La bracera
La bracera C’è un silenzio che sa di antico nelle sere d’inverno, quando il cielo si chiude in un manto scuro e la terra respira piano. Lo sento, quel silenzio, mentre penso alla bracera, alla sua bocca rossa e viva, al modo in cui sapeva tenere insieme le vite. Una donna, con lo scialle pesante sulle spalle, apre l’uscio. L’aria fuori è un taglio netto, il freddo le morde le guance, ma lei non trema. Ha un compito: accendere il cuore della casa. Il braciere è lì, sulla soglia, un piccolo altare di ferro. Sembra aspettarla come un vecchio amico. Prende il carbone, lo sistema con gesti lenti, quasi cerimoniali. È un’arte che non ha fretta, questa: la danza del fuoco. Lo accarezza con la fiamma, soffia piano, come per risvegliare un’anima che dormiva da troppo tempo. E poi arriva il momento magico: una scintilla, un respiro caldo che si espande. La bracera prende vita. La strada intorno è vuota, ma c’è un’intimità segreta in quell’atto, come se ogni cosa si fermasse per osservare. ...