Non vide arrivare il treno. Stava guardando arrivare l'amore. **HO IMPARATO A SOGNARE**
Non vide arrivare il treno. Stava guardando arrivare
l'amore. **HO IMPARATO A SOGNARE**
Oggi ascolto *Ho imparato a sognare* dei Negrita.
La ascolto per una ragazza di diciassette anni.
Era andata alla stazione di Squinzano per fare una sorpresa
al suo ragazzo. Lui doveva arrivare. Lei voleva essere lì.
Diciassette anni sono un’età in cui l’amore non conosce
ancora le precauzioni degli adulti. Non fa calcoli, non consulta l’orologio,
non misura la convenienza. Corre incontro.
Lei era andata incontro.
Chissà quante volte aveva preparato quell’istante nella sua
testa. Lui che scende dal treno. Lo sguardo che la cerca e poi la trova. La
sorpresa. Forse una corsa. Forse un abbraccio.
Le cose desiderate cominciano ad accadere molto prima di
accadere.
Le viviamo dentro.
Le ripetiamo.
Le perfezioniamo.
E qualche volta diventano così vere che il resto del mondo
scompare.
Forse è stato così.
Forse quella ragazza non ha visto il treno perché, davanti
agli occhi, aveva soltanto l’arrivo del suo amore.
Ed è questo che oggi mi spezza.
Un treno conosce i binari, gli orari, le stazioni.
Non conosce i sogni.
Non sa che una ragazza di diciassette anni può trovarsi lì
perché ama qualcuno.
Non sa niente dell’amore.
Passa.
Io invece oggi mi fermo.
Ascolto i Negrita e piango una ragazza che non conoscevo.
Piango i suoi diciassette anni.
Piango tutto quello che avrebbe ancora potuto desiderare, sbagliare,
scoprire, perdere, ritrovare.
Piango perfino i sogni che non aveva ancora avuto il tempo
di sognare.
E penso che forse amare significa anche questo: vedere una
persona che ancora non c’è così intensamente da non vedere più quello che c’è
intorno.
Ciao, ragazza innamorata.
Non conosco il tuo nome abbastanza da poter dire di averti
conosciuta. Ma stamattina conosco qualcosa di te.
So che aspettavi qualcuno.
So che volevi sorprenderlo.
So che avevi diciassette anni.
E so che eri andata incontro all’amore.
Oggi *Ho imparato a sognare* la ascolto per te.
E mentre la canzone continua, penso alla cosa più ingiusta:
tu avevi ancora una vita intera per imparare a sognare.
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