Il giorno della Cresima
Ho osservato con calma la foto della mia Cresima. Avevo la
giacca e il papillon, un giglio in mano, la medaglietta e una fascia sul
braccio sinistro.
Era un giorno importantissimo. Ricordo che fu molto
laboriosa la scelta del compare. Dopo lunghissime discussioni in famiglia che
esclusero l’abusato ricorso ai parenti, la scelta cadde su un ex dirimpettaio
di casa nostra quando abitavamo in Via Unità d’Italia.
Compare Nino. Mi regalò un orologio d’oro! E la mamma
organizzò una bellissima festa a casa, tantissimi invitati! Ricordo che
arrivarono gli spumoni (che poi sono gli scumuni siciliani) dal Bar di Nino
Scardino e le bocche di dama assieme ai dolcetti di Popillo!
Ricordo che le persone invitate ovvero i parenti, i vicini e
gli amici, erano sia in casa che nel nostro giardino e che noi bambini andavamo
da una parte all’altra della casa.
Portai i dolcetti al Maestro Tangolo! Già, allora la Cresima
si faceva quando frequentavamo le scuole elementari. La cosa che mi colpii
molto è che il maestro ringraziò ma mi disse di aprire il pacchetto e di dare i
dolci ai mie compagni di scuola. Così feci. Adesso che ci penso il maestro non accettava
mai regali dalle mamme, anzi ci diceva di dire loro che non era proprio il caso
di fare alcun regalo.
Il giorno della Cresima era un giorno importante e ciò lo
potevo arguire anche attraverso l’abito che indossai che fu scelto con grande
attenzione dalla mia mamma. A guardarlo adesso, ho notato che la taglia della
giacca è un tantino più grande. A già, mi ricordo! Allora si acquistava una
qualche taglia in più perché crescevo e i vestiti divenivano presto inadatti
perché stretti. Ecco allora che la mamma acquistava qualche taglia in più, in
maniera tale da indossarli per più tempo.
La mia Cresima!
Chi l’avrebbe detto che Gesù poi sarebbe divenuto così
importante per tutta la mia vita?
Antonio Bruno
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