Conversazione al bar con Humberto Maturana – Siamo animali che usano simboli per comunicare?

 


Conversazione al bar con Humberto Maturana – Siamo animali che usano simboli per comunicare?

Il bar è quasi vuoto. Sul tavolo c'è una vecchia fotografia ingiallita. La guardo. Per me racconta una storia. Per il cameriere è soltanto un pezzo di carta.


Io: Humberto, quella fotografia mi emoziona. Per un altro non significa nulla. Perché?

Maturana: Perché il significato non è nella fotografia.


Io: Dove si trova, allora?

Maturana: Nel vivere di chi la guarda.


Io: Quindi il simbolo non contiene un significato?

Maturana: No.


Io: E allora che cos'è un simbolo?

Maturana: È qualcosa che, nel nostro vivere, evoca un'altra configurazione del vivere.


Io: Cioè?

Maturana: Ti conduce a rivivere un'esperienza, un'emozione, una relazione.


Io: Per questo una fotografia può farmi tornare bambino?

Maturana: Esattamente.


Io: Quindi il simbolo cambia il nostro modo di osservare?

Maturana: Cambia il dominio nel quale stai vivendo in quel momento.


Io: È per questo che certi simboli ci fanno riflettere?

Maturana: Sì.


Io: Riflettere su che cosa?

Maturana: Su noi stessi.


Io: Per esempio?

Maturana: Possono portarti a domandarti:

"Desidero davvero fare ciò che dico di voler fare?"


Io: Allora siamo davvero animali simbolici.

Maturana: Sì. Vivendo nel linguaggiare possiamo mettere in relazione parole, gesti, immagini, ricordi ed esperienze che, apparentemente, non hanno alcun legame diretto.


Io: Però tutti dicono che il linguaggio serve per comunicare.

Maturana: È una convinzione molto diffusa.


Io: Non è così?

Maturana: Dipende da che cosa intendi per comunicare.


Io: Trasmettere informazioni.

Maturana: Ecco il punto.


Io: Che cosa c'è che non va?

Maturana: L'idea della comunicazione fa immaginare qualcosa che passa da una persona all'altra.


Io: Come un oggetto.

Maturana: Oppure come un'informazione che attraversa un canale.


Io: Ma non è questo che succede?

Maturana: No.


Io: Allora che cosa accade quando conversiamo?

Maturana: Coordiniamo il nostro vivere.


Io: Quindi il linguaggio non trasporta significati?

Maturana: No.

Genera coordinazioni consensuali di sentire, emozioni e fare.


Io: È questo il conversare?

Maturana: Sì.

Il conversare è il fluire stesso del convivere.


Io: Quindi le parole, da sole, non bastano.

Maturana: Le parole non vivono da sole.

Vivono nelle relazioni.


Io: E il significato?

Maturana: Nasce nella storia condivisa di chi conversa.


Io: Mi viene da pensare ai messaggi sul telefono.

Maturana: Sono utili.

Ma possono facilmente sostituire il conversare con il semplice invio di informazioni.


Io: È per questo che oggi siamo sempre connessi e spesso ci sentiamo soli?

Maturana: Può accadere quando confondiamo l'informazione con la relazione.


Io: E i simboli, allora, a che cosa servono?

Maturana: Possono riaprire uno spazio relazionale.


Io: Anche quando due persone sono lontane?

Maturana: Proprio allora.

Una fotografia.

Una canzone.

Una fede nuziale.

Una lettera.

Un profumo.

Possono evocare un intero mondo condiviso.


Io: Ma quel mondo non è dentro il simbolo.

Maturana: No.

È nel vivere di chi lo accoglie.


Rimango qualche istante in silenzio osservando ancora quella vecchia fotografia.

Poi guardo Humberto.


Io: Allora non siamo esseri che comunicano informazioni.

Maturana sorride.


Maturana: Siamo esseri che vivono nel conversare.

Le informazioni possono passare.

I simboli possono evocare.

Ma soltanto il conversare crea il mondo che abitiamo insieme.


Io: Quindi, se voglio ritrovare una persona...

Maturana: Non limitarti a mandarle un messaggio.

Invitala a conversare.

Perché è nel conversare che gli esseri umani ritrovano sé stessi e gli altri.

 

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