Pellegrino Capaldo, e tu, dov’eri?


Quando, dove e come noi cittadini abbiamo la possibilità di contribuire alla progettazione dell’Italia che vogliamo?
Il rapporto Istat sulla Conoscenza ha reso noto che Scuola e Università sono tornate ad essere “agenzie di selezione”, dopo aver provato ad essere, per qualche tempo, “agenzie di emancipazione” . Quindi dalle agenzie educative non arriva nessun contributo per noi cittadini alla riflessione necessaria per poter partecipare alla redazione del Progetto Comune dell’Italia che vogliamo.
La conseguenza di tutto questo sono le asimmetrie e disuguaglianze che determinano povertà educativa e analfabetismo funzionale.
Ma non finisce qui perché questa nuova e devastante povertà crea SUDDITI UBBIDIENTI E SOTTOMESSI ANCHE SE DICIAMO A NOI STESSI DI VIVERE NELLA DEMOCRAZIA. E perché I CITTADINI DIVENTANO SUDDITI? Perché non conoscono i propri diritti/doveri; non conoscono gli strumenti e i canali perché non hanno accesso; non sono sufficientemente alfabetizzati, preparati e competenti per incalzare, dialogare e confrontarsi con qualunque tipo di autorità; non sono educati e preparati a partecipare attivamente alla vita pubblica e democratica, alla costruzione di una sfera pubblica autonoma, non più subalterna della politica. Ho scritto tutto quello che ho scritto nella profonda consapevolezza che “democrazia è complessità, non semplificazione”.
Queste sono le parole che vi prego di leggere prima di quelle di Aldo Grasso che cita Pellegrino Capaldo già ordinario di economia aziendale alla Sapienza che è corresponsabile di tutto quello che ho scritto precedentemente. Gia! Pellegrino Capaldo e mentre si realizzava tutto quanto ho esposto, tu, dov’eri?
Ognuno faccia il suo nell’ambito che ha scelto. Lo faccia per il piacere di farlo, per il gusto di dire a se stessi “è ben fatto” e lasci perdere le saccenti analisi delle circostanze attuali. Consiglio agli analisti della domenica che il segreto della felicità è vivere in armonia con le circostanze e scegliere cosa si vuole conservare dopo aver risposto alla domanda “Che Paese Italia voglio?”.
Antonio Bruno Ferro
PADIGLIONE ITALIA di Aldo Grasso Corriere della sera del 17 febbraio 2019
IL SOVVERSIVO E L’ESIBIZIONE DELL’IGNORANZA
Un sovversivo si aggira per l’Italia, dice frasi sconnesse che turbano l’ordine pubblico, sostiene tesi rivoltose, mina alle radici quanto di buono i nostri governanti stanno facendo. Difficile capire comeil vice premier poliziotto non lo abbia ancora fatto arrestare.
Faremo noi la spia, fornendo nome e cognome, perché si ponga fine a idee perniciose come queste: «L’Italia è priva di una classe dirigente e occorre ricostituirla al più presto»; «Oggi assistiamo all’ostentazione dell’ignoranza della non cultura. Dobbiamo avere cittadini che provino disagio a non avere una cultura e che abbiano l’ansia di formarsela».
L’aizzatore si chiama Pellegrino Capaldo, già ordinario di economia aziendale alla Sapienza (tra i suoi allievi Mario Draghi e Ignazio Visco), un super-tecnico che ha ricoperto molti incarichi in campo economico, finanziario e anche politico.
C’è un libello molto divertente e provocatorio di Giacomo Papi, «Il censimento dei radical chic», che inizia così: «Il primo lo ammazzarono a bastonate perché aveva citato Spinoza durante un talk show». Papi è convinto, citando con imprudenza Gramsci e Fruttero&Lucentini, che dall’egemonia culturale siamo passati alla prevalenza del cretino e suggerisce come eliminare ogni complessità: è l’élite che deve abbassarsi, non il popolo elevarsi. I capaci vanno eliminati.
Prof. Capaldo, niente citazioni colte!

 

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