Sino al 1915 la GIURDANA faceva parte della DIOCESI DI OTRANTO notizie storiche di Don Luciano Forcignanò
Queste notizia mi sono state chieste da CLAUDIO PERRONE presidente del Piccolo Comitato della Giurdana
La Parrocchia di Santa Caterina d'Alessandria del Casale di
San Cesario di Lecce
Il casale ricadente sotto la diocesi di Otranto comprendeva
la zona denominata "Giordana" tra le attuali vie Dante, Marconi e
Verdi, inoltrandosi per tutto il territorio sino ai confini di S. Donato. La s.ua
Chiesa parrocchiale matrice era localizzata dove oggi è la chiesa di San Rocco
ed era dedicata a S. Caterina D'Alessandria.
Il documento più antico che ci attesta l'esistenza di questa
parrocchia risale al 16 ottobre 1522, ed è la relazione della visita pastorale
compiuta dal vescovo di Castro Mons. Giorgio Rosa, a nome dell' arcivescovo di
Otranto nella quota parte di sua competenza; in questo documento è detto che vi
era una "chiesa matrice" ed il suo "cappellano".
Dagli atti della visita pastorale di Mons. Antonio De Capua
il 3 febbraio 1538 si desume che la chiesa era in buon stato e che si
amministravano tutti i sacramenti.
Nel 1608 però, il vescovo Lucio de Morra, visitandola la
trovò talmente mal ridotta e insufficiente al fabbisogno dei fedeli da
deciderne la chiusura.
Sino all 'ultimazione dei restauri, i fedeli si sarebbero
rivolti alla vicina chiesa di Santa Maria delle Grazie, facente capo alla
diocesi di Lecce.
All' epoca erano parroci don Scipione Todero, della quota
idruntina (della diocesi di Otranto), e don Peregrino Scardino per quella
leccese.
Accadde che quella che doveva essere una soluzione
temporanea si configurò ben presto come sistemazione definitiva.
Il parroco della quota di Otranto venne a perdere di
autorità, cosa che portò l'Arcivescovo
di Otranto a non nominare un nuovo parroco, bensì un cappellano con il compito
di " ... presiedere al clero della quota, di amministrare il sacramento
della penitenza, di predicare, di compilare lo Stato d'Anime.".
L'Arcivescovo di Otranto si riservava il diritto delle
Cresime, l'ordinazione sacerdotale e di riconfermare appena possibile la Chiesa
di S. Caterina a Parrocchia.
I restauri ripresero solo nel 1657 con il Vescovo Adarso de
Santedere dell'ordine dei Mercedari per la redenzione degli schiavi.
Il presule fece edificare due nuovi altari dedicandoli a S.
Rocco e alla Madonna della Mercede. Altri lavori di restauro furono eseguiti
sotto il vescovato di Michele Orsi (1722-1752) del quale si conserva lo stemma
in facciata.
Dal 1915 la nuova chiesa divenne sede dell'unica parrocchia
di S. Cesario, dopo l'annessione della parrocchia di S. Caterina d'Alessandria
a quella di S. Maria delle Grazie.
Restò unica parrocchia sino al 1969, quando il Vescovo di
Lecce Francesco Minerva eresse la parrocchia di S. Antonio da Padova,
coincidente grosso modo con la zona dell'antica parrocchia di S. Caterina
d'Alessandria.
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