Giurdana (o La Giurdana)
Ho letto persino un componimento nel quale uno degli abitanti di quella comunità ne celebrava i membri, li nominava, li disponeva uno accanto all’altro come le figure di un presepe paesano. Io, naturalmente, non c’ero. Non c’era la mia famiglia. Non c’era nessuna delle persone dalle quali provengo. E questa assenza, più di tutte le loro parole sull’identità e sulla memoria, mi ha spiegato con assoluta precisione quale fosse il mio posto: fuori.
L’appartenenza, infatti, non si proclama, non si organizza e soprattutto non si impone mediante una festa. L’appartenenza o la si sente o non la si sente. Io, a rretu alla Giurdana, non sento nulla. Nessun richiamo, nessuna nostalgia, nessuna voce capace di dirmi: sei a casa. E se non mi sento a casa, non vedo per quale ragione dovrei recitare la parte di quello che ritorna festosamente in un luogo al quale non è mai appartenuto.
Poi c’è il cantante del circoletto, il cantante dei compagnucci, di quelli che si conoscono tutti, si chiamano, si invitano, si applaudono, si soccorrono e si celebrano reciprocamente, sempre gli stessi che cantano, sempre gli stessi che ascoltano, sempre gli stessi che assicurano agli altri di essere stati straordinari.
È un’altra comunità, certamente. Una comunità perfettamente funzionante, persino ammirevole nella sua capacità di proteggere e riprodurre se stessa.
Ma non è la mia.
Perciò non andrò a sentirlo cantare. Non per dispetto, non per invidia e neppure per ostilità. Semplicemente perché non desidero essere presente dove, per sentirmi accolto, dovrei prima fingere di appartenere.
- Ubicazione: Antico borgo e rione (noto anche come Giurdanella), anticamente associato a un vecchio quartiere.
- Tradizioni: Famoso in passato per la presenza di artigiani coltellinai (curteddrari).
- Eventi: Luogo di feste popolari e sagre tradizionali (come i festeggiamenti per San Rocco).
- Ospitalità: Presenta case vacanze tipiche ristrutturate con volte a stella (come descritto su Italianway).

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