Conversazione al bar con Humberto Maturana – Intimità strutturale: dove accade il presente

 


Conversazione al bar con Humberto Maturana – Intimità strutturale: dove accade il presente

Siamo seduti al tavolino del bar. Il sole sta scendendo lentamente verso il mare. Humberto osserva il movimento delle onde. Io sfoglio il libro e mi fermo su una frase.


Io: Humberto, che cosa significa davvero intimità strutturale?

Maturana: Significa comprendere dove accade il presente di un essere vivente.


Io: Non accade semplicemente nel tempo?

Maturana: No.

Il tempo è una spiegazione che costruiamo.

Il presente accade nella struttura che si realizza vivendo.


Io: Allora devo capire prima che cos'è una struttura.

Maturana: Esattamente.


Io: E che cos'è?

Maturana: È l'insieme concreto dei componenti e delle relazioni che, in questo preciso istante, costituiscono una determinata unità.


Io: Quindi la mia struttura sono io, così come sono adesso.

Maturana: Sì.

Non come concetto.

Come concreta realizzazione del tuo vivere.


Io: E l'organizzazione?

Maturana: È qualcosa di diverso.


Io: In che senso?

Maturana: L'organizzazione è la configurazione di relazioni che rimane conservata mentre la struttura cambia.


Io: Quindi la struttura cambia continuamente...

Maturana: ...ma l'organizzazione conserva l'identità della totalità.


Io: Puoi farmi un esempio?

Maturana: Pensa a una casa.

Puoi sostituire tegole, finestre, porte, impianti.

La struttura cambia.

Ma continua a essere quella casa finché conserva l'organizzazione che la definisce.


Io: E negli esseri viventi?

Maturana: Accade continuamente.

Ogni istante cambiano molecole, cellule, connessioni.

Eppure continui a essere Antonio.


Io: Perché si conserva l'organizzazione.

Maturana: Esattamente.


Io: Allora il presente non è un punto nel tempo.

Maturana: È la continua realizzazione della tua struttura mentre si conserva la tua organizzazione.


Io: Per questo parli di intimità strutturale.

Maturana: Perché il vivere accade lì.

Non in un mondo astratto.


Io: Ogni esperienza modifica la mia struttura?

Maturana: Sempre.


Io: Anche questa conversazione?

Maturana: Sì.

Ogni parola che accogli modifica qualcosa nella tua struttura.


Io: Ma non cambia necessariamente chi sono.

Maturana: Cambia il tuo modo di realizzarti.

Non necessariamente la tua identità come essere umano.


Io: Allora vivere significa trasformarsi continuamente conservando ciò che ci rende noi stessi.

Maturana: È una buona sintesi.


Io: E quando l'organizzazione non può più conservarsi?

Maturana: L'unità cessa di esistere come quella particolare totalità.


Io: È ciò che chiamiamo morte.

Maturana: Sì.

Non perché finisca la materia.

Ma perché non si conserva più l'organizzazione che costituiva quel vivente.


Resto qualche istante in silenzio.

Guardo le persone che passeggiano sul lungomare.

Ognuna cambia a ogni passo.

Eppure ciascuna continua a essere sé stessa.


Io: Allora il presente non è un istante che passa.

È il continuo realizzarsi della nostra struttura mentre conserviamo la nostra organizzazione.

Maturana sorride.


Maturana: Proprio così.

L'intimità strutturale è il luogo nel quale accade il vivere.

Ed è soltanto lì, nel continuo trasformarsi senza perdere la propria identità, che possiamo comprendere davvero che cosa significhi esistere.

 

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