Oggi ascolto Giorgia – PARAFULMINI

 


Oggi ascolto Giorgia – PARAFULMINI

Ci sono cantanti che, dopo tanti anni, finiscono per diventare prigionieri della propria bravura.

E Giorgia potrebbe esserlo più di tanti altri. Perché quando possiedi una voce come la sua, il rischio è che tutti aspettino il momento in cui dimostrerai ancora una volta quello che sanno già: che sai salire, scendere, modulare, tenere una nota, accarezzarla e poi farla esplodere.

Invece oggi ascolto PARAFULMINI e mi succede qualcosa di diverso.

Giorgia canta semplice.

Quasi niente vocalizzi, niente esibizione della potenza. E, soprattutto, una voce che a tratti mi sembra quella di un’adolescente.

Mi viene persino da sorridere pensando a X Factor: sembra una delle ragazze che potrebbero presentarsi davanti a lei durante le audizioni.

Una di quelle ragazze emozionatissime, con la famiglia che aspetta dietro le quinte, il cuore che batte troppo forte e la sensazione che quei tre minuti possano contenere tutta la vita.

Adrenalina e sogni.

Visioni.

E un’anima che vibra come una nuvola in preda al panico.

È questa la Giorgia che mi arriva oggi.

Non la grande cantante che deve ricordarci quanto sia grande. Ma una ragazza che sembra avere nuovamente qualcosa da rischiare.

Ed è fresca.

Maledettamente fresca.

Appassionata, vulnerabile, persino un po’ esposta.

La canzone, almeno per me, non è neppure di quelle che al primo ascolto ti si appiccicano addosso con un ritornello facile. Ha bisogno di qualche secondo per trovare la strada.

Ma Giorgia quella strada l'ha trovata subito.

Ed è arrivata fino a me.

Perché PARAFULMINI parla di due esseri umani che cercano di restare in piedi mentre qualcosa intorno a loro precipita. Il parafulmine, in fondo, è un oggetto meravigliosamente tragico: sta sul punto più alto del tetto proprio per ricevere ciò da cui gli altri cercano riparo.

Forse qualche volta nelle relazioni facciamo esattamente questo.

Ci mettiamo sul tetto.

In bilico.

Aspettiamo il fulmine.

E speriamo che l'altro sia ancora lì.

Mi piace soprattutto l'immagine della pioggia. Perché l'amore raccontato qui non sembra promettere che smetterà di piovere. Non dice: ti salverò dalla tempesta.

Dice qualcosa di molto più umano: se pioverà, ci bagneremo.

Insieme.

Ed è proprio lì che Giorgia mi ha preso.

Mi sono ritrovato sotto quella pioggia senza essermene accorto.

Ho ascoltato la canzone e, a un certo punto, non stavo più osservando Giorgia cantare.

Ero lì.

Sotto la pioggia con lei.

E mi sono bagnato anch'io.

Oggi.

Per oggi è tutto.

 

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