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Oggi ascolto Margherita Vicario – La persona che più mi odia

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  Oggi ascolto Margherita Vicario – La persona che più mi odia Quando la voce che ci condanna non è la nostra. E la musica ci insegna che possiamo smettere di crederle. di Antonio Bruno C'è una cosa che mi ha sempre colpito delle persone. Riescono a perdonare agli altri quello che non perdonerebbero mai a se stesse. Un errore, una parola sbagliata, una decisione infelice. Agli altri concedono le attenuanti, le circostanze, perfino la comprensione. A se stesse riservano il tribunale. E il giudice, quasi sempre, è spietato. Ascolto Margherita Vicario cantare La persona che più mi odia e mi domando se sia davvero così per tutti. Se ciascuno di noi, almeno qualche volta, si sia trovato davanti a una specie di doppio di se stesso, uno che lo osserva con il dito puntato, pronto a giudicare quello che pensa, quello che dice, quello che fa. Non lo so. So che Margherita questa canzone l'ha scritta. E quando qualcuno scrive certe parole, quando le mette in musica e trova i...

Il tempo che non serve

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  Il tempo che non serve C'è un'età nella quale si smette di domandare al giorno che cosa porterà. Non perché si sia perduta la curiosità. Al contrario, perché la curiosità è diventata il giorno stesso. Un uomo sedeva davanti a un libro. Non era fatto di carta, ma di quella luce che oggi custodisce le parole. I capitoli erano divisi in due parti. Aprendone una sola, il racconto si lasciava leggere in breve. Aprendole insieme, diventava più lungo, più disteso, come una strada che dopo una curva mostra un paesaggio che prima non si vedeva. All'inizio l'uomo leggeva una parte soltanto. Poi, un giorno, aprì entrambe. Non ci fu una rivelazione. Nessuna voce gli disse che aveva finalmente capito. Nessuna porta si spalancò su un segreto. Semplicemente, leggere gli piacque di più. E continuò. Fuori dalla finestra la luce si posava sulle cose senza chiedere permesso. Entrava nella stanza, attraversava il tavolo, si fermava sui libri. Non aveva una destinazione....

L'UOMO CHE NON PORTA IL PESO DEGLI ANNI

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  L'UOMO CHE NON PORTA IL PESO DEGLI ANNI Un racconto sul tempo, sul corpo e sulla libertà di esserci. C'è un uomo in piedi, con le mani nelle tasche. Indossa una giacca color terra, una camicia di jeans, pantaloni larghi e sandali ai piedi. Ha i capelli bianchi. Non guarda indietro. Non guarda nemmeno avanti. Guarda chi gli sta davanti. Non sembra aspettare niente. Ha l'aria di chi è uscito di casa senza portarsi dietro il bisogno di arrivare da qualche parte. I piedi sono ben piantati per terra. Hanno camminato molto, quei piedi. Hanno conosciuto strade asfaltate, sentieri di campagna, pavimenti di case amate, scale salite in fretta e discese lentamente. Adesso stanno fermi. Non perché il cammino sia finito. Perché anche fermarsi è un modo di abitare la terra. Le mani sono nelle tasche. Non stringono nulla. Non trattengono nulla. Hanno lavorato, accarezzato, scritto, salutato, stretto altre mani. Qualcuna l'hanno lasciata andare. Adesso ripos...

L’INFORMAZIONE NON È LA VERITÀ. E IL POTERE NON È LA SAPIENZA.

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  L’INFORMAZIONE NON È LA VERITÀ. E IL POTERE NON È LA SAPIENZA. Una conversazione immaginaria con Antonio Bruno, a partire dal prologo di Nexus di Yuval Noah Harari Un dialogo epistemologico e fenomenologico sulla conoscenza, sulle reti umane, sull'intelligenza artificiale e sulla responsabilità di costruire il mondo nel quale viviamo. 1. Siamo davvero Homo sapiens? Intervistatore: Antonio Bruno, Yuval Noah Harari apre il prologo del suo libro con una provocazione: abbiamo chiamato la nostra specie Homo sapiens, ma siamo davvero sapienti? Abbiamo accumulato conoscenze straordinarie e contemporaneamente siamo capaci di distruggere le condizioni della nostra stessa esistenza. Come interpreta questa contraddizione? Antonio Bruno: Comincerei col domandarmi chi sia l'osservatore che definisce questa una contraddizione. Harari osserva due fenomeni: l'accumulazione delle conoscenze e la possibilità dell'autodistruzione. Poi li mette in relazione, presupponendo che...