Conversazione al bar con Humberto Maturana – Che cosa guida il nostro vivere? Ciò che facciamo o ciò che sentiamo?

 


Conversazione al bar con Humberto Maturana – Che cosa guida il nostro vivere? Ciò che facciamo o ciò che sentiamo?

Il bar è animato. Le persone parlano, ridono, discutono. Alcune sembrano serene, altre tese. Osservo la scena e mi volto verso Humberto.


Io: Humberto, che cosa guida davvero il nostro vivere? Quello che facciamo o quello che sentiamo?

Maturana: Prima chiediamoci: dove nasce il vivere umano?


Io: Nell'organismo?

Maturana: L'organismo rende possibile il vivere, ma il vivere umano accade come persona nel conversare.


Io: Quindi è il cervello che decide?

Maturana: No.


Io: Nemmeno il sistema nervoso?

Maturana: Il sistema nervoso non decide nulla. Rende possibili molte azioni, ma non determina il vivere della persona.


Io: E gli ormoni?

Maturana: Anche loro appartengono alla fisiologia dell'organismo. Definiscono possibilità, non decisioni.


Io: Allora che cosa orienta il nostro vivere?

Maturana: I nostri sentire intimi.


Io: I desideri?

Maturana: I desideri, le paure, la curiosità, i gusti, i rifiuti, le aspirazioni.


Io: Sono loro che guidano ciò che facciamo?

Maturana: Guidano il dominio relazionale nel quale ciò che facciamo acquista significato.


Io: E il conversare dove nasce?

Maturana: Non nasce nelle parole.


Io: Nemmeno nelle azioni?

Maturana: Nasce nell'intreccio delle coordinazioni consensuali di sentimenti, emozioni e azioni.


Io: Quindi il conversare non è qualcosa di materiale?

Maturana: È una dinamica relazionale. Esiste nel convivere.


Io: Potremmo dire che appartiene a un dominio astratto?

Maturana: Sì. Astratto rispetto alla realizzazione molecolare degli organismi che conversano.


Io: Però mentre conversiamo cambiamo anche biologicamente.

Maturana: Esattamente.


Io: In che senso?

Maturana: Il conversare modula contemporaneamente le relazioni tra le persone e i cambiamenti strutturali dei loro organismi.


Io: Quindi parlare modifica anche il corpo?

Maturana: Ogni conversazione lascia una traccia nella nostra storia biologica.


Io: Un osservatore, allora, che cosa vede?

Maturana: Che ciò che orienta il convivere non sono i neuroni o gli ormoni in sé, ma la dinamica relazionale che nasce tra le persone.


Io: Mi hai detto altre volte che il vivere avviene in più domini.

Maturana: Sì. E conviene distinguerli.


Io: Qual è il primo?

Maturana: La realizzazione dell'autopoiesi molecolare dell'organismo.


Io: Il secondo?

Maturana: La dinamica molecolare della nicchia ecologica con la quale l'organismo interagisce.


Io: Il terzo?

Maturana: Il fluire dell'unità ecologica organismo-nicchia, nel quale emerge il comportamento relazionale.


Io: E il quarto?

Maturana: Il modo particolare di vivere che nasce da quella storia di relazioni.


Io: E noi esseri umani?

Maturana: Viviamo come persone nel linguaggiare, nel conversare e nel riflettere.


Io: Se distinguiamo bene questi quattro domini...

Maturana: ...evitiamo di confondere processi biologici con processi relazionali.


Io: Quindi una paura non è semplicemente un fenomeno ormonale?

Maturana: No. Ha certamente una dimensione fisiologica, ma acquista senso soltanto nel dominio relazionale nel quale viene vissuta.


Io: Lo stesso vale per la speranza?

Maturana: Per la speranza, l'amore, la vergogna, la fiducia, il coraggio.


Io: È nel conversare che tutto questo prende forma?

Maturana: È nel vivere-convivere che tutto questo prende forma.


Io: Allora da questo dominio nascono anche la filosofia, la scienza, la religione e la tecnologia?

Maturana: Tutte sono modi diversi di conversare sul vivere.


Io: Per questo non è indifferente ciò che immaginiamo, desideriamo o rifiutiamo.

Maturana: Nulla di ciò che viviamo interiormente è indifferente, perché modula continuamente il nostro convivere.


Resto qualche istante in silenzio.

Poi gli rivolgo un'ultima domanda.


Io: Allora che cosa è davvero fondamentale? Ciò che sentiamo o ciò che facciamo?

Maturana sorride.


Maturana: I nostri sentire intimi orientano il nostro vivere.

Ma ciò che trasforma il mondo è sempre ciò che scegliamo di fare.


Io: Quindi la domanda non è soltanto "Che cosa sento?"

Maturana: No.

La domanda decisiva è:

"Sapendo ciò che sento, che cosa scelgo di fare, adesso?"

 

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