Con le prossime elezioni comunali potere alle donne



Nel paese più bello del Mondo si avvicina alla scadenza elettorale dell’11 giugno e scorrendo le liste si prende atto che ci sono appena 48 candidati e tra questi 13 donne. Nessun candidato Sindaco donna (Sindaca mi pare dicano ormai tutti) in  questa tornata, San Cesario di Lecce non è ancora maturo per uno svolta epocale, per il primo Sindaco donna della storia dei tre casali.
Niente a che vedere con la festa della democrazia che si celebrava negli anni 70 del secolo scorso quando a competere c’erano tante liste quanti erano i partiti politici. C’era la lista della Democrazia Cristiana, quella del Partito Comunista e poi ancora la lista del Partito Socialista, del Partito Repubblicano, del Partito Socialdemocratico. C’erano la bellezza di 100 candidati, più del doppio di quelli che ci sono oggi, ed il giorno del voto era veramente una festa della democrazia. Il Consiglio Comunale era formato da 20 consiglieri che tra di loro formavano una coalizione che eleggeva un sindaco e 6 assessori.
C’è bisogno di ripartire con la partecipazione dei cittadini. Non si può pensare che un manipolo di dieci persone possa reggere le sorti di un Comune come il nostro; e secondo me questo vale anche per tutti i Comuni. C’è bisogno di tornare alla partecipazione alla vita pubblica partendo dai Comuni.
Il Consiglio Comunale di un Comune dovrebbe vedere allargata la partecipazione ad almeno 50 Consiglieri, proprio quanti sono i candidati che oggi si propongono per dare il loro contributo alla vita sociale, economica e culturale del nostro Comune.
C’è chi ancora sostiene che non è necessario che ci siano molti consiglieri comunali, che tanto la vita amministrativa può venire dal basso, dai cittadini. I fatti smentiscono tutto questo. Negli anni 70 e 80 del secolo scorso c’era più partecipazione; i Consiglieri Comunali si organizzavano con i loro sostenitori e poi confluivano nei partiti dove il dibattito era coordinato da un altro gruppo di persone che discuteva gli argomenti che si sarebbero sottoposti al voto del Consiglio Comunale.
Il Sindaco degli anni 70 – 80 non era inamovibile ma doveva conquistarsi ogni giorno la fiducia dei Consiglieri che potevano anche sfiduciarlo e sostituirlo. Niente a che vedere con i Sindaci di oggi che legano il loro destino a quello dei Consiglieri tanto che una sfiducia che li faccia cadere decreta nuove elezioni.
Pensiamo alla situazione di oggi, se votassimo ottenendo che tutti i candidati venissero eletti, parlo di questi candidati di quest’elezione del 2017,  quei 48 dopo le elezioni dovrebbero scegliere tra di loro un sindaco e gli assessori e tutti collaborerebbero per 5 anni facendo del loro meglio per il progresso del nostro Comune.
Invece che cos’è successo nel 2012, nelle scorse elezioni, e in quelle precedenti? Di quei 48 candidati sono rimasti i 12 che sono stati eletti che hanno fatto del loro meglio, hanno fatto quello che hanno potuto. Erano troppo pochi per quello che c’è da fare. C’è molto da fare in un piccolo comune e ci vogliono più Consiglieri, più cittadini coinvolti.
Ci sono 35 uomini e 13 donne che coraggiosamente si sono proposti all’attenzione di noi 7mila elettori; Donne e Uomini che vogliono impiegare parte del loro tempo libero per la crescita del paese più bello del Mondo, che hanno un patrimonio di entusiasmo e voglia di fare che rischia di andare disperso, esattamente come è avvenuto per tutti questi 25 anni di maggioritario.
Il sistema elettorale deve favorire la partecipazione dei cittadini ed è evidente che il maggioritario invece lascia in mano di pochissimi il compito di rendere più bello e accogliente il paese più bello del Mondo. Spero che chi è in Parlamento come l’On.le Salvatore Capone, che è stato anche Sindaco, si faccia promotore di una legge elettorale che veda passare da 12 a 50 i Consiglieri Comunali del nostro paese per cominciare finalmente a progettare la San Cesario di Lecce che vogliamo avendo a disposizioni più energie e idee.
Voglio concludere con un auspicio, siccome non avremo sicuramente una Sindaca almeno cerchiamo  di vedere un Consiglio Comunale con più donne e questo si può ottenere votando le donne. La legge da la possibilità ad ogni cittadino elettore di esprimere una preferenza per una donna candidata. Ecco, votiamo le donne, magari riusciranno ad allargare la partecipazione dei cittadini. L’esperienza passata conferma che le donne che hanno ricoperto il ruolo di Consigliera Comunale sono state in prima fila nel coinvolgimento dei cittadini nelle attività amministrative ma non in quelle dei partiti e dei movimenti.
Quindi forse se i portavoce dei partiti e dei Movimenti fossero le donne probabilmente si otterrebbe maggiore coinvolgimento e quindi più partecipazione. Ecco, non abbiamo potuto avere una Sindaca ma potremo avere delle Segretarie di Partito e delle Portavoce dei Movimenti. Magari ci aspettano 5 anni dal 2017 al 2022 di attivo coinvolgimento ad opera di donne investite di responsabilità  politiche.
Antonio Bruno







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