Conversazione al bar con Humberto Maturana – È bene che io faccia sempre ciò che voglio fare?
Conversazione al bar con Humberto Maturana – È bene che io faccia sempre ciò che voglio fare?
Il bar è
quasi vuoto. Il rumore dei cucchiaini contro le tazzine accompagna il silenzio.
Rimango a osservare il caffè, poi alzo gli occhi verso Humberto.
Io: Humberto, oggi vorrei farti una
domanda che sembra semplice.
Maturana: Le domande semplici sono spesso le
più difficili.
Io: È bene che io faccia sempre ciò che
voglio fare?
Maturana
rimane in silenzio per qualche secondo.
Maturana: Prima dovremmo capire che cosa intendi
con "bene".
Io: Pensavo che esistessero azioni
buone e azioni cattive.
Maturana: No.
Io: No?
Maturana: Nulla è buono o cattivo in sé
stesso.
Io: E allora?
Maturana: Tutto dipende da ciò che desideri
conservare facendo ciò che fai.
(Resto
qualche istante a riflettere.)
Io: Quindi ogni mia scelta conserva
sempre qualcosa.
Maturana: Sempre.
Io: Anche quando penso di aver scelto
male?
Maturana: Anche allora.
Io: Che cosa sto conservando?
Maturana: Qualcosa che, in quel momento,
senti intimamente come valido.
Io: Anche se poi me ne pento?
Maturana: Anche se dopo soffri.
Io: È difficile accettarlo.
Maturana: Lo so.
Io: Perché significa che sono
responsabile.
Maturana: Esattamente.
(Il
cameriere passa accanto al nostro tavolo.)
Io: Però io mi sento libero.
Maturana: Ti senti libero quando rifletti.
Io: In che senso?
Maturana: Quando osservi i tuoi sentire
intimi e ti domandi:
"Desidero
davvero fare questo?"
Io: E se la risposta è no?
Maturana: Allora puoi cambiare.
Io: È questa la libertà?
Maturana: La libertà non consiste nel fare
qualsiasi cosa.
Io: Ma?
Maturana: Nel poter modificare il corso del
tuo agire quando ti rendi conto che le sue conseguenze non sono coerenti con
ciò che ami.
(Prendo il
taccuino e scrivo lentamente.)
Io: Quindi la riflessione precede la
libertà.
Maturana: Esattamente.
Io: E l'etica?
Maturana: Nasce nello stesso luogo.
Io: Nei sentire intimi.
Maturana: Fondati sull'amare.
(Guardo
fuori dalla finestra.)
Io: Però molte persone evitano di
riflettere.
Maturana: Quasi tutti, qualche volta.
Io: Per paura?
Maturana: Più spesso per comodità.
Io: Cosa intendi?
Maturana: Molte volte la riflessione è già
avvenuta.
Io: Come sarebbe?
Maturana: Nel profondo sappiamo già che non
desideriamo veramente fare ciò che diciamo di voler fare.
Io: Ma continuiamo a dirlo.
Maturana: Perché riconoscerlo avrebbe un
costo.
Io: Quale?
Maturana: Assumerci la responsabilità della
scelta.
Io: Così costruiamo una
giustificazione.
Maturana: Esattamente.
Io: Per convincere gli altri?
Maturana: Prima ancora noi stessi.
(Il silenzio
torna a sedersi tra noi.)
Io: Allora ogni giustificazione nasconde
qualcosa.
Maturana: Molto spesso sì.
Io: Che cosa?
Maturana: Il desiderio che realmente stiamo
conservando.
Io: Anche quando non lo vediamo.
Maturana: Soprattutto quando non lo vediamo.
Io: E poi arrivano le conseguenze.
Maturana: Sempre.
Io: Quelle che diciamo di non volere.
Maturana: Ma che, in qualche modo, erano già
implicite nella scelta.
(Abbasso lo
sguardo sul quaderno.)
Io: Mi viene in mente una frase.
Maturana: Quale?
Io: Noi non soffriamo soltanto per
quello che facciamo.
Maturana: Continua.
Io: Soffriamo soprattutto quando
scopriamo di aver fatto qualcosa che, nel profondo, non desideravamo davvero
fare.
Maturana
annuisce lentamente.
Maturana: Perché in quel momento riconosciamo
di esserci allontanati dai nostri sentire più profondi.
Io: E allora capisco perché parli di
vivere etico.
Maturana: Che cos'è, secondo te?
Io: Non è obbedire a una regola.
Maturana: No.
Io: Non è nemmeno sacrificarsi.
Maturana: No.
Io: È vivere in armonia con ciò che,
nei miei sentire intimi fondati sull'amare, riconosco come giusto.
Maturana: Esattamente.
(Fuori dal
bar il sole sta tramontando.)
Io: Allora la domanda iniziale era
incompleta.
Maturana: In che senso?
Io: Io ti ho chiesto:
"È bene
che io faccia sempre ciò che voglio fare?"
Maturana: Sì.
Io: Ora credo che la domanda più
profonda sia un'altra.
Maturana: Quale?
Io: "Che cosa sto cercando
davvero di conservare con ciò che desidero fare?"
Maturana
sorride.
Maturana: È questa la domanda che apre la porta
alla responsabilità. Perché non siamo etici quando facciamo semplicemente ciò
che vogliamo. Lo diventiamo quando abbiamo il coraggio di osservare i nostri
sentire più profondi e, se necessario, di cambiare il nostro desiderio affinché
ciò che scegliamo conservi non soltanto il nostro benessere, ma anche quello
delle persone con cui condividiamo il vivere.

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