Luca Liaci la scrittura come espressione naturale della creatività.

 
La famiglia di Luca

Ho contattato Luca attraverso la chat Facebook perché non sono potuto andare, così come avrei desiderato, alla presentazione del suo libro di cui ho già riferito qui:
Ecco il dialogo in chat:
Conversazione iniziata Giovedì
Antonio Bruno
19/05/2016 6:09
Antonio Bruno :  Posso chiederti un intervista?
Luca Liaci ha accettato la tua richiesta.
Luca Liaci 20/05/2016 15:07
Luca Liaci: Si, Con chi parlo innanzi tutto ahahahah
Antonio Bruno
Carissimo Luca buongiorno io faccio parte dell'associazione sinergie e sono il presidente dell' Associazione dottori in agraria e forestali della provincia di Lecce
Con l'Associazione sinergie curiamo il blog cronache dal paese più bello del mondo San Cesario di Lecce
Se ti fa piacere potresti rispondere telefonicamente alle domande che ti porterò io scriverò ciò che mi dirai è questa intervista sarà pubblicata sul blog è diffusa tramite i social network
Fammi sapere un caro saluto Antonio Bruno
Luca Liaci
20/05/2016 18:38
Luca Liaci
Va bene Antonio, quando vuoi
Basta che mi fai sapere
E così che sabato 21  maggio l’ho chiamato e questa è l’intervista che mi ha concesso:

Caro Luca, quando hai iniziato a scrivere?
Avevo 10 – 11 anni alle scuole elementari medie, era una passione.
Quindi scrivevi un diario?
No, ho scritto dei racconti, non ho mai scritto diari, ma solo racconti che mi hanno sempre affascinato.
Quindi ti piaceva fantasticare?
Da bambino si, ma poi crescendo ho affrontato i problemi adolescenziali.
L’adolescenza che dramma. Come la vedi?
Io non la vedo come un dramma ma come un periodo di passaggio con una doppia faccia periodi positivi e negativi.
Quali sono quelli positivi?
Sono legati ai sentimenti più intensi.
Quale è questa positività, l’amore?
Per me l’amore è un punto fisso una delle cose più importanti, non solo dell’adolescenza.
Come ti sei accorto di essere innamorato?
La prima volta mi sono sentito felice, ho provato sensazioni che ti riempiono. Insomma quando sono innamorato non provo più il vuoto e mentalmente mi sento calmo e non cerco più nulla. Qaundo sono innamorato sto bene con me stesso. Quando mi innamoro non do conto a niente e sto bene da solo. Il fatto è che stai bene con la persona con cui stai.
Luca hai un’immagine, collegata con l’emozione?
Una panchina sotto l’albero. La cosa che mi viene in mente è Piazza Mazzini e le panchine sotto gli alberi, la sera con la luce soffusa, quella luce più scura delle altre.
E un suono, una canzone?
Io l’ho interpretato sempre come il silenzio, non c’è motivo di una canzone un suono io l’ho vista come calma, che stai bene con quella persona

Luca ti vivi quella calma?
Magari c’è gente che ti passa affianco ma la calma te la vivi tu. L’amore come silenzio, è come se fosse un fatto spirituale.
E poi c’è l’altro amore per la mamma, che ruolo ha avuto quale funzione nella tua vita?
Se vogliamo parlare dell’influenza io sono dell’opinione che l’hanno avuta i miei genitori, la mia famiglia è unita, si ragiona insieme complessivamente. Tutti mi hanno aiutato e mi hanno dato dei consigli. I miei nonni. E mia nonna che è stata la seconda madre.  La famiglia unita è stata una sicurezza e mi da tranquillità.
Forse adesso molti tuoi amici hanno i genitori separati?
Oggi ci sono più ragazzi con genitori separati. Tanti amici vivono questa situazione Questi ragazzi sono più in guardia in materia d’amore. Come dire sono in uno stato d’allerta, hanno visto e notato tutte le esperienze dei loro genitori e quindi se i loro genitori si sono separati pensano che potrebbe accadere anche a loro. Per questo ci vanno cauti con l’amore!
La classe di Luca Elisa Minelli,Lavinia Petrachi, Ludovica Tumolo, Paolo Perrone, Marta Visconti, Antonio Scorrano, Luca Liaci, Giovanni Vetrugno, Mirko Gentile, Chiara Mazzotta, Aurora Signore, Claudia Greco, Alberto Rizzelli, Sofia Mazzotta, Giulia Perrone, Raffaella Mazzotta, Giorgia Metrangolo, Marianovella Parlangeli, Elisabetta Garibaldi, Stefano Viglietti, Simona Conte e Laura Cappello.

Quali sono i sogni di Luca?
Io amo la scrittura ed è l’unica cosa che sento come una passione e che mi riesce naturale. Provo piacere nello scrivere ed è come uno sfogo. Per me è una terapia. Quando scrivo mi sfogo , scrivo quello che penso e questo mi calma. Scrivendo tiro fuori tutte le cose che ho dentro.
Che cosa ti senti di fare per la Comunità in cui vivi in qualità di cittadino?
Se pensiamo solo a noi stressi non concludiamo nulla, noi dobbiamo pensare a fare andare avanti la società e sono disposto a dare il mio contributo. Dovrebbe essere una Comunità più unita, adesso non c’è interesse e non c’è partecipazione. Anche una semplice fiera paesana adesso non ha più l’afflusso di gente di una volta e non ha più la materia prima di una volta ed accade perché la gente non vuole incrementare quello che c’è. Io registro un abbandono della vita comunitaria. Si cercano le grandi realtà ma non si cerca più la comunità ristretta nella quale si vive.

Che pensa Luca di Dio?
Ho una visione complessa, forse una visione di qualcuno che sta crescendo. Quando sei bambino i genitori ti portano in chiesa e ti indirizzano. Quando sei autonomo ti crei una visione di Dio. Dio non è solo quello che viviamo la domenica mattina a messa, è qualcosa che è tutto, qualcosa che ha creato tutto c’è e quindi per me è questo.
Tu credi in Dio?
Credo e non credo, ho un idea di Dio, sono convinto che c’è qualcosa ha creato tutto.

A questo punto mi sono congedato da Luca dopo averlo ringraziato. Che cosa ne ho cavato? Luca ha la capacità di trovare la pace, la calma e vive una vita densa nel silenzio. Nel silenzio sgorga dal profondo ogni parola che lui ripone con cura sulla carta o sulla tastiera.
Parola dopo parola la calma lo pervade e gli fa gustare un sentimento profondo per l’altro, per la sua ragazza ma anche per la sua famiglia o per la sua scuola e ancora per la Comunità
La scrittura che toglie la confusione del rumore che produce la Tv, la gente e il mondo intorno.
Io c’ho fatto un cammino intorno a questi temi e ho 60 anni. Luca a 18 c’è arrivato da solo.
Che dire? ‹chapeau›!  tanto di cappello!


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