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Oggi ascolto — Sangiovanni, “Ti ho cercata (Felicità)”

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  Oggi ascolto — Sangiovanni, “Ti ho cercata (Felicità)” Io me lo ricordo Sangiovanni con “Farfalle” . Perdeva la testa e sentiva le farfalle. Era giovanissimo, era arrivato il successo, quello vero, quello del mainstream, delle classifiche, dei riflettori, delle aspettative. Poi, proprio mentre sembrava che tutto gli dicesse di correre ancora più forte, lui si è fermato. E allora ho pensato che questo ragazzo fosse semplicemente umano. Perché è duro il successo. Durissimo. Noi guardiamo chi sta sul palco e vediamo gli applausi, le luci, i numeri. Non vediamo il peso. Un ragazzo riesce a reggerlo? Io, alla sua età, sprofondavo sotto il peso della responsabilità di un esame universitario. Figuriamoci sentirsi responsabili di quello che si canta, di come lo si canta, del pubblico che aspetta la canzone successiva, di una carriera che potrebbe scivolare su una buccia di banana. E adesso Sangiovanni ritorna e mi sorprende proprio perché sembra essersi tolto di dosso un po' di...

Antonio Bruno- il mondo non è davanti a noi, accade anche attraverso di noi

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  Antonio Bruno- il mondo non è davanti a noi, accade anche attraverso di noi Interlocutore: Antonio, il testo che hai letto parte da una parola ormai ricorrente: policrisi . Che cosa significa davvero? Antonio Bruno: Significa, innanzitutto, smettere di separare ciò che nella vita è intrecciato. La crisi economica, quella ambientale, le guerre, il cambiamento climatico, le diseguaglianze, le migrazioni, la sicurezza alimentare non sono fenomeni semplicemente affiancati. Il testo sostiene che siamo davanti a una crisi multidimensionale, una vera «crisi di civiltà nell’età planetaria». Ma io aggiungerei una domanda che ormai mi accompagna: come facciamo quello che facciamo quando diciamo che il mondo è in crisi? Interlocutore: Cioè? Antonio Bruno: Noi parliamo normalmente come se il mondo fosse là fuori, già fatto, e noi dovessimo soltanto descriverlo correttamente. Maturana e Varela mi hanno insegnato a sospettare di questa evidenza. L’osservatore è dentro ciò che o...

Antonio Bruno conversa con Heinz von Foerster- la scuola delle domande legittime

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  Antonio Bruno conversa con Heinz von Foerster- la scuola delle domande legittime Antonio Bruno: Professor von Foerster, leggendo queste pagine mi sono fermato subito davanti a una sua frase: gran parte dell’educazione istituzionalizzata avrebbe come scopo quello di “trivializzare” i bambini. È un’affermazione enorme. Heinz von Foerster: Lo diventa meno se osserviamo che cosa intendiamo per macchina triviale. Una macchina triviale riceve un input e produce sempre l’output previsto. Se premo questo pulsante, accade questo. Se pongo questa domanda, ottengo quella risposta. Antonio: E invece un essere umano? von Foerster: È una macchina non triviale. La sua risposta dipende anche dalla sua storia, dal suo stato interno, dalle relazioni, da ciò che è accaduto prima. Non posso sapere con certezza quale risposta produrrà. Antonio: Allora educare qualcuno per renderlo prevedibile significa, in qualche modo, ridurne le possibilità. von Foerster: Esattamente. Nel testo ra...

Ascoltando il discorso di Pedro Sánchez all’Assemblea Generale dell’ONU

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  Ascoltando il discorso di Pedro Sánchez all’Assemblea Generale dell’ONU.   Ascolto il discorso di Pedro Sánchez all’Assemblea Generale dell’ONU. Dice cose molto concrete: vuole rafforzare le Nazioni Unite, riformare il Consiglio di Sicurezza, limitare il diritto di veto, rafforzare la Corte Penale Internazionale, rilanciare il disarmo nucleare e regolamentare social network e intelligenza artificiale. Parla delle guerre, dell’Ucraina, del Libano, dell’Iran e di Gaza. Rivendica inoltre le scelte compiute dalla Spagna. Mentre lo ascolto, però, mi accorgo di una cosa: Sánchez non sta semplicemente descrivendo il mondo. Lo distingue. Distingue aggressori e aggrediti, legalità e illegalità, cooperazione e sopraffazione, progresso e reazione. E attraverso queste distinzioni propone il mondo nel quale desidera vivere. Qui mi vengono incontro Maturana, von Foerster, Bateson e Varela. Non mi interessa soltanto stabilire se Sánchez abbia ragione o torto. Mi interessa osser...