I sindacati non sono il NEMICO


Quando si perde la fiducia per una persona, per un partito, per un sindacato SI CANCELLA LA STORIA che ci ha visto insieme a quella persona a quel partito a quel sindacato.
Ho letto quello che ha scritto il comico e capo spirituale del Movimento 5 Stelle sui sindacati e ho capito che si tratta del tentativo di distruggere i sentimenti etici tra le persone e i sindacati che Grillo indica come il nemico.
La sua negazione dei sindacati, è negare il nemico, le sue qualità umane: il nemico è disumanizzato, esso appare come "subumano", un "arraffone" un "approfittatore " o "privilegiato".
Lo sapete qual è una delle raccomandazioni che un soldato riceve in guerra? E’ uccidere prima e pensare in seguito.
Dal comico capo spirituale Grillo mi sarei aspettato, una volta vista la voglia di partecipazione dei sindacati che si è verificata ieri 9 febbraio 2019 la possibilità di parlare, discutere e riflettere in comunità, e di lavorare insieme in un compito che ha significato per persone diverse.
Nessuno ha bisogno di scusarsi per la propria esistenza o per le proprie esperienze, ma esiste in una sfera di cooperazione di natura sociale. Più precisamente: si tratta di democrazia, perché l'amore è quell'emozione che costituisce la democrazia. Tra le sue caratteristiche di base c'è quella che la democrazia vive con gli umani che rispettano se stessi e gli altri - vale a dire, con i cittadini - che lavorano insieme su un progetto e una forma di convivenza Non è decisivo e notevole che in una monarchia o in una tirannia non ci siano cittadini? Non importa quanto sia gentile o prudente il re o il tiranno, inevitabilmente e sempre i cittadini dovranno obbedire e sottomettersi. Qui, nella tirannia e nella monarchia, sei un soggetto o uno schiavo, ma non un cittadino.
Posso affermare che se non accade quello che ho appena scritto, assisterò all’ennesimo manipolo deciso di donne uomini che hanno conquistato il potere escludendo tutto e tutti dalla loro gestione.  Di fatto sarà, una oligarchia o tutto quello che vogliamo ma non una democrazia.

Antonio Bruno Ferro

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