I bagni a Sant’Isidoro
Noi bambini trascorrevamo la nostra giornata nella Masseria
Pendinello. C’era solo da indossare il costume da bagno e uscire di casa. Era
molto bello il boschetto di Pino d’Aleppo con la torre colombaia e gli alberi
di mandorlo che crescevano assieme agli alberi di fico. I fichi erano una varietà diversa dall’altra e producevano fichi bianchi e fichi neri a partire da luglio sino a settembre.
E poi la grande quercia e il lunghissimo viale fiancheggiato
dagli eucalipto.
Una Fiat 600 Multipla rossa e nera dello zio fungeva da servizio
bus verso il mare. I papà andavano a lavorare e sarebbero tornati solo nel
pomeriggio. Ci andavamo tutti con le nostre mamme e tra noi c’erano i
fratellini e le sorelline più piccole.
Ricordo che la mamma preparava a casa la pastina che metteva
nello scaldavivande. La mia sorellina più piccola una volta arrivata in
spiaggia si sarebbe subito immersa in acqua. La cosa più bella era vederla
uscire dall’acqua assieme ai miei cuginetti e scaraventarsi su quel cucchiaio
che le mamme riempivano con la pasta che avevano preparato prima a casa.
Era bellissimo vederli mangiare quei cuccioli e quelle
cucciole di uomo. Era bellissimo vedere la mia mamma e le mie zie che si
occupavano di loro immerse in quel rito del dare il cibo, del dare la vita.
Antonio Bruno

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