Gianni Letizia su Ezechiele Leandro

Gianni Letizia
Un pomeriggio, ero affacciato al balcone intento ad aspettare il passaggio di qualche mio amichetto. Facendomi dei segni con le mani mi invito’ ad andare a stare con lui. Scesi di corsa portandomi dei giornaletti di “Diaboloik” e “Paperino”, mi avvicinai dove stava preparando del materiale per sistemare una foratura della sua bicicletta. Sul Portone in ferro che dava l’ingresso al “Santuario della Pazienza”, giardino dove Ezechiele custodiva tutte le sue opere di scultura, c’era una scritta:…”Ezechiele Lupo”. Durante la notte, alcuni mascalzoni , avevano tirato delle uova alle sculture in cocci e cemento e tentato di rovinarle con della calce bianca. Anche la scritta era una loro bravata. Con aria un po’ rassegnata e ironica Ezechiele esclamo’:..prendi quel barattolo di vernice rossa..e correggi quella scritta!!..Io feci quello che lui disse,mi avvicinai al portone..e allora??..Cosa devo fare?.. Ridendo,ridendo piu’ forte…disse:…aggiungi..”DI Mare”..!!...La scritta divento’:”Ezechiele lupo di mare”. Cosi’ capiranno che a me piace il ..mare!!..Ho fatto il marinaio…ho fatto la guerra, ho navigato per raggiungere l’Africa e combattere per loro!! Lo feci,completai la frase, poggiai il pennello e il barattolo di vernice in un angolo e mi sdraiai per terra. Con una parola aveva cambiato il significato del concetto. Voleva fare sapere a coloro che avevano commesso quello stupido gesto che erano dei cretini e maleducati. In quell’occasione non si arrabbio’ piu’ di tanto .

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