualcuna si riconosce. Fammi sapere. Grazie. Patrizia Diamante Carissima Patrizia, grazie per le tue parole che mi commuovono mandami le foto a questo indirizzo e mail antonio.bruno2010@libero.it così non perdono in fedeltà è un grande onore per me poterle pubblicare Salutami Paola siamo stati compagni di giochi quando io e la mia famiglia abitavamo in Via Unità d'Italia poi ce ne andammo alle case ina ed eramvamo lontani per incontrarci salutala Grazie..oggi è partita a Milano da sua figlia. Lei anche ha delle foto con tua sorella Daniela. si era...

Sguardi tra i balli lenti e gli shake degli anni 70

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Comincio dalle agitazioni, voglio dire dai balli che mi facevano agitare, dai balli shake. Mi piaceva da morire ballare gli shake perché non era necessario che qualcuno mi insegnasse a ballare perché lo shake non aveva passi prestabiliti. Dovevo solo muovere il corpo e soprattutto scuotevo la testa ed i capelli guidato dal ritmo della musica. Nel club ero l’unico che sapeva ballare questo ballo e con il giradischi Lesa acceso io ballai per far vedere agli altri. C’era anche il Tuca Tuca di Raffaella Carrà e anche quel ballo fu oggetto di una mia lezione. “Tanto mettiamo subito i lenti!” fu l’affermazione di uno di noi condivisa da tutti con un urlo da stadio. Il ballo lento era la vera finalità dell’organizzazione della festa nel club. Ma le feste nel club andarono per lo più deserte. Era un  problema per le ragazze di 15 anni venire in un luogo in cui nessun adulto esercitava il controllo. Avevamo provato a convincere don Giuseppe a farci ballare nel salone, ma non ci fu...

Cattedrale di Essen (Germania) Mons. Thomas Zander espone la nuova icona di San Cesario diacono e martire accanto alla sua reliquia. 23 novembre 2013

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Cesario, santo, martire di Terracina, le spoglie sono dal XIII secolo nell’urna di basalto dell’altare maggiore di S. Croce in Gerusalemme e nella Basilica di San Frediano di Lucca

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San Cesario di Terracina sulla rivista ufficiale del Giubileo, CREDERE,n.52, 25 dicembre 2016

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INGHILTERRA : San Cesario diacono e martire di Terracina ritorna nell'antichissima ABBAZIA DI GLASTONBURY.

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Cartoline dal passato

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Festeggiamenti di San Biagio a San Cesario di Lecce

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I jeans nel paese più bello del Mondo

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Nel 1968 arrivarono le scuole medie e con loro un nuovo modo di vestirsi. Come mi vestivo? Indossavo quello che indossavano tutti ovvero pantaloni e maglione oppure la giacca o se faceva freddo il cappotto. Poi arrivarono dei pantaloni di tela blu che si chiamavano blue jeans che si vendevano al mercato. E tutti i ragazze e le ragazze erano ossessionati da questi pantaloni che era avversati in ogni modo dai genitori. Proprio questa ostilità dei genitori rafforzò il fascino che questo modo di vestire esercitava su di me. Negli anni 70 arrivarono le griffe, i jeans firmati. Andavano fortissimo i blue jeans fiorucci con le impunture rosse. Erano unisex, potevano essere indossati indifferentemente dai ragazzi e dalle ragazze. Avevano il logo con gli angioletti. Poi dopo un po’ il logo fiorucci cambiò. Siccome i miei genitori non volevano farmi acquistare i blue jeans io misi da parte i soldi e andai in un negozietto in Via 140° Regimento Fanteria. Il negozio si chiamava Woodstoc...