La fiera della stella del TERZO MILLENNIO a San Cesario di Lecce



Uscire, incontrare persone. La mattina, di sabato, quando il lavoro della settimana è giunto al termine e puoi immergerti nel riposo, quello che ti perviene entrando in relazione.
“Fera te San Giseppu te la Stiddrha” che tradotto significa Fiera di San Giuseppe della stella. E’ una festa che ho vissuto intensamente da adolescente e che, ho appreso dal nostro compaesano Gianfranco Coppola, ha avuto origine nei primi anni del secolo scorso. Quindi la fera te la stiddrha è nata nel 1910 o giù di li. Una festa che ha poco più di 100 anni.
Di fronte al Bar Patarnello ho incontrato il presidente Pietro Capone, mi ha detto che quest’anno la fiera del bestiame sarà fatta in seguito.
Io non mi faccio programmi di sabato, la mia agenda ha scritto a caratteri cubitali sul foglio del sabato: Quello che esce! Si, il Sabato in mattinata e anche di pomeriggio e sera, i miei discorsi sono proprio così: spontanei, ovvero “quello che esce”.
Mi sono venute in mente le parole scritte nelle ricerche di Gianfranco Coppola. Lui per definire la mission della fiera, scrive che era nota come “la fera te le cotume e te le segge”. Per chi non lo sapesse le “cotume te crita” non sono altro che tutto il vasellame in terracotta e le segge sono le sedie di legno con la seduta impagliata.

L’ho detto a Pietro, gli ho proposto di ripristinare le “cotume” con un concorso. Ho evocato alcune persone di San Cesario. Se continuerete a leggere vi accorgerete che le ho proprio evocate, nel senso che dopo mi sono apparse e abbiamo appunto parlato insieme di questo concorso.
Pietro mi ha raccontato del successo degli espositori di antiquariato di via Dante e della circostanza che anche quest’anno ci sarebbero stati nuovamente.
Per quanto riguarda gli spazi di Via Russo, Piazza Garibaldi, Via Manno, Piazza XX settembre, Via Vittorio Emanuele II e Via Don Oronzo Margiotta mi ha chiarito che è il Comune di San Cesario a gestire gli spazi pubblici e che lo stesso ne ricava un corrispettivo economico dall’occupazione del suolo pubblico e che, di conseguenza, la presenza degli espositori dovrebbe essere una incombenza a cura dell’Amministrazione Comunale in quanto per la stessa una maggiore presenza di espositori rappresenta anche un maggiore incasso.
Ho salutato l’amico Pietro e sono andato in Piazza dove mi sono apparse le persone che avevo precedentemente evocate.

Non dico di chi si tratta perché non so se desiderano essere citate. Comunque abbiamo parlato della fiera, ci siamo chiesti come potevamo contribuire al ripristino degli antichi splendori delle tradizioni del paese più bello del Mondo.
Più volte ho raccolto l’amarezza di tanti parenti e compaesani che desidererebbero avere la gioia di passeggiare tra gli antichi piatti, stoviglie, sedie, lampadari, mobili. Tutte le sancesariane, indistintamente, desidererebbero avere una fiera piena di “baracche” ed espositori.
Parlavamo fitto fitto con questi amici ed amiche, e uno di essi ha definito “IL MODULO” intorno a cui costruire un progetto della fiera della stella del terzo millennio. Si tratta di un oggetto in terracotta, piccolo ma significativo per tutti.
Insomma il MODULO è la campanella! La campanella in creta è l’incontro tra messapi e greci. Già perché creta deriva dall’isola dove si facevano vasi e piatti e…. campanelle!
“Li campanieddrhi te crita” da Creta, l’isola del Mediterraneo.
Un concorso per le campanelle della stella “Li campanieddrhi te crita te la stiddrha”.
Magari partire dal piccolo dei locali che oggi sono aula consiliare.
Oppure, perché no? Pensare in grande, anzi PENSARE ENORME  e andare in giro per il Salento.  E’ nel Salento che si è sviluppata sin dall'antichità la produzione della terracotta e della ceramica e in particolare ci sono comuni dove si è molto radicata ovvero San Pietro in Lama, Cutrofiano, Grottaglie e Lucugnano. Siamo a 5 chilometri dalla Lecce Porta d’Europa e possiamo rappresentare un punto di riferimento per tutti i potenziali acquirenti delle ceramiche artigianali. Perché non chiedere ai figuli di fare di San Cesario la loro fiera annuale? In campo neutro, con una tradizione vecchia di 100 anni cominciare con la 107ma fera te la stiddrha!
A proposito si chiamano ceramiche perché l'antica tecnica di smaltatura degli oggetti diffusa nell'antica Grecia, quando non esistevano gli smalti, era quella di intingere i prodotti di terracotta nella cera, in modo da renderli idonei per usi alimentari e proteggere la creta. Da qui il termine ceramica (dal greco keramos).
Una piccola annotazione: l’associazione “Sinergie” di San Cesario di Lecce, di cui sono socio, l’anno scorso diede ai bambini una campanella di terracotta da colorare proprio nel giorno della fiera della stella. Furono 90 i bambini che l’anno scorso si cimentarono a colorare il mondo con le campanelle!
Tutti sanno che la campana è uno strumento musicale e di culto che ha la funzione di chiamare i fedeli e annunciare, a seconda del suono emesso, sventura, lutto o festa. Lo scampanio delle campanelle di Pasqua, come tutti sappiamo, annuncia la Resurrezione ed è per questo che nelle fiere che si svolgono dopo questa festività religiosa ci sono sempre le campanelle di terracotta.
Ecco perché il MODULO per la fiera della stella del terzio millennio deve essere sicuramente la campanella.
Convenivamo tutti che è anche grazie al desiderio sincero di una resurrezione di questa tradizione che si può realizzare un maggiore senso di appartenenza alla nostra Comunità da parte di tutti gli abitanti del paese più bello del Mondo.
Un manipolo di donne e uomini decisi può cambiare le cose?

Perché no? Ci sono precedenti illustri come quello dei dodici di 2016 anni fa.
Se ti ho emozionato con questo scritto allora leggi quello che ho letto anch’io stamattina…
antonio bruno

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