Il fantastico Mondo dei fumetti
Il ricordo dell’estate è collegato con il sole accecante e
la polvere che si alzava dalle strade. Grazie a Dio in quei tempi l’asfalto non
aveva conquistato tutto ricoprendo ogni strada, noi si godeva della polvere che,
per essere domata, aveva la necessità di entrare in contatto con l’acqua. A
questo provvedeva un autobotte che circolava nelle vie del paese più bello del
Mondo inzuppandolo tutto.
I giorni dell’estate, per chi negli anni 60 era un bambino,
erano accompagnati dall’insonnia pomeridiana.
In effetti alzandosi tardi, poiché non si era più costretti invece
alle levatacce per andare a scuola, non si sentiva la necessità del riposo
pomeridiano.
Per non disturbare gli adulti che stramazzavano sul letto esausti
non appena avevano finito di pranzare, noi bambini avevamo tutti il divieto
assoluto di fare qualunque rumore, “citti è merisciu, nc’è lu meriscu”. Non si
poteva accendere la radio, all’epoca non c’erano le silenziose cuffie, e non
avendo molto appeal i libri ecco spuntare “li giornalini” ovvero i giornaletti
a fumetti.
I primi fumetti che incrociai furono quelli di topolino,
braccio di ferro, tira molla. Poi arrivo Blek Macigno e capitan Miki con Tex
Willer. A un certo punto vennero fuori due fumetti che la fecero da padrone
ovvero Diabolik e Kriminal ma anche i fumetti sulla seconda guerra mondiale
ebbero un grande successo, uno per tutti: guerra d’eroi.
In tutto questo tempo c’erano sempre l’intrepido e il
monello, giornaletti che avevano dei fumetti a puntate ma che non riscuotevano
grande successo tra noi ragazzi degli anni 60.
Un aspetto interessante dei fumetti è quello relativo allo
scambio.
Il fumetto veniva letto una prima volta. Poi nei giorni
successivi veniva letto per più volte, tutto ciò continuava sino a quando la
lettura della storia e le immagini continuavano a provocare emozione.
Ma quando accadeva che, sfogliate le prime pagine del
fumetto, si chiudeva lo stesso riponendolo di nuovo nella cassetta di cartone,
ecco che era giunto il momento di prendere atto che quel fumetto era oramai
noto e stranoto in tutti i suoi particolari e per questo stesso motivo non più
fonte di stupore e di emozioni.
Bene, una volta che ciò
accadeva, ecco che si cercava di incontrare un altro ragazzo, in
possesso anche lui di fumetti che anche a lui non davano più emozioni, per scambiarsi
i fumetti.
Per stabilire il valore dei fumetti si faceva riferimento al
prezzo di copertina. Ovvero nello scambio si doveva ottenere alla fine lo
stesso valore totale dei prezzi di copertina dei fumetti dati in cambio di
altri.
Un altro elemento era la freschezza della pubblicazione “quiddri
cchiu nei alianu te chiui”.
Una volta finita la trattativa attendevo il pomeriggio per
immergermi nella lettura di avventure di ogni tipo. Ogni pomeriggio vivevo come
un eroe della seconda guerra mondiale, oppure come un ribelle della conquista del
West o ancora nel fantastico Mondo degli animali che parlano di Walt Disney.
I pomeriggi volavano e alle 5, quando tutti si svegliavano,
ecco che si poteva andare a vedere la Tv dei ragazzi per poi scaraventarsi
sulle strade per incontrare gli altri bambini che vivano, come me, nel
fantastico Mondo dei fumetti degli anni 60!
L’immaginazione, che forza! Continuo ancora a immaginare,
senza più leggere i fumetti. E’ la forza dei bambini, è la mia forza. Non per
niente affermo sempre che ho 7 anni da 52 anni a questa parte!
Antonio Bruno

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