...l’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L'importante è quello che provi mentre corri. Ma certo che me lo ricordo l’anno della maturità, come potrei scordarmene? Io, Gianni Bruno e Ronzino Rollo a Lecce in via Costantino De Mitri a studiare, a sognare, a commentare, discutere, conversare. Come faccio a dimenticare? Quella 127 di Ronzino, una specie di Jeep con la quale scoprivamo i paesi vicini. E quelle idee sulle sedi dell’Università, a Perugia o Napoli diceva De Nitto. Ma io come faccio? C’era lo studio di Gianni, il letto accanto, la luce blu e la sua scrivania bianca. Leggiamo, studiamo, sogniamo. Soprattutto sogniamo in doppio petto blu, quello che ti faceva sentire già un professionista, quello che ti faceva passare dall’adolescenza alla giovinezza della responsabilità. Quei gradini della scuola, il Prof. Giacinto Donno che meno male che lo chiamarono al telefono che, se no, chissà come sarebbe andata a finire. E il professor...
Antonio Lettere all'anagrafe. Conosciuto in paese come mesciu Antoniu Casaranu...E' da piu' di 50 anni che pratica ed insegna lo sport e l'arte dello JUDO e altre arti affini. Esperto anche in massaggi e pratiche orientali per dolori al corpo umano. Ha plasmato molti giovani salentini che oggi si occupano di questo ed hanno anche delle palestre in altri paesi limitrofi. Antonio nasce come artigiano del ferro battuto, ma inizia prima con la passione del "CULTURISMO" e poi man mano, al finire degli anni 60', comincia a occuparsi per l'apertura di palestre in arti marziali. Ha partecipato in molte gare nazionali e tante ne ha vinte. Moltissime sono state le vittorie in gruppo con le sue squadre delle sue palestre. Persona generosa e disponibile, sincera e pronta allo scherzo sia a riceverlo che a farlo. Fisico molto energico e ancora molto scattante nonostante l'eta non piu' "ragazzuola". Entro in palestra mentre sta allenand...
Il fatto è che nella memoria ci sono dati che riemergono nel momento stesso in cui qualcosa percepito dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dal gusto o dal tatto passando da neurone a neurone, sotto forma di elettricità, arrivano al mio cervello. Questa volta è stato per quel rosso del papavero. L’avete visto quel rosso in questi giorni, gocce rosse nel verde del grano o dell’orzo, gocce rosse nel verde dell’avena selvatica e sotto gli oliveti. Mi sono venute in mente le parole che scrissi sei anni fa, nel 2010 che sono quelle che seguono: “E come non raccontarvi del Papavero pugliese (Papaver apulum Ten.) che si distingue per i petali scarlatto rosei con macula scura basale. […..] grandi distese di papaveri rossi che si possono ancora notare in tutta la penisola e, tra questi, c'è anche il rosa del papavero pugliese. [……..] Quegli stessi papaveri della mia infanzia a San Cesario di Lecce, quando li raccoglievamo ancora chiusi nelle brattee e poi, uno di fronte a...
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