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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

La voce che funziona e la voce che racconta

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  La voce che funziona e la voce che racconta Conversazione tra Antonio Bruno e sua figlia Sara Maria Agnese Antonio Bruno: Sara, stamattina stavo leggendo queste pagine sulla vocologia artistica e mi sono imbattuto in una distinzione che mi ha fatto pensare. Qui si parla di eufonia fisiologica e di eufonia stilistica . In parole povere: una cosa è una voce che funziona bene, un’altra è una voce che, dentro un certo modo di cantare, funziona artisticamente. Sara Maria Agnese: Cioè una voce può essere bella anche se non è perfetta? Antonio: La domanda è ancora più interessante: che cosa significa perfetta ? E perfetta per chi? Nelle pagine che ho letto si parte dalla fisiologia. Una voce è eufonica fisiologicamente quando viene prodotta con una gestione efficiente dell’apparato vocale: deve permettere di raggiungere lo scopo comunicativo senza affaticamento eccessivo, senza spreco di energia e senza mettere a rischio le corde vocali. Sara: Questo sembra abbastanza ogg...

CONVERSAZIONE CON ANTONIO BRUNO Abitare la complessità senza volerla dominare

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  CONVERSAZIONE CON ANTONIO BRUNO Abitare la complessità senza volerla dominare Interlocutore: Antonio, il testo parte da un’affermazione apparentemente semplice: viviamo in un mondo complesso. Ma cosa significa davvero? Antonio Bruno: Significa innanzitutto smettere di immaginare il mondo come un insieme di pezzi separati. Io faccio una cosa qui, tu ne fai un’altra lì, qualcuno decide altrove e pensiamo che ciascuna azione possa essere circoscritta. Invece no. Tutto entra in relazione con tutto. Interlocutore: Quindi complessità significa connessione? Antonio Bruno: Anche. Ma non soltanto. Perché, se fosse soltanto connessione, basterebbe conoscere tutte le connessioni e avremmo risolto il problema. La questione interessante è un’altra: quando gli elementi entrano in relazione, accadono cose che non possiamo prevedere completamente. Io agisco con una certa intenzione, ma ciò che accade dopo non dipende più soltanto da me. Interlocutore: È quella che Edgar Morin c...