I LEONI DI FERRAGOSTO

 


I LEONI DI FERRAGOSTO

Oggi è Ferragosto. Per molti significa mare, angurie aperte sotto il sole e tavolate che cominciano a mezzogiorno e finiscono quando nessuno ricorda più chi abbia portato il dolce.

Per noi era soprattutto la festa dei compleanni di mamma e papà.

Una Leonessa e un Leone. Non soltanto per il segno zodiacale, ma per il modo in cui affrontavano la vita: con la forza di chi non arretra, nemmeno quando ha paura. Lei proteggeva la famiglia con l’istinto vigile della leonessa; lui avanzava nel mondo con l’orgoglio, la generosità e qualche fragorosa certezza del leone. Erano diversi, e proprio per questo avevano imparato a stare dalla stessa parte.

Mi piace immaginarli nella San Cataldo di questa vecchia cartolina: la spiaggia piena di voci, gli ombrelloni bassi, i bambini sulla battigia, una barca tirata a riva e il mare che allora sembrava non avere fretta. Sul retro, una grafia azzurra manda «un affettuoso saluto» a qualcuno lontano. In fondo, ogni cartolina è un piccolo stratagemma contro l’assenza: serve a dire sono qui e sto pensando a te.

Anche i compleanni servono a questo. Finché ci sono i genitori, crediamo di festeggiare il tempo che passa. Quando non ci sono più, comprendiamo che stavamo celebrando il tempo trascorso insieme.

Oggi sulla tavola non ci sono tutte le persone di allora, ma ci sono ancora le loro voci. Quella di mamma, capace di preoccuparsi persino della felicità. Quella di papà, pronto a difendere le proprie convinzioni anche quando nessuno le aveva attaccate. Ci sono i loro gesti, i loro difetti, le premure, le incomprensioni e quell’amore poco elegante ma tenace con cui hanno tenuto insieme la nostra casa.

Il mare continua a riportare a riva ciò che pensavamo perduto. Basta una fotografia, una data, una cartolina spedita nel 1955. Basta Ferragosto.

E mamma e papà tornano a sedersi accanto a noi, giovani come non li abbiamo mai conosciuti, fieri come li ricordiamo.

Una Leonessa e un Leone.

Buon compleanno, mamma. Buon compleanno, papà.

Ovunque siate, il vostro ruggito abita ancora dentro di me.

 

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