In cuffia

 


In cuffia

In cuffia, mentre gli altri dormono.

Finalmente ascolto la musica che fanno gli altri. Non tutta. Non vedo perché dovrei ascoltarla tutta. Ascolto quella che mi piace.

È una cosa semplice, eppure ci vuole del tempo per capirla.

Una voce mi piace e resto ad ascoltarla. Un’altra non mi dice niente e passo oltre. Non devo sapere perché. Non devo cercare una ragione, mettere in ordine le preferenze, trovare le parole giuste per giustificarle.

Mi piace Tizio. Caio anche. Sempronio no.

E allora?

Per anni ci convinciamo che persino il piacere debba avere delle buone ragioni. Come se qualcuno dovesse venirci a chiedere conto delle canzoni che ascoltiamo quando siamo soli.

Ma stanotte gli altri dormono.

Io ho le cuffie.

Arriva una canzone e mi piace. Ne arriva un’altra e la lascio andare.

Forse la libertà è anche questa piccola cosa: non dover spiegare perché una voce ci trattiene e un’altra no.

La musica suona.

Io ascolto.

E non devo dare conto a nessuno.

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