Il destino dei rapporti tra le persone viene deciso all’inizio?
Dovrebbe essere noto - e invece non lo è - che il destino dei rapporti tra le persone viene deciso all’inizio, una volta per tutte, sempre, e che per sapere in anticipo come andranno a finire le cose basta guardare come sono cominciate.
In effetti, quando
un rapporto nasce c’è sempre un momento di illuminazione nel quale si riesce
anche a vederlo crescere, distendersi nel tempo, diventare ciò che diventerà e
finire come finirà - tutto insieme.
Si vede bene perché
in realtà è già tutto contenuto nell’inizio, come la forma di ogni cosa è
contenuta nel suo primo manifestarsi. Ma si tratta di un momento, per
l’appunto, e poi quella visione ispirata svanisce, o viene rimossa, ed è solo
per questo che le storie tra le persone producono sorprese, danni, piacere o
dolore imprevisto.
🏷️ Sandro Veronesi, “Il colibrì”
Le relazioni non hanno un destino già scritto, ma spesso, quando cominciano,
mostrano qualcosa che noi non vogliamo vedere.
A volte nasce subito una leggerezza misteriosa. Non devo sforzarmi,
convincermi, controllare quello che faccio. Il desiderio viene da sé. Mi perdo
nell’altra persona nello stesso istante in cui sento che lei si perde in me. Il
tempo trascorso insieme non pesa, il corpo non protesta e la vita sembra
diventare più larga. Anche se quella storia finisce, ciò che ho vissuto rimane
dentro di me come la memoria di una possibilità: io posso sentirmi così.
Altre volte c’è affetto, piacere, tenerezza. Si sta bene insieme, si fa
l’amore, si condividono giorni e confidenze. Eppure manca quella stretta allo
stomaco che rende l’altra persona insostituibile. Non è una relazione falsa e
non è necessariamente una relazione sbagliata. È semplicemente ciò che è: un
bene reale, ma non un grande amore.
Ci sono poi rapporti nei quali l’incertezza è presente fin dall’inizio.
Qualcosa mi attrae, ma qualcos’altro mi trattiene. L’altra persona mi vuole e
io, sentendomi desiderato, penso di dover corrispondere. Accetto, insisto,
continuo anche quando dentro di me il desiderio si è già spento o forse non è
mai nato davvero. Confondo il desiderio dell’altra con il mio. Mi dico che, se
lei mi vuole, anch’io dovrei volerla.
Ma il corpo non si lascia convincere.
Arrivano il peso nello stomaco, il nodo alla gola, lo sforzo. L’intimità,
invece di essere un incontro, diventa una prestazione da offrire, quasi una
responsabilità da assolvere. Ed è allora che scopro una verità semplice e
difficile: posso voler bene a una persona senza desiderarla. Posso rispettarla,
proteggerla e condividere con lei una parte importante della vita senza
riuscire a provare ciò che lei vorrebbe che provassi.
Questo non significa che le relazioni restino uguali al loro inizio. Le
persone cambiano, il desiderio può trasformarsi, l’amore può assumere forme
diverse. Una relazione può nascere luminosa e diventare faticosa; può
cominciare timidamente e acquistare profondità. Il suo destino non è deciso una
volta per tutte.
Eppure nell’inizio c’è spesso una prima verità: il modo in cui io sto mentre
quella relazione nasce.
Sono leggero oppure mi sto già sforzando?
Desidero oppure cerco di convincermi?
Scelgo quella persona oppure rispondo al fatto di essere stato scelto?
Mi sento libero oppure temo già di dispiacerle?
Molte volte avevo sentito la risposta prima ancora di saperla pronunciare.
Poi l’ho rimossa, perché dire di no mi faceva sentire colpevole, perché non
volevo ferire, perché pensavo che essere desiderato mi imponesse di desiderare.
Oggi so che una relazione diventa stretta quando, per conservarla, devo
abbandonare ciò che sento. Diventa larga quando posso esserci senza
costringermi, quando il mio sì nasce davvero da me e il mio no non viene
trasformato in una colpa.
Le relazioni, allora, non sono promesse sul futuro. Sono mondi che facciamo
emergere insieme. E la loro verità non si trova soltanto nel modo in cui
cominciano o finiscono, ma nell’esperienza che vivo mentre ci sono dentro.
Se devo continuamente persuadermi, qualcosa di me è già rimasto fuori.
Se posso essere spontaneo, leggero e presente, allora sono davvero nella
relazione.
E qualunque sia la sua durata, lì sto vivendo.

Commenti
Posta un commento