Antonio Margiotta di narra i RITI DELLA SETTIMANA SANTA A LEQUILE (Dal Repertori sacerdotale di Don Cosimo Margiotta)

ACCADEVA UNA VOLTA 

RITI DELLA SETTIMANA SANTA A LEQUILE (Dal Repertori sacerdotale di Don Cosimo Margiotta)
SABATO SANTO
Ore 9.00 - Fuori la chiesa si preparava il fuoco che dava inizio alle funzioni Pasquali e si faceva una breve processione, preceduta dalla croce capitolare portata dal suddiacono, vicino alla chiesa e poi nella chiesa preceduta .Successivamente il celebrante saliva sul pulpito(che era a sinistra nella navata) e intonava “L’EXSULTA”. A questo punto si suonano le campane a gloria (da notare che nel convento si svolgeva la stessa cerimonia, ma non si suonavano le campane se prima non si sentivano suonare quelle della Chiesa Matrice).ERA PASQUA GESU’ ERA RISORTO EALL’USCITA DELLA MESSA SI SCAMBIAVANO GLI AUGURI E LE PUDDRHICHE
Ore 15.00- Iniziavano in chiesa le confessioni dei maschi che si protraevano fino alle 19/20 anche perché non c’erano funzioni.
DOMENICA DI PASQUA
Ore - 7.00 Continuavano le confessioni per il PRECETTO PASQUALE
Ore - 10.30 Messa cantata con predica (l’ offerte raccolte andavano interamente al sacrestano)
Ore - 16.30 Si portava la statua di San Vito Paratu ( cioè ornato con la veste su cui sono attaccati gli ex voto in oro) dalla chiesa Madre alla chiesa di san Vito, la statua è preceduta dalla reliquia. Giunti alla chiesa di san Vito si cantava l’Inno a san Vito (di Spedicati) e si benediceva con la reliquia .Prima del 1943 un sacerdote rimaneva tutta la notte nella chiesa a guardia della statua e degli ori. Dal 1943 don Giuseppe Zilli cappellano della chiesa portò gli ori a casa sua e perciò la chiesa rimaneva chiusa la notte.

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