Conversazione al bar con Humberto Maturana – Che cosa vediamo quando vediamo?
Conversazione al bar con Humberto Maturana – Che cosa vediamo quando vediamo?
Il bar è
affacciato sulla piazza. Una bambina indica una colomba che si è posata vicino
alla fontana.
«Guarda!»
dice al padre.
Io seguo il
suo dito, poi mi volto verso Humberto.
Io: Humberto, quella bambina ha detto
al padre: "Guarda!"
Maturana: Sì.
Io: Mi è venuta una domanda.
Maturana: Quale?
Io: Che cosa vediamo davvero quando
vediamo?
Maturana
sorride.
Maturana: Sei sicuro che vediamo tutti la
stessa cosa?
Io: Beh... c'è una colomba.
Maturana: Tu distingui una colomba.
Io: Non è la stessa cosa?
Maturana: No.
Io: Perché?
Maturana: Perché non vediamo mai
semplicemente ciò che un altro ci mostra.
Io: Ma se tu indichi quella colomba...
Maturana: Io ti invito a distinguere
qualcosa.
Io: E io credo di vedere quello che hai
visto tu.
Maturana: Lo credi.
(Rimango in
silenzio.)
Io: Allora quando qualcuno dice:
"Guarda
cosa c'è lì!"
non mi sta
trasferendo la sua visione.
Maturana: No.
Io: Mi sta invitando a distinguere.
Maturana: Esattamente.
Io: Però viviamo come se esistesse un
unico mondo.
Maturana: È vero.
Io: È un'illusione?
Maturana: No.
Io: Come no?
Maturana: È una storia condivisa.
Io: Spiegami.
Maturana: Noi abitiamo molti mondi condivisi.
Io: Non uno solo?
Maturana: Molti.
Io: E perché ci sembrano gli stessi?
Maturana: Perché siamo emersi insieme nella
stessa deriva naturale.
Io: Quindi condividiamo una storia.
Maturana: Una storia biologica...
ecologica...
e culturale.
(Il
cameriere posa due caffè sul tavolo.)
Io: Per questo ci comprendiamo così
facilmente?
Maturana: Molto più facilmente di quanto immagini.
Io: Perché siamo esseri umani?
Maturana: Anche.
Io: Cos'altro condividiamo?
Maturana: Siamo vertebrati.
Io: Già.
Maturana: Mammiferi.
Io: Sì.
Maturana: Primati.
Io: E infine...
Maturana: Esseri umani che vivono nel
linguaggio.
Io: Tutto questo rende possibili i
nostri mondi comuni.
Maturana: Esattamente.
(Guardo le
persone attraversare la piazza.)
Io: Ma ognuno vive anche un mondo
diverso.
Maturana: Naturalmente.
Io: Allora ciò che distinguo parla
anche di me.
Maturana: Sempre.
Io: Non soltanto dell'oggetto
osservato.
Maturana: Esatto.
Io: Ogni distinzione nasce dal presente
della mia vita.
Maturana: Dalle coerenze sensoriali del tuo
vivere.
Io: E della mia storia.
Maturana: Della tua storia e della tua
nicchia ecologica.
(Prendo un
sorso di caffè.)
Io: Mi colpisce una cosa.
Maturana: Quale?
Io: La nostra vita si costruisce
istante dopo istante.
Maturana: Sì.
Io: A partire dai nostri desideri.
Maturana: Anche.
Io: Dai nostri timori.
Maturana: Certamente.
Io: E dal modo in cui comprendiamo il
mondo.
Maturana: I mondi.
Io: I mondi.
(Sorrido.)
Io: Perché non ce n'è uno soltanto.
Maturana: Esattamente.
Io: Allora la bellezza del vivere
umano...
Maturana: Continua.
Io: ...è che continuiamo a generare
mondi.
Maturana: E anche la sua drammaticità.
Io: Perché?
Maturana: Perché ogni mondo che generiamo
modifica anche noi.
Io: E modifica gli altri.
Maturana: Sempre.
(La piazza
comincia lentamente a svuotarsi.)
Io: Allora tutto ciò che descriviamo
del cosmo...
Maturana: Nasce nel nostro operare come
osservatori.
Io: E come esseri umani capaci di
riflettere.
Maturana: E di scegliere.
Io: Scegliere che cosa?
Maturana: Il mondo che desideriamo continuare
a generare con il nostro vivere.
(Rimango
qualche secondo in silenzio.)
Io: Allora la domanda iniziale era
incompleta.
Maturana: In che senso?
Io: Io ti ho chiesto:
"Che
cosa vediamo quando vediamo?"
Maturana: Sì.
Io: Ma ora credo che la domanda più
profonda sia un'altra.
Maturana: Quale?
Io: "Quale mondo sto
contribuendo a far esistere con il modo in cui guardo?"
Maturana
sorride e conclude:
Maturana: Figlio mio, vedere non significa
ricevere un mondo già fatto. Significa partecipare continuamente alla sua
nascita. Ogni volta che distingui qualcosa, distingui anche il dominio nel
quale quella cosa acquista senso. Per questo i mondi che viviamo non sono
semplicemente davanti a noi: nascono insieme al nostro osservare, e diventano
il luogo nel quale scegliamo, istante dopo istante, come vivere insieme agli
altri.

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