L’ALLEGRIA NON HA BISOGNO DI CHIEDERE SCUSA
L’ALLEGRIA NON HA BISOGNO DI CHIEDERE SCUSA
“Non vivo più senza te” era più ruffiana: conosceva la strada più breve per arrivare all’orecchio e, da lì, al cuore. Questa “L’ultima canzone”, invece, porta con sé l’influenza di Juli, quel personaggio leggero e imprevedibile che sembra abitare anche le canzoni di Olly.
A guardarli e ad ascoltarli, Juli e Olly sembrano usciti da un cartone animato. Mi fanno pensare a Yoghi e Bubu: due complici che attraversano il bosco della musica con l’aria di chi sta combinando qualcosa, magari soltanto una melodia capace di rubarti un sorriso.
Poi arriva Biagio Antonacci, con la sua esperienza e il suo mestiere, e accetta di entrare nel loro mondo senza pretendere di cambiarlo. È forse questo l’aspetto più simpatico della canzone: generazioni diverse che non si sfidano, ma giocano insieme.
Non so se “L’ultima canzone” resterà nella storia della musica italiana. So però che mette allegria. Almeno a me. E in tempi nei quali siamo diventati bravissimi a complicare persino un sorriso, non mi sembra affatto poco.
E per oggi è tutto.
“L’ultima canzone” – Juli e Biagio Antonacci

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