Ci vuole il Monopolio affinché si realizzi di conservare il Pianeta per la generazione di Greta Thunberg




Una conversazione ieri mattina con un amico ha fatto emergere in me la parola “EMULAZIONE”. Questo amico continua a sostenere che è possibile che la collaborazione conviva in armonia con la competizione. Per la mia pragmatica l’azione di competere è propria della cultura Patriarcale, invece l’azione di collaborare è propria della cultura Matriztica.
La cultura Matriztica è sopravvissuta nella relazione tra mamma e figlia – figlio prima dell’adolescenza e tra componenti adulti della famiglia con figlia – figlio prima dell’adolescenza.
Per adolescenza voglio significare il periodo di tempo in cui il bambino CHE VIVE nella società Patriarcale viene “INIZIATO” alla vita adulta; periodo nel quale vengono inculcati negli adolescenti i principi della competizione nel senso di antagonismo tra individui o popolazioni.
Nella lingua italiana però tra i significati di competizione c’è anche quello che potremmo definire “gara di emulazione per il raggiungimento di uno scopo” e questo ingenera la confusione semantica che parrebbe conciliare la possibilità di coesistenza tra cultura della competizione con cultura della collaborazione.
Forse un esempio della competizione tra due industrie automobilistiche può chiarire il senso che do a questa parola quando la definisco come la pratica di escludere che caratterizza la cultura Patriarcale.
Se una industria automobilistica produce automobili della stessa identica qualità di un’altra industria automobilistica a prezzi più bassi, il risultato della competizione sarà di far chiudere la fabbrica di automobili che produce a prezzi maggiori.
Il risultato della competizione è quindi l’esclusione di quella industria e la predita dei posti di lavoro e della ricchezza per la popolazione.
La competizione non contempla la possibilità che entrambe le industrie possano continuare a fabbricare automobili.
Se invece le industrie delle automobili collaborano, ecco che riescono a continuare a produrre insieme e nessuna di loro farà perdere i posti di lavoro né la ricchezza che si genera attraverso quella attività.
Insomma l’esatto contrario di quello che la Unione Europea va sbandierando ai quattro venti: concorrenza e competizione per salvaguardare il consumatore.
Siamo vicini alle elezioni europee, invece di continuare a propagandare la crescita del Pil e contestualmente la salvaguardia dell’ambiente, si pensi alla costituzione dei Monopoli delle produzioni che hanno tutte funzione di pubblica utilità, per ottenere beni e servizi e, nello stesso tempo, conservare il Pianeta così com’è.

Antonio Bruno Ferro

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