Aspettando il nuovo messia



Una conversazione con un amico, e poi un vecchio volantino elettorale ed ecco che tutto si incasella al posto giusto, come quando c’è una trasformazione per la nuova conformazione che prendono le idee.
Il vecchio volantino è quello del candidato al senato del PCI che prometteva che il voto dato a lui era:
per una riforma agraria generale
per una giusta e adeguata pensione
per un giusto salario e stipendio
per un lavoro dignitoso e ben retribuito nella nostra Patria
CONTRO IL MALCOSTUME E LA CORRUZIONE

E quell’amico caro con il quale conversiamo che mi faceva nomi e cognomi di chi, secondo la sua opinione, dovrebbe prendere il posto degli attuali rappresentati della sinistra.
Tra i tanti nomi anche il suo ed è per questo che gli ho chiesto di farsi promotore di un incontro con quelle persone che, secondo lui, rappresentano la sinistra per cominciare a farle con loro le cose di sinistra.
Lui invece di aderire al mio invito ha opposto una descrizione dell’elettorato, tutta centrata dalla sua convinzione che i cittadini non l’avrebbero votato in quanto non avrebbe garantito i favori che invece garantiscono gli attuali rappresentanti della sinistra.
E’ ben informato il mio amico e mi ha fatto i nomi e i cognomi di questi cittadini elettori baciati dalla fortuna.
Io a questo punto gli ho chiesto se volesse davvero essere il rappresentante di questi bisogni “contra legem” o al limite della legge; gli ho chiesto se anche lui volesse essere un colluso ovvero favorire potenziali elettori a scapito degli aventi diritto.
Già, perché ciò che spetta di diritto non ha bisogno di essere chiesto. Se uno chiede a qualcuno che ha il potere è perché desidera essere favorito nell’ottenere qualcosa anche se non è suo diritto ottenerla.
Meno male che il mio amico s’è schernito dicendo che lui si è dato solo il compito di denunciare le malefatte del potere e che non aveva nessuna intenzione di ricoprire un qualsivoglia incarico politico o, peggio, amministrativo.
Ecco il punto. Inutile cercare un “Novello Messia” Salvatore. Se i presupposti per candidarsi sono quelli di avere la possibilità di promettere qualcosa che viene elargito in spregio al diritto non si può che essere dei disonesti.
Qualcuno potrebbe dire che se i politici candidati chiedessero esplicitamente il voto per dare in cambio qualcosa a qualcuno allora sarebbero onesti. Il fatto è che, in tal caso, tali politici avrebbero il voto solo dai destinatari delle loro chiare promesse.
Ed ecco che per ottenere il voto i politici candidati dicono delle bugie ottenendo quindi sicuramente di essere dei disonesti.
In cambio l’elettrice o l’elettore che sarà il destinatario di quelle promesse, promette ubbidienza e sottomissione.
Lo sanno tutti che le cose stanno così.
In sintesi:
1- il cittadino per ottenere un favore promette al politico il voto con fedeltà, ubbidienza e sottomissione.
2- Il politico promette un favore al cittadino per ottenere il voto.
Il contratto che viene propagandato in questi tempi dal Governo Italiano ne è la conferma. Si tratta di un contratto, uno scambio, un commercio.
E quindi è del tutto evidente che il politico pur di ottenere la sua elezione e il conseguente potere che ne deriva è disposto a tutto anche a mentire. La prova che si dicono le bugie è quel volantino elettorale in cui vengono fatte le solite promesse mentendo sapendo di mentire perché i fatti dimostrano che a tutt’oggi, quelle promesse non sono state ancora mantenute.
Inutile continuare penso di aver descritto quello che è sotto gli occhi di tutti da quando abbiamo memoria di politici, governi e potere.
Tutta questa pragmatica si fonda su un’ipocrisia che è del cittadino, di qualunque cittadino. L’ipocrisia è fondata su una credenza che vuole il politico “Nuovo Messia” onesto, che non faccia favori a se stesso e alla sua famiglia e nemmeno ai suoi amici. Insomma il NOVELLO MESSIA non deve fare favori a chi è legato a lui, ma deve fare tutto per noi.
Il problema è che quando un cittadino va da quel politico mica parla usando il pronome “NOI”. Mai e poi mai andrà a fare anticamera dal politico per essere ricevuto e dirgli: “Caro Sindaco sono venuto perché noi cittadini vogliamo un nuovo Stadio”. Invece quando andrà utilizzerà il pronome io e dirà “”Io ho un figlio disoccupato e ti chiedo di dargli un lavoro”.
Lo scambio è fondato sul fatto che il politico senza macchia, puro come l’acqua, ci fa tutto quello che gli chiediamo e che è prevalentemente non ottenibile con il diritto e che quindi, per essere ottenuto, richiede di negare un diritto ad un ignaro cittadino defraudandolo.
Insomma è tutto un imbroglio del tipo di quelli della commedia dell’arte messi in scerna da Arlecchino e Pulcinella ed è per questo che i buffoni, i comici, riescono così bene a farsi beffe dei politici.
Il post s’è fatto lungo. La finisco qui scrivendo che c’è un’alternativa al NUOVO MESSIA. L’alternativa è la Democrazia che è basata sull’uguaglianza, la libertà, la collaborazione e la cooperazione.
Antonio Bruno Ferro


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