Conversazione al bar con Humberto Maturana – Da dove viene tutto?

 


Conversazione al bar con Humberto Maturana – Da dove viene tutto?

Il bar è silenzioso. Sul tavolo c'è una tazzina di caffè. Guardo fuori dalla finestra e penso a una domanda che accompagna l'umanità da migliaia di anni.


Io: Humberto, da dove viene tutto?

Maturana: Antonio, prima ancora di rispondere, osserva la domanda. Che cosa stai facendo quando la poni?


Io: Sto cercando l'origine delle cose.

Maturana: Sei sicuro? Oppure stai immaginando che ciò che distingui esistesse già prima che tu lo distinguessi?


Io: In effetti... quando chiedo da dove viene qualcosa, do già per scontato che esistesse.

Maturana: Esatto. La domanda contiene già la risposta che vorrebbe trovare.


Io: Quindi ogni teoria sull'origine del mondo nasce da questo presupposto?

Maturana: Sì. Ogni cosmologia, ogni religione, ogni filosofia costruisce una storia delle origini. Ma quella storia nasce sempre nel conversare umano.


Io: E allora gli esseri viventi da dove vengono?

Maturana: Dal punto di vista del loro vivere, ogni organismo appare nell'unità ecologica organismo-nicchia che nasce insieme al suo esistere.


Io: Quindi organismo e ambiente non si incontrano dopo?

Maturana: No. Emergono insieme come aspetti inseparabili dello stesso vivere.


Io: E la biosfera?

Maturana: La biosfera non è uno sfondo immobile. È una rete dinamica di unità ecologiche che si trasformano continuamente conservando il vivere.


Io: Quando guardiamo la natura vediamo il risultato di questa lunga storia?

Maturana: Vediamo il presente di una deriva naturale iniziata miliardi di anni fa e mai interrotta.


Io: E gli esseri umani?

Maturana: Con il linguaggiare accade qualcosa di nuovo. Cominciamo a osservare il nostro stesso osservare.


Io: È così che nascono le culture?

Maturana: Esattamente. Ogni cultura è una rete di conversazioni che conserva un particolare modo di abitare il mondo.


Io: Perché allora spesso perdiamo la comprensione del vivere?

Maturana: Perché restringiamo lo sguardo. Analizziamo le parti e dimentichiamo l'architettura dinamica che le rende possibili.


Io: È il rischio del riduzionismo?

Maturana: Sì. Quando il vivere diventa soltanto un mosaico di pezzi separati, scompare la comprensione delle coerenze sistemiche.


Io: E il caos?

Maturana: Il caos nasce spesso dal nostro modo di osservare. Qualcosa ci appare caotico quando pretendiamo di comprenderlo utilizzando le coerenze di un dominio diverso.


Io: I nostri antenati si ponevano già queste domande?

Maturana: Probabilmente no nella forma attuale. Prima impararono a vivere. Solo molto più tardi iniziarono a riflettere sul proprio vivere.


Io: Mi ha colpito il tuo esempio del cane.

Maturana: Perché mostra che la ricchezza emozionale precede il linguaggio. Il cane non ha bisogno delle parole per vivere la gioia.


Io: Ma io posso domandarmi se lo amo come amerei un bambino.

Maturana: E quella domanda è già possibile soltanto nel conversare umano, dopo una lunghissima storia culturale.


Io: A un certo punto compare perfino l'idea del nulla.

Maturana: Sì. Il nulla-nulla nasce come esigenza epistemologica del nostro riflettere.


Io: Possiamo dire qualcosa su quel nulla?

Maturana: No. Possiamo soltanto riconoscere che tutto ciò che distinguiamo emerge insieme al dominio nel quale viene distinto.


Io: Allora la realtà indipendente dal nostro osservare?

Maturana: Non possiamo parlarne. Possiamo parlare soltanto delle coerenze del nostro vivere.


Io: Quindi, Humberto... da dove viene tutto?

Maturana: Dal punto di vista del conoscere, tutto nasce quando lo distinguiamo.


Io: Vuoi dire che il mondo nasce nel nostro osservare?

Maturana: Nasce il mondo di cui possiamo parlare. Ciò che distingui e il dominio nel quale lo distingui emergono insieme.


Io: E la realtà?

Maturana: La realtà è il vivere stesso.


Io: Cioè?

Maturana: È il fluire delle coerenze sensoriali, operative e relazionali attraverso cui realizziamo il nostro vivere come sistemi autopoietici molecolari nell'unità ecologica organismo-nicchia.


Io: Quindi l'origine non è un punto lontano nel passato?

Maturana: No. L'origine di ciò che possiamo conoscere coincide sempre con il suo emergere nel nostro distinguere.


Io: Mi sembra una conclusione sorprendente.

Maturana (sorridendo mentre finisce il caffè): È sorprendente soltanto finché continuiamo a cercare l'origine delle cose fuori dal nostro vivere. Quando osserviamo il nostro osservare, comprendiamo che ogni domanda sull'origine ci riporta inevitabilmente al modo in cui, vivendo, portiamo il mondo all'esistenza nel nostro conversare.

 

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